<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278</id><updated>2012-02-02T17:58:20.729Z</updated><category term='Lasse Braun pornografia Senza Tregua'/><category term='satana black metal burzum editoria'/><category term='cannibalismo sadismo estremo chat editoria'/><title type='text'>HALOGEN</title><subtitle type='html'>nessun bisogno di essere affranti
&lt;br&gt;&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;br&gt;
contacts :  halogenmag @ hotmail . com</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>255</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-5770182244292145262</id><published>2011-12-08T15:07:00.001Z</published><updated>2011-12-08T15:10:08.712Z</updated><title type='text'>FRAMMENTI DEL CAOS</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-3T1cQqB9hMA/TuDTH07ee1I/AAAAAAAAA5o/3iUqRhB40AU/s1600/natashagudermane%255B1%255D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="212" mda="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-3T1cQqB9hMA/TuDTH07ee1I/AAAAAAAAA5o/3iUqRhB40AU/s320/natashagudermane%255B1%255D.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://frammentidelcaos.blogspot.com/"&gt;FRAMMENTI DEL CAOS&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-5770182244292145262?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/5770182244292145262/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=5770182244292145262' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/5770182244292145262'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/5770182244292145262'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2011/12/frammenti-del-caos.html' title='FRAMMENTI DEL CAOS'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-3T1cQqB9hMA/TuDTH07ee1I/AAAAAAAAA5o/3iUqRhB40AU/s72-c/natashagudermane%255B1%255D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-1654085168631212326</id><published>2010-07-26T16:46:00.004Z</published><updated>2010-07-26T17:20:35.510Z</updated><title type='text'>Invisible Lives / Brazilian Street Girls - Leticia Valverdes</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TE28XOm8QMI/AAAAAAAAA5A/KkowQYXBQno/s1600/inviscouv%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 287px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5498257827333685442" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TE28XOm8QMI/AAAAAAAAA5A/KkowQYXBQno/s400/inviscouv%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Claudio Camarca e "&lt;strong&gt;I Santi Innocenti&lt;/strong&gt;", Marie-Fance Botte e i suoi "&lt;strong&gt;bambini di vita&lt;/strong&gt;", Kent Klich e i vari mocciosi malati di AIDS privi di ogni futuro e residua speranza, Stephen Shames e le ossessioni umanistiche di solidarietà ed amore per il prossimo (necessariamente vessato), Olivia Gay e il realismo esasperato degli scatti sessualizzati - nulla di meglio, quando finiamo a parlare di arte intrinsecamente pornografica, di umanisti allo stadio terminale.&lt;br /&gt;Di quegli artisti, fotografi o giornalisti o scrittori, che vogliono convincerci di quanto male e di quanta sofferenza regnino sovrani nel mondo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Epifanie tailandesi di &lt;em&gt;blowjob&lt;/em&gt; dentro scassate capanne in riva al mare, orde di tedeschi obesi dediti a gare di sborrate in faccia a ragazzine tailandesi, sbronzi, verosimilmente strafatti, paonazzi in viso e sudati, consumano le loro scopate frugali tra &lt;em&gt;kleenex&lt;/em&gt; lerci, zanzare, puzzo di sudore e piscio, macchie in espansione di sperma, dietro quattro assi di legno traballante e una tendina di pessimo gusto, ultima frontiera prima della totale distruzione della dignità - MarieFrance Botte ne soffre, eppure, sia pur piegata in due dai conati e dal disgusto e dalla empatica condivisione di sofferenza con le ragazzine vittime, mantiene quella lucidità necessaria per raccontarci in &lt;em&gt;ogni&lt;/em&gt; minimo dettaglio le gang bang di questi laidi turisti sessuali.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;(In)degna carrellata di atrocità parapornografiche; colloqui dolorosi con pedofili malati di AIDS, con genitori intenti a vendere i figlioletti, squarci di paesaggio d'inferno, le povere ragazze che nel rogo del bordello in cui erano segregate e costrette a prostituirsi rimasero incatenate al letto, e furono ritrovate dai pompieri in guisa di  tizzoni ardenti; carne bruciata ed urlante, senza alcuna via di scampo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Kent Klich, lo sapete, si sente ardere dal sacro fuoco dell'indignazione (no pun intended), è straziato da quei volti infantili devastati dal sarcoma di kaposi e dalle aride stanze degli orfanatrofi socialisti, eppure rimane fermo, immobile, col dito premuto sulla macchina fotografica per darci una &lt;em&gt;testimonianza&lt;/em&gt; di amore e fratellanza con sopra stampato il codice ISBN e il relativo, non modesto, prezzo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Leticia Valverdes aspira ad essere, al tempo stesso, emula di Stephen Shames e di Olivia Gay; di Shames, epigona concettuale, battagliera pasionaria pronta a mettere sul tavolo le nude carte della realtà brasiliana, la stessa carica di furiosa indignazione.  Della Gay invece riprende certi stilemi tecnici, certe pose, certe riprese, certo iper-realismo virtuosisticamente colorato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Invisible Lives/Brazilian Street Girls&lt;/strong&gt; ha un tocco morbido e soffuso di disperazione obliqua; chi ha familiarità con l'opera di Salgado, non potrà non notare certi sguardi che tornano, certi corpi flessuosi e di scarna povertà, messi lì a tradire il simbolismo dello sfacelo, della miseria, interni di case abitati da famiglie estese. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma a differenza di Salgado, nell'opera della Valverdes di redenzione se ne intravede poca; in fondo, per convincerci del &lt;em&gt;male&lt;/em&gt;, per farci stare davvero &lt;em&gt;male&lt;/em&gt;, per renderci empaticamente complici di sfruttatori capitalisti e maiali sessuali l'unico modo è andare dritti per la strada della nefandezza compiuta. Ma scattando in maniera tecnicamente ineccepibile.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Così la fotografa brasiliana, convenientemente, bandisce ogni traccia di allegria, di umanità; d'altronde una vita per essere evocata dall'invisibilità deve essere dipinta in maniera accesa, vivida, in modo tale che colpisca la nostra immaginazione e soprattutto la nostra pancia. Fotografia di ventre, di istinti bassi. In linea perfetta con gli umanisti d'assalto, produttori di grandiosa pornografia per noi degenerati.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma la Valverdes ha un'idea geniale, seconda solo a quella di Camarca quando si finge pedofilo per portarsi in albergo una prostituta minorenne: vuole ridare la percezione della propria immagine a queste sfortunate figlie del Brasile. Costrette a vedersi deformare da specchi sporchi e dalle vetrine di negozi a cui non potranno mai avvicinarsi, le fornisce di trucco, make-up, vestiti dignitosi e facendo leva sui loro istinti infantili e civettuoli le rende modelle, più o meno, consapevoli di scatti in cui produrre il trionfo della...identità.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Da sempre a quanto pare una fissazione della fotografa, l'identità qui diventa un esercizio di stile e una crudele messa in scena del tono kitsch e grottesco (exploitation) con cui queste ragazze, ingenue, povere in canna, disposte praticamente a tutto, si genuflettono agli scatti &lt;em&gt;socialmente consapevoli&lt;/em&gt; dell'autrice del photobook.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Praticamente, un supermarket di annientamento emotivo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-1654085168631212326?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/1654085168631212326/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=1654085168631212326' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/1654085168631212326'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/1654085168631212326'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2010/07/invisible-lives-brazilian-street-girls.html' title='Invisible Lives / Brazilian Street Girls - Leticia Valverdes'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TE28XOm8QMI/AAAAAAAAA5A/KkowQYXBQno/s72-c/inviscouv%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-1448643505693842408</id><published>2010-07-26T12:57:00.005Z</published><updated>2010-07-26T14:23:41.889Z</updated><title type='text'>Hate Parade</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TE2JxdBmXPI/AAAAAAAAA44/T6ipMAxCCWI/s1600/hate+parade.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 291px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5498202202787175666" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TE2JxdBmXPI/AAAAAAAAA44/T6ipMAxCCWI/s400/hate+parade.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Invoca la pace, ed avrai la guerra.&lt;br /&gt;Guerra nel fango, sotto un cielo livido carico di nuvole, lungo una linea d'orizzonte tremolante e scossa dai bassi elettrici intenti a propagarsi sulla pelle raggrinzita di musicisti eternamente &lt;em&gt;giovani&lt;/em&gt;- il motto di Von Salomon lontano dalle garitte e dalle trincee e scolpito a sangue sulle carni dei ragazzi festanti, un rito collettivo tramandato di generazione in generazione e riesumato di peso per logiche di mercato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E per l'amore, certo.&lt;br /&gt;Nel 1994 la violenza fu episodica, esteriore, una battaglia di fango e chiazze di sangue, qualche approccio sessuale rubricato come violenza e/o molestia, qualche incisivo saltato - &lt;em&gt;in the name of Love.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nel 1999 le cose si fecero più serie e il mosh diventò la sublimazione precisa di guerriglia urbana, tra alcolici, droghe, ormoni impazziti, nichilismo da stagediving ed estasi elettrizzata di una folla priva, decisamente, di alternative migliori. Americani a briglia sciolta, nel teatro di Rome ma senza Colosseo nè, celinianamente, pani e circo; nessun gladiatore, solo i pessimi Limp Bizkit, cazzomoscio nomen omen, a soffiare sul fuoco e ad incitare per il loro quarto d'ora di celebrità gli scavezzacollo del mosh pit a frantumarsi le ossa tra pogate e salti piroettanti, nessun derviscio solo baccanali di ginocchia frantumate e qualche tizio in coma. Portato via da barellieri stanchi morti, sotto l'afa irreale di un cielo di piombo. Per l'amore, anche qui.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un milione di persone. Forse di più. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;2010 - strade tedesche ordinate anche se la teknoparade avanza lenta, un serpente di carne sbronzo che barcolla e caracolla e tracima devastando il decoro urbano, non le droghe, non gli alcolici ma la massa nel suo complesso è il problema; una massa non &lt;em&gt;ama&lt;/em&gt;, è muta, cieca, sorda, nera ed insensibile, si trascina avanti per abitudine, per mera fisiologia, come risposta al tanto amore invocato. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Amatevi tutti, schiacciati, frollati, gli uni sugli altri, muraglia di corpi sanguinanti, corpi maschili, femminili, pieni di droghe o sobri, disidratati, sudati, magri o grassi, belle ragazze insanguinate con le rotule fatte a pezzi dagli stivali borchiati di qualche fetish starlette, la parata avanza minacciosa, inarrestabile, un fiume nella stagione delle inondazioni, i pochi che comprendono cosa sta accadendo non possono fare nulla, devono continuare come zombie nella loro marcia, incastrati da corpi alla loro destra alla loro sinistra davanti dietro di loro, le autorità sono allibite e contemplano silenziosamente il massacro che battiti techno e glorificazione dell'amore materializzano davanti i loro occhi - sbarrati.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le urla di sofferenza si perdono nel delirio musicale, le contorsioni di dolore si mescolano ai saltelli vitalistici e drogati di gioia - un paradiso artificiale di idiozia, di inconsistenza, di buone intenzioni molto opportunamente mandate al macero. Chi piange e chi strepita, chi sorride, chi amoreggia, chi invoca soccorsi che non potranno mai arrivare che non potranno mai fendere il muro di carne, chi evita la polizia, chi si arrampica sui carri, chi è costretto ad avanzare verso il tunnel sapendo che quella tenebra a breve inghiottirà la sua esistenza immagina il caldo le persone ammassate sfidando ogni legge fisica e logica, nessuna via di fuga, la doppia confluenza dei cortei rende impossibile la ritirata la fuga.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Bisogna andare avanti. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Camminare in linea. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come sulla strada per un campo di sterminio, eretto frettolosamente per celebrare...l'amore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Amatevi tutti mentre varcate la soglia di quel tunnel cittadino. Amatevi come solo un corpo fuso dentro un altro può fare. Mentre gli occhi iniziano a lacrimare, il respiro a farsi affannoso, mentre si prova dolore per il senso di oppressione di finitezza di claustrofobia per i corpi che si schiacciano e si comprimono come su una centrifuga impazzita. La pressione cresce, aumenta, diventa insopportabile, e il caldo non aiuta - chi cade, è finito.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Letteralmente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non esiste spazio fisico per tirarlo su, diventa, per la propria sopravvivenza, necessario passargli sopra; c'è chi tenta di evitare i caduti sul selciato, ma è impossibile. Ed allora il fiume umano li travolge, gli passa sopra, li maciulla rendendoli una poltiglia sanguinante di carne macinata.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'amore non abita più qui.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-1448643505693842408?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/1448643505693842408/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=1448643505693842408' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/1448643505693842408'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/1448643505693842408'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2010/07/hate-parade.html' title='Hate Parade'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TE2JxdBmXPI/AAAAAAAAA44/T6ipMAxCCWI/s72-c/hate+parade.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-6668042890099869004</id><published>2010-07-25T09:15:00.003Z</published><updated>2010-07-25T09:31:58.509Z</updated><title type='text'>American Campgrounds, di Philip Best</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TEwBYHb2SuI/AAAAAAAAA4w/A7sRB4gaS8g/s1600/AMERICANCAMPGROUNDSFULL%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 274px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5497770758936873698" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TEwBYHb2SuI/AAAAAAAAA4w/A7sRB4gaS8g/s400/AMERICANCAMPGROUNDSFULL%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sulla strada, accadono cose bruttissime - dimenticate la beat generation, la celebrazione del viaggio e degli spazi sconfinati, le pompe di benzina e le foreste e le montagne e le città che hanno colonizzato deserti inospitali, dimenticate la speranza e la certezza di una qualche gioia, dimenticate l'azzurro del cielo l'ocra delle montagne rocciose il verde smeraldino del Vermont e del Colorado, le pubblicità sorridenti ed irridenti di vari fastfood, storie di camionisti e il peso invisibile della Frontiera.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Shasta Groene sa cosa significa viaggiare. Sua madre, il patrigno e un fratellino massacrati a bastonate da un predatore sessuale, Joseph Duncan, con alle spalle una lunghissima storia di precedenti specifici per molestie sessuali in danno di minori ed omicidi e stupri, lei e un altro fratello rapiti e portati dietro dal "mostro", come trofei per variazioni sul tema sessuale; una storia moderna di schiavitù, e di viaggio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non una esperienza di crescita e di liberazione ma al contrario di degrado, ossessione omicida, umiliazione ed espiazione, ogni chilometro percorso come metafora di un avvicinamento sensibile alle porte d'inferno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Philip Best, ricorrendo all'arte del collage, giustappone immagini che richiamano alla mente la ferinità della natura umana, ritagli di giornale, scenari apparentemente di sogno, tempeste e spazi urbani, uno studio da bestiario medievale, corredato da uno scritto, &lt;strong&gt;Bodyguard&lt;/strong&gt;, di Peter Sotos. Antica arte del collage, via magica per raggiungere la gratificazione istantanea - non tecnica, ma sostanza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dimenticate Jung, sincronie, Lacan, paranoia-critica, surrealismo e Dalì; si va dritti all'osso, alla gaudente e piangente celebrazione della bestia che vive nell'uomo, ogni volto è un cono d'ombra, argilla screziata da mestruazioni apocalittiche. Un commento per sadici allo stadio terminale, una tenera carezza al corpo putrefatto di una starlette porno - non c'è futuro per chi si incammina.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La lunga marcia del nostro scontento.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-6668042890099869004?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/6668042890099869004/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=6668042890099869004' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/6668042890099869004'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/6668042890099869004'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2010/07/american-campgrounds-di-philip-best.html' title='American Campgrounds, di Philip Best'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TEwBYHb2SuI/AAAAAAAAA4w/A7sRB4gaS8g/s72-c/AMERICANCAMPGROUNDSFULL%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-7164836432811430240</id><published>2010-07-25T08:38:00.008Z</published><updated>2010-07-25T10:00:56.573Z</updated><title type='text'>The Complete Peter Sotos</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TEv4lX1H24I/AAAAAAAAA4o/RZUSdERmf3o/s1600/4737601386_5b9024dff4_b%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 267px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5497761091071499138" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TEv4lX1H24I/AAAAAAAAA4o/RZUSdERmf3o/s400/4737601386_5b9024dff4_b%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TEv4Y5CJKwI/AAAAAAAAA4g/LMp6iY9kvTw/s1600/KEPT%2520FULL%2520PBK%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 273px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5497760876646181634" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TEv4Y5CJKwI/AAAAAAAAA4g/LMp6iY9kvTw/s400/KEPT%2520FULL%2520PBK%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TEv4R6Ixx0I/AAAAAAAAA4Y/3xDLGEYLMHM/s1600/PUBLIC%2520FULL%2520ICON%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 277px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5497760756683360066" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TEv4R6Ixx0I/AAAAAAAAA4Y/3xDLGEYLMHM/s400/PUBLIC%2520FULL%2520ICON%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TEv4LYKHzbI/AAAAAAAAA4Q/RAZdZyxrBJo/s1600/PERFECT%2520PBK%2520FULL%2520ICON%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 272px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5497760644482977202" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TEv4LYKHzbI/AAAAAAAAA4Q/RAZdZyxrBJo/s400/PERFECT%2520PBK%2520FULL%2520ICON%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Nulla di così spaventoso ed oscuro; mi sono divertito parecchio. Uccidere è un'esperienza divertente"&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Albert De Salvo&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"&lt;em&gt;Più guardavo la gente, più ero spinto ad odiarla"&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Charles Starkweather&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"&lt;em&gt;Non ho perso il sonno per quel che ho fatto"&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dennis Nilsen&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una sovrapposizione di frammenti - di esistenze e di dolore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un caleidoscopico arcobaleno di personalità infrante, emozioni, epifanie sofferenti, carni straziate e la baluginante immagine di una madre piangente, la madre universale che si trascina stanca ed affamata tra i palazzi di edilizia popolare trascinando un carrello di Walmarts, tra aliti di vento putrido e i neon dei locali porno, il RAM un tesoro della cultura gay pompini da un quarto di dollaro e libri di Samuel Delaney, pornografia straziante elevata a trionfo catodico Geraldo Rivera Oprah Maurizio Costanzo Barbara d'Urso Jerry Springer.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Che cosa provi ?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Chiesto ad una madre che piange la morte della figlioletta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Che cosa provi?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dimmelo mentre balli. Ma prima, per favore, aspetta che siano andati in onda i consigli per gli acquisti.&lt;br /&gt;L'untuosa ingorda consistenza dell'ipocrisia televisiva, casalinghe smutandate annoiate dai club privè i conti di fine mese per ragionieri e direttori editoriali problemi di share e di battuage a Valle Giulia, non c'è più la redenzione di un Pasolini per i cazzi balcanici, scandali ecclesiastici pedofilia di provincia e genitori che vendono i figli per degradanti parties di nonni poco caritatevoli.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ogni frammento incastonato delicatamente nel quadro generale, come petali di una rosa coperta di merda di cane; ogni residua speranza evaporata, ogni illusione defunta, frollata, deturpata. Madri che piangono, madri che impazziscono, madri che si illudono, madri che cercano conforto tra psicofarmaci e televisione, gossip e cronaca nera. Un ordine necessario per arrestare il declino, per tamponare la spugnosa consistenza dell'ossessione maniacale; Peter Sotos ha visto giusto, e ben prima delle tardive ed ipocrite flatulenze verbali di Andrew Vacchs o di Carlo Lucarelli.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dimmi che cosa stai provando.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ora.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In questo preciso momento.&lt;br /&gt;Ora che il tuo pargoletto giace sotto tre metri di terra. Dove sono i libri di Moccia, le inchieste televisive, le Veline e la campagna acquisti della tua squadra del cuore, quel sistema organico di autoinganno, la via di fuga da una realtà priva di sostanza e di...realtà.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Peter Sotos scrive di realtà.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La realtà, poco piacevole, di un delitto eterno, assoluto, eretto a paradigma sadiano di una trasvalutazione dei Valori, la realtà che come un fiume di letame ci scorre sotto il naso per strada mentre noi, convenientemente, voltiamo lo sguardo dall'altra parte, cercando miseramente di confondere gli odori della morte con profumi dozzinali e lo spirito vaga nomade per una Disneyland dello spirito.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Va tutto bene, ci dicono.&lt;br /&gt;Ma no - lo sappiamo, o meglio dovremmo sapere che non va tutto bene, che questo cazzo non è il migliore dei mondi possibili. Basta saper accettare la triste e tetra verità, per potersi gratificare; l'opera di Sotos è una glorificazione della personalità, un'enfasi addolorata per le emozioni estreme di parenti e vittime, la messa a punto sistematica della verità, il coltello che sventra la coltre di convenienti menzogne. La menzogna che ci rifriggiamo quando abbiamo paura di certi nostri impulsi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La collezione in unica soluzione di tutte le opere di Sotos ha senso proprio per mettere in riga l'evoluzione, o l'involuzione, della sua visuale spietata sul mondo moderno; non una metafora ma uno schizzo di sperma sul faccino candido di un morto ammazzato, eternato sulla carta scolorita bianco/nera di un quotidiano popolare, tra titoli enfatici e un dolore azzimato buono per qualche carosello pubblicitario intrinsecamente metapornografico.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dai roboanti esordi di Pure fino alle opere più recenti, come Lordotics, Show Adult e Kept, la totale chiusura verso l'esterno, l'ossessione che si fa assoluta, la masturbazione ossessiva, la creazione di un grado di pornografia purissima, un afflato circolare che spinge alla tentazione di dipartita dalla condizione umana; osservatore, partecipe, commentatore, masturbatore, sadico ormai socialmente consapevole, ironico, beffardo, cinico e crudele, Sotos è ciò che Dennis Cooper vorrebbe essere ma senza poesia, scrive ciò che &lt;em&gt;oltraggia&lt;/em&gt; e soddisfa Vacchs, la conferma di carne e inchiostro delle fobie del mondo moderno, uno squarcio longitudinale nelle prigioni di asfalto e luci notturni tra pompini nei gloryholes e stralci di giornale, collezioni maniacali di storie sordide. Ritagli e foto di ragazzini massacrati, una fanzine idealmente elaborata come punto di congiunzione tra scrittura, processo creativo e orgasmo, progetti abbandonati e occultati nei cassetti metaforici e meno metaforici del piacere individuale, la pubblicazione come esperienza collaterale e incidentale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ogni parola è cesellata, pur senza organico editing; la reiterazione è costante, mantrica, eppure efficace. Comfort &amp;amp; Critique il miglior libro true crime senza enfasi sul crimine, voragine aperta interamente a mostrarci l'appropriazione la reificazione del quotidiano da parte di Sotos la giustapposizione di episodi di cronaca nera l'ipocrisia dei media l'allontanamento da Whitehouse idiosincrasie e ironia cupamente nera. Divertimento a spese dei creduloni.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In Kept, il libro moralmente più simile a Comfort, troviamo la stessa struttura di narrazione per immagini, un simbolismo sessuale chiaro solo all'autore mentre noi non possiamo che procedere a tentoni ed elaborare teorie ben chiare solo a Barbara d'Urso e alle sue interviste strazianti. Meccanismi di pornografia catodica e mediatica. Lacrime e schizzi di sperma, sangue e prostitute di strada.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il declino è la costante della nostra civiltà. Sotos scrive di occasioni perse e orgasmi faticosamente raggiunti. Una umanità costantemente impegnata a perdere dignità, esibizione di emozioni intime a beneficio di segaioli rispettabili. Ogni casalinga è una pervertita, tanto amore richiesto e invocato per finire poi ad eccitarsi con le ricerche spasmodiche per l'ennesimo ragazzino scomparso. Una discesa in accelerazione, verso il magico punto di non ritorno in cui dignità è concetto privo di qualunque sostanza. Epifenomeno di una masturbazione collettiva, gang bang di morte e strazio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Che cosa provi?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Adesso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dimmelo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ora che tua figlia è scomparsa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nutri l'irrazionale speranza di riabbracciarla, di rivederla &lt;em&gt;viva.&lt;/em&gt; E preghi il signore affinchè non le sia capitato nulla di terribile, non puoi nemmeno razionalizzare l'ipotesi che sia finita nelle mani di qualche sadico bruto. Costruisci fantasie di inusitato candore, per evitare di dover impazzire. Spazi e interstizi bui, da cui la consistenza scintillante del dolore (e della consapevolezza che arreca dolore) sia bandita.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Peter Sotos getta luce. Su quegli interstizi. Spezza illusioni.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E facendolo, gode.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-7164836432811430240?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/7164836432811430240/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=7164836432811430240' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/7164836432811430240'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/7164836432811430240'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2010/07/complete-peter-sotos.html' title='The Complete Peter Sotos'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TEv4lX1H24I/AAAAAAAAA4o/RZUSdERmf3o/s72-c/4737601386_5b9024dff4_b%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-6550626077576885182</id><published>2010-07-20T13:58:00.005Z</published><updated>2010-07-20T15:35:05.066Z</updated><title type='text'>Il Mostro di Firenze - TV</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TEWriEhqdxI/AAAAAAAAA4I/zgSvorWKxlw/s1600/800px-Il_mostro_di_Firenze%5B1%5D.png"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 170px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5495987522094397202" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TEWriEhqdxI/AAAAAAAAA4I/zgSvorWKxlw/s400/800px-Il_mostro_di_Firenze%5B1%5D.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'ineffabile duo Michele Giuttari/Carlo Lucarelli non aveva trovato di meglio, per nettarsi la coscienza sufficientemente lorda di denaro e polvere di stradine sterrate, che dedicare il saggio/romanzo di matrice true crime &lt;strong&gt;Compagni di Sangue&lt;/strong&gt; alle giovani vite stroncate dal Mostro di Firenze. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nella migliore tradizione dei &lt;em&gt;case studies &lt;/em&gt;alla amatriciana, non poteva mancare un accenno di &lt;em&gt;pietas&lt;/em&gt; e di moralismo veterolombrosiano; ed è così che ogni singola vittima diventa un angelico essere sceso dal cielo, un punto di contatto e collegamento tra le virtù teologali e una esistenza morigerata, consona all'elevazione alla santità. Si piange il sangue versato, e si ricordano le sensibili lacrime eruttate, in quel frangente storico di depravazione e giovani vite stroncate -i colpevoli, presunti o effettivi, in punta di sentenza o di sospetto, dipinti con le tinte fosche di un Bruegel toscano, tra aridi cespugli di rovi, paesi acciottolati lungo le vallate cariche di vigne, spari nella notte e voyeurismo spiccio. Una pornografia (stra)paesana punteggiata di scenari foschi e di individui riprovevoli, fisicamente, caratterialmente, &lt;em&gt;moralmente.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Hanno facile gioco i due nel tratteggiare un contrasto, evidente e facile, tra i momenti di amore divertimento condivisione emotiva e sentimentale di giovani toscani (o turisti stranieri), alla ricerca di uno spazio di propria intimità, e la bestialità satanica e notturna di un voyeur che, nascosto tra gli alberi e le pieghe della tenebra, li spia li brama li concupisce e poi li uccide e scotenna seguendo le direttrici di un macabro rituale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Adesso Canale5 ripropone lo sceneggiato televisivo già andato in onda su Fox Crime e diretto da Antonello Grimaldi, focalizzato sulla ricostruzione dei fatti e delle indagini; pur con alcune licenze (poetiche?), la sceneggiatura cerca di essere fedele il più possibile alle carte processuali e alle farraginose indagini che battendo alla cieca per anni videro le piste più improbabili chiamate in mezzo. Dalla criminalità sarda, notoriamente presente sul territorio toscano, a pecorecci e piccanti episodi di devianza esoterico-sessuale; un carnevale al limite del patetico di prostitute, impotenti, guardoni, esoteristi della domenica, artisti falliti, per cui si raccomanda a chiunque una lettura avida degli atti processuali.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il dolore è un buon soggetto. Screziato di sangue, e polvere. Minimalismo esistenzialista dettato dall'agenda di un serial killer -una mano anonima, nascosta dal nero della notte; un'aura dannata e romantica che aleggia su coppiette amoreggianti, un incubo di piombo e lame affilate, di escissioni e sventramenti, feticci carnali, tette e il pube asportati con frettolosa ma meticolosa precisione. Gli autori del serial sapevano cosa raccontare, e &lt;em&gt;come&lt;/em&gt; raccontarlo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pietà posticcia per determinare empatia; ma non un grado così elevato di empatia da poter far preoccupare le donne di casa. O forse sarò io ad essermi allontanato troppo dal sentiero della umanità. Non so dirlo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;So però che i trucchetti per incutere timore sono &lt;em&gt;elementari&lt;/em&gt;. E contraddicono la realtà fattuale - essendosene accorta pure Wikipedia, rimando alla pagina ufficiale per un elenco sia pur sommario delle licenze poetiche e delle imprecisioni, che non a caso finiscono con l'essere funzionali ad una migliore riuscita dell'elemento &lt;em&gt;suspence&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pure la caratterizzazione dei personaggi principali è pensata e realizzata per ottenere un effetto emozionale diretto, senza tanti articolati arzigogoli. Basta pensare alla giovanissima procuratrice costretta, suo malgrado, ad indagare su vicende tanto atroci; sembra piangere in ogni ripresa, turbata, intimorita, piegata dal dolore e dalla morte assurda di tante giovani persone. Memorabili la scena del pacco contenente il seno di una delle ragazze ammazzate e quella del rinvenimento del corpo della prima vittima, nel folto dell'erba; Nicole Grimaudo sembra sempre sul perplesso e accigliato baratro della rottura psicologica, sull'orlo del pianto, e dello strazio. Mentre Vigna (un imperscrutabile ma decisamente fuori ruolo Bebo Storti) più che caldeggiarne l'operato o tentare, sia pure con giusta risolutezza, di motivarne le non facili scelte inquisitorie legate alle indagini, sembra una presenza fantasmatica, grottesca, un notaio dall'algido portamento totalmente privo di quella sanguigna verve che gli è stata comunemente riconosciuta da collaboratori e nemici.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In assoluto il personaggio più controverso è quello interpretato da Ennio Fantastichini; il padre di Pia Rontini, penultima vittima del Mostro, uccisa col suo ragazzo il 29 Luglio del 1984, nelle campagne circostanti Vicchio nel Mugello. Seguiamo la lenta, angosciosa, inconsapevole discesa nell'inferno privato di questa famiglia, lui lavoratore a Livorno, lei madre apprensiva di origini danesi, la figlia ancora ragazzina da poco impiegata come barista. La storia di Pia Rontini è senza dubbio una delle più toccanti e particolari tra le varie storie personali delle vittime del Mostro; perchè la ragazza, nonostante fosse stata colpita dai proiettili, venne trascinata fuori dall'auto e mutilata quando ancora era viva, in secondo luogo perchè il padre, lacerato letteralmente dal dolore, si impegnò fin dai primi giorni successivi alla morte della figlia in una instancabile opera di indagini private e di tentativo di onorare la memoria della figlia scomparsa. Fino all'oltraggio ricevuto nel 1994, quando le due croci bianche da lui piantate sul luogo del delitto vennero divelte da ignoti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Che cosa rende grande un killer seriale?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Che cosa spinge a nutrire nei suoi confronti un senso profondo e morboso di fascinazione?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Molto semplice; l'ignoto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fino a quando il Mostro, qualunque Mostro, rimane nell'ombra, una presenza sinistra e sfuggente, priva di una effettiva connotazione umana, possiamo eleggerlo quale rappresentante (e rappresentazione) malevola della cattiva coscienza, delle passioni più incoffessabili. Adornarlo pure di un qualche senso di aristocratico e romantico compiacimento. ma quando la maschera cade, rivelando la vera consistenza umana dell'assassino, quando si celebra un processo, quando i retroscena più meschini bassi volgari patetici emergono, diventa difficile continuare a provare una qualche forma di rispetto per l'assassino.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' il mistero ad aver reso grande Jack lo Squartatore; non è stato nè il primo serial killer della storia, nè il più efferato nè il più prolifico. Ma semplicemente non è mai stato preso nè davvero identificato; la gente ha potuto continuare a fantastica, ad immedesimarsi, a tentare una spiegazione, figurandoselo come un decadente demonio in tuba e marsina nera.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma se al contrario Jack si fosse rivelato un Pacciani qualunque, avrebbe perso almeno l'ottanta per cento del suo fascino.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ed è questo il problema col Mostro di Firenze, e con le rappresentazioni (televisive o narrative) del Mostro. Fino a quando rimane nell'ombra, suscita ed incute timore; successivamente, diventa solo una miseranda sfilata di miserie umane.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-6550626077576885182?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/6550626077576885182/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=6550626077576885182' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/6550626077576885182'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/6550626077576885182'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2010/07/il-mostro-di-firenze-tv.html' title='Il Mostro di Firenze - TV'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TEWriEhqdxI/AAAAAAAAA4I/zgSvorWKxlw/s72-c/800px-Il_mostro_di_Firenze%5B1%5D.png' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-1940378363853394224</id><published>2010-07-18T12:43:00.003Z</published><updated>2010-07-18T13:08:50.981Z</updated><title type='text'>Blu come il sangue</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TEL8BObssbI/AAAAAAAAA4A/564Lib_Ze-w/s1600/copj13%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 200px; DISPLAY: block; HEIGHT: 288px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5495231593329766834" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TEL8BObssbI/AAAAAAAAA4A/564Lib_Ze-w/s400/copj13%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Era inevitabile.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Esultate casalinghe, perchè la vittoria è vostra - a furia di scrivere compiaciute e timorose lettere alla posta di True Crime, a forza di inanellare share tripudianti di veline e teste maciullate, nell'ombroso punto di incontro tra criminologia accademica, file dentro le aule di tribunale e masturbazione davanti alla casetta di Olindo Romano e Rosa Bazzi, avete raggiunto ciò che da tempo vi eravate prefissate; l'organica commistione tra gossip e cronaca nera, quell'afflato giulivo, profumato di spezie esotiche, da tramonto romano al Circolo Canottieri, discorrendo amabilmente di ville in Toscana e stupri di gruppo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;La gang bang del crimine, una buona società fatta di centrini in pizzo e piccozze insanguinate ordinate per posta a Silling postal market del comportamento deviante, Durkheim a lezione da Marta Flavi - Lombroso non vi ha insegnato nulla, e nonostante questo siete voi ad uscire trionfatrici dalla battaglia per la conquista della egemonia culturale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;Gramsci non aveva capito nulla; la risposta è, ed è sempre stata, nelle tette di una starlette morta piangente e suicida nella sua stanza di albergo, lontana dagli affetti familiari, dal calore umano di un sorriso, di una pacca sulle spalle, di un bacio tenero e prolungato. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;Drive-in e Waco, i proiettili, Charles Manson, gli stupri di Polanski, bambini abbandonati denutriti malati di AIDS, un vestitino rosa per occasioni di festa; anche il massacro ormai ha il suo bon-ton, i suoi ritmi, i suoi schemi prefissati dalla buona società, le lacrime di chiffon e il profumo, della morte, che non è più afrore da camera autoptica ma celebrazione gaudente di Vogue e Vanity Fair.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;E' passata la tempesta; non avete più timore nel dichiararvi estaticamente avvinte dall'ultimo omicidio, non vi fermate perplesse ed ansimanti, col fiato mozzato e gli occhi incupiti, ad invocare la sapienza dell'oracolo Picozzi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;Ormai, un cadavere frollato rinvenuto tra le frasche ha quel retrogusto dolce di una esterna di Uomini &amp;amp; Donne, lo stesso candore virginale; siete state ben educate dalle sonatine malinconiche di Studio Aperto, dagli show di RAI2, dall'alternanza stordente e in accelerazione dei programmi pomeridiani, Barbara d'Urso il Grande Fratello le lacrime una madre che piange una figlioletta scomparsa o massacrata.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;Davanti a questo circo, diventa difficile non ammettere, per quanto refrattari si voglia essere, che la cronaca nera ormai si è sublimata nel gossip e nella dinamica pornografica. Peter Sotos diventa Foucault, Dennis Cooper Deleuze; ciò che un tempo era piacere personale, diventa critica sociale, più o meno socialmente consapevole. La perversione viene metabolizzata e fagocitata, resa plastica, artefatta, masticata e risputata sotto forma di libri come questo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;Ma...