lunedì 11 gennaio 2010

Messa Triste - un requiem per degenerati





"Io non so ridere, non so sorridere, non so giocare. Io sono entrato in una piscina due giorni fa perché quando ero piccolo tu mi ha messo la testa sott’acqua e mi hai detto che volevi vedere quanto mi duravano i polmoni. Tu, mamma, lavoravi nei locali notturni e una volta, quando io avevo 18 anni, volevi che io, che non avevo mai usato il mio corpo, ballassi al tuo fianco. Mia nonna era alcolizzata e mi massacrava. Quando mi teneva la testa nel vomito perché vomitavo? Ho scoperto solo dopo anni che ero bulimico. Ma io non ho mai abbandonato mia nonna perché l’amavo. Nel 1992, grazie alla trasmissione Chi l’ha visto? abbiamo ritrovato mia nonna morta bruciata viva per strada."

Gabriele, concorrente del GF 10 , in diretta da Barbara d'Urso a Domenica Cinque

"i produttori hanno deciso di giocarsi l'ultima carta inviando nella casa più spiata dal pubblico tv una coppia di omosessuali sieropositivi. «Spiegheremo da subito agli inquilini la nostra situazione», ha detto il 42enne Carlos. Il suo compagno di vita Harald, 45 anni, aggiunge: «Vogliamo dimostare che con l'Hiv si può avere un vita normale e che convivere in uno spazio ridotto assieme ad altre persone non rappresenta un problema». Oltretutto i due aggiungono senza pudore di voler «fare sesso nella casa» a Colonia durante i 148 giorni di reclusione. Tra i 12 concorrenti c'è anche in senzatetto. "


Corriere della Sera, 9 gennaio



"Bari – Centinaia di immagini che ritraggono bambini dai tre anni in su mentre subiscono rapporti sessuali completi. I file, orribili, scaricabili su E-mule, sono alla base di una grossa inchiesta che si è svolta tra Puglia, Lombardia, Marche e Campania. L’operazione, compiuta dalla polizia postale di Bari, ha permesso di arrestare undici persone accusate di pedopornografia informatica sotto la forma del commercio di file pedopornografici. Sei persone sono finite in carcere, quattro ai domiciliari e una è stata interdetta all’uso del computer. I provvedimenti sono stati firmati dal gip del tribunale di Bari Jolanda Carrieri su richiesta del pm inquirente, Roberto Rossi. Gli utenti usavano un vero e proprio baratto: scambiavano immagini solo per altre immagini. "


