domenica 18 luglio 2010

Blu come il sangue




Era inevitabile.
Esultate casalinghe, perchè la vittoria è vostra - a furia di scrivere compiaciute e timorose lettere alla posta di True Crime, a forza di inanellare share tripudianti di veline e teste maciullate, nell'ombroso punto di incontro tra criminologia accademica, file dentro le aule di tribunale e masturbazione davanti alla casetta di Olindo Romano e Rosa Bazzi, avete raggiunto ciò che da tempo vi eravate prefissate; l'organica commistione tra gossip e cronaca nera, quell'afflato giulivo, profumato di spezie esotiche, da tramonto romano al Circolo Canottieri, discorrendo amabilmente di ville in Toscana e stupri di gruppo.
La gang bang del crimine, una buona società fatta di centrini in pizzo e piccozze insanguinate ordinate per posta a Silling postal market del comportamento deviante, Durkheim a lezione da Marta Flavi - Lombroso non vi ha insegnato nulla, e nonostante questo siete voi ad uscire trionfatrici dalla battaglia per la conquista della egemonia culturale.
Gramsci non aveva capito nulla; la risposta è, ed è sempre stata, nelle tette di una starlette morta piangente e suicida nella sua stanza di albergo, lontana dagli affetti familiari, dal calore umano di un sorriso, di una pacca sulle spalle, di un bacio tenero e prolungato.
Drive-in e Waco, i proiettili, Charles Manson, gli stupri di Polanski, bambini abbandonati denutriti malati di AIDS, un vestitino rosa per occasioni di festa; anche il massacro ormai ha il suo bon-ton, i suoi ritmi, i suoi schemi prefissati dalla buona società, le lacrime di chiffon e il profumo, della morte, che non è più afrore da camera autoptica ma celebrazione gaudente di Vogue e Vanity Fair.
E' passata la tempesta; non avete più timore nel dichiararvi estaticamente avvinte dall'ultimo omicidio, non vi fermate perplesse ed ansimanti, col fiato mozzato e gli occhi incupiti, ad invocare la sapienza dell'oracolo Picozzi.
Ormai, un cadavere frollato rinvenuto tra le frasche ha quel retrogusto dolce di una esterna di Uomini & Donne, lo stesso candore virginale; siete state ben educate dalle sonatine malinconiche di Studio Aperto, dagli show di RAI2, dall'alternanza stordente e in accelerazione dei programmi pomeridiani, Barbara d'Urso il Grande Fratello le lacrime una madre che piange una figlioletta scomparsa o massacrata.
Davanti a questo circo, diventa difficile non ammettere, per quanto refrattari si voglia essere, che la cronaca nera ormai si è sublimata nel gossip e nella dinamica pornografica. Peter Sotos diventa Foucault, Dennis Cooper Deleuze; ciò che un tempo era piacere personale, diventa critica sociale, più o meno socialmente consapevole. La perversione viene metabolizzata e fagocitata, resa plastica, artefatta, masticata e risputata sotto forma di libri come questo.
Ma...
Per quanto si impegnino, per quanto vittoriose e tronfie siano, queste legioni di casalinghe continuano ad essere infastidite quando sotto il pizzo rosa si intravede la carne lacerata e nell'aria si spande il tanfo della merda, della putrefazione, quando la lacrima esce dal video e diventa una sofferenza reale. Questi libri vogliono produrre assuefazione e candore, per quanta merda adornino di profumo e seta non ce la faranno mai a negare il senso profondo della fine, della depressione, della sofferenza. Della sofferenza vera.
In quel punto in cui non esiste più voce chioccia e blesa, niente esterne, nè servizi patinati; quel punto in cui regna solo la morte. La morte totale, quel piacere che nessun Signorini, nessun Picozzi, nessuna casalinga, potrà mai alterare.

2 commenti:

modesty ha detto...

l'amarezza tua manca solo di un po' di ghiaccio. e cmq, anche senza, me la bevo tutta!

love, mod

p.s. ma...se io scrivo "love" e solo poi "mod", a te si attorcigliano le budella?!

AV ha detto...

no no non mi si attorciglia niente ^^