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;Per quanto si impegnino, per quanto vittoriose e tronfie siano, queste legioni di casalinghe continuano ad essere infastidite quando sotto il pizzo rosa si intravede la carne lacerata e nell'aria si spande il tanfo della merda, della putrefazione, quando la lacrima esce dal video e diventa una sofferenza reale. Questi libri vogliono produrre assuefazione e candore, per quanta merda adornino di profumo e seta  non ce la faranno mai a negare il senso profondo della fine, della depressione, della sofferenza. Della sofferenza &lt;em&gt;vera.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;In quel punto in cui non esiste più voce chioccia e blesa, niente esterne, nè servizi patinati; quel punto in cui regna solo la morte. La morte totale, quel piacere che nessun Signorini, nessun Picozzi, nessuna casalinga, potrà mai alterare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-1940378363853394224?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/1940378363853394224/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=1940378363853394224' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/1940378363853394224'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/1940378363853394224'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2010/07/blu-come-il-sangue.html' title='Blu come il sangue'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TEL8BObssbI/AAAAAAAAA4A/564Lib_Ze-w/s72-c/copj13%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-3872236926624545536</id><published>2010-07-17T10:32:00.003Z</published><updated>2010-07-17T12:01:25.225Z</updated><title type='text'>La Terza Madre</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TEGZYuSaD5I/AAAAAAAAA34/BhqjlInpd7U/s1600/locandina%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 280px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5494841670389862290" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TEGZYuSaD5I/AAAAAAAAA34/BhqjlInpd7U/s400/locandina%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dario Argento preferisco ricordarmelo da vivo.&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come dite? Non è ancora morto? A giudicare dalle sue ultime "fatiche" cinematografiche non si direbbe...specifico, non sono mai stato un grandissimo fan argentiano, della sua cinematografia ho amato solo tre film, &lt;strong&gt;Profondo Rosso&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Suspiria&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Tenebre&lt;/strong&gt;, limitandomi ad un generico apprezzamento di altre pellicole come &lt;strong&gt;Phenomena &lt;/strong&gt;e&lt;strong&gt; Inferno&lt;/strong&gt;; ma di certo non ho mai negato al regista romano un suo grande tocco personale, visionario, cupo, ammesso ed amato anche in America, in tempi non sospetti (ovvero prima che arrivasse Quentin Tarantino a raschiare il fondo del barile del nostro cinema di genere, tanto per darsi un tono esotico di fine conoscitore - adesso ce lo sorbiremo pure come Presidente di Giuria in una edizione del Festival di Venezia che a quanto pare sarà consacrata ai b-movies).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un mio amico, argentiano di provata fede, quando Roma si chinò davanti al nero tappeto srotolato dall'amministrazione veltroniana per la prima assoluta del film &lt;strong&gt;La Terza Madre&lt;/strong&gt;, strombazzato ai quattro venti come la parte conclusiva della trilogia delle Tre Madri inaugurata nel lontano 1977 con Suspiria, mi confidò la sua delusione con un tono talmente sincero ed accorato da farmi sospettare una disillusione crudele, feroce, la fine in frantumi di una venerazione di lungo corso; ed in effetti, il primo pensiero che mi baluginava in testa mentre i pessimi fotogrammi del film mi si palesavano davanti è stata un'amara consapevolezza, di una rovina retroattiva che si è stesa, come un sudario di vergogna,  sui due film precedenti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Infatti se &lt;strong&gt;Non ho sonno&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;il Cartaio&lt;/strong&gt; si erano rivelati patetici esercizi di stile, molto autoreferenziali ma anche, fortunatamente, autoconclusivi, con questo la Terza Madre il problema d'insieme si sposta sul diretto coinvolgimento dei precedenti capitoli; e parliamo di due film che hanno fatto epoca e modulato un linguaggio preciso della "poetica" orrorifica di Argento. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quello cupamente alchemico, sinuoso, ellittico, i cui film tradivano una eco misterica e allegorica, con una forta impronta di consapevolezza esoterica.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Bene, prendete tutto quanto di buono c'era in Suspiria e, parzialmente, in Inferno e buttatelo al cesso...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La Terza Madre si apre col più classico dei ritrovamenti archeologici, una urna chiusa da secoli e che dietro si porta una leggenda nera di devastazione e terrore, qui non c'è il Pazuzu di Friedkin, ma d'altronde non siamo in Medio Oriente ma nelle campagne viterbesi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un alto prelato, esperto di cose misteriose e di linguaggi occulti, si prende la briga di far decifrare le iscrizioni che adornano l'urna a due dottorande romane (roba poi che le dottorande nelle nostre università fanno al massimo le fotocopie e il ricevimento studenti, ma d'altronde Asia Argento non poteva di certo fare la professoressa ordinaria...); ovviamente, a tempo di record, l'urna inizia il suo lavoro di dannazione, facendo finire malissimo sia il prelato che la collega dell'Argento. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E la scena della fine, che dovrebbe risultare agli occhi atroce ma che invece è solo grottesca, della collega restauratrice già fa capire dove si andrà a parare; esibizione da soap opera con girato alla &lt;strong&gt;Cento Vetrine&lt;/strong&gt; e simbolismo medievale degno dei Decamerotici, una bertuccia urlante antipatica ma talmente antipatica da farti tifare per la vivisezione una vecchia storpia che già capisci poi diventerà una figa nuda vestita solo con un peplum ricamato con iscrizioni magiche e qualche demone di plastica.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Asia Argento se la fa con uno che non si capisce bene chi sia; mezzo indagatore dell'incubo, mezzo esoterista e mezzo (come? tre metà? vabbè, è un film esoterico o no dopotutto?) restauratore. Tale Michael, il cui personaggio risulta talmente monodimensionale, ritagliato nel cartone e insipido da far sembrare Jimmy il Fenomeno la reincarnazione di Marlon Brando.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Michael capisce subito che le cose si stanno mettendo male, anche perchè la vecchia ricurva è diventata una florida pornostar con poteri stregoneschi e la sua resuscitata brama di potere si trasforma in una insensata carneficina per le strade di Roma, con stupri, ammazzamenti, accoltellati, gente che parla dalle cabine del telefono (ignoravo ne esistessero ancora a Roma) e viene presa a sprangate senza motivo, allora Michael che ha capito tutto ma non sa cosa cazzo fare decide di partire per il viterbese, ma invece di andarci per mangiare il pesce del Lago di Bolsena o bere l'Est Est Est di Montefiascone va a trovare il prelato che ha fatto nascere tutto sto casino.&lt;br /&gt;Ovviamente, il prelato ha avuto un ictus e a fare gli onori di casa in terapia intensiva ci pensa un untuoso e rincoglionito prete che precisa subito di non avere intenzione di raccontare la vicenda a Michael, salvo poi attaccare un pippone di venti minuti sagacemente interpolato coi fumetti; tutta la leggenda legata alla Terza Madre praticamente ce la subiamo coi fumetti in bianco e nero, ma d'altronde si era capito che l'aura esoterica generale è alla &lt;strong&gt;Dellamorte Dellamore.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'influenza della Madre delle Lacrime, per qualche arcana motivazione, si spande subito sulla Capitale creando un caos di inaudite proporzioni, tra folate demoniache e rincoglionimenti della polizia che invece di arrestare e fermare la gente che si scanna si dedica alla caccia ad Asia Argento, la quale poco prima era stata allertata telefonicamente da Micheal, disperato e braccato (in realtà, aveva giusto visto due specie di travioni, che dovrebbero essere delle streghe e allora urla "aiutoooooo" quando le due cattivissime trans-streghe lo guardano ridendo come nemmeno un caratterista di serie Z); praticamente fattucchiere di ogni parte del mondo si stanno dando convegno a Roma ed arrivano urlanti e brutali, irridendo i passanti. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Memorabile la scena, degna di "&lt;strong&gt;Sposerò Simon le Bon&lt;/strong&gt;" o "&lt;strong&gt;Cercasi Susan Disperatamente&lt;/strong&gt;", in cui un nugolo di streghe cotonate e con pettinature da video glam, guidate da una misteriosa giapponese gothic lolita brutta quanto la fame e con un evidente problema ortodontico, vengono approcciate da un ciccione che trascina un carrello e che chiede a loro, sghignazzanti, assassine, brutte e sporche, una informazione stradale...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Asia Argento allora è sempre più depressa, spaventata, delusa e sola; anche perchè sente delle voci. Ma invece di andare da uno psichiatra o in alternativa di sparare allo sceneggiatore, capisce di essere una parente della strega buona che si era opposta al dominio delle Tre Madri; la scena della epifania e della acquisita consapevolezza merita davvero, intensamente esoterica come "&lt;strong&gt;Pomi d'0ttone e manici di scopa&lt;/strong&gt;". Perchè la madre svolazza in forma spiritica, con effetti speciali realizzati probabilmente col commodore 64.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Micheal, prima di scomparire, aveva tentato di contattare uno dei migliori esorcisti (aridaje...) della Chiesa cattolica, Padre Johannes (qualcuno poi mi spiegherà per quale motivo in Italia non c'è un personaggio che è uno con nome anche solo vagamente italiano...marketing internazionale? &lt;em&gt;Questa&lt;/em&gt; roba ha un mercato?) che vive nell' (a)meno paesino di Monteleone, dove praticamente la gente è tutta indemoniata come nemmeno in un rave di Goa. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Padre Johannes, un poro Udo Kier con gli occhi perennemente strabuzzati un pò per le fatiche esorcistiche un pò perchè probabilmente non credeva alle panzane che doveva leggere sulla sceneggiatura, se la passa male; ma proprio male male. Prende medicine, c'ha la tosse, è stremato e sconvolto, perchè poi nel suo giardino pascolano e ruminano insensibili orde di indemoniati che fanno cose bruttissime.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Praticamente un out-take di &lt;strong&gt;Thriller&lt;/strong&gt; di Michael Jackson, e il trucco di pongo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quando la Argento arriva al cospetto di Padre Johannes, seguendo l'inesistente scia lasciata da Micheal (e grazie ad uno degli inseguimenti più ridicoli del mondo; diventa invisibile dentro una libreria, spacca il collo alla strega gothic lolita con inaudita facilità), lo trova indaffarato a non morire grazie alle prescrizioni mediche; pure Padre Johanes attacca un angosciante pippone sulla fenomenologia della stregoneria, praticamente disegnando, per i non addetti ai lavori, il motivo per cui dovremmo considerare sto film come la prosecuzione ideale di Suspiria e di Inferno. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Praticamente, per quei due o tre che non lo avessero ancora capito, la Argento sarebbe la figlia della strega buona che aveva sconfitto la Madre dei Sospiri, quindi pure lei c'ha i poteri magici ed incarna l'unica speranza del mondo. Ma Udo Kier è sfortunato perchè si va a prendere un'altra medicina ma incappa nella sua governante che è indemoniata e lei lo tronca con una provvidenziale mannaia, e poi si apre la gola da parte a parte tra zampillini rossi di marmellata non prima di aver biascicato parole magiche e la richiesta per il permesso di soggiorno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La Argento e una sensitiva sua nuova amica mezza lesbica (ma forse pure di più di mezza) scappano e pure qui la tensione è enorme, grande almeno quanto quella che regnava nell'&lt;strong&gt;Esorciccio&lt;/strong&gt;; gli indemoniati caracollanti sono decisi a tutto e ruspanti come gli attori in un porno di Jessica Rizzo, così tra improbabili capigliature e mode uscite di scena da millenni, la Argento e l'amica fuggono e tornano a Roma dove cercheranno di mettersi in contatto con un paraplegico alchimista interpretato da un Philippe Leroy al minimo sindacale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Però la sensitiva lesbica, e la sua amichetta, vengono troncate dalla Madre e dai suoi scherani, la Argento scappa. Ovvio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ci sono anche scene erotiche ogni tanto. Una tetta, una mezza figa pelosa. Roba da peplum girato a Pozzuoli nel 1963. Stesso gusto estetico. La recitazione in generale fa rimpiangere le esterne di Uomini &amp;amp; Donne, per intensità, immedesimazione, convinzione e trasporto emotivo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le scene "forti" dovrebbero essere lo strazio delle due lesbiche, l'ammazzamento con relativa cottura al forno del figlio di Micheal, lo stesso Micheal che diventato accolito della Madre delle Lacrime tenta di ammazzare, nonostante abbia già la gola tranciata, Asia Argento.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fantastiche le fiamme fatte al computer che avvolgono il corpo di Micheal.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Altrettanto ovviamente pure l'alchimista architetto rincoglionito viene fatto a fettine e torturato durante una specie di festino esoterico-sadomaso, ma non prima di aver istradato Asia Argento; la quale &lt;em&gt;naturaliter&lt;/em&gt; riuscirà a portare a termine la sua missione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non sia mai il film non possa godere di un happy ending.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Imbarazzante&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-3872236926624545536?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/3872236926624545536/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=3872236926624545536' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/3872236926624545536'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/3872236926624545536'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2010/07/la-terza-madre.html' title='La Terza Madre'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TEGZYuSaD5I/AAAAAAAAA34/BhqjlInpd7U/s72-c/locandina%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-2524245345623677491</id><published>2010-07-15T18:31:00.004Z</published><updated>2010-07-15T18:53:39.470Z</updated><title type='text'>Chance</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TD9UL1T4SZI/AAAAAAAAA3w/RASr6H1yrzA/s1600/chance.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5494202632681048466" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TD9UL1T4SZI/AAAAAAAAA3w/RASr6H1yrzA/s400/chance.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi guarda reclinando leggermente la testa, come una lucertola intenta a prendere il sole - ma qui di sole non c'è traccia, solo carta da parati sporca e di pessimo gusto, penombra solustro di vedo/nonvedo, divanetti da privè dimenticato da dio, qualunque dio, e poi gemiti muggiti e lamenti di un giovedi prossimo al tracollo emotivo, so che qualunque empatia è resa distante irreale ghiacciata dico le dico dovrei specificare che ha una madre morta e la piange, la piange copiosamente mentre lascio il mio documento di identità nelle mani di un pingue portiere d'albergo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vorrei si estinguesse come una presenza, una presenza con cui fare i conti, una presenza che diventa assenza, e poi più nulla. Forse, nebbia. Poco prima di un assolato mattino.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non ho interesse alcuno nella sua umanità, vera o presunta, nelle sue chiacchiere preconfeziomate e &lt;em&gt;necessariamente &lt;/em&gt;abbellite; avverte la tensione, che non è carica erotica ma una lucidità esasperata tipica di chi sta per gettarsi nel vuoto, dal balcone, sulla strada mentre attorno le puttane i tram le pattuglie della polizia i negri gli immigrati pardon i &lt;em&gt;migranti &lt;/em&gt;del cazzo i drogati le carambole del buco i turisti i duri i finti duri i deboli ed i finti deboli, i mercanti i lestofanti ladri e caracollanti sagome che sanno di piscio e grigio, cingono la sagoma annerita di questa pensione, ostello, hotel o quel che cazzo è.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Davvero.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Siamo irreali.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sul serio. Come una rima stonata, riverbero di un'aria lirica. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La madre di Denise Pipitone, come un dungeon sadomaso e tante ma sempre troppo poche epifanie di latex e dolore esibito in televisione, ho conosciuto parenti di vittime, straziati i parenti, ma straziate pure le vittime, sorelle impazzite di delitti circensi fottute in gola da marocchini arrivisti aprono frutterie di comodo per poi trasvolare sulle carte del divorzio estinzione del debito d'amore, il migrante è furbo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lei ha perduto ogni residua chance. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come la madre di Denise, che ancora si illude. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Che spera, prega e con voce tremolante, come una fioca candela di liturgia gotica, comunica dolore sofferenza patetiche infrazioni al codice della dignità - non ha più importanza il finale della storia, perchè ciò che importa è la storia in sè. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sfumature, screziate purpuree venate di nero menano vanto di essere spogliarelliste artiste esotiche ma succhiano cazzo maghrebino nel calduccio insettivoro di pensioni da dieci euro l'ora, scorribande di blatte processioni di acari idiozia carnografica, non saranno i loro tatuaggi e i nomi falsi a salvarle.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Shampiste dalla e dell'esistenza peregrina, pellegrine di una cattedrale romanica incistata nel lato nord della Stazione Termini, ho solo un rimpianto ed è quello di non avere abbastanza da vivere per potermele succhiare tutte, tette di plastica in rigorosa esibizione, lampeggianti bluastri, una televisione sintonizzata su un canale morto, scia e rumore di aereo chissà dove si sta dirigendo, chissà se arriverà mai. Non ho una umanità da sbandierare, sesso promiscuo sempre e comunque, una relazione come sinonimo di una qualche complicità estatica ma dolorosa; l'empatia è un cazzo negro nel culo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si fa di cocaina, una striscia, un'altra, aspira, inala, si pulisce le narici come una consumata attrice. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sorride. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Penso ci sia poco da ridere - non compiaccio le donne con cui mi accompagno, sono un egoista, lo sono sempre stato, e la solitudine ti permette di poter fare commenti osceni su una ragazzina venuta a Roma per vedere il Colosseo, mentre attraversa la strada mano nella mano con la madre, sovvengono alla mente ricordi di pedofili e mestieranti della carne, drogati sballati persi, corse nella notte sul raccordo senza traccia alcuna di una meta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Egoista - mi spompina.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Egoista - sono immobile, la vedo succhiare, gemere, i capelli biondi le ornano la faccia sudata.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Egoista - non la tocco, le strizzo solo, di tanto in tanto, le tette.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Chance - che ha, fortunatamente, perso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Chance - che un cavaliere azzurro la salvasse da una vita di disperato grigiore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Chance - che si incazzi venendo a sapere che le sto sborrando in gola pensando ad una madre piangente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Volti cianotici. Chiazze di vomito, e pus. Il cesso di un locale pubblico, a dieci metri da una scaletta che conduce alla Metro A, tra rapper guatemaltechi, controllori ATAC e taxi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Perde quello che non ha. Che, forse, non ha mai avuto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non mi interessa.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-2524245345623677491?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/2524245345623677491/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=2524245345623677491' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/2524245345623677491'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/2524245345623677491'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2010/07/chance.html' title='Chance'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TD9UL1T4SZI/AAAAAAAAA3w/RASr6H1yrzA/s72-c/chance.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-7498879678895938535</id><published>2010-07-08T17:19:00.003Z</published><updated>2010-07-08T18:06:26.183Z</updated><title type='text'>Pornoprodromo; ancora su A Serbian Film</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDYTDBViiLI/AAAAAAAAA3o/csJQXG0NntY/s1600/SRPSKI+FILM4%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 166px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5491597738244212914" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDYTDBViiLI/AAAAAAAAA3o/csJQXG0NntY/s400/SRPSKI+FILM4%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un momento di grande rivelazione - non il Logos finalmente esibito, ma la deprivazione totale, abbacinante, un lampo che scuote la placida tenebra notturna e ti getta in faccia un lago rosso di sangue. Come nel vorticoso mulinare delle parole, feroci, disossate, disumane, espunte in fretta dal consesso della rispettabilità sociale che possiamo trovare tra le pagine di Sade, una (nuova) dimensione di isolamento e povertà emotiva, morale, esistenziale si fa largo nell'opera della guerra, e nell'opera &lt;em&gt;sulla&lt;/em&gt; guerra.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La drammaturga inglese Sarah Kane, morta suicida in giovane età, nel suo primo fenomenale, e scandaloso ("disgustoso banchetto di sporcizia", per il critico del Daily Mail, Jack Tinker, sarcasticamente "omaggiato" dalla Kane nella sua seconda piece, in cui presta il nome ad un feroce e pazzoide medico in stile Mengele, attratto dalle mutilazioni e da un voyeuristico afflato di morte) atto di accusa contro la stagnante putrefazione dell'arte anglosassone (e non solo...), dal significativo titolo di "Blasted" (in italiano divenuto "Dannati") mette in scena una esplosione di brutale franchezza, un raggelante specchio dei tempi in cui nessuno può dirsi al sicuro- un pavido giornalista, dal carattere fintamente dominante, cinico ma poco scaltro, capace solo di prendersela con la sua amante, una donna insicura e mentalmente prostrata, sullo sfondo ombre tenui di delitti seriali, pornografia e massacri la cui eco sembra perdersi lontana. D'un tratto però la cronaca entra nella stanza d'albergo in cui i due stanno consumando il loro personale dramma di menzogne e violenza, prima un refolo disperato, successivamente un uragano impersonato da un soldato anonimo e senza nazionalità precisa (ma che capiamo perfettamente essere proiettato fuori dal ventre saturo di decadenza corruzione e morte del conflitto serbo-bosniaco); il soldato diventa l'incarnazione di una perenne cattiva coscienza, la voce tetra, monotona, ripetitiva ma decisamente efficace attraverso cui la violenza non ambisce ad essere rappresentata ma ad &lt;em&gt;esserci.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Uno dei più organici e dolorosi tentativi di rendere un'opera d'arte esercizio concreto di un atto di violenza - e lo si capisce abbastanza agevolmente percependo la cesura che separa la prima parte del dramma, in cui la violenza è posticciamente e blandamente millantata dal protagonista, mediocre gi0rnalistucolo con una fissazione morbosa e professionalmente poco appagante per gli abusi sessuali e la cronaca nera, oppure dalla tensione sentimentale ed esistenziale della sua donna, incapace di opporre un risoluto no alle pretese sessuali del giornalista, dalla seconda parte, in cui il soldato irrompe portando con sè l'attacco frontale allo spettatore. Inculcando dubbi, e atrocità, chiedendo ripetutamente al protagonista (ma anche allo spettatore) se abbia mai esercitato vera autentica violenza; e la sua fredda lucida narrazione di atrocità belliche, a cui ha assistito o partecipato in prima persona, i neonati fatti a pezzil, le donne violentate e inchiodate alle assi delle porte, le esecuzioni sommarie, tradisce quella spinta a superare di slancio il nero dell'abisso. C'è un unico momento in cui il soldato ricompone le sue fratture interiori, i frammenti della sua anima, ed è quello in cui ripensa alla sua ragazza, brutalizzata ed uccisa dai nemici - è un istante, un istante di consapevolezza e dolore, di rivelazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non a caso, primaria fonte di ispirazione della Kane sono stati la Bibbia (e non in senso religioso; quanto per la smodata e vorace tendenza a mettere in luce la carnalità della presenza di Dio, la ferocia, come voce a cui tendere per lasciarsi alle spalle la nomade disperazione, la solitudine dell'essere...il superamento dei limiti individuali per andare oltre il proprio desiderio, per riprendere ciò che Bataille notava nel profondo dell'opera sadiana e che Klossowski aveva eretto a prova decisiva della valenza metareligiosa del "canone" sadiano) e una emotiva, non meditata, lettura del Re Lear shakespeariano, opera questa in cui figura la radicale presa di coscienza di una antropologia autenticamente negativa ("&lt;em&gt;mostro d'ingratitudine, l'uomo&lt;/em&gt;").&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'istante in cui lo spazio chiuso della stanza di albergo (torna la finitezza spaziale cara a Sade e ai suoi libertini, lo spazio recluso, cinto da torrioni, magma, disperazione, come il castello di Gilles de Rais, le cripte gotiche descritte da Valentine Penrose nel suo saggio sulla Contessa Bathory) esplode e deflagra, con potenza, con orrore. E' l'attimo in cui lo spettatore, catarticamente ma in maniera estremamente carica di sofferenza, percepisce che quella violenza non è didascalicamente messa in scena dalla Kane per fini &lt;em&gt;lato sensu &lt;/em&gt;artistici, ma da lei vissuta e urlata in faccia allo spettatore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;A Serbian Film&lt;/strong&gt; è un'opera dolorosa. Non gratuita, nel suo tentacolare e magmatico dispiegarsi di crudeltà, di sangue, di sesso non consensuale - non uno studio sul dolore e nel dolore, quanto dolore esso stesso. Non analisi (piùo meno metaforica) di violenza, quanto violenza esso stesso. Per l'occidentale abituato a pasturare con carnascialesche esibizioni di torture porn, il film serbo diventa l'ennesimo attacco alla cima di una sorta di guinness dei primati dell'estremo e del rivoltante; si finisce per darne una versione parziale, dimidiata, ambigua e soprattutto superficiale. Altrettanto scorretto sarebbe caricare il film di inutili orpelli sovrastrutturali, darne una lettura forzatamente e faziosamente "intellettuale": ho impressione invece che Spasojevic non abbia l'ambizione di fornire la sua particolare versione di torture porn, quanto di elaborare un suo personale atto di violenza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il pingue appassionato di horror americano ed europeo passa in rassegna varia carnografia, amputazioni, delirii di sangue, massacri, incesti e stupri, come sulla ruota panoramica di un luna park delle atrocità (rigorosamente in plastica), guarda televisione che alimenta continuamente l'eco lontana di terribili violenze, pratica giochi di ruolo o videogiochi in cui la violenza è continua, seriale, ripetitiva. Ma la sua esposizione alla violenza è sempre mediata, indiretta e fondamentalmente di matrice ludico-ricreativa; perchè questo appassionato non vive in società che, per quanto possano apparirci brutali, respirano ed incarnano, ontologicamente, una aspirazione totalizzante alla violenza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I Balcani rappresentano l'unica area direttamente a contatto con il mondo occidentale ad aver sperimentato, in tempi recenti, un conflitto di rara ferocia; stupri, violenze, omicidi, massacri, bombardamenti, campi di concentramento, il tutto sia come attori che come vittime. Il giovane americano che impazzisce per &lt;strong&gt;Hostel&lt;/strong&gt; o per &lt;strong&gt;Martyrs&lt;/strong&gt; al sentir parlare di campi di concentramento va con la memoria alle sbiadite foto dei libri di storia, alla seconda guerra mondiale, non nutre quel contatto diretto, esistenziale, con la pratica estrema della violenza di Stato, con il rullo compressore di un carro armato che spiana abitazione e sogni, uccidendo in un colpo solo tutti gli affetti di una vita.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La Serbia ha ferite fresche. Una spina dorsale incrinata - anche dal mondo occidentale, che sotto la scusa tronfia dei diritti umani ha bombardato e massacrato Belgrado. L'italiano che oggi aspira ad una proiezione di &lt;strong&gt;A&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Serbian Film&lt;/strong&gt;, è lo stesso, antropologicamente, che guardava in rewind i lampi verdi e le scie sagittali dei missili sparati a profusione sulla capitale serba, il francese che oggi cerca redenzione nel nuovo torture porn ha un concetto di violenza che arriva dai siti internet di pornografia estrema e che probabilmente non ha idea di quale rumore faccia una donna pugnalata nel profondo della vagina...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Abbiamo perso, se mai davvero ne abbiamo avuto uno, il senso della violenza, esercitata e subita, non sappiamo davvero soffrire perchè non sperimentiamo, nella nostra esistenza, una continua, sistematica, scientifica violenza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il film serbo ambisce invece a ricordarci cosa significa soffrire...&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-7498879678895938535?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/7498879678895938535/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=7498879678895938535' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/7498879678895938535'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/7498879678895938535'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2010/07/pornoprodromo-ancora-su-serbian-film.html' title='Pornoprodromo; ancora su A Serbian Film'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDYTDBViiLI/AAAAAAAAA3o/csJQXG0NntY/s72-c/SRPSKI+FILM4%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-5755018802924833960</id><published>2010-07-04T14:57:00.002Z</published><updated>2010-07-04T15:09:08.047Z</updated><title type='text'>The Horseman</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCkAxeqh3I/AAAAAAAAA28/zXU2ZuzvRfo/s1600/THE+HORSEMAN.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 283px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5490068278953543538" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCkAxeqh3I/AAAAAAAAA28/zXU2ZuzvRfo/s400/THE+HORSEMAN.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;The Horseman&lt;/strong&gt;, di Steven Kastrissios, è un film australiano del 2008; da non confondere col quasi omonimo thrillerone pseudo true crime girato l'anno seguente da un sempre più imbolsito Dennis Quaid.&lt;br /&gt;La sostanza del film è una solida ricerca della vendetta. In un quadro di attraversamento della terra di nessuno che è il mondo della pornografia non propriamente professionale.&lt;br /&gt;E ne era passata di acqua sotto ai ponti da quando il buon calvinista Paul Schrader (&lt;strong&gt;Hardcore) &lt;/strong&gt;aveva fatto immergere George C. Scott nel girone della produzione di pornografia clandestina, alla ricerca di una figlia dispersa e ingannata dalla malvagità dell'uomo - e se non c'è nulla di meglio di un calvinista armato di cattive intenzioni, soprattutto nel mostrare quanto sordida e immorale sia la pornografia (con toni che avrebbero mandato in brodo di giuggiole Andrea Dworkin e il senatore Meese), ci aveva pensato poi quel rincoglionito di Joel Schumacher a rovinare (quasi) tutto con quel polpettone insipido e bolso rispondente al titolo di "8mm- Delitto a Luci Rosse".&lt;br /&gt;Come da titolo, un padre disperato e crudamente disilluso porta la sua personale apocalisse nel mondo sotterraneo di alcuni squallidi pornografi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ha delle domande da porre; e le pone nel modo più brutale possibile. Interrogatori con ami da pesca conficcati dove fa proprio tanto male, polpette macinate di carne umana, pestaggi, distruzione di ogni sentimento, e voglio segnalare lo squallore eccellente del video porno che apre dolorosamente gli occhi al padre. Anzi, probabilmente il punto stilisticamente più intelligente, intrigante ed elaborato, pur nella sua apparente semplicità, è proprio quel doloroso momento di cinema-nel-cinema, disvelamento raggelante di una sinistra verità; e così il padre viene a sapere che l'overdose di cui è morta la sua tenera figlioletta (le figlie morte sono sempre dolci, tenere e compiante, anche se nei fatti si trattava di tossiche puttane...) è stata pesantemente indotta e usata strumentalmente da alcuni laidi figuri soliti a trafficare porno più o meno estremo. Nel caso specifico una gang bang finita male; e le flaccide natiche esibite dai panzoni che violentano la ragazza valgono mille Macina di "8mm".&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-5755018802924833960?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/5755018802924833960/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=5755018802924833960' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/5755018802924833960'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/5755018802924833960'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2010/07/horseman.html' title='The Horseman'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCkAxeqh3I/AAAAAAAAA28/zXU2ZuzvRfo/s72-c/THE+HORSEMAN.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-2589638414993643991</id><published>2010-07-04T10:30:00.005Z</published><updated>2010-07-04T14:33:48.815Z</updated><title type='text'>A Serbian Film</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDBp5o3ODQI/AAAAAAAAA20/Y8BVRNuZed8/s1600/Serbian-film-poster-325x460%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 283px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5490004384707120386" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDBp5o3ODQI/AAAAAAAAA20/Y8BVRNuZed8/s400/Serbian-film-poster-325x460%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E uno snuff movie definitivo è anche al centro di &lt;strong&gt;A Serbian Film&lt;/strong&gt;, "filmetto" che da mesi sta dilaniando gli appassionati con risse verbali, svenimenti negli USA e a Cannes (i film che si portano dietro leggende metropolitane generalmente sono pessimi, ma questo fa parziale eccezione), annunci di recensori che si rifiutano di recensirlo (su Nocturno Cinema, ad esempio) e aficionados che a mezzo forum si scannano sulla sempre aperta e dibattuta questione del lecito, del limite, della utilità intrinseca della metafora esibita ed esposta con compiaciuta brutalità.&lt;br /&gt;Premettendo che di seguito si avranno degli SPOILER, il film narra la storia (?) di Milos, ex Rocco Siffredi balcanico ormai ritiratosi a quieta vita familiare; quieta ma finanziariamente disastrata, tanto che le uggiose giornate trascorrono tra malinconiche reminiscenze del passato, sesso con la moglie, il figlio di quattro anni che si guarda i dvd porno col padre protagonista.Un giorno però anche qui arriva l'ambiguo angelo del destino, sotto forma di una brillante e bellissima intermediaria che propone a Milos di interpretare un ultimo film che gli varrà un compenso stratosferico e la fine assicurata di ogni preoccupazione di ordine economico per moglie e figli.&lt;br /&gt;Milos accetta ma ben presto capisce che il regista del progetto non intende realizzare un comune porno, ma un terrificante snuff movie - e qui inizia il delirio, perchè non pago del torture porn per quanto esplicito, A Serbian Film inanella una serie di atrocità che rendono in effetti &lt;strong&gt;Murder Set Pieces&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Martyrs&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;August Underground&lt;/strong&gt; della cacchina buona per il dopolavoro disney. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un esempio? Aldilà degli stupri con decapitazione per sperimentare coito da &lt;em&gt;rigor mortis&lt;/em&gt; , le atmosfere incupite decadenti e paramilitari che esplicitamente rimandano ai massacri bellici o scopate con &lt;em&gt;donkey punch&lt;/em&gt; violentissimo o scene di atrocità belliche, il film diventa insostenibile per la violenza contro i bambini...e se già Murder Set Pieces aveva rotto il tabù cinematografico del "i bambini non si toccano", A Serbian Film va più in là con la grazia di un elefante obeso dentro una cristalleria di Boemia (un neonato appena partorito dalla madre e ancora sanguinante di placenta viene brutalizzato e violentato...e questa è solo una delle varie scene). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Alcune scene non esplicite, se possibile, risultano più disturbanti e ciniche della carnografia spicciola; su tutte l'angosciosa scena di incesto (inconsapevole) in cui il protagonista e il fratello poliziotto devono sodomizzare due attrici coperte da un lenzuolo e che i sodomizzatori non avranno modo alcuno di vedere mai. Peccato che non si tratti di attrici ma della moglie e del figlio (quello di quattro anni) del protagonista...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Naturalmente, è del tutto palese che al regista Spasojevic non interessava minimanente l'originalità; il film è un assemblaggio citazionista (in alcuni casi ai limiti del plagio) di centinaia di pellicole più o meno legate alla tematica del metacinema. Da &lt;strong&gt;Last House on dead end street&lt;/strong&gt; a &lt;strong&gt;Il Cameraman e L'Assassino&lt;/strong&gt;, passando per &lt;strong&gt;Man Bites Dog&lt;/strong&gt; e perfino quella cagata assurda rispondente al nome di &lt;strong&gt;8mm&lt;/strong&gt;, c'è anche un (non so quanto voluto) rimando a &lt;strong&gt;Seven&lt;/strong&gt;, di Fincher. Palesi omaggi al cinema di Brass ( i falli finti) che a volte si perdono dietro allegorie barocche ed estetizzanti, l'intera pellicola si muove su coordinate patinate, da metafora-della-violenza-nella-epoca-di-MTV, ma certo il tono generale è di un malevolo spinto, a tratti da psicopatici, nessuno, letteralmente, viene risparmiato. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I problemi sollevati da film simili sono enormi - anche perchè in Serbia, a prescindere dal discorso del vero o inventato finanziamento statale ricevuto, questo film viene commentato, dibattuto, analizzato e criticato non nelle nicchie maleodoranti del cinema &lt;em&gt;gore&lt;/em&gt; o estremo ma sui mass media di rilievo, suscitando reazioni viscerali che oscillano dall'orgoglio nazionale ferito alla disamina della crisi della società serba (la metafora in fondo più facile) fino ad un compiaciuto cenno di approvazione per aver portato la Serbia al centro della comunità cinematografica estrema mondiale. E le persone che partecipano a questi autodafe collettivi non sono nerd occhialuti alla ricerca di emozioni virtuali forti, ma la popolazione nel suo complesso; teenager, studenti universitari, casalinghe, operai, avvocati, chiamati tutti in causa dalla allucinata visione di un film che rappresenta, volenti o nolenti, un epos di inaudita ferocia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un problema davvero consistente è quello dei limiti che un film dovrebbe darsi per non cadere nel sensazionalismo becero, spinto e fine a se stesso-è evidente che il rischio "luna park", soprattutto quando ci confrontiamo col torture porn in tutte le sue (in)finite varianti, è sempre in agguato. Ad alcuni il concetto di limite apparirà anche di matrice morale; è evidente, come in effetti fanno notare in molti, che mostrare la violenza carnale subita da un neonato o scene porno consumate dentro un asilo nido supera e di molto quella invisibile linea che divide provocazione, estro artistico da patologia clinica, e che quindi, proprio per la implicita gara a trovare aberrazioni sempre più pesanti, il prossimo film finirà probabilmente per mostrare autentiche uccisioni. Una questione che secondo me non si pone, soprattutto nella epoca di internet, visto che con minimo sforzo un qualunque giovane (e anche meno giovane) può comodamente guardarsi dal calduccio confortante della sua stanza spezzoni di ammazzamenti autentici o di crimini di guerra, frettolosamente uploadati su siti internet come il fu-Ogrish o circolanti più o meno liberamente tra torrent e programmi di filesharing.