La Voce online, 11 gennaio









Tutto il vomito ingoiato frettolosamente, tutte le lacrime ricacciate a forza in gola, tutte le illusioni di un approfondimento televisivo, tutte le lordure morali imposte dalle carenze affettive ed emotive ed economiche - un loculo affittato in periferia, tra alveari cementificati di edilizia popolare a due passi dal rombo perenne della tangenziale, un flusso costante accelerato come nei film di Godfrey Reggio, punti di carne punti di metallo punti di non-esistenza centrifugata dalla mancanza di rispetto.
Tutta la droga iniettata inalata sniffata fumata, tutte le candide giustificazioni di speranza per un futuro migliore di un nirvana decerebrato, tutte le passeggiate senza soldi e senza felicità a guardare gli altri, a consumarsi gli occhi nel riflesso di vetrine simbolo esse stesse di alterità, pornografia dell'anima- cammina a fatica, tradendo il peso di una vita sregolata, infelice, dimenticata, solitaria, si apre un varco una ferita marcescente di pus e pustole, acne, epatite, colesterolo alto, devastazione psichica animale lo spirito che la anima ma senza amore.
Tutti i fallimenti sparati ad alzo zero nei suoi occhi in piano-sequenza come se questo fosse un film privo di spettatori, tutte le confortevoli idiozie di madri avvinte dal dolore, una trilogia sperticata di arte e sperma e sangue e morte e vermi e cadaveri putrefatti, più abuso, un grado maggiore di abuso, repulsione per le parole di conforto, una stanza sporca che non lava da giorni e dentro cui si impilano pentole incrostate e dentro cui si sedimenta l'odio totale cieco abbacinante, tutte le paure, le fobie, tutti i passi notturni, lenti, cadenzati, cerca di non fare rumore perchè coltivare l'illusione di avere ancora qualcuno dentro casa, qualcuno di cui preservare il rispetto ed il sonno e le carezze mattutine quando il sole bacia la stanza da letto, è un fattore importante, è quasi la ratio della sua patetica esistenza.
Una corsa nel nero della notte, verso un orizzonte di luci bianche diafane come diamanti ciechi, col cuore in gola e gli occhi colmi di lacrime e gonfi per il sonno e per gli psicofarmaci -l a sua esistenza è un perenne ciclico trionfo della morte, il cancro, il padre annientato giorno dopo giorno in una corsia ospedaliera, le visite interminabili, il peso di quei pomeriggi e di quelle mattine, un affetto che andava perdendosi e la sensazione straziante di impotenza che sempre accompagna la fine della vita di chi ci è caro.
Avrebbe voluto proporre una seria riflessione, una accorata preghiera di pace e serenità, avrebbe voluto celebrare degnamente la sepoltura del padre, ma non ha potuto, presa come era a compiacere uno spacciatore con cui si era indebitata, a succhiargli le palle mentre il padre esalava gli ultimi respiri, mentre lui invocava il nome della figlia, solo, abbandonato, le mutande sporche di feci e una flebo vuota a penzonargli sulla testa come tragica icona di consunzione anestetizzata - non saprà mai lei, che cosa davvero abbia detto e pensato suo padre, e se ne starà a succhiare cazzi di spacciatori con quel drammatico dubbio nel cervello, peggiore di un tumore allo stadio terminale il dubbio che suo padre possa averla rinnegata la fa soffrire, la costringe ad assumere dosi sempre maggiori di eroina.
Si sta sfigurando, i lineamenti un tempo gentili e quasi raffinati, di una raffinatezza popolana, i capelli lunghi ricci neri, tutto si sta estinguendo lentamente ma inesorabilmente, i capelli cadono, si fanno radi, deboli, il colorito emaciato pallido, la carne chiazzata, la pelle grassa ispessita; più cade nell'abisso, più sa perfettamente che perderà fascino residuo e appeal commerciale, ma non può farci niente.
Il momento eccitante della consapevolezza, quando comprende, in brevi ma intensi attimi, cosa è diventata, le scelte sbagliate, le cose a cui ha rinunciato; non va quasi nemmeno più a portare fiori sulla tomba del padre, ha vergogna di quel volto immortalato in foto, si vergogna di se stessa, è inutile, sente, inutile come una qualunque merda di cane spiaccicata sul marciapiede.
Dove è adesso la sicurezza che aveva da bambina?
Dove sono le parole amorevoli del suo ex marito?
E' rimasta sola - sola e disperata, odiata, comprata, resa meno che merce, scaduta come un carico di cernie putrefatte.
Dove sono le parole gentili che il prossimo dovrebbe elargire a profusione?
Dove sono la sociologia misericordiosa, la Caritas e Massimo Giletti ?
Provi, se ci riesce, a lenire i sintomi della depressione; scopate al prozac, ormai.
Tutto è triste in questo universo rovesciato, grigio, monocorde, abulico, vegeta sul divano con lo schermo del televisore acceso, puntolini impazziti formicolare di elettricità, la quotidianità disperata spezzata solo dai ritmi della prostituzione, non ha futuro, e non vuole averne.
Ha esplorato ogni anfratto di Roma, ogni angolo buio, ogni sauna, ogni privè, ogni spazio di puttane, ha preso botte da protettori rumeni e sigarette spente sul viso da magnaccia albanesi, un tentativo di stupro punitivo, le risate feroci dei ragazzini, le retate della polizia, il lucore della questura e la freddezza glaciale del fotosegnalamento.
Non c'è niente che possa fare, e questo mi fa stare bene; maggiori saranno gli ultimi tentativi di vivere, di tornare a respirare, maggiore sarà il tonfo finale. L'aura apocalittica del fallimento.
Continui a vivere.
Continui a soffrire.
E quando avrà esaurito la sua funzione di metafisico oggetto sessuale, scompaia nella notte.
Nessuno la piangerà.

1 commento:

Anonimo ha detto...

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