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma il limite che a me interessa è quello che separa il sordido dal ridicolo, l'allucinante dal &lt;em&gt;trash&lt;/em&gt;; e devo dire che Spasojevic, almeno in questo, è bravissimo, e pur attingendo copiosamente dal calderone dei luoghi comuni riesce ad alternare vorrei dire brillantemente ultraviolenza esplicita ad atmosfere più meditate, ellittiche e sofferte (che aggiungono inevitabilmente orrore all'orrore). Per quanto la discesa all'inferno di Milos in alcuni tratti diventi palesemente incredibile e per quanto allo spettatore sia richiesto un discreto esercizio di sospensione della credulità, il magma putrescente di sperma, violenza, misoginia (ma forse più correttamente, misantropia...ogni singolo personaggio del film è un Mostro, a ben vedere e l'antieroe incarnato da Milos rappresenta una monade impazzita con cui a tratti siamo costretti ad empatizzare, ed è una empatia decisamente dolorosa) sovrasta e ingoia tutto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un altro problema non da poco è quello delle metafore; quando si affronta un tema delicato come il rapporto tra sesso/violenza e occhio dei Media, in una prospettiva dichiaratamente voyeuristica, l'errore tipico in cui si cade (vedasi tra i molti &lt;strong&gt;Natural Born Killers&lt;/strong&gt;) è la fumettizzazione dei personaggi, i quali finiscono inevitabilmente per diventare monotematici e monodimensionali, palesemente ritagliati nel cartone. E il film stesso rischia di sfuggire dalle mani del regista - in A Serbian Film questo a volte succede, soprattutto quando Spasojevic pensa di essere la reincarnazione di Pasolini. La scena dello stupro (e conseguente massacro) sul letto, con la donna incatenata presa da dietro da Milos è un viaggio dritto dentro la struttura del &lt;strong&gt;Salò&lt;/strong&gt; pasoliniano; solo che mentre Pasolini aveva saputo destreggiarsi tra atmosfere filosofiche sadiane (la finitezza degli spazi come impulso alla Fondazione, per dirla con Barthes, la Natura del Male, la crudeltà) e istinto alla denuncia sociale (sulle articolazioni del potere), il regista serbo ogni tanto gira pesantemente a vuoto, dando l'impressione di guardarsi l'ombelico in estasi sorridente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La visione è comunque consigliata solo a chi la mattina si lava i denti con Total Abuse.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-2589638414993643991?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/2589638414993643991/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=2589638414993643991' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/2589638414993643991'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/2589638414993643991'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2010/07/serbian-film.html' title='A Serbian Film'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDBp5o3ODQI/AAAAAAAAA20/Y8BVRNuZed8/s72-c/Serbian-film-poster-325x460%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-3620386567455644783</id><published>2010-07-04T10:22:00.002Z</published><updated>2010-07-04T10:30:22.440Z</updated><title type='text'>Life and Death of a Porno Gang</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDBim6yIWyI/AAAAAAAAA2s/UfzBxbAEDCQ/s1600/porno+gang.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 200px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5489996366518704930" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDBim6yIWyI/AAAAAAAAA2s/UfzBxbAEDCQ/s400/porno+gang.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Torno dopo tempo immemore ad aggiornare questo blog e lo faccio dichiarando senza mezzi termini che questa è la settimana del cinema estremo serbo ! &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Ed era ora perchè finalmente i Balcani iniziano a liberarsi della inquietante sagoma, sempre meno stagliata contro orizzonti "underground", di Kusturica ed iniziano a riappropriarsi di quella curiosa, bizzarra, kitsch e malevola tradizione di filmati aldilà del bene e del male inaugurata a suo tempo dal surreale Sweet Movie di Dusan Makavejev (ma all'epoca nella economia generale della geopolitica delle nefandezze video esisteva ancora la Jugoslavia titoista).&lt;br /&gt;Il primo film è l'interessante e genuinamente disturbante &lt;strong&gt;Life and Death of a Porno Gang&lt;/strong&gt;, del promettente Mladen Djordjevic che già si era fatto notare e conoscere, se non altro dai malati di mente come il sottoscritto, per una pregevole visione (documentaristica) d'insieme sulla "fondamentale" scena porno serba ("&lt;strong&gt;Made in Serbia&lt;/strong&gt;"), quella scena che risulta ancora oggi parecchio lontana dagli Hot d'Or cannesiani o dai Venus berlinesi, una scena porno genuinamente carsica che si porta dietro, come scintillante purulenta sanguinante stimmata l'aura del conflitto serbo-bosniaco-croato con dietro tutte le truculente storie di torture, stupri di massa, nefandezze variamente assortite che titillarono i sogni nerovestitti delle femministe americane della rivista MS e i vari Jim Goad e Peter Sotos femministizzati a festa per l'occasione. Djordjevic condisce un dissoluto trogolo porcilaio fumigante di sterco e truci astmosfere virate al sesso cupibondo vero film nel film creando il personaggio di un giovane regista, una discesa grottesca e molto kitsch nell'universo dei pornazzi underground, con una compagnia frettolosamente assemblata dal giovane regista fresco di laurea per girare il paese e redimere la sessuofobia dei contadini e dei distretti rurali con spettacoli hard dal vivo, messi in scena dalla raccogliticcia e grottesca compagnia composta da pornostarlette con eccessi di peso, ricchioni malati di AIDS, tossici da eroina - il primo problema è che il giovane regista protagonista del film non si è dato al turismo porno itinerante per scelta, ma per necessità, perchè a Belgrado l'aria si era fatta irrespirabile datosi che lui, da vero genio, aveva fregato dei soldi ad alcuni produttori per girarsi un tanto sospirato filmaccio torture porn ma i produttori, in realtà mafiosi ed ex criminali di guerra, non l'avevano presa bene. Secondo problema; gli zotici campagnoli non impazziscono di amore per le metafore (un uomo che si scopa la terra...) esibite tronfiamente ed ingenuamente dalla Porno Gang e così finiscono per addobbarli di mazzate assai spesso.&lt;br /&gt;A questo punto, messi davanti a crepuscolari atmosfere da deliquio barthesiano, i componenti della Porno Gang iniziano ad avvertire il fastidioso senso della sconfitta, ben presto mutato in speranzosa follia quando un tedesco si palesa proponendo loro di girare un porno definitivo. Che però, si scopre assai presto, sarebbe uno snuff movie di rara ferocia... &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;E da qui si avvia una estremamente articolata e soprendentemente moderata riflessione sulla valenza del metacinema, argomento questo iper-abusato dai cineasti di tutto il mondo, soprattutto quando si chiama in causa il valore (non assiologico) della violenza esibita- ma la "poetica" di Life and Death è assai poco autoreferenziale e ancor meno compiaciuta, anzi. E' scarna, granulosa, sporca, tipicamente balcanica, bandisce qualunque accento grottescamente festoso che era appunto tipico del cinema di Kusturica e lo sostituisce con una &lt;em&gt;cupio dissolvi &lt;/em&gt;che Eli Roth non raggiungerà nemmeno pagando duecento milioni di dollari; il viaggio qui cessa di essere metafora, i personaggi non si arricchiscono dalle esperienze maturate sulla strada, si perdono, si sdilinquiscono, mutano sostanza appiattendosi lungo le sinistre direttrici di una antropologia totalmente negativa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-3620386567455644783?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/3620386567455644783/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=3620386567455644783' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/3620386567455644783'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/3620386567455644783'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2010/07/life-and-death-of-porno-gang.html' title='Life and Death of a Porno Gang'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDBim6yIWyI/AAAAAAAAA2s/UfzBxbAEDCQ/s72-c/porno+gang.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-7929279360183213824</id><published>2010-03-14T11:41:00.005Z</published><updated>2010-03-14T12:31:40.476Z</updated><title type='text'>Entra nel vuoto</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S5zL4LikxzI/AAAAAAAAA2k/0bHTltXZ2zo/s1600-h/enter+the+void.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 270px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5448453815242377010" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S5zL4LikxzI/AAAAAAAAA2k/0bHTltXZ2zo/s400/enter+the+void.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Godfrey Reggio e Peter Sotos, datevi la mano.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;C'è l'accelerazione delle luci ad imporvelo, e quel caotico allucinato e vomitevole vorticare della camera da presa esperienza già sperimentata in Irreversible e qui portata alle sue (il)logiche conseguenze; lì era estetica e metodologia di disperazione urbana tra trans e spedizioni punitive notturne tra sobborghi metropolitani e papponi e stupri plasticamente artefatti e insondabili club per omosessuali infetti e lerci di cuoio vestiti, &lt;em&gt;qui&lt;/em&gt; invece quel vorticare confusionario è il film stesso.&lt;br /&gt;Non una parte, non una scelta morfologica; ma essenza di pura devastazione somatica.&lt;br /&gt;Ha un bel dire Gaspar quando cita come primaria ispirazione il libro tibetano dei morti - ogni fotogramma è virato, lercio, sporco, granuloso, rovesciato, in costante peregrinazione in una Mecca degna del Ram di Chicago. Il libro tibetano dei morti a scuola da W. A. Dodd, esattamente, e il satori imposto da Dean Corll.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Club rossi. Rossicci. Carnicini, e detournati. Una spogliarellista, un fratello incestuoso tossicodipendente e spacciatore, autoreferenziale e psichedelicamente mistico - la loro non/storia ci impone di brancolare in estasi tossica per le strade strette di Tokyo, nella feritoia post-barthesiana della mancanza di centro, irradiazioni zen di neon blu e secrezioni malevole di gang di strada, come nell'epos di Karl Taro Greenfeld, o nei mille film di Shojin Fukui e Tsukamoto, e polveri di acciaio che piovono misteriosamente dal cielo nero e screziato sempre di neon.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;La spogliarellista è un non-senso; non percepisce, è mutila, e autistica come potrebbe esserlo il cadavere di Savanah. Pornografia per necrofili, ciò che vogliamo da sempre. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;La soggettiva che ci viene imposta è soffocamento - come scrisse Norman Mailer per stroncare Bret Easton Ellis, la tecnica della soggettiva alla lunga impone asfissia e annegamento dell'esperienza sensoriale. Il che può per noi miserabili degenerati essere un complimento non da poco: il film è brutto, e per questo stupendo. Non ha pretese intellettuali e contrariamente a quanto urlacchiano nelle redazioni penose di La Repubblica e di Le Monde, nessun afflato da &lt;em&gt;epater le bourgeois&lt;/em&gt;; Noe molto semplicemente riesce a divertirsi spendendo i soldi di qualche produttore e propinandoci una cavalcata di estenuante pornografia luminosa, con quel raggio-sonda scandagliante sordidi desideri.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Vedere tutto attraverso gli occhi malati del ragazzo ci impone scopate &lt;em&gt;da dentro&lt;/em&gt;, fluttuanti (siamo a Tokyo in fondo, Araki e Slocombe ringraziano) voli pindarici di carcasse tecniche e peep show annegati nel nulla cosmico di una città che fagocita e metabolizza &lt;em&gt;tutto&lt;/em&gt;. I genitori morti in incidente d'auto, i feti mostrati con sommo compiacimento, l'apparizione ierofanica del pervertito Daikichi Amano il pornografo di gradevoli commistioni tra giapponesine e animali viscidi, tutto scorre sotto la pelle e nella carne come un fiume di sperma acido.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Dire che questo film celi una metafora sarebbe come dire che Ed Kemper aveva un problema comportamentale. Ma non strangoli spari trituri una autostoppista quindicenne per poi violentarne il cadavere ed esibirne la testa decapitata sul lunotto della macchina se hai un &lt;em&gt;problema comportamentale.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Questo film è incomprensibile. Potrebbe essere bellissimo o bruttissimo o entrambe le cose; di certo vi faranno male gli occhi.&lt;br /&gt;Guardarlo dritto in faccia il vuoto è roba non da poco; entrarci, ancora peggio. Il soldato Woyzeck se ne sentiva caoticamente e paranoicamente circondato; e l'orrore di Conrad, che si stendeva come un sudario di tenebra e malsane paludi. La paura non ha ragione, non ha e non vuole avere giustificazione. Può essere paura di invecchiare, di essere violentate, di perdere il controllo o il proprio lavoro, la paura irrazionale dell'uomo davanti al caos cosmico di cui scriveva Eliade; e in questo senso, ma &lt;em&gt;solo&lt;/em&gt; in questo senso, il film opera come lezione di antropologia religiosa. Certo, la religione spiegata da un obeso turista tedesco in gita a Pattaya per saziare i suoi impulsi carnali nella miseria ontologica della luna e dei blowjob bars.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Non ho alcun dubbio, visto che lo so, Gaspar si è divertito molto più a girarlo questo film che non a vederlo montarlo e pensarlo destinato ad un pubblico; e mi viene da ridere pensando al povero Mereghetti che se lo vede col fine ultimo di recensirlo &lt;em&gt;razionalmente&lt;/em&gt;. Come se a Raspelli servissero un piatto di merda fumante e lui dovesse, il giorno dopo, parlarcene compitamente su Rete4.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Non c'è proprio più morale.&lt;br /&gt;Per fortuna.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-7929279360183213824?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/7929279360183213824/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=7929279360183213824' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/7929279360183213824'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/7929279360183213824'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2010/03/entra-nel-vuoto.html' title='Entra nel vuoto'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S5zL4LikxzI/AAAAAAAAA2k/0bHTltXZ2zo/s72-c/enter+the+void.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-4236940092322717948</id><published>2010-02-26T17:55:00.002Z</published><updated>2010-02-26T19:25:22.415Z</updated><title type='text'>Tutto è male</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S4gLQ29akZI/AAAAAAAAA2U/Ye9AgdvbUzI/s1600-h/sm.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 290px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5442612533936165266" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S4gLQ29akZI/AAAAAAAAA2U/Ye9AgdvbUzI/s400/sm.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Colpisce alla luce del giorno,&lt;br /&gt;senza lasciare alcuna traccia.&lt;br /&gt;Giovani o vecchie, le loro labbra sono sigillate&lt;br /&gt;il segreto della loro morte non sarà mai rivelato.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Albert De Salvo&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come un sogno inespresso, come una promessa infranta, l'acqua cade dalla grondaia e fluisce in una pozza marroncina, proprio accanto ad uno stereo che rimanda, sinuose ed ellittiche, le note di Craig Armstrong, una pastosa ballata elettronica di raffinato romanticismo.&lt;br /&gt;Crepuscolare. Dolce.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sensuale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In evidente contrasto con le parole che sentiamo echeggiare nell'aria, e  coi suoni spezzati; tuo padre colpisce e ferisce e picchia tua madre, tu alzi il volume della musica sperando che tutto cessi, che tutto sparisca, inorgoglita dalla potenza espressiva, ti lasci cullare e trastullare, ma aldilà dell'onda di suono, aldilà delle pareti di carton-gesso, ecco le urla i pianti gli strepiti le richieste di misericordia. Tua madre non ne può più, ha paura per sè e per te, quale vita è mai questa, si chiede impotente, col fiato mozzato, le gambe tremanti e la faccia insanguinata, gli occhi pesti e gonfi come melanzane.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' interessante.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dico sul serio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ti ho prestato un libro su Lawrence Bittaker. E ti ho mostrato una password per accedere ai contenuti della Kinky thai, ti ho spalancato reami di cani che defecano e vomitano nelle bocche di tailandesi sperdute, giunte fresche fresche da villaggi dove la povertà e l'ignoranza le costringono, materialmente, a piegarsi ad un genere di abiezione che avrebbe reso edulcorate le fantasie di Ted Bundy, dobbiamo concentrarci sui capezzoli ritorti e maciullati dalle pinze di Bittaker, dal vano del furgone sporco ed invaso di attrezzi da tortura e la calura del deserto messicano uno scenario ocra di sabbia e vento, le montagne, ragazze rapite convinte con trucchetti di droga e celebrità a salire sul furgone, gite nel nulla tra pueblos argillosi e vette di sadico piacere.&lt;br /&gt;Sadico, si.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tuo padre continua ad occuparsi di tua madre. La lavora ai fianchi come un pugile esperto e consumato, mena di cinghia, con il tacco delle scarpe, non ne conosco il motivo ma non mi importa. Torno a concentrarmi sul flusso gentile di musica, sul tuo sguardo vacuo ed intontito e sulle mie divagazioni poetiche di violenza sessuale estrema e pornografia clandestina.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ti dico; &lt;em&gt;togli Craig Armstrong&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Esegui, velocemente e senza discutere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Più confacente al momento Clandestine Blaze e le note gracchianti straziate di Icons of Torture, un incancrenito registro di modulazioni putrefatte, ed urla disumane sintonizzate sulla lunghezza d'onda di tua madre. Il guaito di una donna battuta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;John Douglas, e le panzane sugli snuff movies.&lt;br /&gt;Roba di grana grossa buona giusto per stabilire la relazione intercorrente tra obesità e BDSM - continuo ad immergermi nell'insondabile carnaio patrocinato dalle pinze di Bittaker, i suoi disegni francamente osceni e divertenti, la sodomia imposta da John Gacy alle sue vittime poi convenientemente bruciate nella fornace e sparse sotto terra per ironia della sorte da un costruttore edile.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Aiko Koo, la sua graziosa testa staccata dal busto. E portata a zonzo da Ed Kemper.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La morte per tortura. Come giusta retribuzione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tua madre continua ad urlare, il pestaggio lento e scientifico va avanti, si protrae nel tempo, ci consegna emozioni incredibilmente soddisfacenti. Ti spingo, emotivamente, a cambiare ancora, dopo le prime canzoni, voglio Bizarre Uproar, masturbiamoci su ritagli di giornale e polaroid di ragazze sorridenti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;John Douglas, e le sue patetiche puerili giustificazioni. La coloritura metaforica per spiegare i suoi decenni di insuccessi; &lt;em&gt;a volte il drago vince&lt;/em&gt;. Ma no, John, a volte a vincere sono quelle pinze che strappano lembi di pelle e di carne facendo fiottare il sangue, volti impauriti, impazziti di sofferenza e terrore, nessuna speranza di uscire vive da questo insensato loculo di depravazione sadica.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il nostro nichilismo si nutre di silenzio e di lacrime - nulla che ci leghi alla condizione umana, se non il godimento di vedere esistenze infrante violate fatte a pezzi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Eyehategod.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ted Bundy brillante. Scatenato. Furibondo libertino, in grado di vincere la nebbia del suo passato e far esplodere le contraddizioni dei suoi accusatori, di quegli estranei al loro fianco, di quelle ombre che si incuneano nella metropolitana tra bestseller e lavori rispettabili e Kimberly Leach e ancora sludge e droga di ogni genere e tipo, gli spot contro l'abuso familiare, i cartelloni pubblicitari contro la guerra e contro i bambini soldati.&lt;br /&gt;Il silenzio degli innocenti, il vomito e l'orrore mostrato, conradianamente, da John Douglas per convincere i suoi interlocutori, per far capire loro, sia pure solo in modo ancillare e servente, la drammaticità equivoca del delitto seriale. Non un circo di libri film figurine e campioni d'incasso e royalties, ma un mondo oscuro di famiglie piangenti e processi dolorosi con processioni di parenti sofferenti dolorosi e coi cuori infranti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nebula. Noise secrezioni e deiezioni di chitarra e voce catramosa. Tua madre sta male. Tossisce catarrosamente, invoca clemenza, una pausa ma non credo tuo padre sia intenzionato ad assecondarla. Deve proprio averlo fatto incazzare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Annunci su internet. Consensualità. La chiusura di case di produzione sadomaso stimolano dibattiti sull'amore. L'ungherese Mood Pictures, la finlandese Radikal, l'americana Landslide. Una rotazione di sessualità sporca, corrotta, meravigliosa, da inserire in agenda per stimolare ululati di costernazione tra gli hippies col frustino.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Corrupted e Tsurisaki. Collage di vittime di killer, ragazze violate e stuprate e sotterrate in boschi incantati, non Biancaneve nè video posticci dei risibili Rammstein ma una più prosaica discesa negli inferi della consistenza dell'omicidio - un sogno, di tutti noi. Un plurale onirico di sangue e stupro e pelle scuoiata, e sadismo vero intenso non più tenuto a bada dalle parole di salvezza. SSC, la morte del piacere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La corrispondenza di Albert Fish, questi frammenti di lettere incandescenti materiale altamente infiammabile Crowbar la sporcizia immensa di un destino segnato volti adolescenti di rumeni che chiedono l'elemosina protettori spietati e ragazze minorenni ingannate finite preda di gente senza scrupoli costrette a vivere in pollai incatenate al letto muoiono come mosche nei roghi non possono fuggire perchè le catene le tengono avvinte alla prigione tua madre le prende continua a soffrire nell'altra stanza in televisione qualche quiz da poco prezzo e sgambettamenti furtivi ho la sensazione che sia tutto finito.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tutto è male.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-4236940092322717948?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/4236940092322717948/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=4236940092322717948' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/4236940092322717948'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/4236940092322717948'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2010/02/tutto-e-male.html' title='Tutto è male'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S4gLQ29akZI/AAAAAAAAA2U/Ye9AgdvbUzI/s72-c/sm.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-2734271499917652385</id><published>2010-02-26T10:14:00.002Z</published><updated>2010-02-26T10:17:56.587Z</updated><title type='text'>La prima cosa che vedi</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S4efip03yCI/AAAAAAAAA2M/mh_McHiST6o/s1600-h/laprimacosache+vedi.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 316px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5442494092392515618" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S4efip03yCI/AAAAAAAAA2M/mh_McHiST6o/s400/laprimacosache+vedi.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;La prima cosa che vedi è la luce sparata dritta in faccia, calata dal soffitto, ti avvolge, ti cinge, ti impedisce di vedere con chiarezza i volti degli individui che ti attorniano famelici, questa luce recita la parte amorevole e sicura di una madre fin troppo indifferente, sei stesa sul tavolo da biliardo attorno musica hip hop vociare confuso rumore di stoviglie e di piatti e di tegami e di pentole odore di sudore di adrenalina di marijuana di tabacco pesante tipicamente sudista, il ghetto è fuori nella tenebra notturna tra insegne neon crepitanti come fuochi di plastica e le ultime stelle disegnate tra le scale anti-incendio, e questa luce scorreggia una sinuosa flatulenza bianchiccia di poca speranza, nessuna empatia, le slot machine e i Naughty By Nature e Necro ed i testi di violenza posticcia, gli uomini giocano con le tue grosse flaccide pallide tette di casalinga le plasmano le manipolano imitando scadente pornografia dozzinali esempi di scopate in digitale, bevono birra sangria calda vodka rhum whisky, il conforto del Sud e il fango e le tsunami urbane, come un treno poco illuminato lasciato a marcire sotto le assi della ferrovia una stazione due stazioni tre stazioni e poi via nel ghetto e nella down-town, le fisionomie povere i falò dentro i bidoni super-eroi proletari negri venditori coreani glicemia colesterolo dieta a base di crack e hamburger, dormono stipati dentro stradine nebbiose come una Londra vittoriana cantata da Grunt, le industrie le fabbriche i taxi gialli e le luci le luminarie le desolanti distese di case abbattute l’aeroporto l’acqua dell’Hudson una baia un ponte locali porno e peep show e club per mariti annoiati dentro cui sorseggiare Martini, una corsa terminata male.&lt;br /&gt;Decisamente.&lt;br /&gt;Non c’è mai un vero motivo per stuprare. Se non lo stupro stesso.&lt;br /&gt;Dominio, forse.&lt;br /&gt;Presa di potere. Irruenta animalesca brutalità concentrata nel giro di interminabili minuti, creazione di un grado purissimo di pornografia – sei diventata la loro Tralala, scherzavi, bevevi, ti facevi toccare giocando alla trasgressiva, alla disinibita, alla equanime amante dell’interracial, hai visto troppi film come Blacks on Blondes o Ghetto Rammers o altre tipologie posticce di umanesimo aggiornato ai tempi dei cazzi ipertrofici.&lt;br /&gt;Adesso è troppo tardi. Decisamente.&lt;br /&gt;Hanno fiutato il sangue, e non molleranno la presa. Sono impazziti, digrignano i denti, hanno le mani sudate e spugnose, si muovono in branchi scimmieschi, ballano al ritmo di 50 Cent, battono a ripetizione il cinque si passano di mano in mano canne e bottiglie di whisky e di birra fanno mischioni preoccupanti, se li guardi negli occhi non vedi traccia di compassione di empatia alcuna forma di carità o di pietà, solo una brama abissale, sub-urbana, fatta di una esistenza deprivata, inutile, noiosa, stereotipata, di crimini istituti correzionali per minorenni o prigioni di alta sicurezza colloqui con psichiatri depressione rabbia sorda e cieca e nessuna particolare felicità per l’elezione di Obama, lavori umili sfruttati sotto-pagati, parenti morti suicidi padri abusanti madri prese a cinghiate generalmente prostitute mogli da cui divorziare o da cui tornare a notte fonda soltanto per il gusto di prenderle a cinghiate davanti i marmocchi terrorizzati, nessuna considerazione per la donna, la donna come insieme di buchi da violare da scopare da fottere disperatamente in ogni orifizio.&lt;br /&gt;Mi dispiace per te, ma non se ne andranno.&lt;br /&gt;Non si accontenteranno di qualche offensiva palpata.&lt;br /&gt;Non bastano le tette e i capezzoli eretti e le mutandine bagnate e la fica penetrata prima con le dita sporche e luride e poi dai cazzi più avventurosi. Alcuni sono nudi, altri hanno sbottonato le patte e ti colpiscono in faccia sui capelli sulla fronte coi loro cazzi prepotentemente eretti, continuano distrattamente a sorseggiare birra e variegati alcolici assaporando il loro turno, non sai quantificarli, hai troppa paura per articolare ragionamenti che vadano oltre la tua mera sopravvivenza.&lt;br /&gt;Un’esplosione di violenza. Insensata potrebbe dire qualche solone della televisione, ma la violenza ha sempre un senso. Il gusto acre, raffinato dell’abuso – guarda gli altri avventori, guardali fermi immobili cristallizzati come statue di cera, bevono parlottano di tanto in tanto ti rivolgono delle occhiate perplesse e non capisci se qualcuno stia formulando il pensiero di aiutarti o se invece si tratta di mera invidia per i negri che ti stanno scopando.&lt;br /&gt;Sei coperta di sangue, sudore e lividi. Qualcuno ti ha colpito forte sulla bocca, rompendoti un labbro ed ora sanguini, senti il sapore metallico del sangue scenderti sulla lingua, mentre un cazzo enorme sudato sporco e con la cappella di dimensioni sproporzionate si fa largo tra i denti la saliva e il sangue e ti penetra la bocca con estrema foga, disegnando un grottesco makeup di sperma e liquidi umorali sulla tua faccia. Qualcuno ti fotte nella fica e nel culo, senti un dolore fortissimo, fitte e scariche, vorresti la smettessero ma non puoi parlare, non puoi parlare perché hai quel cazzo saldamente piantato in gola che ti impedisce di parlare, puoi solo emettere dei gorgoglii strozzati da troia al macello.&lt;br /&gt;Stai piangendo. Singhiozzi. E la cosa aumenta il loro piacere.&lt;br /&gt;Li senti scherzarci sopra. Le lacrime della puttana bianca. Eccoti l’amore del ghetto, la trasgressione di una sera diversa.&lt;br /&gt;Hai mai visto i film privati di Jamie Gillis?&lt;br /&gt;Ne dubito, ma se lo avessi fatto sapresti che questa massa sbavante ed urlante di poveri idioti non ha un suo motore universale, agisce preda di disarticolati impulsi sessuali – non vere voglie da soddisfare, ma solo un trofeo da esibire.&lt;br /&gt;In The Humiliation of Heidi, Jamie riveste il brillante ruolo di un carnefice alle prese con la piccola, magra Heidi, una meticcia verosimilmente tossica con piccole tette e una intensa propensione al dramma morale: Jamie la lega, la frusta, ma soprattutto distrugge la sua personalità con un sapiente uso delle parole. Ogni sua parola è infatti accuratamente selezionata, gioca con le pause le attese con i singhiozzi della piccola ma non tanto innocente Heidi, affossa la sua autostima, la priva persino della rassicurante autoconvinzione che ogni porno starlette pone a fondamento della sua sopravvivenza nel business, la convinzione cioè di essere una attrice. Non c’è spazio per la finzione nel mondo di Jamie, e a differenza di questi negri sottoproletari che agiscono spinti e guidati e tiranneggiati dai loro cazzi, lui sa quel che sta facendo.&lt;br /&gt;Sa premere i giusti bottoni, percorrere i sentieri che meglio di altri rivelano la consistenza debosciata della povera Heidi – senti gli schiocchi crudeli del frustino, la pelle striata blu di lividi come quella di una madre percossa i processi le cause di separazione e di affidamento dei figli, i film di Jamie e le foto di Donna Ferrato e di Vera Anderson e di Nan Goldin, volti butterati gonfi di farmaci e di droga e pestati a sangue da fidanzati e protettori e genitori e mariti figure patriarcali devotamente ancorate al canto assoluto dell’abuso, senti quei colpi menati duramente, senza sosta, senza tregua e pensi all’ipocrisia del mondo, alle favolette, al pianto dirotto e cianotico di Heidi, alle sue miserande invocazioni di pietà, alla richiesta di misericordia e dove non arriva con strepiti urla e parole ecco i suoi occhi colmi di lacrime e lucciconi, ma Jamie è giustamente indifferente e continua a punirla come si conviene.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Che cosa credevi? Questo è un film porno!&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le urla in faccia, tanto per schiarirle le idee.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Da giovane lessi a Sangue Freddo di Truman Capote e mi dissi che avrei dovuto leggere solo roba come quella&lt;/em&gt;, dichiara Peter Sotos.&lt;br /&gt;Un’ossessione è una guida formidabile.&lt;br /&gt;Questi negri sono ossessionati, mentre ti scopano in ogni buco. Mentre ti fanno urlare e piangere e disperare e mentre, concretamente, stanno rovinando la tua vita.&lt;br /&gt;Un’ossessione si traduce nei colloqui con lo psichiatra, che dovrai sostenere una volta terminata questa esperienza. Nelle morbose sistematicamente reiterate domande di giornalisti procuratori distrettuali femministe amici avvocati della difesa, tutti segretamente convinti che te la sia cercata.&lt;br /&gt;Domande come:&lt;br /&gt;&lt;em&gt;cosa ci facevi a quell’ora in quel posto?&lt;br /&gt;Perché una donna come te non sta a casa col ragazzo?&lt;br /&gt;Quanti cazzi ti hanno penetrata?&lt;br /&gt;Hai goduto?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Sai già che sarà un calvario, una insopportabile via crucis di flash fotografici e domande sconvenienti, poste ovviamente soltanto per capire meglio la dinamica dell’accaduto. Questo è quel che dicono. La menzogna suprema.&lt;br /&gt;Un’ossessione che ti cresce dentro. Che ti porterà alla ospedalizzazione coatta. Ipocondria; aver contratto qualche malattia, qualche bacillo infetto di una morte-in-vita che sballonzola tra globuli rossi e bianchi. Paranoia; essere seguita, pedinata, aver terrore che tutto questo possa accadere di nuovo.&lt;br /&gt;Dovrai convincerti di essere speciale, e sperimenterai un grado di solitudine tale da ucciderti ogni giorno e farti rinascere per poi ucciderti ancora, una cento mille volte, tagli inflitti con metafisici coltelli e vetri infranti e frammenti di follia, una vita indegna di essere vissuta, una vita grigia condotta solo per ossequiare la pigrizia fisiologica del non farla finita.&lt;br /&gt;Sappiamo tutti la verità.&lt;br /&gt;Sade la conosceva.&lt;br /&gt;E così Capote, Foucault, Jamie Gillis. Westley Dodd. E Dutroux.&lt;br /&gt;Selby jr. ci è andato vicino.&lt;br /&gt;Ma tu ora ci sei dentro del tutto. E’ inutile che cerchi di autoconvincerti di essere diversa, unica speciale, perché davvero fidati non lo sei, una via di fuga non esiste, resterai per sempre piegata distrutta dal ricordo crudele di ciò che hai patito e sofferto e mentre il taxi che ti porta a lavoro scorre lungo la strada tra i grattacieli e il rumore sordo del traffico e i clacson e le imprecazioni di predicatori millenaristi, mentre guardi con apatia le mura grigiastre istoriate di graffiti i locali i ristoranti i parchi e poi sopra il cielo nascosto oscurato dalle antenne dalle tettoie dalle grondaie dalle sagome imponenti dei grattacieli, mentre ti chiedi perché sia capitato proprio a te formulando una risibile cosmogonia di ingiustizia universale, percepisci la rottura del tuo spirito, della tua anima, smetti di essere umana, una persona con i suoi sogni e le aspettative e le prospettive, l’orizzonte si chiude a riccio si rinserra in assetto da guerra per una strenua difesa di autosopravvivenza.&lt;br /&gt;Ecco.&lt;br /&gt;Quella violenza subita ti perseguiterà. Ti ossessionerà nei rapporti con capi di lavoro, amici, colleghi, amanti. Non sopporti già adesso l’idea di un sesso, di un cazzo da leccare da succhiare da adorare. Di farti scopare.&lt;br /&gt;Provi nausea, disgusto, un insondabile arcigno senso di asfissia. Le giornate si faranno tutte uguali, tutte prive di felicità. E di amore.&lt;br /&gt;Amore.&lt;br /&gt;Se ci pensi sopra, ti sembra quasi impossibile averlo provato in passato.&lt;br /&gt;Ti domandi, piangendo e mentre il taxista corruccia la fronte in una espressione interrogativa, dove è finita la giovane te, dove è evaporata quella ragazza che sapeva essere felice con una vita piena e soddisfacente, dove è andata?&lt;br /&gt;I volti bianco/nero, ritagliati dai giornali, di Channon Christian.&lt;br /&gt;Tiffany Long.&lt;br /&gt;Emily Rimel.&lt;br /&gt;Sorridono graziosamente in espressioni sgranate dai pixel. Sommi accatasti dentro casa in cassetti e sugli scaffali libri sullo stupro sulla violenza urbana sul delitto seriale, il tuo unico conforto diventa la voce lontana e gracchiante di qualche anchor-man, di qualche presentatore sensazionalistico voglioso di avere materiale per storie intrinsecamente pornografiche.&lt;br /&gt;Un dolore che non passa.&lt;br /&gt;Che non tramonta.&lt;br /&gt;Che non finisce. E mai finirà. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-2734271499917652385?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/2734271499917652385/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=2734271499917652385' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/2734271499917652385'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/2734271499917652385'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2010/02/la-prima-cosa-che-vedi.html' title='La prima cosa che vedi'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S4efip03yCI/AAAAAAAAA2M/mh_McHiST6o/s72-c/laprimacosache+vedi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-7325039783197641826</id><published>2010-02-25T18:21:00.002Z</published><updated>2010-02-25T18:56:19.331Z</updated><title type='text'>Prima che il gallo canti</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S4a_q-JYK4I/AAAAAAAAA2E/S0fvlDmd6qA/s1600-h/prima+che+il+gallo+canti.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 260px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5442247944681565058" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S4a_q-JYK4I/AAAAAAAAA2E/S0fvlDmd6qA/s400/prima+che+il+gallo+canti.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Quante volte hai venduto tuo figlio?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mentre guardo quel ragazzino di circa cinque, sei anni, nudo, denutrito col volto sporco di fango, i piedi callosi, escoriazioni lividi e malattie della pelle a completare il quadro morfologico della sua non-esistenza, mi accorgo che in realtà penso a te, madre. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una donna inutile, vestita in maniera disgustosa, sei una squallida cicciona, alcolizzata, il volto rubizzo e paonazzo, puzzi da far schifo di sudore e di alcolici da poco prezzo che ti fai regalare dal parroco nel nome della carità universale del dio dei malriusciti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il tuo dio, senza dubbio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lo preghi instancabilmente con la tua fica purulenta, con le tue braccia lardose, penso a tuo marito, a quel fallito che ti siede accanto bevendo birra, barbona incolta che gli copre le labbra screpolate, pessimi tatuaggi da galeotto russo senza traccia di estetica sulle braccia sul collo quello zuccotto nero è lercio quasi marrone a furia di raccogliere pelle morta e terra e salsedine - il tremolio cigolante di un furgone rumeno fa da colonna sonora, poche e dimenticate le onde del mare sporco di petrolio aldilà della barriera di scogli eretta dalla Protezione Civile.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Che cosa hai da dirmi?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non posso far altro che pensare a quanto tuo figlio debba ritenersi sfortunato ad essere stato cacato dalla tua lurida malata sotto-proletaria fica di matrona oscena, quanti cazzi di pedofili deve avere assaggiato per tua schifosa volontà, per riequilibrare il menage ed il bilancio familiare durante le reclusioni di tuo marito, non avete parenti e forse, probabilmente secondo me, siete pure consanguinei, abbrutiti come minatori del 1800 americano tutti fottuti tutti legati tra voi in mille rivoli di degenerazione molecolare e genetica. Siete disforici, nonostante non sappiate cosa sia la disforia.&lt;br /&gt;Protestate urlando, una casa viene giù - vivete e vivevate  nella fogna dei buoni sentimenti, casotti di eternit cancro abitativo innestato nelle vostre cellule organiche nella vostra sporcizia lumpenproletariat schifata persino dal troppo alienante Marx, avete rivendicazioni confusi slogan abborracciate richieste di pessima grammatica e insano realismo politicante, insulti rivolti a tutti, non a voi stessi, voi stessi...Guardate qui, in questa pozza di acqua melmosa, non troppo scura tuttavia, riflette il cielo azzurro di una particolare bizzarra giornata invernale, calda, afosa, battuta dal vento salmastro, in lontananza Fiumicino e se giri lo sguardo il porto di Ostia, qualche brughiera di casupole pescatori e storie di marane pasoliniane.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non c'è tempo da perdere nel brulicare di divise, la parola "deportazione" urlata in maniera mantrica e convulsa, assessori, politicanti, tecnici, funzionari, si affannano tra politiche abitative fallite vane promesse e lo spettro poco demagogico delle elezioni prossime venture, l'aria è tesa carica di energia elettrica alzate le mani per evitare di finire garrotate dall'eccessivo dispiegamento di potenza militare, antisommossa pronta a menare le mani, si stabilisce un contatto umano.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Siamo tutti esseri umani&lt;/em&gt;, dice il prete - come se l'essere umani fosse un valore assoluto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come se esistesse una qualche compassione da dover accordare ai più sventurati, per il solo fatto della loro vera o presunta sventura.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il prete è una figura perfettamente in tema con lo scenario, Zapata con la tonaca scarafaggio finito ai margini dell'universo ecclesiastico povero lettore del Vangelo analfabeta del Dio degli Eserciti e dei Popoli divorati dalla spada e dal fuoco che punteggiano le narrazioni brutali dell'Antico Testamento, lo vedo fumare un sigaro con una sciarpaccia multicolori rappezzata e falsamente risistemata da qualche &lt;em&gt;pietosa &lt;/em&gt;mano di suorina con la missione della redenzione ficcata in mente. Lo Zapata fuori tempo massimo conduce alla battaglia di resistenza passiva con le mani alzate e il pianto cacciato fuori da madri senza sentimenti e da balordi dimenticati da qualunque legge sociologica, lo scontro è impari ed allora non gli resta che frignare. Ciò che sa fare meglio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cammino stancamente nel fango, e tra le mille pozze, cercando di mantenere un equilibrio comunque precario tra i falò, le ceneri, le acque di fogna e i miasmi putridi di cani morti in avanzato stato di decomposizione e i nugoli di bambini nudi e scalzi che saltano su carcasse di auto e di barche, il mare è oleoso punteggiato di chiazze di petrolio, uno scatto di Sebastiao Salgado in presa diretta, i corpi deboli rachitici, oppure gonfi di droga e costipazione, fisica, spirituale, sociale, morale. Non c'è redenzione per questi reietti, sono fuori da qualunque ipotesi di riconduzione all'umanità.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il prete scuote la testa. Il suo dio oggi fa sciopero.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Raccolgo da terra un'ascia e gliela mostro, proprio mentre un pallone bucato mi ruzzola al fianco spinto maldestramente dal calcetto di un moccioso col volto incrostato di dio-solo-sa-cosa. Donne si bucano di eroina accanto a cani meticci pulciosi e carichi di zecche, e sempiterni bambini usati come scudi umani. Qui Beslan deve essere proiezione di un asilo nido da paradiso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il prete si rinserra nelle spalle. Come a dire, cazzo vuoi da me?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Voglio. Prete.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Voglio che tu capisca quanta merda questi insetti patiscono ogni giorno, quanta ne devono ingoiare. E devono pure, secondo te, dire grazie al cielo infinito oggi azzurro ed immobile, giusto solcato dalla scia fumosa spugnosa sagittale di qualche aereo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un brulicare di insetti, larve, topi, cimici e blatte, dentro e fuori le case, qualche fuoco avvizzisce, rappresentanti di comitati spontanei si accapigliano bestemmiano (il prete non sente o fa finta di non sentire), bambini venduti languidamente ci vengon spacciati come amorevoli frutti di altrettanto amorevoli madri, padri galeotti in libera uscita dalla dignità fumano crack mentre rumeni e rom spingono carrette da vera deportazione stipate di paura ed effetti personali che catalogo mentalmente per non finire preda della noia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ora, bevo caffè; issato su uno scoglio, guardo verso la torre di San Michele, è la seconda puntata della desolazione morale in cui sono finito ad operare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non c'è futuro, davvero.&lt;br /&gt;Non hanno speranza di futuro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sono tutti morti, che camminano e protestano e inveiscono. Capannelli spontanei di donne tatuate e vecchi incartapecoriti e sommesse richieste di aiuto.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Cosa faremo?&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Dove andremo?&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Cosa ne sarà di noi?&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non so rispondere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non mi importa rispondere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Progetti di nebulosa riqualificazione urbana vengono recitati con scarsa convinzione da funzionari comunali e caritatevoli esponenti dell'emergenza abitativa. Ricorsi al TAR scanditi da accenti moldavi, la proletarizzazione delle aule di giustizia, perchè tanto siamo tutti uguali davanti alla legge, tutti inesorabilmente perdenti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Qualcuno, accanto a me, guarda il mare placido e fuma una sigaretta. Il volto corrucciato, qualche scrupolo, rimorso di coscienza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tu, donna, eccoti di nuovo, hai arringato un comizio di pura violenza verbale, il prete cerca di calmarti, anche lui, anche lo Zapata col colletto bianco e nero sembra sconvolto dalla tua eccitata e frustrata irruenza. Ne hai per tutti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per il sindaco.&lt;br /&gt;Per Dio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per me, molto modestamente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi rivolgi occhiate cariche di odio. Ma sappi, e non lo dico per deluderti a posteriori ma solo per cronaca, che mi sei del tutto indifferente.&lt;br /&gt;Irridi le proposte, in effetti ridicole, di riqualificazione e di parchi intitolati alla memoria di Pasolini, &lt;em&gt;un pedofilo un pedofilo perdiamo la casa per colpa di un pedofilo di merda&lt;/em&gt;, continui a ripeterlo anzi ad urlarlo scandendo le singole lettere che compongo il "pedofilo" di modo che ciascuno di noi possa comprenderlo ed interiorizzarlo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pasolini rinnegato dalla sua stessa gente. Dall'oggetto del suo segreto ed occulto desiderio, quella massa nera informe e deforme di abisso popolare, che ora rimesta rimescola ulula e strepita, e sputa sulla sua tomba. Che in linea d'aria non so disterà cinquecento metri.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un uomo, esaltato dal mantra della donna, invita a cacare sulla stele commemorativa del poeta.  Un altro, con cinico ma convincente esercizio di umorismo nero, fa notare che al poeta magari non sarebbe dispiaciuta una manifestazione di a&lt;em&gt;ffetto&lt;/em&gt; escrementizio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lo scenario vira surrealmente in una battaglia cacofonica di insulti contro Pasolini. Coretti mutuati dalle gradinate degli stadi per infangarne la memoria, per rinnegarlo nel modo più brutale possibile. Trovo il tutto una dimostrazione di quanto le utopie socialmente redimenti siano intrinsecamente sbagliate.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le urla proseguono, fino a quando la noia torna a vincere le proteste. Mi siedo su una sedia rimediata prima dell'abbattimento di una baracca e mi siedo a contemplare il mare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Alle mie spalle, tanta merda. E da qualche parte la carcassa di Pasolini.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-7325039783197641826?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/7325039783197641826/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=7325039783197641826' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/7325039783197641826'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/7325039783197641826'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2010/02/prima-che-il-gallo-canti.html' title='Prima che il gallo canti'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S4a_q-JYK4I/AAAAAAAAA2E/S0fvlDmd6qA/s72-c/prima+che+il+gallo+canti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-6713720770193093418</id><published>2010-02-25T17:58:00.002Z</published><updated>2010-02-25T18:17:08.683Z</updated><title type='text'>In sangue e solitudine - il processo di Gilles de Rais</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S4a6XRYUInI/AAAAAAAAA18/BwM6LpsrEd4/s1600-h/processo.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 200px; DISPLAY: block; HEIGHT: 317px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5442242108688966258" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S4a6XRYUInI/AAAAAAAAA18/BwM6LpsrEd4/s400/processo.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Fucking impale me on your prick&lt;br /&gt;Master&lt;br /&gt;Fucking break my back&lt;br /&gt;Gilles de Rais&lt;br /&gt;Fucking make me scream&lt;br /&gt;Fucking need your prick&lt;br /&gt;Burn me&lt;br /&gt;Kill children&lt;br /&gt;Fuck them&lt;br /&gt;Gilles de Rais &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;WHITEHOUSE, Gilles de Rais&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il lamento di una madre è un insopportabile stridore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il lamento di trecento madri diventa sinfonia celestiale per le sue orecchie annoiate, ormai abituate al nulla immoto e adorno di sete del ventre di questo castello.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gilles de Rais, il più grande mistero della storia criminale; capace di incutere timore anche in questa nostra disgraziata epoca di true crime da edicola, Picozzi, Lucarelli e giochi di ruolo con e per serial killer (in potenza), tra visioni distopiche e cupamente gotiche e tinozze di sangue e masturbazione e atti processuali divorati col candido alibi della specializzazione forense e le case editrici con politica editoriale devoluta all'eccitazione fisica e morale e sessuale di casalinghe ingorde di club privè e teste spaccate.&lt;br /&gt;Gilles, il Santo, il Massacratore, l'ombra lunga e tremendamente gotica che si stende sul Medioevo, con quella cotta di maglia scintillante d'argento tra i bagliori delle candele, sinuosi arabeschi di ragazzini violentati, torturati e fatti diventare macelleria in estasi perenne, trasfigurato Gilles mentre li penetra mentre li viola mentre li nullifica in uno scenario d'inferno. La magia nera, le ossessioni voluttuose, la lussuria di coltello e sangue, tante paranoie e la campagna, di guerra e da coltivare, ultimi tramonti di un mondo che si espande e che proprio per questo muore, chierici, ciarlatani, alchimisti, satanisti, ritrovi sabbatici di streghe e ritorni spermatici di immagini votive prima che Peter Kurten venisse.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ci disperavamo, andando di bancarella in bancarella, di biblioteca in biblioteca, per reperire qualche residua magari malmessa stropicciata copia del capolavoro di Bataille, Il Processo di Gilles de Rais, le pagine piegate ingiallite dall'odore intenso e pungente di polvere accumulata, nell'inferno degli scaffali a consumarsi a decomporsi come le legioni di corpi massacrati dal Nobile Compagno d'Armi di Giovanna. Qualche timido accademico appunto vergato a penna da tremolante e tremula mano indecisa di studente troppo piccolo per potersi adeguatamente confrontare col piacere assoluto raggiunto da Gilles; infinitesimale particella di curiosità da studioso o voyeurismo aristocratico, malmesso nel fisico, deprimente e depresso, un anno fuori corso due anni fuoricorso i dischi dei Cradle of Filth e la debauche decadente ma senza Verlaine perchè Verlaine è troppo difficile. Il che non fa una piega. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E proprio una piega deleuziana prende questo clamoroso ritorno sulla scena de Il Processo, messo in libera uscita dalla Guanda, dopo un silenzio abissale e troppo lungo; spirito dei tempi, remix di passioni incoffessabili ed esibizioni funeste di nichilismo da salotto televisivo, è giusto pur sempre che una casa editrice faccia felice il palato del pubblico. E che sparga copioso il seme della depravazione qualitativamente eccelsa.&lt;br /&gt;Perchè, di piega in piega, il dispiegarsi degli eventi ci è tradotto da Klossowski e narrato/commentato da Bataille, in un crescendo sadiano, erotico, mortale di depravazione, potere e morte - libro che ebbe influsso ed influenza sul crepuscolare Salò pasoliniano, per espressa menzione del poeta di Casarsa nell'intervista rilasciata al Corriere nel marzo 1975 (Il sesso come metafora del Potere), giusto quindi pochi mesi prima di finire frollato all'Idroscalo di Ostia con lo sperma di Pelosi sulla bocca e le mutande calate, prefigurate junghianamente nel Petrolio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ogni vita è un frammento.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Alcune, semplicemente, meritano di essere ricomposte e narrate. Così è stato per Pasolini, così è per Gilles, figura surreale, surrealista e sadiana per eccellenza. Un conglomerato borbottante e luminoso di apocalisse ed eclissi di potere anarchico, abusante, ritorto e contorto, spezzettato, fluttuante, un serpente tentatore con l'unico fine di godere, di tornare a brillare di qualche luce dimenticata nelle terre desolate.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;So che questo ritorno non è casuale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;So che questo libro è un capolavoro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;So che questo libro non è per i molti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le casalinghe stiano a casa, questa volta.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-6713720770193093418?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/6713720770193093418/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=6713720770193093418' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/6713720770193093418'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/6713720770193093418'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2010/02/in-sangue-e-solitudine-il-processo-di.html' title='In sangue e solitudine - il processo di Gilles de Rais'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S4a6XRYUInI/AAAAAAAAA18/BwM6LpsrEd4/s72-c/processo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-8936397261412428417</id><published>2010-02-20T20:41:00.003Z</published><updated>2010-02-20T20:42:33.787Z</updated><title type='text'>In morte di un Re</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S4BI-Hx6dkI/AAAAAAAAA10/-f5vYPPQSls/s1600-h/gillis.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 252px; DISPLAY: block; HEIGHT: 325px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5440428581941048898" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S4BI-Hx6dkI/AAAAAAAAA10/-f5vYPPQSls/s400/gillis.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:georgia;font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;                                                        Jamie Gillis&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;                                             April 20th, 1943 – February 19th, 2010&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-8936397261412428417?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/8936397261412428417/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=8936397261412428417' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/8936397261412428417'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/8936397261412428417'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2010/02/in-morte-di-un-re.html' title='In morte di un Re'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S4BI-Hx6dkI/AAAAAAAAA10/-f5vYPPQSls/s72-c/gillis.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-8808412673441073562</id><published>2010-02-14T19:04:00.005Z</published><updated>2010-02-14T20:16:48.968Z</updated><title type='text'>Se mi chiedi di</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S3hKZlmc9ZI/AAAAAAAAA1s/H7RSCngbgXk/s1600-h/torna.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 393px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5438178353500452242" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S3hKZlmc9ZI/AAAAAAAAA1s/H7RSCngbgXk/s400/torna.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;" Mostratemi pornografia che promuova l'abuso sulle donne, ed io la comprerò!"&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Jim Goad&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto ritorna - il motto di chi sta per vomitare.&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sei piegata in due, tra spasmi, crampi e fitte al costato e allo stomaco, colorito ceruleo, inizi a capire che le funzioni fisiologiche vanno abbandonandoti come questo filo di bava che lentamente ti cola dagli angoli della bocca e finisce giù sparato tra le acque melmose del water, in un florilegio di speranze spezzate, interrotte - una promessa traballante di luce tutto attorno, qualcuno bussa ferocemente sulla porta, impaziente, determinato e rabbioso, sequenza di colpi, tu sei sudata, nuda e sporca, vorresti essere sola, nel silenzio, lontana da questa fogna dentro cui devi scopare un cliente ogni venti minuti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tra luci rosse. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Neon. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pareti scrostate. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Umidità, e muffa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una goccia tintinnante sui tubi del riscaldamento.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un bar squallido, solido bancone di legno e marmo su cui clienti poco avvezzi al bon ton spengono le cicche, ultimi fuochi e volute sinuose di fumo, tutti assiepati davanti ai corpi, alla danza, alla musica techno da poco prezzo, un rave porno da campo nomadi coi volti e i lineamenti somatici di guerre est-europee e chance e paghe misere, notti passate alla Stazione Tiburtina con gli afghani dell'Ostiense e gli autobus impantanati sotto la pioggia, alberghetti infestati da blatte cimici e topi ed escrementi di piccione aperti a ventaglio alla Stazione Termini e il battuage immoto di rumeni stretti in ridicoli jeans ed abbigliamento da tronista - i clienti del locale non fanno differenza tra donne ed uomini, ti approcciano, ti toccano senza riguardo, non sanno nulla di te, di chi sei, di dove andrai e da dove sei venuta, da dove ti sei materializzata, ci sono state ragazze prima di te ce ne saranno dopo nell'eterno ciclico ritorno della fica e delle tette.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Scendi una scaletta traballante e raggiungi una specie di alcova fatta di divani blu e tavolini di alabastro, o meglio; di nulla dipinto di nero. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Scricchiolano sotto i culi pingui tutte le sedie, schermi rimandano le vivide scene di porno francese, amatoriale da club privè con pornoattori professionisti e ragazze debuttanti e casalinghe infoiate, alle pareti qualche timido confuso retaggio di sadomaso per venerdi alternativi.&lt;/div&gt;Generation X - siamo in pochi a parlare qui. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli altri latrano, guaiscono come cani battuti, le pupille dilatate, si accapigliano per torcere un capezzolo con finto trasporto e ancor più finto sadismo, colpisco con un frustino passatomi da una negra prosperosa ma certamente malata le tue natiche, le strio ben bene di lividi e macchie rossastre giusto camuffate dalla tenebra di questa cantina, lo schiocco della frusta sul culo si propaga nell'effetto larsen del desiderio ammaliato da qualche banconota, gli astanti mi guardano sorpresi quasi disgustati, "che sei matto" come migliore ipotesi dialogica, pure le altre puttane ritengono il colpo eccessivo, lo ritengono lontano anni luce dalle loro esistenze di costipazione emotiva solitudine degrado urbano e povertà materiale e spirituale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tutti coalizzati contro di me.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Io, sinceramente, continuo a parlare, come se quel colpo lo avesse assestato un altro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Soumia, bellezza caraibica ibridata e multirazziale come si conviene al grigio cementificato delle banlieu, proletarizzazione del porno, eccola introdotta in un appartamentino scuro e sporco, con le persiane rigorosamente abbassate, un arredamento scarno meno che essenziale, luci soffuse ma non sexy, piuttosto miserande; in pochi fotogrammi, impilati con meticolosa religiosità, quella religiosità che solo penitenti e pornografi sono in grado di raggiungere, passa da sorridente puttanella vagamente debuttante a bellezza piangente e inondata di cazzo maghrebino africano ed europeo e sperma negli occhi che cola sul trucco, ampiamente disfatto, il sorriso lascia spazio a genuino disgusto, a volti arricciati, sudati, lei a terra carponi come una cagna costretta a leccare sfinteri e palle.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sherazade, nordafricana dal nome esotico e pretenzioso, non ha mille e una notte per dimostrarci di saper scopare; viene fottuta da un branco di accoliti coi volti coperti, loro sorridono lei viene minacciata, scende nell'abisso del porno francese, un Gaspar Noè decostruito da loft con stupri ma senza Monica Bellucci. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Porno di ficus, bandane blu, divani in pelle simil-ufficio, doppie penetrazioni e pompini a soffocamento, porno di richieste mute e risposte cristallizzate, il ghiaccio dell'anima si misura in litri di sperma - senza coscienza, senza speranza, Sherazade si trascina a terra, piedi sul suo volto soffocato da sperma e cazzi e lacrime, immagino la droga fornita in quantità industriale, le puttane di Rue St Denis, vecchie che stendono i panni ed il sole morente che fa capolino tra i tetti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sophie, capelli corti ed un sorriso impertinente; la retribuzione cosmica ripristina l'ordine sostanziale dell'ingiustizia, e quel sorriso diventa pianto e penetrazione anale da parte di un negro nerboruto con scoppola rossa e sempiterna pianta di ficus aziendale a destra dell'occhio che guarda. Azione veloce, scopate secche, senza tanti complimenti nè preliminari affettuosi; non si instaura una relazione catartica, con buona pace di Camille Paglia il potere femminile evapora e finisce sparato nel cesso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Guardo il tuo corpo segnato dall'età, dagli aborti forzati e spontanei, dalla droga e dalle sventure della vita, e penso alla domanda di Sotos "&lt;em&gt;come riconcili il privato col pubblico?" - &lt;/em&gt;la risposta articolata, monomaniaca, ben focalizzata di Bladh, priva di sovrastrutture azionistiche.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Idioti da forum power electronics. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Commenti di mongoloidi attenti solo a figurare come geni incompresi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Io. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi dico. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Io, che brutta parola. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Che orrido concetto. E ne scrivo.&lt;br /&gt;Ma, dice Bladh, e mi devo dire io proprio qui mentre guardo le tue dita scivolare silenziose e furtive dentro la tua fica depilata mentre attorno suonano le note di "&lt;em&gt;il mondo visto dallo spazio&lt;/em&gt;" dei Delta V, non c'è spazio per gli imbecilli, il loro peso specifico è zero se confrontato alla soddisfazione di trovare una persona che sappia, che capisca, che sia intelligente e abbia interessi intriganti. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E originali. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E personali.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quanti show per questa sera?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quanti pompini da camerino?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quante scopate da sedili posteriori?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Arrotondare la magra paga, il proprietario è una persona orribile, un mostro, un misogino sfruttatore - quel genere di personaggio che noi tutti spereremmo di trovare nella pornografia, nei video e nei magazine e che invece dobbiamo accontentarci di incontrare nella vita reale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La separazione tra finzione porno e dramma quotidiano fa pendere la nemmeno tanto metaforica bilancia a favore del secondo - siamo rintanati nel caldo asfissiante di questo loculo, a sentire gemiti e muggiti e surrogati di orgasmi recitati, stiamo sperimentando trasgressione plastica, ripetitiva.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Stiamo creando soluzioni alternative ad altrimenti irrealizzabili fantasie. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come suggerisce Bladh, sempre a colloquio con Sotos. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I nostri specifici determinati gusti non esistono fuori dalla realizzazione mentale, dalla sublimazione inesausta e complessa di accorpamenti voluttuari, sezioni di corpi abbandonati e lasciati marcire nell'estasi del nostro...Io.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ancora quel termine. Due singole lettere per comporre un universo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non c'è pornografia che davvero valga la pena di essere comprata - la mente produce, dirige, indirizza, mutila, decanta, accorpa. Anatomie bellmeriane di bambole dissezionate, giunture riverse su materassi sporchi di sperma e copiose macchie di sangue.&lt;br /&gt;Mi piacerebbe davvero capire le tue motivazioni.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Capirle per aumentare il mio piacere. La compenetrazione esistente tra illusioni.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Grado zero di praticità.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ho speso soldi per stare qui, e devo sentirmi riprendere da un buttafuori cocainomane coi bicipiti strizzati nella ridicola tshirt di una qualche palestra - culetti sodi di slave, drogate pure loro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Drogati anche i clienti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Anestetizzati, pavidi, immobili. Eccitati quel tanto che basta per farteli vedere vivi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Illusi, ovvio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Stai ballando. Ma io vedo solo il tuo primo aborto. Volevi un figlio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un tenero pargolo da accudire e che ti elevasse, in punta di senso materno, sopra le meschinità di questa tua vita. Sopra le eterne periferie romane, i parchetti dismessi ed abbandonati con l'erba alta incolta e le siringhe a punteggiare le giostre. Le botte. Gli abusi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non-vita, di certo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Anche io ho smesso di essere umano, e non per partito preso. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'umanità è divertente, intrigante - quando latra, quando piange, quando si dispera, quando tradisce la sua intrinseca debolezza. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quando la guardi da fuori. Lateralmente, surretiziamente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nell'oblio della notte.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nessun nietzschanesimo di ritorno, ma solo vomitate ed odio e alcolici di sera dopo il coprifuoco dell'intelligenza. Pessima musica e rumore in cassetta. Loop abbacinanti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tuo figlio, il feto. Ammasso tentacolare di carne umida sangue placenta e disperazione - colloqui con psichiatra da ASL, stipendio di fame per avere a che fare con casi umani come te.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si, mostratemi pornografia, vera pornografia, desolante ed eccitante pornografia.&lt;br /&gt;Mostratemela, prima che sia troppo tardi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per me, ovviamente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Perchè per te invece è già troppo tardi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per fortuna.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-8808412673441073562?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/8808412673441073562/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=8808412673441073562' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/8808412673441073562'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/8808412673441073562'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2010/02/se-mi-chiedi-di.html' title='Se mi chiedi di'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S3hKZlmc9ZI/AAAAAAAAA1s/H7RSCngbgXk/s72-c/torna.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-2882074120134934292</id><published>2010-02-13T17:48:00.002Z</published><updated>2010-02-13T18:28:10.158Z</updated><title type='text'>Un giorno che non finisce</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S3bmHyyi74I/AAAAAAAAA1k/2SZ2R2ry020/s1600-h/comese.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 340px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5437786621663702914" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S3bmHyyi74I/AAAAAAAAA1k/2SZ2R2ry020/s400/comese.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nel bagno pubblico tra graffiti spruzzi di merda liquami di piscio e muco, e scritte coi pennarelli tentacolari conformazioni alla ricerca di cazzi enormi e pompini da autogrill notturno, le direttrici del desiderio per Roma e attraverso Roma sul Raccordo coi lampioni dalla luminescenza arancione, cespugli pinete laghetti con risacca riverberata ed echeggiata dal vento e il palazzo delle Esposizioni ed il Fungo ed il Palalottomatica e le macchine che si scivolano addosso coi fari puntati in faccia, la solitudine metropolitana di chi non ha nulla di meglio da fare, peep show isolati fuori dal centro cittadino club privè per disperati filosofi dello scambismo e sadomaso timido occhieggiante silenzioso e gentile, delicato come un petalo di rosa, raffinato e politicamente corretto - annunci su annunci, scritti senza soluzione di continuità, millantando incredibili abilità amatorie, appuntamenti ad orari improbabili, cazzo taurino, nessuna complicazione sentimentale, ma è così difficile trovare una donna, una donna sintonizzata sulla stessa frequenza delle voglie proibite dell'uomo, una donna che al diavolo il frainteso senso di sciovinismo sessuale si faccia scopare come nei migliori film porno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Migliori per questi imbecilli, ovviamente.&lt;br /&gt;Migliori per chi non ha di meglio da fare e da guardare.&lt;br /&gt;Migliori per chi crede che Tawana Brawley sia stata stuprata davvero, e la compatisce e la riverisce e la blandisce con delicate pacche sulle spalle e amorevoli menzogne di amore universale; rifriggetevi pure le vostre balle, le illusioni di una calda notte d'estate quando stavate sbracati sulla sabbia a fumarvi una canna intonando canzoni reggae davanti ad un falò, con la fiamma a rischiarare il nero tutto attorno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il vostro sesso è nulla. Come le vostre relazioni precipitosamente imbastite.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;San Valentino, e Ian Brady.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un film porno con Milly D'Abbraccio, ed il passamontagna di Ted Bundy.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Complessi edipici, sbronze con alcolici da poco prezzo, le lacrime disperate da camerino di strip club ed i pompini di camionisti e &lt;em&gt;tra&lt;/em&gt; camionisti. La confusione miserabile che si esaurisce nel fragore di una eiaculazione mutila, quando lui è aggrappato alle sue natiche alle sue tette di stupida vacca e pensa intensamente non all'oggetto della sua scopata da poco, non al suo estemporaneo qui ed ora, ma al braccio di Arthur Shawcross, a quel genere di strangolamento senza bacino finale e senza safeword, pensa al corpo della puttana stramazzato a terra, gonfio, bluastro, con la bava alla bocca, pensa al rantolo disperato, alla presa di coscienza, al dolore, alla ricerca di un pò d'aria ma quel braccio è d'acciaio fortissimo e la prende cementificando le dita e la mano e il solido avambraccio, continua a pompare con foga il cazzo nel suo culo e prosegue la fantasia, pensa adesso al cadavere rinvenuto tra canne lacustri e ai lampeggianti della polizia e alle indagini e al supremo grado di godimento.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ogni vero film porno dovrebbe cominciare con un omicidio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Invece il senso estetico e sessuale di questi camionisti della trasgressione, di queste casalinghe di cui leggi gli annunci in serie, di queste obese casalinghe disperate rinate dopo estenuanti ma incomprensibili epifanie come Domine, non va oltre la mascherata e patetica ricerca di un amore, di una relazione di coppia nascosta sotto il tappeto delle pretenziose formule come "slave &amp;amp; master", "sottomissione" e persino Bondage.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ogni film porno, ogni &lt;em&gt;buon&lt;/em&gt; film porno dovrebbe contenere un grado talmente elevato di violenza da lasciarci a boccheggiare, fermi, immobili, col respiro mozzo, a chiederci "o mio dio o santo dio cosa abbiamo mai fatto? Cosa abbiamo mai visto?", quel genere di domanda profonda, abissale, incredibilmente focalizzata sul desiderio, e sulle nostre pulsioni. La classica domanda su cui masturbarsi tutta la notte.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Hanno bisogno, da veri umanisti filantropi, di credere che Tawana la piccola docile matta negretta sia stata stuprata da un branco di osceni e nerboruti poliziotti razzisti, hanno bisogno di vedere dietro questa storia di tipica idiozia americana un esempio di cattiva sociologia e di "società dello spettacolo", non vedono e non capiscono che il vero godimento sta nell'idea del trauma, della pazzia, della sconvolta lucidità con cui la ragazza ha messo in atto la sua sceneggiata, il sangue, lo sperma, i lividi, gli escrementi, le scritte razziste, le giurie popolari, i suicidi di poliziotti, le cause di risarcimento, la morbosità dei mass media, la conversione religiosa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una Domina appassionata di Paulo Coelho incontra uno slave fan di Ammaniti - la violenza è in ogni cosa, ma non in questo mondo purtroppo. Hanno bisogno di credere che una videocamera accesa sia pornografia, che uno sputo diventi dominazione, che una parolaccia sia umiliazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dovrebbero, semplicemente, comprarsi un dizionario e dare una rapida scorsa alla parola "sadismo" - dovrebbero smettere di mandare lettere a Massimo Picozzi, di appassionarsi agli stupri di Luca Bianchini e cominciare a diventare coerenti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Milly D'Abbraccio ha una parola di conforto per i suoi fan, la vediamo bella e statuaria e altera mentre al Mi-Sex firma autografi bacia pingui occhialuti e regala copiose dosi di "trasgressione", è circondata da poster che la immortalano inculata da mufloni di provincia e in esotiche gang bang con qualche pretesa di artistica ricostruzione storica, Milly sorride con quel sorriso vuoto ed inconsistente di ogni pornostar, poi compare il negro, non è un fan e lo capisci subito, è un pornoattore spacciato per fan con lo stesso successo con cui si potrebbe spacciare Chikatilo per il professore dell'anno, si apre un varco tra i veri fan tra quelle nullità che fanno a gara a farsi spennare il portafogli pur di avere una foto accanto alla loro pornostarlette preferita da esibire poi al bar quando le chiacchiere sulla campagna acquisti del Milan o della Juventus, o altri argomenti di simile spessore, sono esaurite e si paventa l'orrida prospettiva di dover dire qualcosa di persino intelligente - la scopata tra Milly ed il fan posticcio, il negro dal cazzo lunghissimo ma fino all'inverosimile, sottile come una lisca di pesce, avviene convenientemente in un motel giusto fuori la sagra del sesso, lontano dai palati buoni dei fan.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questa sarebbe pornografia?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cosa c'è di pornografico in una sequenza risibile, stereotipata di cliche e luoghi comuni.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ho bisogno di altro. Penso ad altro. Voglio, disperatamente, altro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La testa frantumata di Kimberly Leach, il suo corpo violato torturato fottuto in ogni orifizio da Ted Bundy; i legacci, le corde, le pinze, il martello, le riviste porno come surrogato di un'azione più grande. Il nesso di causa ed effetto che solo le femministe ed i veri pornografi comprendono fino in fondo. Non c'è alcuna speranza di cambiare le cose, adesso; è troppo tardi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per troppo tempo siamo stati dietro alle umanistiche panzane, al determinismo hippie di chi ha voluto dipingere la pornografia come un paradiso di coccole e baci in bocca. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma dove sono lo sperma, gli stupri promessi e raramente mantenuti, le ferite senza speranza di guarigione, le vere lacrime, i visini brutalizzati, la droga nei backstage, i problemi mentali, le carenze emotive, i colloqui con gli psichiatri, la perdita di un figlio e ,auspicabilmente, un suicidio ?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La funzione politica trasgressiva del porno - chi ha davvero bisogno di queste cazzate?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un camionista non sa, acquista vende e permuta esistenze devastate, la sua confusione di fallito esistenziale di poca complessità, i video di stupri, i rough castings di Vince Banderos il porno proletario delle banlieu, le epopee spermatiche in pubblico di Rodney Moore, e la merda fatta ingoiare a qualche balorda starlette da Jamie Gillis. Segue i suoi impulsi primari, fatti di sordide richieste, ricatti monetari e confusione totale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I sedicenti esperti di porno dovrebbero guardare On the Prowl, ascoltandone i dialoghi e le articolate richieste, invece di catalogare il tutto sotto l'avvilente scontata e sconcertante etichetta "gonzo" - Gillis Debord e McLuhan, certo, da dietro la videocamera a guidare pompini celebrati nell'anfratto cavo di un sex shop californiano, ventri cadenti privi di fascino e una pornostar con le ombre del trucco a celare l'uso smodato e paranoide di cocaina, rivelando la sordida consistenza della vita al giorno d'oggi, laddove basta la promessa di una scopata squallida veloce e poco gratificante per far perdere dignità.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Jamie è un genio. Raramente celebrato, messo da parte, criticato, ostracizzato.&lt;br /&gt;Proprio come Ted Bundy.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Bundy e le  confessioni sul porno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sugli alcolici.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sulla necrofilia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I praticanti intellettuali del porno hanno così poca intelligenza da doverci annoiare con rivoltanti balle tutte a base di schemi infranti, catarsi, demoni interiori e figure ellittiche, quando invece basterebbe stilare la classifica delle vittime di Ted Bundy e rimanere sul letto a masturbarsi pensando ai colpi di martello con cui quelle teste sono state spaccate, in un tripudio di sangue e materia grigia poltiglia spugnosa da mollusco.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il porno, in fondo, è tutto qui.&lt;br /&gt;Basta scegliere da che parte del martello stare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-2882074120134934292?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/2882074120134934292/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=2882074120134934292' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/2882074120134934292'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/2882074120134934292'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2010/02/un-giorno-che-non-finisce.html' title='Un giorno che non finisce'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S3bmHyyi74I/AAAAAAAAA1k/2SZ2R2ry020/s72-c/comese.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-5538250887399670581</id><published>2010-02-13T13:34:00.006Z</published><updated>2010-02-13T14:36:17.981Z</updated><title type='text'>Zoloft Mantra</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S3aqrqngZ6I/AAAAAAAAA1c/ZM9vlmV946c/s1600-h/vargas.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5437721267247540130" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S3aqrqngZ6I/AAAAAAAAA1c/ZM9vlmV946c/s400/vargas.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Citalopram.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cielo color piombo, macchie di catrame tra le nuvole, un fastidioso vento batte con insistenza sulla finestra della tua camera, guardi fuori sperando di vedere qualcosa qualcuno che possa risvegliarti dal torpore, dall'apatia, dal dolore in cui sei tragicamente immersa, in sottofondo il gracchiare sfasciato della radio comoda placenta simil-alternativa, l'insondabile piacere del nulla, il fiato che si condensa contro la superficie del vetro acquario rovesciato mentre fuori minaccia pioggia giornata incolore e monocorde giornata come tante altre prima variamente trascorse a dare un senso al non-senso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Parlami.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come stai, &lt;em&gt;oggi&lt;/em&gt; ?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poniamo l'accento sulla drammaticità incurvata dell'esistente, di ciò che ci scorre davanti, la speranza di un domani migliore lenito (salvato, quasi) dal suono silenzioso e invernale della lametta che ti cesella la carne, hai aspettative e piani a medio termine, finire la scuola, non essere bocciata, andare a vedere i quadri nel rito di passaggio dell'ammissione all'anno successivo tutte con i vestiti nuovi e l'occasione di un futuro lontano dalla mediocrità della scuola italiana, le scelte fatte dai genitori le scelte fatte per i genitori le scelte fatte &lt;em&gt;contro&lt;/em&gt; i genitori.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Oggi, ti senti male. Non una grossa novità. Parliamo della sostanza profonda di questo male, che cosa lo rende diverso da una bile nera malinconica, che cosa lo divide da una lacrima dettata da motivi reali e contingenti?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sei chiusa in te stessa, tu le tue pasticche le tue droghe le tue pupille dilatate la bocca semiaperta in stato catatonico di semi-letargia, le tue scuse, le tue giustificazioni abborracciate frettolosamente erette per contrastare la mia invadenza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Lebensraum &lt;/em&gt;del sadismo, domande di fila ad alzo zero senza particolare riguardo per lacrime e le cicatrici. Io non voglio capire, non sono uno psichiatra, nè uno psicologo, nè un sociologo; fortunatamente, sono molto più intelligente e libero. Non ho bisogno di macchiettistiche categorie di Super-Io per capire che un ditalino al buio, nel tepore bluastro dei film gotici che guardi di notte, è un impulso carnale di nullificazione - nessuno lo sa, è il nostro piccolo segreto.&lt;br /&gt;Le lettere che abbiamo scambiato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le passeggiate.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le chiacchiere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ricordi quando mi hai telefonato? Ti stavi suicidando; in bagno, a vomitare dentro la tazza, in un tentativo di riemersione dall'asfissia, dall'inferno-dentro-la-carne che ti porti dietro, overdose di psicofarmaci e ironia della sorte la risposta farmacologica tra(s)mutata alchemicamente nel mezzo della fine, sentivo per telefono i conati la litania di recriminazioni e simpatetiche forme di empatia che provavi ad instaurare con me i paramedici l'irruzione ed io annoiato assonnato privo di specifico interesse sul letto semi-addormentato, la cornetta stretta in pugno. Un brutto sogno. Un sogno di rara inconsistenza. Spugnoso e liminale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Fluvoxamina.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'arte come via di fuga. Come animo tormentato nella selva nera della &lt;em&gt;decadance&lt;/em&gt;. Sfilate sceme di goth-lolita, scatti farseschi di bimbe in sovrappeso, i poster di Saudek e Witkin, e le poesie di Trakl.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi hai detto; ci vediamo di ritorno dal Wave Gotik Treffen - paradiso salvifico di resurrezione per gotici traumatizzati dal peso della vita, un bagno messianico di scorie industriali architettura imperiale e marmi anneriti dal fuoco delle cannonate. Ci rivediamo, ho pensato, ma non mi interessava; ho la capacità di perdere interesse alla velocità della luce.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Portati dietro tutta la roba, ho consigliato quel pomeriggio che abbiamo trascorso a guardare opere di Damien Hirst. Commentavo svogliato e svaccato, immobile, le labbra serrate in un arroccato diniego di gioia, abbiamo bevuto qualcosa consci entrambi della nostra solitudine; non basta un corpo estraneo per sentirsi in compagnia, lo sappiamo entrambi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma tu hai questa necessità fisica di rendere partecipi gli altri del tuo tormento, della tua estasi depressiva, della tua lagnante e stordente automutilazione, dei suicidi come richiesta di ascolto e di aiuto. Io non ti basto, perchè non ascolto troppo; le parole che mi rovesci addosso le capto, le intercetto, le assemblo come argilla per materiale masturbatorio &lt;em&gt;doloroso.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Spigoloso, e acuminato, una corona di spine da porti sulla testa - Madonna disperata ai piedi di un Cristo porno. Abbiamo bevuto della pessima birra calda, poi ci siamo lasciati.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E in effetti sei partita.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Zoloft.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una cartolina da Lipsia, ricevuta di mattina mentre ero intento a leggere il "Bacon" di Deleuze. E la biografia di H. Selby Jr. Associazioni di idee repentine a base di (dis)percezione e violenza urbana; viaggi in metropolitana, nel cuore cavo ed elettrico di New York, il vangelo spiegato da Slogun praticamente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Linguaggio scarno, essenziale, per dirmi che sei ancora viva. Non ne avevo dubbi, se non riesci a a suicidarti quando sei in mia presenza ho grandi fondati dubbi sul fatto che tu possa farlo in mia a&lt;em&gt;ssenza. &lt;/em&gt;Sai, lo sai perfettamente perchè ne abbiamo parlato mille volte (ed ogni volta è come fosse la prima), che non condivido il tuo atteggiamento dimesso, passivo, da corpo sballottato dalle onde. La tua anatomia della disperazione è un paesaggio lunare da dipingere, ma io che pittore non sono mai stato, nè fotografo nè artista visivo devo allontanarmi e lasciare che siano altri a usarti come modella. O meglio, ad usarti. E basta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Con quanti fotografi hai scopato a Lipsia?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Con quanti pseudoartisti colti da improvvisa ed improvvida debauche hai partecipato ad ammucchiate nel nome della Cold Meat Industry?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il variegato circo del digitale, adesso che internet ha aperto le porte alla peggiore feccia, è tutto qui, fuori dalla finestra e dentro gli schermi di pc, come il vento grigio del tramonto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Loro non si accontentano di una scopata. Non si accontentano di esibirti come ulteriore tacca, vogliono spezzarti, romperti, riassemblarti come la bambola di bellmer, ma, ahiloro, non sanno farlo perchè sono tutti fondamentalmente degli sfigati e dei deboli. Come lo sei tu.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vi accoppiate perchè siete fatti della stessa sostanza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mediocre, risibile sostanza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Daparox.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi confessi il tuo stato d'animo, la sofferenza che provi e che certe volte muta in asfissia totale, in impiccagione di cui sei unica responsabile e carnefice. Apparentemente, nessun perchè; solo la certezza che prima o poi la farai finita.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una scelta. Rispettabile. Prendere la vita con le proprie mani e decidere cosa farne, sottraendola del tutto alla dittatura di Dio. La giornata minaccia pioggia, tu minacci lacrime. Noi tutti minacciamo rottura di coglioni.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mostre d'arte?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Concerti?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Happening sedicenti alternativi?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per fare cosa?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tutti ormai sembrano avere una qualche buona via di uscita per creare. Per creare stronzate incredibilmente pretenziose. Fotografi gotici scopano modelle gotiche - un accesso alla fotografia digitale come crimine contro l'umanità. E non sarebbe male se davvero fossero in grado di aprire sanguinanti ferite sul costato del genere umano, ma e dobbiamo ammetterlo, questi umanisti dello scatto surreale al massimo possono arrecare fastidio.&lt;br /&gt;Come tutti gli umanisti, fanno discorsi in cui non c'è traccia di umano.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tu, non avendo talento specifico, hai messo a loro disposizione il tuo corpo. Non te ne faccio una colpa, se non per la comica confusione che ti porti nel cervello e che hai lenito, o provato a lenire, con speed Ice e ketamina, durante le interminabili serate da discoteca industrial e vomitate in strada davanti la carcassa arrotata di un treno e con un prevedibile seguito di scopate di cui non conservi ricordo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La tua esistenza è un allucinato coacervo dark di flaskback, momenti carnali, tagli e sventramenti delle braccia e delle gambe, piercing tatuaggi lettura di Rimbaud l'acquisto di abbigliamento fetish corsetti unghie laccate di nero e i capelli che da biondi si sono fatti corvini.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Duloxetina.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quando hai iniziato a considerare la vita come una inespugliabile prigione?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;C'è una ragione precisa?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;No, aspetta. Ora sono &lt;em&gt;io&lt;/em&gt; a chiedere troppo. Troppo per il mio gusto e per i miei specifici interessi. Vuoi urlare. Fallo. I tuoi sono partiti per lavoro e non torneranno prima della settimana prossima, non ci siamo che io te e i tuoi dischi meticolosamente (maniacalmente, potremmo dire) impilati per genere e gruppo di riferimento, esordi metal, trascorsi ambient, virate industrial, photobook artistici, eppure io sono il degenerato che bussa alla porta richiedendo l'esibizione palese della tua sofferenza.&lt;br /&gt;Nonostante il suicidio (tentato), il nichilismo (esibito), le magliette sadomaso ed i frustini e l'atteggiamento da altera Domina, sono io a importi l'agenda del'introspezione totale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il momento cardinale della scoperta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ho un bisogno fisico di vederti piangere, di ingoiare il dolore di questi attimi spezzati, di questa innocenza violata, la regressione dell'anima ad una purezza che non abbiamo mai desiderato tanto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tutto tornerà come prima.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tutto sarà annientato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tutto, prima della tua definitiva scomparsa. Non chiedo altro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-5538250887399670581?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/5538250887399670581/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=5538250887399670581' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/5538250887399670581'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/5538250887399670581'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2010/02/zoloft-mantra.html' title='Zoloft Mantra'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S3aqrqngZ6I/AAAAAAAAA1c/ZM9vlmV946c/s72-c/vargas.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-5627010857326793699</id><published>2010-02-08T12:19:00.003Z</published><updated>2010-02-08T12:21:47.515Z</updated><title type='text'>Con questi frammenti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S3ABYA4EjQI/AAAAAAAAA1U/rbEENH4RryE/s1600-h/josef_sudek_071%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 383px; DISPLAY: block; HEIGHT: 383px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5435846262299856130" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S3ABYA4EjQI/AAAAAAAAA1U/rbEENH4RryE/s400/josef_sudek_071%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“&lt;em&gt;Con questi frammenti ho puntellato le mie rovine&lt;/em&gt;”&lt;br /&gt;T.S. Eliot, La Terra Desolata&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per qualcuno, un angolo di paradiso.&lt;br /&gt;Per altri, molti altri, uno squallido squarcio di degrado urbano – segmento di terra, asfalto, pineta, tronchi cavi e buste di plastica, a delimitare il perimetro che sorge a poche centinaia di metri dal mare, un mare che la selvaggia cementificazione ha reso una illusione.&lt;br /&gt;Quando hai smesso di poterti dire un essere umano?&lt;br /&gt;Quando hai acquistato quel genere di drammatica consapevolezza?&lt;br /&gt;Guardati.&lt;br /&gt;Sei praticamente nuda. E potresti essere mia madre; tessuti adiposi in eccesso, trucco sfatto a celare capillari rotti, alcolismo, leggeri flirt con la droga e penitenze e pestaggi educativi di qualche pappone i cui guadagni sono ormai inversamente proporzionali al’avanzare della tua età – il documento, testamento anagrafico di sogni e speranze, non so per quale motivo tu sia venuta qui e non mi interessa, non amo i pompini sociologici, le scopate statistiche e gli approfondimenti anali, il documento ha appiccicata una foto di una te felice, curata, vestita bene, sorridente, in posa, lo prendo e lo guardo come se stessi contemplando la migliore opera d’arte del mondo, attorno sfrecciano le macchine, fanno finta di essere tutti affaccendati nei frenetici e caotici ritmi della loro vita, le loro vacanze, le loro rate per il mutuo, il loro leasing e le finanziarie e i problemi di salute del figlio, e voi puttane adesso cessate di esistere, di rappresentare la comoda valvola di sfogo per lenire insopportabili frustrazioni sociali, sfrecciano in macchina ascoltando la radio le felici chiacchiere per l’ennesima vittoria della Roma o la classifica dei singoli maggiormente venduti o le metafore di Avatar.&lt;br /&gt;Voglio davvero tu perda un po’ del tuo, non so quanto, prezioso tempo per capire quanto in basso sei scesa, un rapido raffronto con la foto del tuo documento suggerisce la linea evidente del tuo abbrutimento, la discesa nel baratro, sparata come un proiettile di fucile – la tua esistenza è funzione del sesso promiscuo e bestiale che clienti disperati, confusi, emotivamente deprivati, comprano, di queste scopate animalesche tra le fratte.&lt;br /&gt;Bisogna stare inchinati per raggiungere il ventre dell’alcova improvvisata, tra divani putrefatti, materassi gonfi di pioggia e di merda di cani e di uccelli, il sole filtra a scacchi tra le fronde basse dei pini e della macchia mediterranea, invisibili sentieri si disperdono lungo l’orizzonte ed io batto ogni singolo pertugio, cammino in avanti e indietro, ansimando, gemendo, chiedendomi quale sia la drammatica ragione della mia permanenza nel sordido cuore pulsante della pineta – sei quasi nuda, l’ho detto.&lt;br /&gt;E in questo contesto, è uno spettacolo francamente osceno; non sei sexy, solo patetica. Tette flaccide da vacca strizzate in un corpetto di latex nero, una minigonna sformata dal culone, autoreggenti e un volto di fame, immiserito, languidamente triste, disperato.&lt;br /&gt;Chi sono i tuoi clienti?&lt;br /&gt;Gente troppo povera per aspirare ad altro?&lt;br /&gt;Amanti del patologico?&lt;br /&gt;Imbecilli?&lt;br /&gt;Combinazioni delle sopra menzionate categorie?&lt;br /&gt;Hai un protettore? No, mi rispondi, con una flebile voce di bestia straniera, sono sola, sola e persa in questo grande paese di speranze e pompini che è l’Italia, duemila anni di storia e cultura e pinete a luci rosse.&lt;br /&gt;Abbiamo tutti dei sogni, quali sono i tuoi?&lt;br /&gt;Nessuno. Hai smesso di avere sogni quando hai dovuto per la prima volta leccare le palle sudate di un camionista di passaggio – nessuna conversazione, nessuna richiesta di aiuto, hai persino smesso di considerarti un essere umano, una donna, un’anima, uno spirito inquieto, tutto ciò che hai fatto prima, nella tua vita rispettabile, è evaporato per sempre, hai imparato che stabilire una qualche forma di empatica connessione tra cliente e puttana è un’arma a doppio taglio.&lt;br /&gt;A nessun cliente importa davvero della donna che scopa – ognuno di loro da qualche parte ha una madre apprensiva, una fidanzata rompicoglioni, le pastarelle da portare ai suoceri la domenica mattina, un figlio da accudire e una morale da ristorare a messa, con la mente metaforicamente imperlata di sudore a ripensare alle scopate da pineta, nell’afrore di erba bagnata, quadri osceni di kleenex preservativi usati abbigliamento dozzinale e depressione lenita giusto giusto dai tentativi sagaci di crearsi una dimensione da dominatore.&lt;br /&gt;Da quanto sei in Italia?&lt;br /&gt;Non rispondi, trincerata in un mutismo che non ha traccia alcuna di dignità e di compostezza; è solo una barriera tangibile di disprezzo, di miseria, quel tentativo residuo di restare a galla, mentre attorno il mondo è in fiamme.&lt;br /&gt;Sei malata?&lt;br /&gt;Ci sono buone possibilità. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Scabbia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Epatite. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Eczemi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non necessariamente AIDS, mi dici che molti clienti chiedono rigorosamente il preservativo; faccio fatica a crederlo, sinceramente. Ma non è questo il punto – il punto, e su questo converrai con me, è l’idea di prendere la macchina dal garage, mettere in moto dopo aver inventato una qualche risibile scusa con la moglie o la madre o il padre, ed essere venuti qui per una battuta di caccia sessuale, passando in rassegna le puttane, tutte va detto decisamente malmesse.&lt;br /&gt;Me li vedo insinuarsi lentamente tra le frasche questi clienti, mentre il sole inizia a declinare in un lago rosso di sangue; passi leggeri, felpati, il rumore secco dei rametti che si spezzano sotto le loro scarpe, guidati dalla puttana che hanno scelto, la puttana è davanti a loro e nonostante l’abbigliamento scarso e il freddo e i tacchi a spillo procede velocemente. Conosce come una guida indiana i mille sentieri di questo posto di merda, si incunea, sposta i rami fittiziamente posti a celare determinati ingressi di radure dove poter scopare.&lt;br /&gt;Buste piene di abbigliamento – perché le puttane si cambiano velocemente nel folto della pineta.&lt;br /&gt;Sei sola?&lt;br /&gt;Oppure, ed è ciò che credo, ci sono altre puttane qui nei paraggi?&lt;br /&gt;Dimmelo, senza tanti giri di parole – tanto, e lo sai benissimo, le troverò.&lt;br /&gt;Non ci fai mai il callo; per quanto tu voglia giocare alla donna dura, di vita, a questa estasi posticcia pasoliniana, il dolore è troppo grande, e la ferita continua a sanguinare. Ti hanno picchiata, pochi giorni fa; quattro giorni di referto, tre a Rebibbia, so che alcune puttane bulgare hanno preso male il tuo arrivo.&lt;br /&gt;Le guerre etniche dei balcani perpetuate nella pineta di Ostia, nel nome dello sfruttamento sessuale. E mentre mi racconti dei colpi che hai ricevuto, sembri tradire per la prima volta una espressione umana, contrita, da cane bastonato.&lt;br /&gt;Sono lucciconi quelli che vedo brillare nel profondo dei tuoi occhi neri?&lt;br /&gt;Stai per piangere?&lt;br /&gt;Non farlo, davvero. Non c’è bisogno; e sinceramente, a me le lacrime così gratuite, così drammaticamente immotivate, infastidiscono.&lt;br /&gt;Ancora non ti ho dato un vero motivo per piangere. E posso assicurarti che quando lo avrai, potrai dare libero sfogo alla tua sofferenza.&lt;br /&gt;Sei un animale.&lt;br /&gt;Una bestia.&lt;br /&gt;Non hai alcun valore, e non lo hai mai avuto, né per i tuoi genitori né per i figli che certamente hai da qualche merdosa parte della Romania, nessun valore, nessun diritto, nessuna sacralità del corpo umano, nessuna consistenza positivamente apprezzabile, nessun interesse o gusto che io possa reputare degno di attenzione, sei ferma, immobile, paralizzata, cristallizzata, respiri piano, con fatica, la paura che provi si percepisce lontano un miglio. Il silenzio della pineta, ed il rombo delle macchine che sfrecciano sulla strada a poche decine di metri da noi.&lt;br /&gt;Ironica colonna sonora, non trovi?&lt;br /&gt;Hai paura delle violenze dei trans – quando arrivano sciamando in pineta, seminudi e coi cazzi e le tette di fuori, li vedi drogati, gonfi di alcolici, disposti a tutto, e tu per loro sei una minaccia commerciale, una nemica, uno scarafaggio da fare a pezzi e schiacciare.&lt;br /&gt;Hai paura delle retate, dei viaggi al fotosegnalamento, delle battute volgari e grevi dei poliziotti.&lt;br /&gt;Hai paura degli altri protettori. Ma in realtà, hai paura anche del tuo protettore, che ti sfrutta senza pietà pronto a lasciarti per strada quando non gli servirai più.&lt;br /&gt;Ti senti esaurita, finita, stremata.&lt;br /&gt;Interiormente, vuota.&lt;br /&gt;Priva di un senso. Di una qualche logica che davvero ti spinga ad andare avanti.&lt;br /&gt;Nulla che ti emozioni, che ti renda felice. Vivi meccanicamente, e ti trascini di giorno in giorno per pura fisiologia dividendo un lercio appartamentino con altre otto puttane est-europee.&lt;br /&gt;Arriverà un giorno, in cui diventerai trafiletto di cronaca nera. Qualche sospiro di circostanza da parte dei professionisti della compassione, e poi più nulla. Nemmeno una tomba, niente parenti a reclamare la salma. Potresti esssere sepolta qui, tra i preservativi i divani sfasciati e le merde di cane.&lt;br /&gt;Non sarebbe una cattiva idea.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-5627010857326793699?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/5627010857326793699/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=5627010857326793699' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/5627010857326793699'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/5627010857326793699'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2010/02/con-questi-frammenti.html' title='Con questi frammenti'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S3ABYA4EjQI/AAAAAAAAA1U/rbEENH4RryE/s72-c/josef_sudek_071%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-7405031158609875703</id><published>2010-02-07T17:48:00.006Z</published><updated>2010-02-08T17:53:53.082Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lasse Braun pornografia Senza Tregua'/><title type='text'>Un pompino è un pompino</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S279CaHyo6I/AAAAAAAAA1M/O6BVJTa9h0E/s1600-h/lasse+braun.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 120px; DISPLAY: block; HEIGHT: 179px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5435560018096333730" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S279CaHyo6I/AAAAAAAAA1M/O6BVJTa9h0E/s400/lasse+braun.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S278-4P7RtI/AAAAAAAAA1E/9eyV4dEtcOU/s1600-h/LasseBraun%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 319px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5435559957464041170" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S278-4P7RtI/AAAAAAAAA1E/9eyV4dEtcOU/s400/LasseBraun%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Un pompino è un pompino.&lt;br /&gt;Per quanto possa girarcisi attorno imbastendo allegre baracconate di spirito libertario, rivoluzione e pensiero evoluto, il succo sostanziale della pornografia resta la mercificazione del corpo umano – per fortuna aggiungo io, perché farsi le seghe col manifesto del partito comunista è esercizio potenzialmente noioso.&lt;br /&gt;Lasse Braun ha contribuito a fondare una certa visione della pornografia, a renderla surrogato emotivo della globalizzazione in un afflato di superamento di steccati/barriere/pregiudizi morali, portando il verbo delle scopate in celluloide (e su carta patinata) a qualunque latitudine.&lt;br /&gt;Lasse vuole renderci partecipi dei suoi passati sforzi e dato che la penna non gli fa difetto, sia in termini qualitativi che in termini più smaccatamente quantitativi (ha già composto e pubblicato vari altri libri, tra cui un monumentale affresco in salsa peplum che va sotto il nome di &lt;strong&gt;Lady Caligola&lt;/strong&gt;, non casualmente prefazionato da Tinto Brass), eccolo adesso alle prese con la sua estesa e corposa autobiografia, &lt;strong&gt;SENZA TREGUA&lt;/strong&gt; (per Coniglio Editore, 400 pagine al prezzo di 24,5 euro) – da quel che capisco originariamente il titolo avrebbe dovuto avere una più smaccata coloritura hippie, qualcosa come “&lt;em&gt;l’uomo che amava le donne&lt;/em&gt;” e trovo in effetti che la ragione sociale peculiare del libro sia una tinteggiatura in chiave filosofica dell’ossessione sessuale, perché senza ombra di dubbio amare le donne, in ogni senso, pure a costo di riesumare le farlocche ed offensive panzane di W. Reich, è una storia che merita di essere raccontata soprattutto quando questa storia passa per uncini, scopate tra frattaglie, gang bang, estremizzazione dei loop, violenza e censura.&lt;br /&gt;La visione ecumenica di Lasse ci porta a ripercorrere una variegata fenomenologia di partigiani, “liberazione” (che da storica diviene sessuale), viaggi nella Germania hitleriana dove addirittura il piccolo scapestrato baby (futuro) regista porno avrebbe tirato il baffo quadrato del Fuhrer. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Con alle spalle tanta partecipazione ai destini dell’Europa, Lasse non può esimersi dal narrarci la genesi della cultura pornografica tra ritagli di giornale con funzione epifanica (“&lt;em&gt;sgominata a Genova pericolosa gang di pornografi&lt;/em&gt;”), la scansione dettagliatissima e particolareggiata della sua esistenza, la sua laurea in legge (argomento, la censura…), i primi approcci sessuali con cameriere badanti e ragazze (anche se dobbiamo annotare sul carniere, approcci bambineschi già in terra crociuncinata), le feste, la droga, il tentativo di lobbismo pro-porno con tanto di contatti con esponenti politici e proposta di legge in tasca, il perfezionamento hippie pre-sessantottino.&lt;br /&gt;Non ci sono dubbi; per Lasse Braun, la pornografia è una cosa seria. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Una filosofia di vita, una rivoluzione, un fine ultimo tempestoso e demiurgico, quasi una dottrina religiosa. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Io, che sono più profano e disincantato, mi accontento delle narrazioni dei backstage, delle descrizioni vivide e dettagliate di film capolavoro come il sozzo HOOKED, meravigliosa epopea di degrado sessuale con tanto di panzone barbuto mutilato fornito di uncino prostetico alle prese con un godurioso fist-fucking (in modalità stupro) su una candida ragazzina catturata e portata nel capanno rurale, pornografia che scintilla degnamente tra Stevanin e Pickton (e di cui memorabile recensione troviamo sul secondo volume di Funeral Party) – a Braun dobbiamo pure l’introduzione di frammenti sadomaso violenti, del pissing e di altre amenità che da sempre titillano il palato di noi degenerati consumatori di &lt;em&gt;buona&lt;/em&gt; pornografia.&lt;br /&gt;Gli dobbiamo pure, e Sotos tenga a mente, la serializzazione dei loop, qui in combinato con lo spirito commerciale ed imprenditoriale dei giudeoli americani, da sempre ben disposti quando si tratta di lucrare in termini pornografici; gran parte delle lorde sale immerse nella coltre di oscurità dentro cui maschioni sub-urbani vanno a spompinarsi a vicenda, coltivando deleterie illusioni di eterosessualità soltanto perché pagano monetine per farsi scorrere davanti film porno di marca eterosessuale, devono molto, moltissimo al buon vecchio Lasse.&lt;br /&gt;Noi stupratori mancati ci sediamo in religioso silenzio davanti all’evoluzione di DELPHIA THE GREEK, prima apparizione di quell’autentico rito di passaggio che è la doppia penetrazione anale-genitale – e tripudiamo in esultante estasi per l’intera serie FORCED TO SEX, la quale già nella locuzione semantica è una chiara scelta di campo.&lt;br /&gt;E però...&lt;br /&gt;Però.&lt;br /&gt;Mi domando per quale motivo noi italiani dobbiamo sempre insinuare l’ombra tintinnante di un però, per quale motivo lambiamo l’assoluta grandezza e poi dobbiamo ritirarci sconfitti a leccarci le ferite. Perché, mentre nella pornografia di un Jamie Gillis la brutalità è brutalità senza comode sovrastrutture redimenti, mentre nelle pagine di un Peter Sotos la crudeltà è crudeltà gratificante a livello individuale, Lasse Braun ci dice chiaramente; &lt;em&gt;no, ragazzi, avete sbagliato&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Noi siamo dalla parte, reazionaria, del porno come sopraffazione, come reificazione, come abuso e come violenza, mentre lui anela ad una liberazione mentale e morale attraverso lo shock. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Preso atto delle divergenze di impostazione (confermate dallo storico del porno Pietro Adamo, il quale tratteggia una differenza estetica ma pure “politica” tra la violenza pornografica anni settanta e quella odierna…una volta, dice Adamo nell’annuario del Porno edito sempre da Coniglio, la violenza era funzionalmente catartica e liberatoria, mentre oggi è commerciale, retriva, caricaturale e posta al servizio dei peggiori istinti), direi che non dobbiamo gettare con l’acqua sporca il bambino; Braun ci sa intrattenere e se bypassiamo la tendenza a voler rendere chiunque (da Hitler a Jamie Gillis!) una comparsa nella SUA esistenza, d’altronde il libro è SUO e può scriverci quel che accidenti vuole, possiamo godere delle inesauste descrizioni di un porno primitivo, clandestino, genuinamente rozzo e naif, violento (ok, non ci interessa il perché di questa violenza, ci basta la violenza in sé), promiscuità sessuale e megalomania attoriale.&lt;br /&gt;Rodox, senza Lasse Braun, significherebbe poco, e di questo dobbiamo essergli riconoscenti. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Gli dobbiamo le gang bang cinefile delle notti magiche di Cannes del 1975. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Gli dobbiamo le equivoche scelte di pornostar che dimostrano meno dei loro certificati diciotto anni e le epopee di inseguimenti di trash paramafioso quando è alle prese con debitori e partner commerciali infedeli (i maligni, ma noi non siamo maligni, i maligni dicevo potrebbero notare l’intrinseca contraddizione tra certe asserzioni pseudolibertarie e l’estrema cura degli affari, cura nutrita pure da cause legali, pestaggi che Braun ci esibisce con certa gioia bambinesca…un maligno estremamente pedante potrebbe notare l’ironia di pagina 112, programmaticamente titolata “guerra ai pirati”, laddove si parla di regolamento di conti con riproduttori illegali dei film di LB, avendo previamente letto di come lo stesso LB si ritenesse a modo suo un combattente della libertà e un pirata).&lt;br /&gt;Ma io, e quei quattro cinque che mi seguono, non siamo mai stati dei maligni.&lt;br /&gt;Degenerati, pervertiti, molestatori virtuali, beceri, cripto-isolazionisti, tutto questo si, ma maligni accidenti no!&lt;br /&gt;Il libro, va ammesso senza tante reticenze, è uno spaccato gustoso e fondamentale per chiunque coltivi con un minimo senso della decenza e della completezza la fenomenologia del mondo porno – è scritto bene, nessun dubbio sul fatto che Braun sappia scrivere ed intrattenerci, finisce per sembrare un viaggio romanzesco su un altro pianeta in cui la monomania ossessiva del protagonista filtra gli eventi reali come un caleidoscopio di tette e culi e pelo pubico.&lt;br /&gt;Un mondo rovesciato, divertente, scanzonato. Ma anche cinico, violento, squallido, riprovevole.&lt;br /&gt;Semplicemente, ad ognuno il suo. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-7405031158609875703?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/7405031158609875703/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=7405031158609875703' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/7405031158609875703'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/7405031158609875703'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2010/02/un-pompino-e-un-pompino.html' title='Un pompino è un pompino'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S279CaHyo6I/AAAAAAAAA1M/O6BVJTa9h0E/s72-c/lasse+braun.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-5728528536795838085</id><published>2010-02-07T12:14:00.002Z</published><updated>2010-02-07T19:17:15.764Z</updated><title type='text'>STIGMA</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S278GHqz-LI/AAAAAAAAA08/ioYnJyDLxJo/s1600-h/stigma.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 268px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5435558982350796978" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S278GHqz-LI/AAAAAAAAA08/ioYnJyDLxJo/s400/stigma.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non so perché sono qui ad ascoltarti.&lt;br /&gt;Potrei scegliere mille altri modi per farmi del male, per fingere una qualche forma di empatica partecipazione alla miseria del mondo, l’abbrutimento immalinconito della tua condizione di caso umano che solo un frainteso senso di idiozia new age può portare a definire “speciale” mi si para davanti e mi infastidisce. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dico sul serio.&lt;br /&gt;Credi di avere una risposta per tutto, saccenza esistenziale esibita a mio beneficio, occulta voce amica di compendi digitali e chiacchiere in high-speed su msn, parli a vanvera parli da sola accusando me di solipsismo egotico di autoreferenzialità filosofica, ma io sono solo un masturbatore, un lurido deviante da apoteosi della corruzione e nonostante tutto sei qui a denudarti, peggio anzi, a disossarti a farti macinare la carne dalle mie puntute e morbose domande.&lt;br /&gt;La risposta del padre. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Seconda figlia potenzialmente inutile, una sorella che riceve tutte le vere attenzioni, l’affetto, i soldi, il perdono per le scelte sbagliate, hai fantasie radicali di incesto, ti bagni a nominare il cazzo di papino, un cazzo da succhiare adorare leccare e da cui farsi infilzare tutte le notti. Perfetto sconosciuto, eccomi, e ricevo le tue insondabili confidenze, non hai idea di chi io sia davvero e di cosa voglia, eppure mi scarichi addosso la tua personalissima miseria, un carico fecondo di sofferenza, dolore, annullamento dell’ego.&lt;br /&gt;Mi parli, dopo i coloriti e colorati accenni pornografici all’incesto, dei tentativi di suicidio, della clinica psichiatrica, dei farmaci, della terapia, della solitudine, del fallimento all’università, del primo ragazzo che ha abusato violentemente di te, delle botte degli schiaffi dei colpi dei lividi bluastri delle ammaccature delle volte di quando tornava a casa in piena notte fatto sbronzo cattivo una bestia letteralmente pronta a farti a pezzi eri sicura che ti avesse tradito che avesse scopato nel lercio cessetto di qualche discoteca con una puttana da quattro soldi, ti ci vedevi riprodotta in quel quadro di desolazione notturna a ripercorrere minuto dopo minuto il tuo inferno – il cazzo di papà, il suo sperma che succhiavi inginocchiata sul tappeto con attorno le foto della prima comunione, dei viaggi con occasionali ragazzi, i sorrisi plastici ed artefatti di tua sorella, l’abuso eternato del tuo fidanzato e ancora prima a cascata la tua muta richiesta di aiuto indirizzata a tua madre, ogni mattina quando scendevi in cucina per fare colazione la guardavi silenziosamente sperando che ti chiedesse che cosa fossero quei grugniti soffocati che tutte le sere, inevitabilmente, sentiva provenire dalla tua stanza, ed invece apparecchiava preparava il caffè e ti dava qualche biscotto per celebrare la serenità del mulino bianco, mentre papino finiva il latte e si sistemava frettolosamente il nodo della cravatta. Bastava un suo sguardo distratto, pronto ad incrociare le tue frenetiche pupille per infonderti un terrore ancestrale, puro, abissale.&lt;br /&gt;Mentre digiti le parole, freneticamente, come colta da qualche spasmo, bevo distrattamente del succo di frutta, annoiato, perplesso, e sono certo che il tuo logorroico sfoggio di disperazione, di esistenza al macero è una esibizione volgare e sciatta, un modo per farsi belli e dichiarare la tua desolante ricerca di amore.&lt;br /&gt;Proprio come tutte queste imbecilli troie rivestite di latex e borchie, alle prese con la posta di Maria de Filippi – si inizia col sadomaso e si finisce a Porta a Porta, leggendo le lettere scritte a Massimo Picozzi e una candida preghiera in memoria del piccolo Samuele stampigliata in mente.&lt;br /&gt;Rigidi codici di estetica immiserita, i dungeon come banchina di approdo per nullità esponenziali, ed è ciò che purtroppo mi vedo scorrere davanti, una mole di sadismo edulcorato dai ciambelloni primaverili, dai romanzi di Ammaniti e da qualche puntata al cinema per vedere Muccino. L’isteria familiare non si supera, e le inutili evasioni si ripetono ciclicamente come un disco rotto di poca importanza.&lt;br /&gt;La tua ricerca di una guida è seria e ponderata quanto il trucco di Platinette – ma la sofferenza, quella almeno spero sia vera. Voglio, anzi no devo sperare che i tuoi racconti le tue sequele di abuso siano un resoconto tragicamente dettagliato di verità, di realtà, che la crudele determinazione di tuo padre sia un retaggio concreto esattamente come la relazione con un uomo più grande per cui hai lasciato lavoro sicuro città natale e amici; la storia del trasferimento, straniera in terra straniera, il senso incupito di un tramonto esistenziale, i fantasmi del passato, le fantasie esorcistiche e catartiche di stupri violenze inenarrabili gang bang promiscuità sessuale accettata come condizione di suprema ordalia, è una storia che mi dico essere vera mentre rispondo ad una mail pubblicitaria.&lt;br /&gt;Pilucco patatine, e nonostante le dita inzaccherate producano arabeschi fritti sulla tastiera, nonostante le mie repliche siano brevi scarne e palesemente di circostanza mi accusi di prolissità, mentre scrivi fiumi di chiacchiere, mentre capisci che io non sono il master principe azzurro pronto a redimerti con scudisciate e parole di conforto.&lt;br /&gt;Da me non avrai nessun conforto.&lt;br /&gt;Per quel che mi importa potresti tagliarti le vene subito. La mia collaterale predisposizione all’isolamento non mi rende una persona migliore, incline a confrontarmi e a partorire una parola di apprezzamento, sensibilità e felicità con qualunque caso umano mi capiti a tiro.&lt;br /&gt;Sei entrata nella mia vita, e non lo hai fatto in punta di piedi – non hai chiesto il permesso, ma ti sei intrufolata come una ladra del cazzo. Spengo lo stereo, mi concentro sul tuo confuso blaterare, tonnellate di caratteri digitali oceani di pixel per darmi un quadro di sofferenza tellurica. Gli occhi sono indolenziti dal prolungato riverbero bluastro, ma le mani adesso digitano velocemente frasi che reputi allucinanti e prive di senso; come se tu invece, principessina del cazzo, avessi un qualche valore intrinseco.&lt;br /&gt;Sei merda. E spero tu lo capisca.&lt;br /&gt;Sei un nulla, persino tuo padre ha smesso di abusare di te, il ragazzo che ti scopava ti picchiava e ti tradiva è partito se ne è andato si è stufato della tua bovina remissività. Ed io dovrei accollarmi il peso insopportabile delle tue favolette?&lt;br /&gt;No. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non sono il telefono amico. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non sono un centro di sostegno psicologico. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non sono un professionista del sadomaso. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ho alcuni miei modelli, e sono tutti sbagliati.&lt;br /&gt;Non trascorro le giornate a compilare questionari di consapevolezza sadomaso, non mi eccito se qualcuna vuole farmi credere che esista una qualche relazione tra Donna Haraway e le switch, ho smesso di emozionarmi quando incontro le multiformi sfaccettature della miseria umana.&lt;br /&gt;Devo ancora illudermi che ogni automutilazione, per quanto nascosta sotto pesanti strati di “arte”, rimanga un grido disperato di aiuto, una forma palese di nullificazione sanguinolenta – togliamo le pretenziosità intellettuali, e ciò che rimane è un corpo ferito.&lt;br /&gt;Allo stesso modo, vorrei poterti guardare; capire chi sei davvero, quanto hai sofferto, e come hai sofferto. Parlare con chi ti ha fatto soffrire.&lt;br /&gt;Poi, credimi, potresti scomparire.&lt;br /&gt;Per sempre. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-5728528536795838085?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/5728528536795838085/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=5728528536795838085' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/5728528536795838085'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/5728528536795838085'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2010/02/stigma.html' title='STIGMA'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S278GHqz-LI/AAAAAAAAA08/ioYnJyDLxJo/s72-c/stigma.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-7757635553378563687</id><published>2010-01-31T18:51:00.005Z</published><updated>2010-01-31T19:19:36.238Z</updated><title type='text'>DEATH  BONDAGE</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S2XXN0GKj1I/AAAAAAAAA00/gN48t-hxqHo/s1600-h/deathbondage.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 321px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5432985157815144274" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S2XXN0GKj1I/AAAAAAAAA00/gN48t-hxqHo/s400/deathbondage.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Inquadratura esterno giorno, la videocamera riprende il muro di cinta di una casa fornita di piccolo giardino - abitazione dalle finestre ornate di tendine bianche, con un piccolo lucernario, un vialetto che conduce alla porta d'ingresso.&lt;br /&gt;Non c'è traccia di esseri umani. Un albero spoglio, ripreso marginalmente, a destra dell'occhio che guarda.&lt;br /&gt;Tutte le riprese iniziali devono essere in bianco e nero granuloso, virato.&lt;br /&gt;Dissolvenza.&lt;br /&gt;La cantina adibita a camera di tortura; primi piani di Fred e Rose, volti che incarnano e somatizzano lussuria allo stato puro, brutalità, crudeltà.&lt;br /&gt;La camera deve indugiare sugli occhi vitrei e palesemente eccitati di Fred, una patina lucida di sudore, una luce irrazionale negli occhi da ottenere attraverso giochi di luce.&lt;br /&gt;L'intero ambiente della cantina è immerso in un chiaroscuro , l'aria deve essere fumosa e pesante.&lt;br /&gt;La prima ragazzina da torturare sarà introdotta dalla calma voce di Fred che, in un freddo e risoluto mantra, reciterà il nome Elisa&lt;em&gt;beth Agius&lt;/em&gt;, ripetendolo pù volte, da vero ossesso, fino a perdere ogni contatto con la realtà, fino a che la schiuma compaia sulle sue labbra digrignate.&lt;br /&gt;La ragazza deve piangere da subito. Ed è bene che il suo pianto sia vero, perché non esiste simulazione del dolore.&lt;br /&gt;Elisabeth sarà sottoposta ad abusi verbali da parte di Fred e di Rose, sarà incatenata al muro della cantina, nuda, ad accezione di un collare da cane serrato al collo.&lt;br /&gt;Il collare è assicurato, attraverso catenelle e passanti , al muro.&lt;br /&gt;Fred inizia a torcere i capezzoli della vittima con delle tenaglie, mentre Rose la palpeggia sula vagina e sul seno in modo metà lascivo metà offensivo.&lt;br /&gt;La vittima deve guaire come una cagna in preda a spasmi abortivi.&lt;br /&gt;Fred inizierà a legarla con del nastro isolante, prima delle x nere sui capezzoli, poi sull'ombelico e poi sulle braccia e sulle gambe e sugli occhi, mentre Rose prenderà a rivestire la pelle di Elisabeth con una guaina di lattice.&lt;br /&gt;Le ficcheranno la testa in una busta di plastica da cui fuoriesce un tubetto che sarà applicato al naso della puttana.&lt;br /&gt;Le spegneranno delle sigarette sulle braccia, attorno al nastro isolante e la picchieranno, senza farle uscire sangue ma producendo delle meravigliose macchie blu pesto.&lt;br /&gt;Durante le operazioni, Rose deve inveire contro la ragazzina ed è necessario che l'abuso verbale continui ininterrotto e feroce. La camera deve riprendere la scena con inquadrature frenetiche, possibilmente fuori fuoco, dando idea della voracità che anima questi due amanti libertini e le loro inequivoche scelte di vita.&lt;br /&gt;I seni di Elisabeth saranno costretti poi all'interno di un complesso gioco di nodi e il suo corpo abbondantemente legato sarà issato verso il soffitto; le braccia devono essere posizionate dietro la schiena, di modo che ogni strattone di corda significhi una fitta di dolore e di panico per la vittima, come nelle antiche torture dell'Inquisizione.&lt;br /&gt;Elisabeth sarà lasciata in trazione per circa cinque minuti.&lt;br /&gt;Poi verrà riportata a terra e sodomizzata come una cagna da Fred; è qui da sottolineare che le riprese devono alternativamente mostrare primi piani della sodomia e il volto straziato, grondante lacrime, della vittima.&lt;br /&gt;Rose si masturba. Di tanto in tanto stringe con forza i capezzoli di Elisabeth.&lt;br /&gt;Quando Fred sarà in procinto di venire, infilerà il suo cazzo nella bocca della vittima (è da precisare, come ovvio, che la testa sarà stata liberata dal sacchetto di plastica nel momento in cui la ragazza è riportata sul pavimento) e pomperà con foga e lussuria ed irruenta brutalità.&lt;br /&gt;Primo piano del cazzo che eiacula nella bocca, Elisabeth che ingoia, poi Fred le spacca il cranio con un martello.&lt;br /&gt;Il liquido rosso, mescolato a fluidi corporei e piscio e sperma, si allarga a terra.&lt;br /&gt;L'uccisione non deve essere mostrata in primo piano, perché finirebbe col rendere il film un grottesco coacervo splatter; è bene sottolineare che ciò che veramente conta nell'economia globale del film è il dolore vero.&lt;br /&gt;A questo proposito, verranno inquadrate le ombre dei tre, prolungate su una parete e dai movimenti delle ombre si evincerà l'avvenuto omicidio.&lt;br /&gt;Sarà inquadrato solo il sangue che si allarga a macchia d'olio sul pavimento.&lt;br /&gt;Stacco.&lt;br /&gt;Fred che fuma una sigaretta. Alle sue spalle fotografie di bambini meticci (i figli avuti da Rose durante la sua attività di prostituta).&lt;br /&gt;Rose si masturba davanti a lui con un dildo.&lt;br /&gt;Fred esclama, con voce monotona e priva di qualunque trasporto emotivo : &lt;em&gt;ci ameremo per sempre e tu sarai per sempre la signora West, aldilà di tutto ed è questo che importa&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Dissolvenza in nero.&lt;br /&gt;Fred urla contro il volto piangente di una ragazzina nuda, saldamente legata su un tavolaccio . La scena si svolge, al solito , nella cantina adibita a sala di tortura.&lt;br /&gt;Caroline Owens, il nome della vittima.&lt;br /&gt;E' importante che Fred, questa volta, oltre a pronunciare ad alta voce il nome della troia mostri una riproduzione della foto della vera vittima .&lt;br /&gt;Caroline è una ragazza mora e prosperosa , ovviamente intimidita, il volto arrossato dal pianto e dalla disperazione.&lt;br /&gt;Rose deve partecipare attivamente al palpeggiamento; si sdraia accanto alla vittima e Fred scopa in alternanza le loro due fighe, poi passa ai due ani.&lt;br /&gt;Primi piani dei culi arrossati.&lt;br /&gt;Caroline viene frustata sulla schiena, i seni chiusi in lacci e poi in morsetti metallici, infine straziati da mollette. I capezzoli trafitti da aghi.&lt;br /&gt;Rose urla; &lt;em&gt;troia, stupida troia, ti ammazzeremo, ti ammazzeremo una e due e tre volte ed ogni volta rinascerai per soffrire i nostri sogni di sangue&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Fred ride ed eiacula nella bocca spalancata della vittima ed ansimando dice; &lt;em&gt;se vai a raccontare in giro quel che abbiamo fatto al tuo culo, ti prendiamo e ti ficchiamo qua dentro e lascerò che i miei amici negri ti scopino cento volte e quando avranno finito ti ammazzeremo e sotterreremo il tuo cadavere sotto le pietre stradali di qualche via di Gloucester.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Il volto rigato dalle lacrime e la bocca ancora impastata di saliva e sperma. Caroline singhiozza istericamente.&lt;br /&gt;Dissolvenza.&lt;br /&gt;Chiunque sappia della verità dei fatti, è ben conscio che i coniugi West hanno lasciato in vita la ragazza. Questo apre spunti nuovi ed assai variegati sulla possibilità che Caroline, crescendo, si debba essere confrontata più volte con un passato così atroce e devastante.&lt;br /&gt;Non sarebbe da escludere un intero soggetto focalizzato su di lei e sulla sua patetica esistenza, una esistenza intrisa di senso del dovere, di misericordia, di umana pietà e di rispetto.&lt;br /&gt;Ma torniamo a noi.&lt;br /&gt;Lydia Gouch è una teenager con spessi occhiali neri.&lt;br /&gt;Mangia e lappa, da brava cagna, escrementi che i coniugi West hanno cerimoniosamente deposto in una ciotola per cani.&lt;br /&gt;Indossa un completo borchiato nero che le mette in mostra la fica e le tette.&lt;br /&gt;Piange. E' isterica. Fred inveisce contro di lei e di tanto in tanto la sodomizza, mentre Rose, ogni volta che Lydia tossice o sputa grumi di feci, la imbocca amorevolmente con un cucchiaino e poi la sferza con uno scudiscio, sulle natiche, striandogliele ben bene di sangue.&lt;br /&gt;Quando Fred viene, scarica il suo sperma nella ciotola, dove sono ancora ben visibili i rimasugli di merda.&lt;br /&gt;Se l'attrice dovesse vomitare, è importante che Rose la costringa a pulire il pavimento con la lingua, dicendo; &lt;em&gt;su, cagna, da brava, cagna, pulisci tutto&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Il trattamento riservato alla troietta si concluderà con uno strangolamento effettuato mediante corda di canapa.&lt;br /&gt;Carol Ann Cooper, Lucy Partington, Therese Siegentaler e Shirley Hubbard; saranno mostrate in primo piano le loro foto di vittime inconsapevoli e sorridenti mentre Rose esegue un pompino a Fred, il quale verrà sulle foto stesse ed ancora eiaculando sospirerà ; &lt;em&gt;questo è dedicato ai vostri genitori e alla vostra memoria, che mi è valsa un ottimo schizzo di sperma !&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Juanita Mott, mostrata nel suo innocente candore di diciottenne seviziata, è naturalmente nuda e legata da moltissime corde, in perfetto bondage.&lt;br /&gt;La migliore descrizione del trattamento che deve essere riservato a questa donna ce la fornisce Howard Sounes col suo libro &lt;strong&gt;Fred&amp;amp;Rose&lt;/strong&gt; (Warner Books) , laddove scrive : &lt;em&gt;Juanita fu legata con un nodo realizzato unendo tra loro due lunghe calze di nylon (molto simili a quelle solitamente utilizzate da Rose) , un reggiseno e due corde, una attorcigliata sull'altra. Il suo corpo venne quindi coperto da intricati nodi realizzati con una corda di plastica, che venne praticamente fatta girare attorno alle sue anche, ai suoi seni, alle sue braccia e alla sua testa, orizzontalmente e verticalmente, imprigionandola in quella posizione, lasciandole come unica libertà quella di contorcersi come un animale preso in trappola. Successivamente i coniugi West fecero un nodo scorsoio con della corda di canapa e usarono questo per sollevare da terra la poveretta.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Non riesco davvero ad immaginare una descrizione più precisa.&lt;br /&gt;Bondage nella migliore accezione.&lt;br /&gt;Juanita verrà poi fatta scendere dall'imbracatura e scopata da entrambi i coniugi.&lt;br /&gt;Seguirà l'inevitabile strangolamento.&lt;br /&gt;Shirley Robinson e Alison Chambers sono insieme, legate da una corda in comune che le tiene avvinte al muro: Fred le costringe ad amoreggiare, devono esserci ritrosie efficaci, che diano idea allo spettatore del grado di abiezione e di degradazione che stanno subendo.&lt;br /&gt;di bambini che giocano sull'altalena, felici e spensierati. Un'ombra li avvolge, scurendo la ripresa.&lt;br /&gt;Poi, dissolvenza finale.&lt;br /&gt;(Tutti i dialoghi sono estratti dal dibattimento processuale - citati in "&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Fred &amp;amp; Rose&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;", di &lt;strong&gt;Howard Sounes&lt;/strong&gt;, Warner Books)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-7757635553378563687?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/7757635553378563687/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=7757635553378563687' title='36 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/7757635553378563687'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/7757635553378563687'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2010/01/death-bondage.html' title='DEATH  BONDAGE'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S2XXN0GKj1I/AAAAAAAAA00/gN48t-hxqHo/s72-c/deathbondage.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>36</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-8829271908192113946</id><published>2010-01-31T16:27:00.003Z</published><updated>2010-01-31T16:52:06.975Z</updated><title type='text'>Carne  di  Strada</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S2W0W9O9RnI/AAAAAAAAA0s/DffL5gYfEqo/s1600-h/amusement.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 268px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5432946831979791986" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S2W0W9O9RnI/AAAAAAAAA0s/DffL5gYfEqo/s400/amusement.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;VERONA - &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;em&gt;Un agricoltore veronese è stato arrestato con l'accusa di aver ucciso due prostitute. L'uomo, Enrico Zenatti, 38 anni, di Bussolengo (Verona), nei cui confronti la magistratura di Verona aveva emesso il 27 gennaio scorso un ordine di custodia cautelare in carcere, si era reso latitante. E, adesso, il sospetto è che l'uomo abbia potuto commettere altri omicidi, oltre ai due scoperti.&lt;br /&gt;Gli omicidi accertati dalla polizia e attribuiti all'indagato, sono quelli di due prostitute sudamericane, la brasiliana Luciana Lino De Jesus, 20 anni e la cittadina colombiana Jolanda Holgun Garcia, 31 anni. La brasiliana venne trovata morta, completamente nuda, nel suo appartamento a Verona. Del secondo omicidio, di una cittadina colombiana, non si è mai saputo nulla e non è stato mai trovato il corpo, ma la mobile veronese ritiene che l'agricoltore sia coinvolto, anche perchè è stato l'ultima persona a essere in contatto con l'extracomunitaria.&lt;br /&gt;Secondo quanto si è appreso, l'uomo aveva un debole per le prostitute sudamericane che contattava su annunci diffusi su quotidiani sportivi. La svolta delle indagini è dovuta dalla latitanza dell'agricoltore che, nonostante i controlli stretti della mobile, era sparito, poche settimane fa, dopo aver prelevato 15mila euro in contanti. Il 27 gennaio la procura di Verona ha firmato un'ordine di arresto nei confronti del latitante. Sabato scorso, al termine di un'estenuante indagine, l'individuazione e l'arresto di Zenati in una cabina telefonica. L'uomo si spostava solo in taxi e non usava più il cellulare, ma teneva sporadici contatti con la famiglia attraverso telefonate da cabine pubbliche.&lt;br /&gt;L'agricoltore ha in carico numerosi ettari di terreno in parte suo e in parte di altri che lui stesso coltiva. La polizia attende le decisioni del magistrato per un eventuale scavo nel terreno per accertare se vi siano sepolti resti umani. "Stiamo controllando se ci sono altri casi di ragazze scomparse o delitti irrisolti che possono far capo a lui" commenta il capo della squadra mobile veronese Marco Odorisio. Indagini quindi ancora aperte.&lt;/em&gt; &lt;strong&gt;LA REPUBBLICA&lt;/strong&gt; (7 febbraio 2005)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' una donna.&lt;br /&gt;Una stupida donna.&lt;br /&gt;Una donna stupida come tutte le donne.&lt;br /&gt;Ma in lei c'è qualcosa di ancora più sbagliato.&lt;br /&gt;Bestia slava che vende la sua carne flaccida e le sue scadenti tette sul viale che costeggia il Tevere, nell'accelerazione drammatica dei neon e tra le pompe di benzina e il traffico caotico.&lt;br /&gt;E' una puttana.&lt;br /&gt;Esattamente come tutte le donne.&lt;br /&gt;Sta lì a far finta di parlare al telefono, circondata da altri animali simili a lei, tutte imbellettate e scosciate e convenientemente addossate alle fermate dei bus, in una ritualità meccanica di macchine che si fermano ed occhieggiano e contrattano prestazioni.&lt;br /&gt;Credi mi dispiaccia comprare la tua inutile fica ?&lt;br /&gt;So bene che prima del mio cazzo là dentro hanno sguazzato membri di ogni dimensione, peso, colore, ceto sociale, estrazione culturale, persino i cazzi dei maiali che ti hanno rapito all'affetto dei tuoi cari e che poi ti hanno fatto assaggiare una rigida dieta di pestaggi, bagni nell'acqua ghiacciata, umiliazioni, stupri e sevizie.&lt;br /&gt;E' ciò che compro, troia.&lt;br /&gt;Insignificante pezzo di carne.&lt;br /&gt;Ti immagino arrivata in gommone, con tutto il tuo carico di illusioni. I sogni e le manie di grandezza. Vedi le pornostar resuscitate e inghiottite dal miracolo catodico e fatte icone per l'infanzia e ti fai idee, bestia, idee di riscatto sociale, arricchimento alle spalle di un gonzo italiano sufficientemente ricco e innegabilmente stupido, magari timidi provini per il cinema o in subordine per il teatro.&lt;br /&gt;E invece.&lt;br /&gt;Invece sei finita qui, dove il &lt;em&gt;qui&lt;/em&gt; equivale a dire una traversa non particolarmente pulita di Viale Marconi.&lt;br /&gt;A spompinare, a farti fottere in fica e nel culo, a vendere quei pochi brandelli di umanità, di dignità, il tepore di casa e le lacrime che ti scivolano dagli occhi arrossati, e mi piace, mi piace comprare la tua umiliazione, il tuo degrado, sapere che quando ti avrò sborrato dentro io continuerò ad essere un uomo libero e rispettabile , mentre tu rimarrai una schiava del mercato del sesso.&lt;br /&gt;Preda di incubi notturni e pugni e richieste sempre pressanti di soldi. Venduta da una banda all'altra.&lt;br /&gt;Come un pezzo di carne.&lt;br /&gt;Fatta sfilare in bikini o nuda per la gioia di compratori di ogni nazionalità che si danno appuntamento in feste campionarie dello schiavismo.&lt;br /&gt;Dove sono i tuoi genitori ?&lt;br /&gt;Lontani, irreali, tra te e loro di mezzo montagne cieli rotte aeree e tanta tanta indifferenza.&lt;br /&gt;Certo, c'è sempre la speranza che un cliente si innamori di te, e cerchi di riscattare il tuo culetto.&lt;br /&gt;Puoi immaginare qualcosa di più patetico di un tizio anonimo talmente ridotto male nel suo privato , talmente oppresso dal dolore della solitudine metropolitana, da quei silenzi notturni e vagheggiamenti dietro le finestre socchiuse a spiare le coppie felici e i baci e il carrozzone dell'amore istituzionale e i Natali trascorsi ancora in famiglia nonostante i primi peli grigi di barba e una età che non lascia più spazio ad alibi , da dover essere costretto a farsela sentimentalmente con una puttana?&lt;br /&gt;Qualcuno che si autoinganni pensando a balle come l'amore e il rapporto di coppia e la famiglia e a tutte le possibilità che per un motivo o per l'altro gli sono state negate , mentre per te lui non è che un' àncora di salvezza, uno spiraglio di luce in questa terra di oscurità perenne.&lt;br /&gt;A prescindere da aspetto fisico e reali sentimenti e cazzate simili.&lt;br /&gt;Tu non hai sentimenti, e lo sai perfettamente.&lt;br /&gt;Non puoi permetterti di averne.&lt;br /&gt;Lo seguiresti anche se fosse un vecchio bavoso.&lt;br /&gt;Lo seguiresti anche se fosse calvo o storpio o totalmente ripugnante.&lt;br /&gt;Lo seguiresti per poterti dire una persona libera.&lt;br /&gt;Eppure c'è qualcosa di meravigliosamente decadente in questo quadro di disperazione notturna. E ci penso mentre sto fermo in macchina, a trafficare con un pacchetto di sigarette.&lt;br /&gt;In attesa di accostarmi e comprarti.&lt;br /&gt;Non so se avete mai avuto modo di confrontarvi con la fotografia di Olivia Gay.&lt;br /&gt;Una fotografa francese che dedica molto del suo tempo ad esplorare i carsici meandri della prostituzione e della scena sex oriented delle banlieu parigine e delle più esotiche mete del turismo perverso/sessuale , una prostituzione di fame, povertà, miseria, e di luci rosse accese e strade immerse nella rifrazione neon e semplici bar e pornoshop e cameriere equivoche. Di fisici sovrabbondanti e volti maghrebini, aghi conficcati nelle vene e farmaci antidepressivi.&lt;br /&gt;Le protagoniste di queste foto sono innegabilmente vittime.&lt;br /&gt;Vendute.&lt;br /&gt;Acquistate.&lt;br /&gt;Abusate.&lt;br /&gt;Degradate.&lt;br /&gt;L'occhio vitreo della fotocamera diventa molto più di un semplice esercizio di voyeurismo mediatico. Questa fotografia diviene sesso, fino alle estreme conseguenze.&lt;br /&gt;E sesso, in un accezione trasfigurata e sublimata, è ciò che acquisto da questa cagna albanese.&lt;br /&gt;Sesso come sopraffazione.&lt;br /&gt;Sesso come brutalità.&lt;br /&gt;Sesso come dominio.&lt;br /&gt;Ogni banconota che passa dal mio portafogli alla sua borsetta è il titolo di credito che certifica l'avvenuto abuso.&lt;br /&gt;Una verità non sconosciuta ad Olivia Gay.&lt;br /&gt;Il modo in cui l'abuso viene eternato e reiterato e comprato e osservato morbosamente. Il senso di disfacimento dei soggetti ripresi. I particolari , espliciti o impliciti che siano per il vostro peculiare gusto.&lt;br /&gt;Cè un sesso oscuro, maligno, che va oltre l'orgasmo, che va oltre il vostro frettoloso e furioso e frustrato smanettamento masturbatorio .&lt;br /&gt;Camere da letto e schermi televisivi sintonizzati su film hardcore e dvd animal sex e catene e prostitute ed escrementi e dolore personale, tanto per tenere lontani i fantasmi di una vita che si è rivelata un completo fallimento. Tutte le aspettative deluse e il rancore dei parenti e vedere altri che ce la fanno, che si inseriscono, che si appiattiscono sui ritmi di una felicità troppo spesso imposta e mai percepita come reale.&lt;br /&gt;Le prostitute immortalate da Olivia Gay, figure rarefatte nell'illuminazione alogena, perdono quasi i loro contorni fisici per traslarsi in un contesto di degrado urbano, i loro figlioletti, i loro pancioni da troie incinte pronte a cagare fuori nuovi marmocchi, le loro espressioni tristi e pensierose e vacue e illanguidite dagli acidi e dallo speed e dalla cocaina.&lt;br /&gt;Kurten.&lt;br /&gt;Brady.&lt;br /&gt;Kemper.&lt;br /&gt;Stano.&lt;br /&gt;Bundy.&lt;br /&gt;Sutcliffe.&lt;br /&gt;Vi hanno elevato agli altari della compassione universale.&lt;br /&gt;Hanno fatto delle vostre esistenze, altrimenti sconosciute ed oscure, degli esempi di probità e di eccellenza, le vostre (scarse) virtù decantate da madri assenti, padri incestuosi, mass media orgogliosamente moralisti, tutti a gridare con lacrimuccia di comodo quanto eravate dolci e premurose e sensibili e tenere e valide e quanto meritavate di vivere, di continuare a vivere una vita fatta (in realtà) di atroci supplizi e sopraffazione e depressione , tutti a ricordare i vostri interessi, di cui, diciamocelo, quando eravate in vita non fregava un cazzo a nessuno, e le parole istoriate sulla lapide renderanno esempio da seguire delle vite altrimenti prive di senso, spese a spompinare in tangenziale o a spogliarsi in uno squallido club privè di provincia o a inseguire le chimere del successo televisivo.&lt;br /&gt;Nella pace del cimitero sarete ricondotte ad una essenza di purezza, non più spogliarelliste nè puttane ma solo figlie compiante e adorate . &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-8829271908192113946?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/8829271908192113946/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=8829271908192113946' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/8829271908192113946'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/8829271908192113946'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2010/01/carne-di-strada.html' title='Carne  di  Strada'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S2W0W9O9RnI/AAAAAAAAA0s/DffL5gYfEqo/s72-c/amusement.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-8558707090169367661</id><published>2010-01-31T12:50:00.003Z</published><updated>2010-01-31T13:38:31.682Z</updated><title type='text'>Sanguina</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S2V-uYuxgrI/AAAAAAAAA0k/YG-Py4jcrUA/s1600-h/sanguina.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 301px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5432887860870087346" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S2V-uYuxgrI/AAAAAAAAA0k/YG-Py4jcrUA/s400/sanguina.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un interrogativo punteggiato dal faro che ho davanti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dalla sua luminescenza sinuosa e soffusa, un pannello di luce rossa drappeggia la profondità della sala cingendo delicatamente i contorni sfocati del palco, ricordi di altre  epoche nel carnaio discinto e alternativo, dove alternativo principalmente significa non avere idea del perchè si sia finiti tutti là dentro. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli sguardi sono catatonici, alcolizzati, ebbri, pregni di una febbre eccitata, depauperata, tornita, le fronti sudate, l'abbigliamento si riduce all'osso per il caldo e per il fumo e per la quantità di vino, vodka, martini che tutti, qui ed ora, stanno ingurgitando pagando cifre aldilà del bene e del male.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La vita notturna non ha senso. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Semplicemente. C'è chi beve per sbronzarsi, perdendo ogni esitazione, ogni inibizione, diventando tragicamente loquace, tragicamente predisposto a venirmi a scovare non importa dove io mi ficchi o nasconda, persino al cesso mentre piscio contro una tazza schifosa farcita di carta igienica e merda e olezzo di deodorante chimico e attorno le piastrelle bianche tradiscono sfumature di un neon blu posizionato fuori dalla porta, anche qui ci sarà un solone della scena alternativa pronto ad attaccarmi discorsi sulla metafora della cocaina, sul cinema di Bunuel e su Fakir Musafar, ma il mio mondo, altrettanto qui ed ora, finisce sui bordi della tazza e nella simpatetica concentrazione che devo mantenere per evitare di pisciare nella palude di merda, nei cestini ingombri di kleenex preservativi cartine canne quasi terminate e retaggi spermatici di pompini da cesso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Chi mi parla tradisce una logorrea sifilitica, alitosi da whisky, pancia cadente e basette, non vedo l'ora di uscire dal caldo di quel bagno, fuori alcune ragazze cianciano di dio solo sa cosa sedute su un divano nero, davanti a loro un tavolino di simil-alabastro riempito di flyer promozionali, locandine, inviti; inviti a cosa, inviti dove?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sofocle, perdonaci. Siamo fuggiti, ma non sappiamo dove rimanere.&lt;br /&gt;Le ragazze mi guardano, ma solo perchè io sto guardando loro. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sudo, sono rimasto con la felpa, ho bevuto e sto bevendo, un mischione desolato di passaggi criptici di bicchieri, di boccali, di birra, di vino, un turbinio ad alta gradazione che va avanti dall'ora di cena, dalle chiacchiere, dalle parole che si modulano e che perdono intensità e significato, nel cappuccio nero tirato sulla testa a celare la mia vergogna di presenziare a questa nullità.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Prometto recensioni, ma so già che non recensirò; la mia mente imbambolata dall'odio misantropico per puerili giustificazioni di poco dolore spacciato per &lt;em&gt;tanto&lt;/em&gt; dolore preferisce concentrarsi sull'idea di risse campestri, fuochi che ardono le carni e pierrot post-ludwig con tanica di benzina al seguito. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Immagino il corpo di una delle starlette che ci danno di pinzette e aghi alle prese con una Inquisizione porno, le urla, il disfacimento in ebollizione della carne, nessuna speranza di un dopo, nessuna speranza di aiuto, e nessun applauso immotivato e gentile.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Troppo gentile.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La body art dall'arte ha ereditato principalmente la stupidità. La gentilezza lasciva di filmati in super-otto e vacanze muliebri trascorse per le calli di Venezia, performance che mi imbarazzano, che imbarazzano le mie aspettative ed il perchè (già, perchè?) sono finito qui, a dover assistere a quanto reputo osceno. Osceno per la mia intelligenza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Violenza sterile. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pudica. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fine a se stessa.&lt;br /&gt;Qualche stilla di sangue non vi aiuterà a dare un senso al fatto che nessuno abbia mai risposto interessato al vostro diploma di ragioneria; siete fuori dal mercato del lavoro, avete una stanza da pagare e delle spese e vi fate idee di soldi facili, idee a base di primitivismo, atavismo risorgente, espressione del corpo, liberazione ed altre cazzate che cadono a terra, sparate nel gorgo merdoso del cesso, ogni volta che getto una occhiata distratta all'evoluzione della performance e agli sguardi rapiti, partecipi, emozionati del pubblico.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il pubblico è uno spettacolo a parte, una ontologia della miseria e della trasgressione stigmatizzata; estremisti nati vecchi, che bramano amano e concupiscono roba che già 45 anni fa avremmo definito banale, stereotipata, scontata e irriso come ripetitiva e...inutile.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Roba contro cui i Futuristi avrebbero urlato.&lt;br /&gt;I surrealisti tirato bombe.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E Dada preso a pacchi di merda in faccia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una starlette che si accoppia con un maiale in un video animal sex brasiliano non si nasconde dietro la pretesa santificante dell'arte, una masochista autolesionista si massacra le braccia ed il volto e le gambe per liberare la sua sofferenza perchè vuole soffrire e godere e non perchè, accidenti, deve erigere faticosamente una sovrastruttura di Gina Pane Fakir Musafar e senso del dionisiaco. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'azionismo viennese è passato da un pò, mangiare il proprio vomito non desta maggiore scandalo del fare una fila alla posta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nell'epoca del plastico di Cogne e delle casalinghe eccitate da teste spaccate e violenza sessuale estrema immagino sia difficile raggiungere un risultato di shock. Lo faccio presente ad una testa di cazzo che pontifica di spirito primitivo ed ordalia; adesso, lo so, capisco il dramma delle lettere ricevute nel corso degli anni da Peter Sotos.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ammettere a se stessi, quando si è moralmente nudi, di aver sbagliato tutto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;BDSM, giochetti per bambini, aghi ipodermici, scarificazioni, branding, tongue-splitting, ma sotto, sotto la cornice taumaturgica e liberatoria dell'espressione corporea si agita il demone della confusione; nell'abisso, danzano gli spettri di una sofferenza interiore. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E a quello io miro; su questo palco, avrei volentieri eliminato gli inutili, pretenziosi attori, attori di un teatro che Artaud avrebbe bombardato col napalm, ed avrei inscenato la confessione straziante di una madre privata del figlio.&lt;br /&gt;Una madre costretta a vivere col dubbio lancinante di una perdita irrimediabile.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una madre, pur senza colonna sonora electro-industrial, nuda davanti a tutti noi, una madre alle cui spalle far scorrere carrellate di foto di bambini felici, sorridenti, immortalati nel placido corso di una vita rispettabile e borghese, compleanni, feste, sorrisi, vacanze, comunioni e cerimonie assortite, plastiche famiglie cariche di amore e di gioia, pacche sulle spalle, aspettative, premi, trionfi e piccole apprensioni quel genere di apprensioni destinate solo ad essere superate e a portare un genere più elevato di felicità.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le premesse di una vita gioiosa, spensierata. Unita.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sublimata dalle polaroid in scansione continua, le luci vorticano e lei ora ci parla, ci informa, dice senza pausa, e col volto rigato dalle lacrime...cosa dice? La verità, quel genere di verità che tutti qui dentro vorrebbero e che invece io devo immaginarmi, tanto per ricavare un qualche piacere da questa scialba inconsistente serata. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questa madre ha smarrito suo figlio.&lt;br /&gt;Rapito. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Scomparso. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Evaporato. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Allontanato. Non lo sa. Non lo sa nessuno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ed è questo il bello.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La tragica consistenza del dubbio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Saperla rosa dentro dall'angoscia, da un senso immane, escatologico di un'attesa; l'attesa del ritorno, con le spine conficcate nella carne, la trepidazione, i telegiornali, le notizie di cronaca nera che continuano a vorticarle dentro l'anima, infliggendole sofferenza e strazio, il terrore che qualcuno le bussi alla porta di casa annunciandole la morte del suo tenero frugoletto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La body art contempla dolore anestetizzato, e plastico. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una disneyland, comoda e illanguidita, di buoni sentimenti nascosti sotto la "brutalità" del martirio carnografico. Ma le ferite diventano cicatrici, il sangue smette di sgorgare, il corpo trova ristoro, nulla a cui non sia possibile porre rimedio; non è verità, è solo giustificazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mentire a se stessi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questa madre, questa madre che nessuno vede, e che io solo posso vedere, questa madre generata dalla mia mente, è sul palco, dove ormai non esistono più le gotiche mutilatrici, non ci sono più pin up del cazzo degne al massimo di scaricare cassette di frutta dai non lontani mercati generali, c'è solo lei. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lei e il suo dramma. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il suo dramma di attesa angoscia ansia depressione psicofarmaci omelie del prete e silenziosi pranzi in famiglia. Non può mentire. A se stessa, e a noi. Ogni sua parola è un brivido un gemito di piacere un istante prolungato di orgasmo, le sue lacrime metafora dello sperma, il miglior sesso su piazza.&lt;br /&gt;Vorrei, e lo vorrei davvero, che tutti gli spettatori potessero assistere a questo big bang di sadismo - non per goderne, ma solo per capire.&lt;br /&gt;Per capire in quale misura stanno mentendo a loro stessi.&lt;br /&gt;Per capire la loro innata imbecillità.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-8558707090169367661?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/8558707090169367661/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=8558707090169367661' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/8558707090169367661'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/8558707090169367661'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2010/01/sanguina.html' title='Sanguina'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S2V-uYuxgrI/AAAAAAAAA0k/YG-Py4jcrUA/s72-c/sanguina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-7145230130519854957</id><published>2010-01-31T12:16:00.002Z</published><updated>2010-01-31T12:19:25.061Z</updated><title type='text'>OCCIDENTAL  CONGRESS</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S2V09z-nH5I/AAAAAAAAA0c/QxCsxpMSKps/s1600-h/banner_oc_2010%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; 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immerso nel desolante silenzio della campagna tedesca, chiuso in una stanza dell'enorme dimora ottocentesca così tragicamente simile ad una fabbrica vittoriana o alla casa di Norman Bates, se ne sta a battere tasti di computer il riverbero azzurrognolo dello schermo quasi lo acceca un caffè dopo l'altro una dimensione esistenziale deprivata persa sventrata dietro l'impossibile chimera di un sogno, di un desiderio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Di una ossessione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Armin Meiwes si muove con un nickname, un nomignolo, un ectoplasma di pixel e mouse, disegna scenari ellittici di sesso estremo nel cuore pulsante di chat per depravati e per gente che ritiene il sadomaso una cagata per bambocci viziati, gente che anela a qualcosa di ulteriore tra vasche infognate nella disperazione suburbana e genitori malati di cancro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Corpi decomposti - il suo cuore batte forte mentre compone annunci, scrive chiaramente cosa cerca, scrive altrettanto chiaramente chi cerca. Le mail in entrata sono un campionario di squallore antropologico, nulla che davvero lo interessi o che susciti la sua ammirazione, legge in sequenza i messaggi inutili, stereotipati, plasticamente trasgressivi. Ma fiuta la loro falsità; nonostante la Lan, nonostante la connessione e la distanza e l'asettica consistenza di monitor e stanze metropolitane e locali gay, capisce che lo stanno prendendo in giro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;E' un destino tragico, da bile nera, da foresta di smeraldi, e da solitudine che lo sta facendo impazzire; non vuole una spalla su cui piangere, anche se un pò patetico lo è. Dobbiamo ammetterlo; Armin è un uomo isolato, povero di spirito, scarsamente interessante, ma non è un imbecille e a differenza di tanti altri sedicenti surfisti della perversione, lui sa cosa va cercando.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Non a caso ha allestito una rugginosa, polverosa, scrostata e fatiscente camera di tortura, così lontana dall'iconografia scintillante di latex e borchie del SM; una sorta di macello privato, con un tavolo verdastro e un tubolare neon poco luminoso ma parecchio coreografico, c'è persino una vasca sudicia e sulla parete settentrionale disposti in bella fila gli strumenti del bricolage psicopatico, seghe, coltelli, macchinari di godimento sanguinolento, attrezzatura per cannibali allo stadio terminale della libido.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Ha sogni di carcasse estroflesse, di carne addentata assaporata cruda strappata con crudele determinazione dalle ossa e dalla colonna vertebrale, morsi purpurei alla lingua, frutto di mare che si dibatte impazzito tra le urla della vittima; diventare uno con l'oggetto amato, la perfezione della vittima. Un debosciato senza futuro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Armin non si accontenta della bassa macelleria, delle fantasie spersonalizzanti; si cura davvero della personalità della sua vittima, non ha fantasie sdilinquite e generalizzate, ma una ossessione precisa, accurata, che lo muove e che lo guida quando di notte si piazza davanti lo schermo del pc e si perde nella selva digitale. Per cercare l'oggetto del suo amore.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Sa che la ricerca computerizzata dovrà cessare, dovrà diventare un incontro reale, pratico, una stretta di mano, un patto siglato con il sangue e le cicatrici e i tagli suppurati, tortura, baci, dolore, morte e rinascita attraverso un lauto banchetto di carne umana. Vuole vedere l'uomo succhiargli il cazzo, senza denti; glieli avrà strappati prima con le pinze, per lasciare che quella bavetta rossastra e sofferente gli coli sulla cappella mentre l'amato lo spompina con dolorosa partecipazione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Gli caverà gli occhi, e gli troncherà con le forbici i capezzoli; se li porterà delicatamente alla bocca, ne assaporerà la consistenza spugnosa da giuggiola, per poi inghiottirli. Davanti a lui non un manichino insanguinato ma un amore puro, assoluto, il &lt;em&gt;suo&lt;/em&gt; amore. Che a breve entrerà a far parte della sua esistenza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Entrerà dentro di lui. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Letteralmente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-3479286814778124031?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/3479286814778124031/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=3479286814778124031' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/3479286814778124031'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/3479286814778124031'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2010/01/divora-il-prossimo-tuo.html' title='Divora il prossimo tuo'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S2LLfwvkH-I/AAAAAAAAA0M/8-muO-o2sqg/s72-c/divora-il-prossimo-tuo-il-cannibale-di-rotenburg-e-altre-storie-di-antropofagia-211490%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-7133008788080012388</id><published>2010-01-17T11:35:00.003Z</published><updated>2010-01-17T13:00:21.535Z</updated><title type='text'>SEX</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S1L2HyxPPeI/AAAAAAAAA0E/-ERNweO03zg/s1600-h/sex.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5427671114682678754" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S1L2HyxPPeI/AAAAAAAAA0E/-ERNweO03zg/s400/sex.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tappezzeria mondana per gallerie sedicenti intellettuali in cui teorici dell'epifania sadomaso e della nuova sessualità, epigoni del mai troppo biasimato W. Reich, saranno lieti di farmi perdere il sonno, intessendo un peana che parte inevitabilmente dalla gioia del sesso e finisce dritto dritto nella vasta zona di intersezione tra Crowley e Terence Sellers - il mio interesse per i loro logorroici esercizi di stile, per le loro affabulatorie secrezioni verbali, è pari allo zero, e mentre parlano mi domando per quale motivo non esista una tacita, invisibile, pena di morte per gli stupidi.&lt;br /&gt;Beviamo tutti, ed ascoltiamo musica, c'è chi azzarda esegesi profane davanti ai dipinti, chi bivacca in strada, e c'è chi si perde dietro ad ogni capannello di festosa socializzazione, convinto che l'esserci heideggeriano si palesi nella comunicazione imposta, nel farsi vedere, notare, perfino additare; il bisogno che il mondo ha di novelli Marilyn Manson, di pagliacci assisi su troni di plastica, di black metallers e frustatori da dopo-lavoro si misura nella intensità delle menzogne che possiamo leggere nei saggi, presentati in librerie di cultura "alternativa", di sessualità libera, liberata, positiva.&lt;br /&gt;L'eterna lotta tra Restiffe de la Bretonne e Sade, un abbraccio laocoontico, mortale, pedante, incistato sul ventre saturo della semiotica; chiudo le mie prospettive, non per difesa ma per focalizzare meglio la consistenza del mio essere.&lt;br /&gt;Amiamo tutti il corpo di una donna, ma spesso molti di noi lo amano per i motivi sbagliati - dietro quel corpo c'è una personalità, una storia, una illusione cocente che dovremmo essere pronti a violare nel modo più brutale possibile: immagino il giornalista Andy Bodle (dapprima firma del prestigioso The Guardian e poi rifluito sul Daily Mail) non farsi grossi scrupoli nel vendere al pubblico la sua storia di fallito e frustrato ossessionato dal sesso, e dalla ricerca intensa allucinante patetica di una relazione sentimentale o solo umana - me lo vedo prendere la decisione di narrare, con dovizia di particolari e usando ogni genere di trucchetto lessicale, la sua storia di feccia umana, di rifiuto sociale impegnato a costruirsi illusioni di povertà emotiva.&lt;br /&gt;Il suo lungo articolo (pubblicato nel Giugno del 2009 sul Daily Mail) è un piccolo capolavoro di ipocrisia sociale - roba da far invidia a Restiffe; ce lo vediamo ripercorrere a ritroso le sue vicende esistenziali e relazionali, dal trauma subito a scuola quando venne brutalmente rifiutato da una compagna (il classico crudele "non uscirei con te nemmeno se fossi l'ultimo uomo rimasto sulla terra") passando per tante inutili vuote storie di sesso, avventure destituite di profondità o di realtà durate lo spazio di una sera e consumate in camere di albergo.&lt;br /&gt;Bodle, come me, vuole qualcosa di ulteriore rispetto alla carne, non si accontenta dello scaricarsi le palle ogni volta con una donna diversa, e porta dentro di sè una ferita che non smette di sanguinare.&lt;br /&gt;Ma Bodle, a differenza mia, sbaglia il presupposto di partenza; quando si approccia alle prostitute, prima con lo stesso catartico ed ecumenico spirito di riscossa e&lt;em&gt; revanche&lt;/em&gt; sociale che ha animato i lavori e le opere di W. T. Volmann e di Dennis O'Rourke, con quel disgustoso acume sociologico da britannico moralisteggiante e saccente, e poi con l'autoinganno, l'autoillusione di sentirsi fuori posto, rifiutato, alla deriva, diventa un patetico burattino preda della sua angoscia e delle sue manie, urgenze viscerali che lo controllano e lo comandano a bacchetta.&lt;br /&gt;Bodle passa in rassegna lucrosi incontri con escort, la tristezza di un compleanno passato in completa solitudine, monadico isolazionismo da deprivazione urbana, la scena inestimabile di una prostituta che mossa a compassione gli compra un regalo - Bodle reifica se stesso, espone la sua disillusione, la sua caotica disarticolata miseria umana, diventa prostituta per gli sguardi voraci e morbosi del pubblico.&lt;br /&gt;Vende un prodotto che è la sua esistenza; la limitatezza della sua prospettiva indulge in un borioso determinismo socioantropologico, inevitabile quindi che nella fauna esplorata, tastata e scopata di puttane di più o meno alto bordo, salti fuori il lacrimevole caso umano, per un Canto di Natale in salsa porno.&lt;br /&gt;La puttana giovane e dimessa prima tenta un approccio aggressivo, forzatamente sexy, tradisce una intima interiore gioia che poi si rivela essere una costruzione psichica per lenire la disperazione economica - si prostituisce per pagare le bollette, ci dice Bodle.&lt;br /&gt;E lui ovviamente, umano troppo umano, si sente asfissiare, apre la finestra metaforica, e si getta fuori, correndo a perdifiato per riallargare il sano orizzonte delle sue relazioni sociali; non posso dire quanto di vero ci sia in questo micragnoso e risibile pezzo, quanto di fallace egotica decostruzione di manie e quanto invece di mirata ponderata scientifica epopea &lt;em&gt;maudit&lt;/em&gt; con uno scopo di redenzione (sua, delle ragazze e dei lettori, ovviamente).&lt;br /&gt;Le prospettive non dovrebbero essere mai allargate - Sade ha fondato un mondo ricorrendo all'ossessività mantrica del suo linguaggio, come ci dice Barthes, ed ecco invece un povero giornalista inglese, verosimilmente annoiato, alle prese con eccessiva lettura di Burroughs e di qualche trattato sociologico sulla situazione della prostituzione nel mondo britannico, me lo vedo intento a calcolare i pro ed i contro della sua eventuale narrazione, chiedendosi in quale modo ottenere un sensibile allargamento dei suoi orizzonti.&lt;br /&gt;Shock sensazionalistico da monetizzare v&lt;em&gt;ersus&lt;/em&gt; risentimento dei lettori più moralisti; poi, son sicuro, avrà pensato alle legioni di madri affrante, sofferenti, disperate, immortalate per sempre, e pornografizzate, dai reportage giornalistici nei casi più allucinanti di delitto sessuale e di scomparsa di minori, avrà riflettuto davvero su quanto il pubblico si titilli con lo strazio di una madre, con certe candide lettere aperte, con certi programmi di approfondimento.&lt;br /&gt;Peccato Bodle sia caduto sul più bello; la ragazza "costretta" a prostituirsi dalla deficitaria situazione economica ha rappresentato il rovesciamento della sua prospettiva, l'elemento di risalita, di redenzione che in fondo lui cercava.&lt;br /&gt;Assieme ai lettori - perchè il lettore vuole piangere, vuole strillare di rabbia, vuole intimamente soffrire ma vuol pure costruirsi l'illusione che tutto quel panico e tutta quella marmellata di dolore servano a redimerlo dai suoi quotidiani peccati.&lt;br /&gt;Si può essere così stupidi da attribuire una relazione di causalità alla ricerca del piacere? "non uscirei con te nemmeno se fossi l'ultimo uomo rimasto sulla terra".&lt;br /&gt;Si può pensare che Ted Bundy uccidesse perchè scosso dall'abbandono della sua ragazza ai tempi del liceo?&lt;br /&gt;Si può pensare che Lawrence Bittaker abbia pianificato, acutamente messo in pratica, torturato, videoripreso, registrato, fottuto a morte delle ragazzine per via di un background lombrosiano di incapacità relazionale?&lt;br /&gt;Si può pensare che Ian Brady avesse un deficit comportamentale?&lt;br /&gt;E Kurten delle frustrazioni sessuali?&lt;br /&gt;Si può, soprattutto, assegnare un qualche intrinseco valore a questi fenomeni?&lt;br /&gt;Osservando le loro azioni, non dovremmo nemmeno porci il problema.&lt;br /&gt;Le lettere del BTK Killer, le confessioni del Green River Killer, la rigorosa introspezione masturbatoria di Fred West, i video accurati e meticolosi di Paul Bernardo - il processo di costruzione di una pornografia spirituale passa attraverso l'appropriazione della vittima, renderla pornografia eterna.&lt;br /&gt;Per questo, nessuno più del killer ha cura di chi uccide; una forma di metabolizzazione, di cannibalismo metafisico, di fagocitazione, e per quanto Douglas Ressler Hazelwood si sforzino di stare dietro a queste menti brillanti sono e saranno per sempre destinati a non capirci niente.&lt;br /&gt;Boudle è un John Douglas della prostituzione, destinato a mancare il punto focale per quanti sforzi faccia o dica di fare - si capisce da come scrive, e da &lt;em&gt;quello&lt;/em&gt; che scrive, che davvero non ha idea del materiale di cui si serve, non sa cosa farsene, lo assembla in maniera casuale e povera. Spreca tante occasioni, le lascia cadere prive di mordente e purtroppo prive di realtà, di peso specifico.&lt;br /&gt;Bodle è uno dei noiosi e stupidi teorici dell'epifania sadomaso, un &lt;em&gt;parvenu&lt;/em&gt; da cocktail artistico, un attento osservatore del suo ombelico, un ammasso fatiscente di giornalismo socialmente consapevole.&lt;br /&gt;Dubito abbia mai sofferto la benchè minima parvenza di solitudine, di isolamento, dubito abbia mai sperimentato la gioiosa estatica consistenza della reclusione, dubito abbia mai potuto contare su una sua personale Bastiglia da rendere centro di un universo rovesciato.&lt;br /&gt;Bodle, semplicemente, non sa nulla.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-7133008788080012388?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/7133008788080012388/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=7133008788080012388' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/7133008788080012388'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/7133008788080012388'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2010/01/sex.html' title='SEX'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S1L2HyxPPeI/AAAAAAAAA0E/-ERNweO03zg/s72-c/sex.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-7534955595310189518</id><published>2010-01-16T17:13:00.007Z</published><updated>2010-01-16T19:37:09.677Z</updated><title type='text'>La Decadenza della Carne</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S1H2sI3gMhI/AAAAAAAAAz8/ExdPGarXYh8/s1600-h/decadnce.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 254px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5427390264113115666" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S1H2sI3gMhI/AAAAAAAAAz8/ExdPGarXYh8/s400/decadnce.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Stub cigarettes out on my arm &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Manic Street Preachers&lt;/strong&gt;, “&lt;em&gt;Roses in the hospital&lt;/em&gt;”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono momenti - sei ferma in camera, guardi attorno sconsolata e disperata la sovrastruttura di scuse gotiche eretta in tutta fretta, catartico esorcismo assemblato ricorrendo ai cliche di letteratura avvinazzata, alla becera pornografia catodica, a scelte di smaccato super-omismo...solo per nascondere, per celare nel profondo di te stessa, la verità di un fallimento totale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non bastano i libri di Baudelaire, un frainteso senso di dionisiaco nietzschano, e qualche spinello consumato nella noia quotidiana, l'egoismo mi spinge ad accendere questa telecamera mentre tu vorresti parlare. &lt;em&gt;Shhhhhhh&lt;/em&gt;, andrà tutto bene; non agitarti, non piangere. &lt;em&gt;Non ancora,&lt;/em&gt; almeno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Siediti sul letto, in posizione eretta, e guardami; anzi, guarda dritta nell'occhio vitreo della videocamera. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ho sistemato le batterie poco prima di venire, non dovremmo avere sorprese sgradite - apprezzo l'arredamento funebre, le tendine di raso nero, l'uso pacchiano e smodato di seta, l'incenso, le candele rosse le cui tenui fiammelle riverberano come ombre cinesi sulle pareti, i poster di Nekromantik, Henry Pioggia di Sangue, Joy Division, e infatuazioni depressive, suicide. Le torri di dvd impilati, roba porno, carne violata, e horror spesso dozzinali spesso vuoti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Guardami ancora, con la tua migliore espressione, quella da cagna bastonata; occhioni grandi e neri, dilatati dalla troppa droga, dal poco affetto, dalla insensibilità che dici di provare e che invece è soltanto una delle tante menzogne che ti stai rifriggendo da tempo - qui ed ora mi importa poco della ospedalizzazione, dei tentativi di suicidio, dell'abisso su cui gironzoli come equilibrista sbronzo, anche se sono certo la telecamera apprezzerà dei rapidi accenni al tuo passato di ragazzina problematica. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Meno urbana dei film di Larry Clark, e delle sue foto, meno &lt;em&gt;glamour&lt;/em&gt; di un Terry Richardson, qui siamo aldilà di ogni conveniente illusione &lt;em&gt;hippie&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A causarti sofferenza è la solitudine, il peso di &lt;em&gt;questa&lt;/em&gt; solitudine, il peso di una asfissia totale, tante conoscenze ma nessuna vera amicizia, tutti troppo egoisti per poter davvero rappresentare l'iconografica e tipica spalla su cui piangere; e poi, ammettiamolo, sei una donna, una donna sola, triste, depressa, alle prese con un senso cosmico di ingiustizia e di inadeguatezza, una donna che gira per locali diventando, nei fatti, l'oggetto sessuale di uomini, ragazzi, vecchi e persino altre ragazze. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Trattata come una puttana, vieni scopata e ti risvegli sola, nel tuo letto olezzante di alcolici e sperma, non hai ricordi della sera prima se non confusi &lt;em&gt;flash&lt;/em&gt; di pompini, feroci inculate, qualche foto che sei sicura finirà su internet nel giro di pochi giorni, dentro qualche forum di falliti ascoltatori di black metal.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Così tra i commenti del nuovo album di Burzum, le epopee dei Nargaroth e le evoluzioni sinistre degli Ulver, ecco le tue foto; foto di te che vieni inculata, foto di te col volto inondato di sperma. Riconoscerai sullo sfondo il poster di Der Todesking, il cofanetto dedicato a Pasolini dalla Rustblade e tanti altri items chiamati a rappresentare la tua diversità.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una disperazione abissale. E magistrale; ma non inganniamoci, quei bambocci black metal, alle prese con la fine del mondo nei cartoni animati e con una violenza che è prima di tutto frutto della loro inadeguatezza relazionale e sociale, apprezzeranno soltanto l'ipotesi del sesso promiscuo, non riusciranno invece a scorgere il potente bagliore dell'abisso che ti vive dentro, e che ti costringe di tanto in tanto, ad aprirti le braccia con coltelli, taglierini e cocci di bottiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Sometimes I even cut myself to see how much it bleeds&lt;br /&gt;It’s like adrenaline, the pain is such a sudden rush for me&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Eminem&lt;/strong&gt;, "&lt;em&gt;Stan&lt;/em&gt;" &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Loro, ovviamente, non sanno nulla: non capiscono nulla. Troppo stupidi, troppo timidi e insicuri, patetici ragazzini alle prese con &lt;em&gt;lo spleen&lt;/em&gt; tardoadolescenziale e megalomania filosofica e musicale non adeguatamente coadiuvata da una qualche verità, brancolano nel buio alla ricerca di una pietra filosofale che pensano risieda nel cuore di una chiesa bruciata o tra i fiordi norvegesi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questi idioti non conoscono Ibsen o Knut Hamsun, sono fermi a Slayer Magazine o nel migliore dei casi ai primi Emperor - le urgenze che li animano, farebbero invidia ai barboni della stazione Termini. Sussidi sociali, depressione, volontà di potenza ammuffita letta giusto giusto un'ora prima di scrivere i testi del prossimo album sul bignami di Nietzsche; domani hanno il compito in classe, giurano a loro stessi e alla madre furibonda che una volta descritto l'olocausto nucleare faranno i loro compiti per prendere almeno un sei e mezzo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Capisci, mia cara? Capisci in quale orribile situazione ci troviamo? Loro credono di prendersi gioco di te, di usarti, ma di certo non sono meglio - patetiche carogne alla deriva, monade abbrutimento lato rovesciato dei reality show e della elite quando si dimentica di accendere la luce.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Voglio le cose siano chiare da subito; non pretendo sesso. Non era nei patti, e intendo rispettare il nostro accordo. Voglio semplicemente sentirti parlare della tua vita, delle tue aspettative e soprattutto dei tuoi ripetuti fallimenti; voglio sapere per quale motivo la biografia delle Bestie di Satana assume un particolare valore nella tua visione del mondo, voglio sapere per quale motivo hai paura di tuo padre, e perchè, naturalmente, ti tagliuzzi le braccia con questa mantrica insistenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;got a little red line&lt;br /&gt;That tells you, boy&lt;br /&gt;where the razor’s been &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tori Amos&lt;/strong&gt;, “Never seen blue” &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dramma del sadico è nel postulare una inutilità che nei fatti non esiste - qualcuno potrà ritenermi un essere orribile perchè traggo piacere dal sangue che ti sgorga sulle braccia e sui polpacci e per quelle lacrime che inarrestabili copiose abbondanti ti rigano il volto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lacrime al posto di sperma, d'altronde io non c'entro nulla con le epifanie dei cazzoni black metal; io non pretendo la tua umiliazione. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pretendo soltanto un doloroso grado di verità; il sadico in fondo è un moralista, e cura davvero l'oggetto del suo desiderio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se tu fossi soltanto un corpo, un insieme di buchi da violare a piacimento, e sai che potrei farlo, non necessariamente magari con &lt;em&gt;Love will tear us apart&lt;/em&gt; come sottofondo, non perderei tempo a parlare davvero con te; e se invece lo faccio è perchè tengo alla tua consistenza esistenziale, alle tue manie, alle tue depressioni, ai tuoi colloqui psichiatrici- ovvio, diranno, soltanto per una mia gratificazione metasessuale, soltanto perchè spinto da una labirintica egotica puntuta e malata degenerazione della libido.&lt;br /&gt;Lacrime al posto dello sperma; soffermiamoci su questo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Hai aperto il tuo cuore, e mi hai parlato, adesso ripeterai il tutto a beneficio di videocamera; la tua inconsistente, impalpabile ma per qualche motivo traumatica infanzia, i rapporti coi tuoi genitori, le scuole e le false partenze relazionali, la migliore amica, il primo ragazzo, le cotte, le sbronze, le letture adolescenziali, il senso di smarrimento e di crescente solitudine.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ti senti soffocare, lo so.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' una drammatica sensazione che si abbarbica come il serpente tentatore sul tuo collo, ti soffia un vento gelido, ti rende stupida, cinica e disillusa; hai visto una porzione della verità, orrenda, strisciante e quasi lovecraftiana, e ora ne soffri. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ti porti dentro un dolore senza speranza di guarigione - chi è stato il primo a dirti che sei inutile?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tuo padre?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un ragazzo alle medie?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il tuo primo ragazzo?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le illusioni diventano sempre cocenti delusioni; la famiglia, l'amore, l'amicizia. Vorremmo essere dimenticati, come il Marchese de Sade mesmerizzato in bargigli di tenebra dopo il tramonto, portato via dalla corrente di un fiume infernale; vorremmo non essere mai nati, per celebrare la verità di Silenius. Il nostro non-rapporto col genere umano, con Dio, con le convenzioni sociali. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ipocondria filosofica, ecco quel che resta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Dopo mesi senza ferite ricominciai a farmi del male, andando sempre più in profondità. Forse era un motivo stupido per tagliarsi, ma non sapevo come risolvere quei problemi che mi avevano praticamente soffocata; pensavo che con i tagli avrei fatto scorrere via tutto il dolore, tutti gli sbagli che avevo fatto. Per tutto l’anno sono rimasta incatenata al taglierino, ma via via, col tempo, sono riuscita a uscirne di nuovo, fino a che, due settimane fa, non è crollato di nuovo tutto. Tutti gli sforzi che ho fatto si sono rivelati inutili, e dopo un anno sono ricaduta nel vortice&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Yookino&lt;/strong&gt;, dal Forum Un Urlo Rosso Sangue &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vortice. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Abisso. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Inferno.&lt;br /&gt;Nella terminologia tradisci la volontà di stupire, di dare un valore fondante e assoluto ad una disperazione che lasciatelo dire non ha nulla di unico; la diversità che hai cercato di costruire in punta di ballate gotiche, libri di serial killer, violenza pudica e socialmente accettabile, vestiti neri e fotografie cimiteriali è una dichiarazione disperata di &lt;em&gt;unicità&lt;/em&gt;, di autoassegnazione di un valore, ed autoingannata partecipazione alle scorie dell'elitismo da poco prezzo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'orizzonte ristretto che produce genio non si ottiene dipingendo di nero la stanza o addobbando di teschi la cantina, dentro cui giocare alla rinascenza di Lenore; voglio tu sappia, e tu capisca davvero, che non sei unica. E che l'unica utilità da te palesata risiede ora nel sedermi davanti, nel guardare in modo confuso ed irrazionale la telecamera, la spia rossa che segna l'accensione; non sai dove guardare, lo so.&lt;br /&gt;Ma è un effetto voluto, forse stupido e grossolano ma funzionale; tradisce lo smarrimento che provi, e che ti porta a tagliarti quelle braccia affusolate, candide e striate di un arabesco di cicatrici. La tua pelle è un libro, la tua carne una sinfonia di pastosa sofferenza; e siamo qui, nel tepore di questa stanza, per condividerne l'essenza, per regalarci a vicenda un senso. Un significato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ecco, prendi questo taglierino; la lama è sporca di sangue raggrumato, passatelo sulle labbra con fare lascivo, come se stessi assaporando la consistenza di un cazzo. E mentre lo fai, si così bravissima, mentre lo fai dicevo pensa intensamente e pensa davvero alla u&lt;em&gt;nicità&lt;/em&gt; di questa situazione, pensa al tuo essere sola incompresa inutile disperata abbandonata priva di assistenza di cura di comprensione, pensa a quanti cazzi anonimi hai spompinato dentro bagni di locali gotici, pensa a quante discussioni pseudocolte hai imbastito sui forum e nelle chat sperando di essere notata per il tuo valore interiore, pensa alla delusione che prova tua madre nel saperti un caso clinico da, probabilmente, riospedalizzare in breve tempo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La voluttà che metti nel leccare la lama è direttamente proporzionale al luccichio che vedo emergere dal profondo dei tuoi occhi. Alla disperazione che dirò &lt;em&gt;abissale&lt;/em&gt; per farti contenta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Tutti i giorni è sempre così pesante, tutti i giorni da solo, senza mai qualcuno che si fermi davanti a me ed inizi a parlarmi invece di giudicarmi male. Ho visto l’unico mio amico (se così lo posso chiamare) nel mese di marzo e poi mai più rivisto. Sprofondo nella solitudine, nell’apatia, non sento più nulla, inizio a riconoscere di non saper neanche amare e quest’ultima cosa diventa anche un pensiero duro da accettare perché intrappola tutti i miei sentimenti, mi imprigiona nel mio buio, riesce a farmi paura, non per me ma per chi mi sta attorno. Vivo male, un giorno mi sveglio col pensiero di morire, un giorno mi trovo sul punto di farlo e poi cedo ad un sussurro interiore che riesce almeno a tirarmi indietro, ma non durerà molto. Non riesco già più a pensare di poter oltrepassare una certa età e non è molto lontana. Poi a volte tutto quello che ho dentro si riversa all’esterno schiaffeggiandomi, maltrattandomi, facendomi stare male, facendomi godere nel vedermi soffrire, nel vedermi umiliare dalle mie stesse mani. Mi sento uno schifo&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nekromantiq&lt;/strong&gt;, dal forum Un Urlo Rosso Sangue &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il momento migliore, visto che parliamo di momenti e attribuiamo loro un intrinseco significato, è quello in cui avverti il peso insostenibile di tutti i tuoi fallimenti; eternato, cristallizzato su &lt;em&gt;frame,&lt;/em&gt; il momento in cui mi preghi, anzi no mi scongiuri mentre piangi come una vacca scannata e mentre ti apri le braccia coi fiotti rossi che grondano sulla federa del letto, mi preghi di smetterla, di spegnere la videocamera, di abbracciarti e di amarti. O almeno, di compatirti; perchè spesso l'amore è così dannatamente simile alla compassione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi dispiace, non posso farlo; metterei a repentaglio la magnificenza pornografica di quanto ho fin qui girato.&lt;br /&gt;Il tuo crollo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La tua scarsa resistenza psicologica. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La messa alla prova non è più ordalia - non ci sono le rassicuranti barriere di internet, non stai tranquillamente seduta a scrivere gonfiando la vena retorica della sofferenza, non stai ingolfando i forum di cultura gotica con le tue storie abbellite e rese più patetiche dagli accordi degli Anathema. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quello che non capite tutte voi troie gotiche alle prese con le domande esistenziali fuori tempo massimo è che non c'è bisogno di creare un abbellimento; la sofferenza, quando vera, è bellissima di suo.&lt;br /&gt;E' scintillante, carnicina, vorticante come un tramonto dipinto da Turner, è una sensazione di lenta inesorabile asfissia, un macigno che si sedimenta sull'anima.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Voglio portati a capirlo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E ad accettarlo come parte del tuo futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Mi sorprendevo di me stessa... quasi due settimane senza devastarmi i polsi... si, qualche graffio sulle gambe, ma nemmeno troppo profondo... e quasi non li consideravo... il mio punto debole son sempre stati i polsi.&lt;br /&gt;E mi stupivo... di riuscire a combattere quel desiderio assurdo.&lt;br /&gt;Ma capivo di giorno in giorno che il demone dentro me si stava arrabbiando di nuovo. Ferocemente.&lt;br /&gt;E stanotte il demone ha vinto di nuovo.&lt;br /&gt;Non ce l'ho fatta.&lt;br /&gt;Un taglio sul polso, enorme.&lt;br /&gt;La mano gonfia. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Horus.Seth&lt;/strong&gt;, dal forum Un Urlo Rosso Sangue&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ripensa a quando eri bambina, ai rari momenti di felicità sperimentati; non li hai dimenticati, ed io ora devo costringerti a riprenderli nel cuore, nella carne, nell'anima, devo insultarti mentre piangi e sanguini, devo decostruire la tua esistenza per il mio piacere.&lt;br /&gt;Devi capire che non c'è nulla di personale. Nessun coinvolgimento, nessun trasporto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nessuna muta insondabile amicizia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nessuna relazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La tua sofferenza, su video, semplicemente, mi infonde pace. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E piacere, certo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-7534955595310189518?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/7534955595310189518/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=7534955595310189518' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/7534955595310189518'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/7534955595310189518'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2010/01/la-decadenza-della-carne.html' title='La Decadenza della Carne'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S1H2sI3gMhI/AAAAAAAAAz8/ExdPGarXYh8/s72-c/decadnce.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-7829776847210747277</id><published>2010-01-16T17:07:00.004Z</published><updated>2010-01-16T17:13:20.284Z</updated><title type='text'>DRACONIAN</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S1HzcqtcORI/AAAAAAAAAz0/cuJEX4ceLXk/s1600-h/lightdraco.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5427386699784927506" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S1HzcqtcORI/AAAAAAAAAz0/cuJEX4ceLXk/s400/lightdraco.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Cabrini Green di Chicago, escrescenza tumorale incistata &lt;em&gt;alla&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;nella&lt;/em&gt; planimetria cittadina - segmento di asfalto, miseria, epatite C, HIV e approfondimenti serali, si snoda silenzioso e battuto dal vento e dalla cartaccia trascinata via dalle scarpe delle prostitute.&lt;br /&gt;Ipotesi magica emersa prepotentemente dalle pagine di M. Bertiaux, viaggi astrali tra Daath e qliphot manifeste di un turismo sessuale haitiano - la Cabala è qualcosa di ulteriore rispetto ad un figlio comprato al postalmarket africano, ce lo ripetiamo mentre camminiamo con le mani rinserrate nelle tasche e le orecchie immerse nella devastazione aurale di Whitehouse e Shellac. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Sofferenza - lo sguardo vuoto di una lei tossicodipendente.&lt;br /&gt;Ti approccia: ancora più sofferenza.&lt;br /&gt;Vuole sapere, mentre cammini, se ti va di farti un giretto, ricorre a triti esperimenti di desolazione morale e borborigma sintattico: morte, la &lt;em&gt;sua&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Ciò che ti piacerebbe vedere - ancora più sofferenza, il dolore insondabile e impossibile da lenire. La scomparsa tragica di una famiglia da assaporare mediaticamente, beandosi di ogni lacrima, di ogni goccia di sudore - sofferenza all'ennesima potenza.&lt;br /&gt;La città è un ventre nudo, ingobbito su se stesso; Ram, &lt;em&gt;a gay treasure&lt;/em&gt;, epopee di pornografia lercia, clandestinità da sauna, &lt;em&gt;gloryholes&lt;/em&gt;, messicani disposti letteralmente a tutto.&lt;br /&gt;In compagnia di Peter Sotos e del fantasma di Michel Foucault, la puttana vuole elargizione di denaro pubblico per un loculo di ventri metri quadri nel Cabrini Green. Mauthausen Orchestra a go-go, tatuate strippers in libera uscita; perchè il sadomaso comporta il sovrappeso?&lt;br /&gt;La società nasconde il corpo di questa donna, lo relega alla inconsistenza tattica della invisibilità, e con ciò la nega; da topografie astrali a minestre di associazioni caritatevoli, godiamo in quella negazione. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Nessun diritto, nessuna riconoscenza. La rivoluzione francese, nel nostro mondo, non è mai esistita.&lt;br /&gt;Il fattore razziale, la sua &lt;em&gt;debauche&lt;/em&gt; alcolica, le mutande sporche, le malattie del figlio, le casalinghe preoccupate.&lt;br /&gt;Scala di priorità: Tv, Geraldo Rivera, Jerry Springer.&lt;br /&gt;Oprah.&lt;br /&gt;Amore ucciso nell'escalation emotiva da soap opera. Per fortuna. Catodizzato. Vampirizzato.&lt;br /&gt;Il Male è affascinante e contagioso, proprio come sosteneva Cioran.&lt;br /&gt;Erigenda torre di babele per un dolore consapevole quel grattacielo, che soffrano, e che soffrano sul serio tutti questi punti di carne; la frenesia accelerata di Sade, oltre il bianco asettico di Virilio nell'immaginifico punto di intersezione tra desiderio e suo oggetto.&lt;br /&gt;Questa donna, letteralmente, non esiste; non è carne, non è un corpo, è solo neon e kleenex sporchi raccattati nel putrido interno di un peep show, cent (co)stipati per attendere un demiurgico balletto di tette e incertezze esistenziali. Muore, davanti a te, davanti a me, davanti a noi; si dimena, barcolla, tentenna, accenna movenze sacrali e con ciò si abbassa al tuo(nostro) squallido livello.&lt;br /&gt;Praticanti di menzogne fanno gargarismi di dolore: plastica. Riciclata nei club.&lt;br /&gt;Nessuna via di fuga, qui dove sei tu. "&lt;em&gt;Un giorno qualcuno ucciderà la donna perfetta&lt;/em&gt;": JonBenet ? No, più giù. Abbassa il tuo naso, fiuta l'odore, acre, pungente, dello sperma, delle medicazioni, della merda. Secrezioni oleose colano nel pavimento, attraversando le pareti e dipingendo arabeschi di umore fisiologico.&lt;br /&gt;I processi a cui abbiamo assistito, nel &lt;em&gt;California district&lt;/em&gt;; il banco degli imputati. Gecht. Tette tagliate, affettate. Dove sei Beverly? Tu, di certo, non sei la donna perfetta, e per questo non devi temere. Ritrovata nella spazzatura. Pura spazzatura, vicino al mattatoio cittadino.&lt;br /&gt;Ognuno di noi ha formulato una ipotesi sulla decadenza meravigliosa di questa città; mentre suonavamo all'Empty Bottle, mentre il pubblico si tagliava le braccia, mentre campionavamo &lt;em&gt;decadence of flesh&lt;/em&gt;, mentre celebravamo la morte totale, il godimento ad ogni costo, coi passamontagna e la sfrontata consistenza del Nulla, ci sono apparse davanti le immagini di Berverly sminuzzata, &lt;em&gt;Girl X&lt;/em&gt;, il profiling e i casi italiani trasposti per magica assonanza tra le ventose strade di Chicago. Fiera campionaria delle atrocità.&lt;br /&gt;Soffrano.&lt;br /&gt;Soffrano per sempre. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-7829776847210747277?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/7829776847210747277/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=7829776847210747277' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/7829776847210747277'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/7829776847210747277'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2010/01/draconian.html' title='DRACONIAN'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S1HzcqtcORI/AAAAAAAAAz0/cuJEX4ceLXk/s72-c/lightdraco.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-2335887252688290104</id><published>2010-01-11T18:18:00.010Z</published><updated>2010-01-11T20:06:19.288Z</updated><title type='text'>Messa Triste - un requiem per degenerati</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S0uEUHfmepI/AAAAAAAAAzs/4KdmXjhIYWM/s1600-h/messa.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5425575657241737874" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S0uEUHfmepI/AAAAAAAAAzs/4KdmXjhIYWM/s400/messa.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Io non so ridere, non so sorridere, non so giocare. Io sono entrato in una piscina due giorni fa perché quando ero piccolo tu mi ha messo la testa sott’acqua e mi hai detto che volevi vedere quanto mi duravano i polmoni. Tu, mamma, lavoravi nei locali notturni e una volta, quando io avevo 18 anni, volevi che io, che non avevo mai usato il mio corpo, ballassi al tuo fianco. Mia nonna era alcolizzata e mi massacrava. Quando mi teneva la testa nel vomito perché vomitavo? Ho scoperto solo dopo anni che ero bulimico. Ma io non ho mai abbandonato mia nonna perché l’amavo. Nel 1992, grazie alla trasmissione Chi l’ha visto? abbiamo ritrovato mia nonna morta bruciata viva per strada.&lt;/em&gt;"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Gabriele, concorrente del GF 10&lt;/strong&gt; , &lt;strong&gt;in diretta da Barbara d'Urso a Domenica Cinque&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"i produttori hanno deciso di giocarsi l'ultima carta inviando nella casa più spiata dal pubblico tv una coppia di omosessuali sieropositivi. «Spiegheremo da subito agli inquilini la nostra situazione», ha detto il 42enne Carlos. Il suo compagno di vita Harald, 45 anni, aggiunge: «Vogliamo dimostare che con l'Hiv si può avere un vita normale e che convivere in uno spazio ridotto assieme ad altre persone non rappresenta un problema». Oltretutto i due aggiungono senza pudore di voler «fare sesso nella casa» a Colonia durante i 148 giorni di reclusione. Tra i 12 concorrenti c'è anche in senzatetto. "&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Corriere della Sera, 9 gennaio&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"Bari – Centinaia di immagini che ritraggono bambini dai tre anni in su mentre subiscono rapporti sessuali completi. I file, orribili, scaricabili su E-mule, sono alla base di una grossa inchiesta che si è svolta tra Puglia, Lombardia, Marche e Campania. L’operazione, compiuta dalla polizia postale di Bari, ha permesso di arrestare undici persone accusate di pedopornografia informatica sotto la forma del commercio di file pedopornografici. Sei persone sono finite in carcere, quattro ai domiciliari e una è stata interdetta all’uso del computer. I provvedimenti sono stati firmati dal gip del tribunale di Bari Jolanda Carrieri su richiesta del pm inquirente, Roberto Rossi. Gli utenti usavano un vero e proprio baratto: scambiavano immagini solo per altre immagini. "&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La Voce online, 11 gennaio&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto il vomito ingoiato frettolosamente, tutte le lacrime ricacciate a forza in gola, tutte le illusioni di un approfondimento televisivo, tutte le lordure morali imposte dalle carenze affettive ed emotive ed economiche - un loculo affittato in periferia, tra alveari cementificati di edilizia popolare a due passi dal rombo perenne della tangenziale, un flusso costante accelerato come nei film di Godfrey Reggio, punti di carne punti di metallo punti di non-esistenza centrifugata dalla mancanza di rispetto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tutta la droga iniettata inalata sniffata fumata, tutte le candide giustificazioni di speranza per un futuro migliore di un nirvana decerebrato, tutte le passeggiate senza soldi e senza felicità a guardare gli altri, a consumarsi gli occhi nel riflesso di vetrine simbolo esse stesse di alterità, pornografia dell'anima- cammina a fatica, tradendo il peso di una vita sregolata, infelice, dimenticata, solitaria, si apre un varco una ferita marcescente di pus e pustole, acne, epatite, colesterolo alto, devastazione psichica animale lo spirito che la anima ma senza amore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tutti i fallimenti sparati ad alzo zero nei suoi occhi in piano-sequenza come se questo fosse un film privo di spettatori, tutte le confortevoli idiozie di madri avvinte dal dolore, una trilogia sperticata di arte e sperma e sangue e morte e vermi e cadaveri putrefatti, più abuso, un grado maggiore di abuso, repulsione per le parole di conforto, una stanza sporca che non lava da giorni e dentro cui si impilano pentole incrostate e dentro cui si sedimenta l'odio totale cieco abbacinante, tutte le paure, le fobie, tutti i passi notturni, lenti, cadenzati, cerca di non fare rumore perchè coltivare l'illusione di avere ancora qualcuno dentro casa, qualcuno di cui preservare il rispetto ed il sonno e le carezze mattutine quando il sole bacia la stanza da letto, è un fattore importante, è quasi la&lt;em&gt; ratio &lt;/em&gt;della sua patetica esistenza. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una corsa nel nero della notte, verso un orizzonte di luci bianche diafane come diamanti ciechi, col cuore in gola e gli occhi colmi di lacrime e gonfi per il sonno e per gli psicofarmaci -l a sua esistenza è un perenne ciclico trionfo della morte, il cancro, il padre annientato giorno dopo giorno in una corsia ospedaliera, le visite interminabili, il peso di quei pomeriggi e di quelle mattine, un affetto che andava perdendosi e la sensazione straziante di impotenza che sempre accompagna la fine della vita di chi ci è caro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Avrebbe voluto proporre una seria riflessione, una accorata preghiera di pace e serenità, avrebbe voluto celebrare degnamente la sepoltura del padre, ma non ha potuto, presa come era a compiacere uno spacciatore con cui si era indebitata, a succhiargli le palle mentre il padre esalava gli ultimi respiri, mentre lui invocava il nome della figlia, solo, abbandonato, le mutande sporche di feci e una flebo vuota a penzonargli sulla testa come tragica icona di consunzione anestetizzata - non saprà mai lei, che cosa davvero abbia detto e pensato suo padre, e se ne starà a succhiare cazzi di spacciatori con quel drammatico dubbio nel cervello, peggiore di un tumore allo stadio terminale il dubbio che suo padre possa averla rinnegata la fa soffrire, la costringe ad assumere dosi sempre maggiori di eroina. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si sta sfigurando, i lineamenti un tempo gentili e quasi raffinati, di una raffinatezza popolana, i capelli lunghi ricci neri, tutto si sta estinguendo lentamente ma inesorabilmente, i capelli cadono, si fanno radi, deboli, il colorito emaciato pallido, la carne chiazzata, la pelle grassa ispessita; più cade nell'abisso, più sa perfettamente che perderà fascino residuo e appeal commerciale, ma non può farci niente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il momento eccitante della consapevolezza, quando comprende, in brevi ma intensi attimi, cosa è diventata, le scelte sbagliate, le cose a cui ha rinunciato; non va quasi nemmeno più a portare fiori sulla tomba del padre, ha vergogna di quel volto immortalato in foto, si vergogna di se stessa, è inutile, sente, inutile come una qualunque merda di cane spiaccicata sul marciapiede.&lt;br /&gt;Dove è adesso la sicurezza che aveva da bambina?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dove sono le parole amorevoli del suo ex marito?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' rimasta sola - sola e disperata, odiata, comprata, resa meno che merce, scaduta come un carico di cernie putrefatte.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dove sono le parole gentili che il prossimo dovrebbe elargire a profusione?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dove sono la sociologia misericordiosa, la Caritas e Massimo Giletti ?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Provi, se ci riesce, a lenire i sintomi della depressione; scopate al prozac, ormai. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tutto è triste in questo universo rovesciato, grigio, monocorde, abulico, vegeta sul divano con lo schermo del televisore acceso, puntolini impazziti formicolare di elettricità, la quotidianità disperata spezzata solo dai ritmi della prostituzione, non ha futuro, e non vuole averne. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ha esplorato ogni anfratto di Roma, ogni angolo buio, ogni sauna, ogni privè, ogni spazio di puttane, ha preso botte da protettori rumeni e sigarette spente sul viso da magnaccia albanesi, un tentativo di stupro punitivo, le risate feroci dei ragazzini, le retate della polizia, il lucore della questura e la freddezza glaciale del fotosegnalamento.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non c'è niente che possa fare, e questo mi fa stare bene; maggiori saranno gli ultimi tentativi di vivere, di tornare a respirare, maggiore sarà il tonfo finale. L'aura apocalittica del fallimento.&lt;br /&gt;Continui a vivere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Continui a soffrire.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E quando avrà esaurito la sua funzione di metafisico oggetto sessuale, scompaia nella notte.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nessuno la piangerà.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-2335887252688290104?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/2335887252688290104/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=2335887252688290104' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/2335887252688290104'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/2335887252688290104'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2010/01/messa-triste-un-requiem-per-degenerati.html' title='Messa Triste - un requiem per degenerati'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S0uEUHfmepI/AAAAAAAAAzs/4KdmXjhIYWM/s72-c/messa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-8954883660716257465</id><published>2010-01-10T13:24:00.004Z</published><updated>2010-01-10T14:48:40.048Z</updated><title type='text'>WRONG</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S0nVzFfQnRI/AAAAAAAAAzk/DpayhXmzhiM/s1600-h/place.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5425102299767807250" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S0nVzFfQnRI/AAAAAAAAAzk/DpayhXmzhiM/s400/place.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Cerco film in video-casseta o DVD dei seguenti temi: bondage, rape, sadomaso.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;annuncio internet&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ho un figlio di 31 anni che passa quasi tutto il tempo libero con film porno, riviste, collegamento a siti pornografici anche se lui afferma di non fare niente di tutto questo. Per lui questo è comunque "niente di male". Non riesce mai a stare con una ragazza fissa per parecchio tempo...che posso fare per cambiare le cose??&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;MammainAnsia, dalla newsletter "No alla Pornodipendenza"&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;13 Agosto ore 5 del mattino: ho rabbiosamente digitato "NO PORNOGRAFIA" dopo ore ed ore di aberrante pornonavigazione e finalmente sono approdato al gruppo. Una notte come tante altre davanti ad un monitor che mi rubato molte ore alla mia vita.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Akim, dalla newsletter "No alla Pornodipendenza"&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La rabbia è sempre un buon punto di partenza - che sia contro se stessi, contro un ipotetico oggetto del desiderio, o più genericamente ed ampiamente contro le relazioni sociali a cui tutti siamo tenuti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sono livelli bassi - livelli di comprensione, di accettazione, di empatia, di solidarietà, un autismo degenerato, che ci accompagna mentre scendiamo i dodici scalini di marmo (pacchiano) rivestiti da un tappeto blu spelacchiato, attorno neon rossi e verdi scintillano nel ventre della notte, e noi siamo qui. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Qui col nostro odio abissale, assoluto, privo di oggetto, e le domande mai poste e angoscia esistenziale da poco prezzo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Caricature di uno snuff movie senza passamontagna, parlo di &lt;strong&gt;Ossa nel Deserto, &lt;/strong&gt;il libro Adelphi sul carnaio misogino di Ciudad Juarez, insopportabile tono politicheggiante che farebbe ingrifare la redazione di Carmilla, sbavature etno-femministe con tanto di ricorso alla terminologia di Diane Russell (femminicidio), apoteosi post-dworkiniana, e una caduta enorme di stile quando l'autore fa riferimento a Svoray, l'inesauribile inventore di leggende metropolitane, il supposto e supponente "massimo esperto" mondiale di snuff movie, in realtà povero alienato privo di qualunque contatto con la realtà.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A Svoray riconosco tanta fantasia, e di certo gusti intriganti; ma, e come tanti prima di lui e tanti altri dopo, come Vacchs, come la Dworkin, come Nan Goldin, come Stephen Shames, pure lui non vede l'ora di risollevarsi il morale e la coscienza lordata da tanto parlare di abuso minorile e snuff movies con le sparate di complotti mondiali, internazionale snuff e visioni di film a cui lui avrebbe preso parte (con immancabile corollario di neonazisti, che ci stanno sempre bene). Ma in fondo non farò una colpa a Svoray di avere una disconnessione evidente tra percezione della realtà e manie egotiche. Capita a molti altri.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sul New York Times dell'11 agosto 2009, il Segretario di Stato Hillary Clinton, ministro degli esteri peace &amp;amp; love del fresco nobel della pace Obama, visitando il martoriato Congo propone un modello di lotta allo stupro che farebbe felice Svoray; dotare le vittime di stupro di telecamere con cui riprendere e denunciare l'accaduto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Filimini sgranati, cinema-veritè senza montaggio, senza colonna sonora per messe in scena di violenza carnale vera; il sogno di Svoray.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quanto potrebbero costare questi video? Migliaia e migliaia di dollari. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma il prezzo non si può determinare con sicurezza, visto che storicamente nè l'FBI nè Svoray si sono mai accordati sulla definitiva cifra per acquistare o al limite visionare uno di questi ameni video di massacri sessuali on demand; in &lt;strong&gt;Gods of Death&lt;/strong&gt;, il suo "sommo" opus letterario, Svoray ci informa, rotolandosi nel consueto dolore lenito giusto dalla ferrea volontà di far conoscere al mondo un dramma tanto orribile, di una proiezione di uno snuff a cui lui stesso avrebbe assistito...in un lercio cinema-grindhouse di New York. La scena, nella sua generalità, ricorda la passeggiata simil-dantesca di Nicholas Cage nella cantina del porno estremo immortalata nel pessimo &lt;strong&gt;8mm&lt;/strong&gt;, tra scatoloni di polaroid e vecchi in impermeabile grigio - ricchissima esplosione di cliche, tipica di chi non ha idea dell'argomento di cui, a parole, vorrebbe essere il massimo esperto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ed è così che Sergio Gonzalez Rodriguez, l'autore di &lt;strong&gt;Ossa nel Deserto&lt;/strong&gt;, compone pagine e pagine di sbrodolato amore universale per le donne di Ciudad Juarez, sotto la possente ombra vessatoria di Svoray; ed è un tripudio di snuff movies, che naturalmente l'autore non ha mai visto. Ed un tripudio di messe nere e rituali satanici e cannibalismo e scenari degni di un video di Tsurisaki; il tutto, ovvio, &lt;em&gt;de relato&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Qualche ottima trovata però Rodriguez ce la serve, rendendo il suo libro un acquisto obbligato - come le descrizioni dei cadaveri, i luoghi di ritrovamento (degni di un mix tra Chatwin a scuola da Peter Sotos e un Artaud scappato dai Tarahumara per apprendere i rudimenti di antropologia da Jacopetti e da Apocalypto), lo strazio immancabile dei genitori (oggettivamente, come potrebbe esistere un libro di delitto più o meno seriale senza una carrellata in primo piano di genitori umanizzati, e frignanti?).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La spogliarellista in questo caldo ed umido loculo è una cubana, morta di fame evidentemente; sexy quanto un tronco di legno afflitto da punteruolo rosso. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Da dietro il vetro si muove in una danza lenta, macchinosa, e irritante; paghiamo 50 cent al minuto per tenere in alto la saracinesca, e pensiamo, o meglio lo penso io ma sono sicuro di essere condiviso, a quale idiozia stiamo commettendo. A quale spreco immane di tempo...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma non abbiamo le possibilità di Svoray, nè quelle di Vacchs o di altre centinaia di crociati anti-stupro; noi dobbiamo limitarci ad assemblare, a trarre piacere da vite altrui infrante e silenziosamente degenerate. Siamo, fortunatamente, degli esseri orribili.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le puttane sono uguali in ogni angolo del mondo; Amburgo, Amsterdam, Roma, spesso non cambiano nemmeno le lingue parlate, nella più tetra e manifesta epifania di globalizzazione del sesso mercificato. E questa cubana, o pseudotale, con storie strappalacrime di figli in affido e malattie e permesso di soggiorno scaduto, non fa differenza; ecco un tipico caso di rovesciamento del carisma femminile, per chi sappia coglierlo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non c'è odio misogino nei miei pensieri. Nei miei gusti. Nei miei interessi. L'odio è una cosa troppo seria per essere indirizzata contro le donne.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Solo, noia: e la speranza, non so quanto destinata a frustrazione perenne, di trovare da qualche parte un materiale non scontato, non banale, capace di sconvolgermi in senso positivo, di assegnare un qualche valore all'ontologia della privazione. Qui davvero si vive per sottrazione, restringendo l'area di accesso e finendo nella monomania; come epoca di specializzazione, anche il sesso paga dazio. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Spogliarelliste, pompinare in ginocchio su liquami piscio ed escrementi, nigeriane malate di scabbia, aloni timidi di illuminazione alogena, il fiato caldo che si condensa e gli occhiali che si appannano, la pelle grondante di sudore, gli odori allucinanti, un loculo che si snoda per decine di metri con porte e spettacoli hard su ogni lato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Figure macilente, ma non in impermeabile, pochi sorrisi, zero chiacchiere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ognuno di loro, ognuno di noi, ha le sue peculiari motivazioni. E in questo basso, bassissimo livello è già molto. Non so cosa farmene di annunci strillati, e di paradisiache apoteosi di corruzione della carne- la trasgressione mostrata, promessa, venduta, mi scorre accanto come un fiume di letame nella stagione delle inondazioni, è una trasgressione per imbecilli, per desolati esempi di anomia pornografica. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Qui non ci sono snuff movies, non c'è violenza carnale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E nelle praterie digitali del web, facendo qualche ricerca, non puoi che imbatterti in promesse non mantenute, titoli strillati e sensazionalistici ma tragicamente irreali; ogni violenza diventa un surplus di noia, enfatizzata, costruita in modo posticcio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non basta la violenza, nel linguaggio internettiano, ma ogni violenza deve diventare, inevitabilmente, &lt;em&gt;brutale&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;inaudita&lt;/em&gt;, e sfidando il senso del ridicolo &lt;em&gt;illegale&lt;/em&gt;. Thumbnails da ingrandire, inghiottiti in un oceano di spam e virus, per trovarsi davanti gente incappucciata ed ovviamente consenziente - non basta un passamontagna per disegnare la topografia di uno stupro. Come non basta una intenzione, per essere dalla parte del giusto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ogni gallery è una frettolosa mostra della povertà estetica, donne fintamente sottomesse e piangenti che invocano misericordia mentre si contorcono, "minacciate" da coltelli e pistole e da improbabili stupratori. Dietro abbonamento mensile, tanti "stupri" nuovi. E stupro con varianti scat, vomit, e bestiali - come se un animale potesse davvero autonomamente decidere di stuprare una donna. Roba da far invidia alle giraffe di Nerone.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Arriverà un giorno in cui la gente smetterà di autoilludersi; fino ad allora, io continuerò a divertirmi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-8954883660716257465?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/8954883660716257465/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=8954883660716257465' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/8954883660716257465'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/8954883660716257465'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2010/01/wrong.html' title='WRONG'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S0nVzFfQnRI/AAAAAAAAAzk/DpayhXmzhiM/s72-c/place.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-3384866847020075862</id><published>2010-01-09T21:25:00.002Z</published><updated>2010-01-09T22:38:42.762Z</updated><title type='text'>Una forza vuota, un campo di morte</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S0j1qcaTZxI/AAAAAAAAAzc/bwNxNEJAwtU/s1600-h/gold.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 255px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5424855860697589522" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S0j1qcaTZxI/AAAAAAAAAzc/bwNxNEJAwtU/s400/gold.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Alla ricerca di un perchè, salgo sulla metro serpente di ferro che mi erutta in faccia un vento caldo e sporco, i tunnel sotterranei di Roma si susseguono come una processione di lombrichi metallici nello scintillio neon dei tubolari e la velocità accelera ingoia rende le sagome i cartelli le fisionomie post-moderne delle stazioni un ammasso centrifugato di non-esistenza, posto davvero sbagliato per darmi una risposta o al limite una giustificazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non sto seduto - guardo gli altri, le vecchie, gli immigrati, i ragazzini che sciamano nomadi e perduti dalla periferia al centro e poi il resto della truppa, impiegati, avvocati, scruto le scarpe, le giacche, gli ombrelli visto che fuori minaccia tempesta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Roma è una enorme negazione, la verità che scintilla in ogni no sbattuto sul muso - adesso scendo, sono arrivato, sette fermate da Termini. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi faccio largo tra la folla, il mio passo è ingombrante e sgraziato, sono su di giri, euforico, alcolico, depresso, abulico, catatonico, assorto in pensieri di un odio pieno, totale, bruciante, un abisso con cui gioco a scacchi da anni ed anni, in attesa che uno dei due prenda il sopravvento e comunichi il prezzo della sconfitta all'altro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Risalgo la scala mobile, attorno  pannelli elettrificati, i graffiti, le macchine distributrici di biglietti e di preservativi il verde scintillante di una farmacia, mi rinserro in un porco dio birroso e vago all'ingresso della stazione, cercando un civico che forse esiste solo nella mia mente, un atavismo risorgente di corde e bruciature; voglio una geografia criminale, perversa e definitiva, devo accontentarmi invece dell'interno in penombra di un club privè convertito alle gioie del sadomaso consensuale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non master.&lt;br /&gt;Nè dominante.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Solo, semplicemente, sadico.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Trovo gli altri assisi in un rituale mondano di attrezzatura tecnica, parafernalia estetica e consigli da guru, una new age borchiata, di tacchi a spillo, spanking e soda caustica; il cerimoniere perde gran parte del suo tempo a dilatare nell'aria concetti che pochi dei presenti vogliono trasporre in pratica, molti sono del tutto persi in una silenziosa, caotica, disarticolata, autorappresentazione di gusti stereotipati, codici, postille, limiti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Io, da persona orribile quale sono, ho impulsi irrefrenabili di sdilinquimento anti-umano, carcasse decomposte rinvenute sul greto di un fiume mi si palesano davanti gli occhi, lo strazio di una madre disposta a passare ogni sua domenica mattina raggiungendo il cimitero dove riposa il suo tenero marmocchio l'eco della sarabanda processuale le lacrime i flash dei giornalisti Porta a Porta Domenica Cinque Barbara D'Urso e Bruno Vespa criminologia e pornografia, criminologia &lt;em&gt;è &lt;/em&gt;pornografia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sala bassa, su cui si aprono a ventaglio altre salette decorate con foto di gusto fetish ed una, notevole questa lo ammetto, di un cesso incrostato sporco lercio come potrebbero esserlo i fotogrammi del primo Zedd, di un pasto caldo a base di merda e sudore, quel genere di punctum lezzoso da sauna gay, AIDS ed epatite e fisting anale, ventilazione azzerata qui, mi spoglio praticamente nudo, tolgo tutto, rimango solo con la maglia di Satanismo Calibro9, e me ne sto addossato ad un angolo pensando all'odio che ho dentro di me, un odio così grande da non farmi assegnare alcun valore al concetto stesso di vita umana - la sala più grande conta strumenti sadomaso, ha le pareti rosse e nere, abbastanza leggere, tali da poter essere attraversate da parte a parte con un calcio ben assestato, catene, borchie, ed ovviamente tante corde con cui gli astanti regolano il loro compitino.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sono sicuro non se ne avranno a male molti di loro se rimarco la mia estraneità ontologica, la differenza che percepisco e fiuto palesemente, saranno in fondo proprio molti di loro a non voler avere nulla a che fare con un mostro come me; per loro il sadomaso è un gioco di ruolo, un codice, regole stabilite per esercitare un (mezzo)potere in cui lo schiavo comanda e determina le scelte nodali del padrone. La terminologia stessa del sadomaso rovescia ogni concetto, e rende più ambigue ed increspate le acque per chi aneli alla chiarezza limpida di un Sade o di un Peter Kurten. Fantastico di infortuni, e sangue e molto più di graffi o morsi o circolazione azzerata dai nodi troppo stretti, gli schiaffi sulle natiche sembrano quasi essere compiaciute pacche sulle spalle di compagni di bisboccia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Continuo a bere, mentre osservo il dipanarsi letterale delle posizioni e delle corde; non voglio frustare una schiava, non voglio indulgere in giochi che mi vedrebbero per forza di cose soccombere al godimento di qualcun altro. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Kurten che sale il patibolo non si preoccupa della folla urlante o di cosa possa pensare il boia, vuole solo sapere se avrà la possibilità di godere del suo stesso sangue - Ian Brady che redige le sue meticolose, scrupolose, introspettive memorie non si cura di Myra e dei suoi desideri, pensa solo al raggiungimento di un grado elevatissimo, assoluto potremmo dire, di potere e di piacere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non ho nulla a che fare col sadomaso, e sono certo che questo solleverà lo spirito di molti praticanti sconvolti ed alterati da certe associazioni di idee; ma per me i dungeon sono le cantine di Marcinelle e il vano puzzolente del Murder Mac e la fornace di John Gacy e i video di Paul Bernardo e la casa di Fred West, non un locale attrezzato con tanto di tessera di ingresso. Non ho una scissione esistenziale da celebrare sottoscrivendo uno statuto - H24 l'ossessione è con me, il piacere che devo raggiungere, assemblare e costruire.&lt;br /&gt;Le convenienti giustificazioni di Picozzi nella posta della serie &lt;strong&gt;True Crime&lt;/strong&gt; o il povero Roy Hazelwood che deve sbrodolarsi in &lt;strong&gt;Storie di perversioni criminali&lt;/strong&gt;, quando ci informa di come i poliziotti della squadra anti-stupro prima del suo arrivo fossero dei decerebrati pervertiti molesti - godevano, ci dice, nel chiedere fino allo sfinimento particolari morbosi ed inutili ai fini delle indagini alle vittime straziate, scatenando in loro un cortocircuito emotivo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Hazelwood ama le ragazze (stuprate), ha cura della loro personalità, non vuole sottoporle ad inutili ordalie, le coccola, le vezzeggia, e si pone definitivamente al loro fianco, come un Andrew Vacchs fuori tempo massimo, piena oleografia calvinista americana di famiglie, tacchino arrosto e picnic...ciò nonostante i suoi libri, e questo in particolare, seguono pienamente la direttrice pornografica del maggior numero di dettagli sanguinosi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non riesco ad immaginare un buon libro true crime privo di dettagli, sangue, dolore, sofferenza, morte, sventramenti, stupri descritti didascalicamente come sequenze pornografiche; Hazelwood, non me ne abbia,  non fa eccezione. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come non la fanno gli autori pubblicati e curati da Picozzi - e non bastano le prese di distanza, o le commoventi ma inutili dediche alle vittime, come fanno Fornari in &lt;strong&gt;Il Caso giudiziario di Gianfranco Stevanin&lt;/strong&gt; e il duo Lucarelli-Giuttari in &lt;strong&gt;Compagni di Sangue&lt;/strong&gt;, il prodotto ultimo è pornografia per titillare masse di casalinghe attempate.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La scusa del "voler comprendere" non attacca - è lo stesso Hazelwood a doverlo ammettere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Rispondono, le casalinghe, agli stessi impulsi di questi praticanti sadomaso; violenza pudica, posticcia, controllata, e socialmente accettata.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lasciano cadere ai loro piedi il flusso enorme della vera pornografia, gli stralci di giornale, le notizie, il sangue da cronaca nera, il sadismo reale e si focalizzano solo su esercizi di stile in passamontagna e cuoio - ma come dice Peter Sotos, assai spesso maschere di cuoio, catene e fruste fanno apparire stupidi i bdsmers quando essi sono consenzienti. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Penso al martello di Peter Sutcliffe, al colpo secco che frantuma la scatola cranica di qualche prostituta da poco prezzo, le pinze con cui Bittaker e Norris hanno seviziato delle adolescenti sballate di marijuana, alle interminabili agonie delle vittime di Dean Corll - loro non sapevano cosa fossero SSC, safe-word, ed in generale i codici paradigmatici e sicuri del sadomaso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma loro godevano. E godevano davvero.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il mondo necessiterebbe di più Ted Bundy e di meno Pat Califia - sessualmente eccitante il libro  &lt;strong&gt;Stazione Termini. Storie di droga, Aids, prostituzione &lt;/strong&gt;di Chiara Amirante, una carrellata di barboni, immigrati lerci, malati di AIDS, omosessuali degenerati e casi umani alla deriva attorno la planimetria sconnessa della stazione centrale, trovo notevoli le interviste, il senso perduto di esistenze prive di valore, la suprema sofferenza, la certezza di non avere nessuno accanto, nessuno che rappresenti un'ancora di salvezza. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un approdo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Niente amore, nessun diritto, carne al macero pasturata dai ritmi iper-accelerati del capitalismo industriale, invisibili ai più: Amirante, pur indulgendo in pietas tipicamente cristologica, raccoglie una variegata umanità da Castello di Silling, e le sono grato per questo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lascio le Pauline Reage ai praticanti avvinti e vinti, in certi casi, da nodi troppo complessi, e mi tengo la disperazione, i tagli, la lagnante automutilazione, i sogni distrutti, la patetica consistenza delle menzogne rifritte, mi tengo il plastico di Cogne, la barba di Picozzi, i vermi che pasteggiano coi cadaveri e gli occhi arrossati di pianto di una madre. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vorrei essere il poliziotto che le ha amaramente dato la notizia...quel momento in cui senti chiaramente che niente sarà più come prima, il dolore diventa irresistibile, una sorta di estasi come quella narrata da Bataille in &lt;strong&gt;Le Lacrime di Eros&lt;/strong&gt;, un puntuto supplizio cinese di lembi di carne strappati e occhi riv0lti al cielo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Formulazione icastica di un piacere post-sadiano.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-3384866847020075862?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/3384866847020075862/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=3384866847020075862' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/3384866847020075862'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/3384866847020075862'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2010/01/una-forza-vuota-un-campo-di-morte.html' title='Una forza vuota, un campo di morte'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S0j1qcaTZxI/AAAAAAAAAzc/bwNxNEJAwtU/s72-c/gold.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-8523934381204562956</id><published>2010-01-08T21:35:00.004Z</published><updated>2010-01-08T22:07:42.562Z</updated><title type='text'>Il giorno in cui hanno venduto la loro anima</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S0elncCD5zI/AAAAAAAAAzU/5u-3m4oPafE/s1600-h/momenti02a%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 283px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5424486373149370162" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S0elncCD5zI/AAAAAAAAAzU/5u-3m4oPafE/s400/momenti02a%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le onde del mare si infrangono ripetutamente contro la barriera di scogli, mentre sto adagiato in macchina, annoiato, perplesso, a guardare le poche nuvole basse lungo il profilo dell'orizzonte - dall'altro lato della muraglia nera, il Tevere, limaccioso, di una consistenza viscosa ed oleosa, decisamente putrido, e senza dubbio maleodorante minaccia in ogni istante di venirci a fare visita direttamente dentro l'abitacolo.&lt;br /&gt;Ogni volta che decido di abbassare il finestrino, ecco che un misto di brezza salmastra e puzzo di merda mi aggredisce le narici; attorno alla macchina ragazzini nudi in una scena ripescata da Ciudad De Deus, fangosi, malnutriti, post-pasoliniani fino agli estremi esiti di una vita &lt;em&gt;lumpenproletariat&lt;/em&gt;, corrono dietro ad un pallone di pezza, si sputano contro, bestemmiano, giocano con cani selvatici, branchi preoccupanti che latrano, guaiscono e ululano in aneliti bestiali di ritrovata primivita ferinità.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Miasmi brodosi di zuppe fetide, casupole disadattate popolate da italiani e da extracomunitari, legno fradicio, assi marcite e giardinetti posticci incorniciano bmw e parabole satellitari, col mare increspato a minacciare la fine totale di questo quadro turneriano di desolazione morale, materiale e psichica. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Madri che vendono le loro carni per trenta euro - fanno finta di essere rispettabili quando chiedi loro se serve niente, e mentre lo chiedi modulando una voce forzatamente neutra, per non tradire il disprezzo e lo schifo di vedere i loro mocciosi a piedi nudi col petto coperto di fango e le mutande sporche di merda incrostata, pensi al ventre dei campi nomadi e alle direttrici del piacere, alla Tiburtina, alla Salaria, alla Togliatti, alla Prenestina, alle puttane minorenni dipinte di rossetto e di fard, interno di campi nomadi, i rumori allucinanti e i fuochi ed il fumo nero puzzolente dei pneumatici bruciati che si alza in volute concentriche verso un cielo altrettanto nero, giusto screziato dagli ultimi raggi rossi del sole.&lt;br /&gt;Un sole morente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come questa popolazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Favelas romane. Dimenticate da ogni amministrazione; a me di questa gente non importa un cazzo, sono carne ammassata in catapecchie che spero saranno ingoiate dalla piena, dall'esondazione, dalla distruzione totale e naturalistica, un cataclisma di acque tracimate, di sabbie mobili e fango duro come cemento, un'onda marrone che possa inghiottire ogni tetto, ogni corpo, ogni cane. E le macchine, scatole di latta parcheggiate alla rinfusa lungo strade di merda - il nulla topografico, una planimetria che farebbe vomitare persino le shanty towns sudafricane.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Da qualche parte, oltre i piccoli tetti, oltre il porto e le navi lussuose, oltre l'albergo a quattro stelle illuminato da una colossale insegna neon blu, si stende la Torre di San Michele, approdo michelangiolesco per avvistamenti medievali di navi pirata e il monumento a Pasolini; il locus del martirio pasoliniano, quella terra di nessuno battuta dal vento, a due passi dalla foce del Tevere, con canne palustri, un odore persistente di erba bagnata (e tagliata) e un silenzio siderale per meditazioni misantropiche. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per qualche tempo, paradosso ironico e crudele, a vegliare su quel monumento è stato chiamato Pino Pelosi, durante uno dei poco durevoli percorsi di risocializzazione post-carceraria; forse Pasolini ne sarebbe persino fiero di quel contrappasso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non so se abbia coscienza, da qualche metafisico anfratto di pompini infernali e cadute astrali, di ciò che è adesso quel posto; la memoria scaduta dell'ultima cena al Biondo Tevere, a guardare e mangiarsi con gli occhi Pino, vederlo trangugiare spaghetti con le vongole, in attesa di scendere sul Litorale, contento per quel pasto lui , felice, rassicurato dalle parole gentili del poeta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un suicidio, la bella morte proletaria, tra marane e ragazzini coi volti fangosi, ieri come oggi nulla proprio è cambiato se non forse le carte di identità dei marmocchi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Uno spazio aldilà del tempo, cristallizzazione latente delle pulsioni, non più Pasolini o Penna o Bellezza ma pedofili della Roma bene che sciamano per comprare le carni malridotte dei ragazzini, mentre i genitori storcono il naso e arricciano la bocca solo se la paga è inferiore a quella pattuita; a volte uno pensa alla Tailandia e al Brasile, senza capire che i viaggi del desiderio proibito puoi farteli pure con la tessera metrebus.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pasolini e  Pelosi; la fine con le mutande calate, il sangue fuso alla fanghiglia e allo sperma, eros e thanatos certo ma tanta merda in questo lurido autunno. Una serata fredda, pallidamente rischiarata da falce di luna e da un tappeto di stelle.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In questo luogo nessuno esiste davvero, nessuno pensa alle conseguenze, nessuno risponde delle sue azioni, conduce avanti una fisiologica non-vita, con pochi rimorsi e zero traccia di coscienza, tagliati fuori dalla storia, incarnati in un mito pedissequo di spazzatura e topi di fogna e mute di cani selvatici. La biancheria impilata, stesa frettolosamente tra tetto e tetto, come una intricata ragnatela di mutande e canottiere.&lt;br /&gt;Penso, mentre il fumo della sigaretta accesa dall'altra persona si spande nell'abitacolo, a come vorrei assistere al giorno in cui tutte le loro certezze svaniranno portate via dalla piena del  Tevere, vederli annaspare, annegare, stare a pelo d'acqua disperatamente, ideale metafora della loro esistenza spesa interamente a barcamenarsi tra le asperità sociali del nulla.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un nulla che amano, venerano e che pregano silenziosamente, assiepati lungo la rete di recinzione che li separa, fisicamente e moralmente, dalla tomba epigrafica di Pasolini.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quale è il significato del loro perdurare in questo mondo? Non lo so, sinceramente. Sono corpi merdosi, malati, bianchicci, privi di senso specifico. Possono morire, schiattare, soffrire, semplicemente scomparire, eclissarsi come la schiuma del detersivo nel cuore del mare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cimitero di pedalò, ristorante per temerari, qualche bielorusso pota una inutile siepe, mentre un ragazzino cerca di far ripartire il motorino, la cui provenienza, ne sono sicuro, è furtiva, qui ciascuno ha una sua missione e questa missione è negare dio. Altro che risacca svizzera, Nietzsche si sarebbe dovuto fare un giretto da queste parti per sincerarsi di come l'eterno ritorno dell'uguale abbia la consistenza dell'odio sublimato e il volto di un moccioso con la scabbia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tanta tristezza.&lt;br /&gt;Troppa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il giorno in cui verranno spazzati via non sarò pervaso da sentimenti di malinconia, ma solo da un giusto e caldo senso di conforto. Una liberazione finale.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-8523934381204562956?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/8523934381204562956/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=8523934381204562956' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/8523934381204562956'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/8523934381204562956'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2010/01/il-giorno-in-cui-hanno-venduto-la-loro.html' title='Il giorno in cui hanno venduto la loro anima'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S0elncCD5zI/AAAAAAAAAzU/5u-3m4oPafE/s72-c/momenti02a%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-7390639516823469862</id><published>2010-01-07T18:35:00.003Z</published><updated>2010-01-07T19:17:01.374Z</updated><title type='text'>Impenetrabile</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S0YpyZPNy2I/AAAAAAAAAzM/73dM8sPn7Mg/s1600-h/impenetrabile.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 268px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5424068746959244130" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S0YpyZPNy2I/AAAAAAAAAzM/73dM8sPn7Mg/s400/impenetrabile.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ci siamo tutti dentro -metaforicamente, e fuor di metafora; la sala è piena di gente, volti scavati, tossici desiderosi del buco definitivo, falliti durkheimiani, prostitute, portieri d'albergo, impiegati ministeriali in trench grigio, corpi si flettono lentamente ondeggiano simmetrici costeggiando le mura tappezzate di quote e di monitor che trasmettono la patina traslucida smunta liofilizzata di corse di cavalli, la voce roca di qualche commentatore telecronista fantino riciclato alla velocità della luce, scommesse e cartaccia tappeto ideale su cui muovere incerti passi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il plotone non esiste, ma la strada è libera, un passo dopo l'altro e ci finisci dentro sparato, superando di slancio i volti stereotipati e lombrosiani degli scommettitori, tutti accecati dalla posta in palio, che non è la vittoria, non è l' accoppiata, tris, piazzamento ma il gioco in sè, la gioia eterna e folle, completamente folle, della corsa verso la cassiera brandendo la cifra da giocare mentre i cavalli sono allineati dietro lo starter ed iniziano il rituale di trotto; l'estasi mistica autoreferenziale inizia e finisce con lo sparo virtuale, quello spazio in cui l'azionismo viennese leggeva storie tantriche di zoomorfismo caldeo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ognuno di questi falliti ha una sua posta esistenziale, una quota, un referente ottuso, un palliativo, una esistenza grama, inutile, rispettabile, una moglie contrattualizzata a furia di ferie rate e credito al consumo, ferie da villaggio turistico e sciabordio di mare plastificato, oleoso, mesi estivi interminabili. Ognuno di questi falliti non mira alla vittoria; mira alle frustrate recriminazioni, all'essere parte di una comunità omogenea di casi umani, di derive notturne, di fari alogeni spenti in faccia durante le notti spese a fare la guardia alla desolazione di un capannone industriale, stipendi magri, figli malati ed invariabili campagne acquisti calcistiche di potere, e sapore, taumaturgico.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Proprio di fronte, a pochi passi dal palazzo del potere, e dalla consistenza plumbea smerdazzata dai piccioni della stazione Termini, sex shop curvilineo, ingresso portonato sigillato di nero e rosso, olezzoso citofono, dentro il nulla antropologico, scaffali ripieni di video, vhs, dvd, riviste più o meno patinate, scorbutico e misogino proprietario il quale è ben lieto di sputazzarti in faccia olive e improperi; perchè non ne può più di avere a che fare con miserabili interscambiabili tra porno e scommesse dei cavalli.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Materiale (dis)umano alla ricerca di qualche sontuosa umiliazione; non so cosa ci faccio lì, non so dove sono, è un universo disperato di dolore e di inestricabile serenità, un Nirvana di anal sex, horse sex e caviar tedesco prodotto in scantinati della Ex DDR. Come se gli archivi della Stasi avessero rovesciato per terra gli intestini luridi e marroni di un mondo dimenticato, perduto, ingolfato dal fumo della morte.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;So che qui dentro esiste un tacito accordo, disarmonica lotta e odio reciproco tra intabarrati clienti e proprietario, gigantografie di tette siliconate, freaks, scherzi della natura, Midnight Prowl, umiliazioni razziali, vecchie tardone ed efebici stalloncini su cui quegli altri non scommetterebbero, erezioni dopate, tossicodipendenza terminale e presumibile (auspicabile) AIDS, devastazione, odio per se stessi e per gli altri, tanta sofferenza, clisteri, flogger, GGG, video finlandesi di open air bukkake, Soft on Demand, la Dogma di Tohjiro, Vomit Enema Ecstasy, tanta tantissima merda cascate marroni per svuotarsi le viscere dentro bocche più o meno drogate e allora pensi al tanfo all'aroma di quel frutto schifoso, all'umiliazione abissale di starsene a bocca aperta a ricevere quella merda. Io sono qui; e guardo loro che a loro volta guardano e scartabellano, con le mani e con gli occhi, le copertine, leggono le descrizioni, le didascalie, le rughe sulla fronte, gli occhi spiritati, liquidi, ricettivi, mentre fuori piove e il grigio dell'asfalto si fonde al grigio del cielo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Superstar dell'abbrutimento, come i loro dirimpettai cavallari anche questi pornomani estremi sono accecati dal fenomeno della goduria, perdono speranza di capire cosa vanno cercando ed erigono un sopra-mondo di comodi alibi e di giustificazioni. Razionalizzazioni a posteriori, di cui davvero non importa a nessuno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Caviar germanico e Silvestro delle Cave.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Luigi Chiatti - GGG.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Volti inondati di sperma, mentre Khan Tusion interroga le starlette di turno sui loro gusti, sui loro genitori defunti e promette sedute spiritiche tra una tortura e una umiliazione. Ciccione di Fetish Italia, nani ributtanti e veri, ributtanti perchè veri, il sincero ridicolo e patetico no alla pedofilia apposto in bella vista su tutti i siti porno shitting, immagini la lotta alla pedofilia dei mangiamerda, la loro esibita rispettabilità sociale e un sorriso ti emerge prepotente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Peter Kurten, Ted Bundy e i Morbid Angel. Le confuse richieste di un cliente rimasto attardato a scegliere animal sex brasiliano - fotografie di Nan Goldin, più pornografiche della morte per epatite. Più carnografiche di un intervento chirurgico per asportare un fegato annientato dal cancro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un mondo impenetrabile. Imperscrutabile. Desolato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Eccitante.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-7390639516823469862?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/7390639516823469862/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=7390639516823469862' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/7390639516823469862'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/7390639516823469862'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2010/01/impenetrabile.html' title='Impenetrabile'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S0YpyZPNy2I/AAAAAAAAAzM/73dM8sPn7Mg/s72-c/impenetrabile.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-318318998689535300</id><published>2010-01-07T16:12:00.003Z</published><updated>2010-01-07T16:43:43.344Z</updated><title type='text'>Sex &amp; Violence</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S0YICGQBX0I/AAAAAAAAAzE/qCXe-vnX-wo/s1600-h/sex-and-violence_big(1)%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 185px; DISPLAY: block; HEIGHT: 274px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5424031633344913218" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S0YICGQBX0I/AAAAAAAAAzE/qCXe-vnX-wo/s400/sex-and-violence_big(1)%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli appassionati di cinema horror (e più in generale di cinema oscuro, alternativo, sotterraneo...) conoscono bene la rivista Nocturno, una delle prime nel deprimente panorama cartaceo italiano ad essersi consacrata alla analisi di film che fino a pochi anni prima nessun critico cinematografico avrebbe osato toccare, nemmeno con un palo lungo cinque metri.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nocturno è stata ed è una pregevole vetrina aperta su un carsico sottomondo di cinema realizzato a budget quasi zero, con attori spesso presi dalla strada, registi capitati sul set per caso, un pubblico devoto e fanatico, e rare ma autentiche e preziose gemme autoriali ingiustamente relegate nella categoria polifunzionale che va sotto il nome di "cinema di serie B"; nonostante i tentativi "revisionistici" dovuti al solito snobismo della critica cinematografica socialmente impegnata, e genericamente sinistrorsa, un tempo desiderosa di stroncare qualunque film non fosse emulo delle gesta in celluloide di Moretti, ed ora miracolata sulla via di Damasco nel riesumare e tinteggiare di divertita riabilitazione qualunque pellicola simil-boccaccesca, poliziottesca, erotica, demenziale partorita in Italia tra gli anni settanta ed ottanta, c'è da dire che solo un pazzo totale (per utilizzare l'adatta definizione del critico horror Chas Balun) potrebbe conoscere cineasti come Vitor Janos, Johan Vandewoestijine, Fred Vogel e allo stesso tempo solo un pazzo totale potrebbe dedicare energia esegetica all'&lt;em&gt;opus&lt;/em&gt; dei suddetti registi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E se gli appassionati di cinema horror apprezzano e acquistano Nocturno (che comunque, va precisato non è una rivista esclusivamente dedicata all'horror...avendo tra l'altro acquisito una dimensione di analisi internazionale solo di recente, visto che nei suoi primi anni focalizzava la sua attenzione sul cinema italiano), gli appassionati di cinema tout court apprezzano e acquistano libri della Lindau; così non stupirà sapere che il libro &lt;strong&gt;SEX &amp;amp; VIOLENCE&lt;/strong&gt;, pubblicato dalla Lindau è curato da due collaboratori di Nocturno...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un lungo viaggio (623 pagine), per questa edizione riveduta e ampliata (aggiornata), attraverso la terra di nessuno in cui sperimentazione, passioni incoffessabili, umorismo nero, pornografia e malattia mentale si fondono - naturalmente molti dei film trattati non sono del tutto sconosciuti a chi mastica horror estremo, i "classici" in fondo sono e rimangono quelli...il primo Craven, Last House on dead end street, colate laviche di eviscerazioni sadiche in salsa giapponese, Cannibal Holocaust, leggende metropolitane a base di snuff e via dicendo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una pesante eco di &lt;strong&gt;Killing for Culture&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Erotismo Estremo&lt;/strong&gt; e delle opere di Pete Tombs (per quel che concerne il &lt;em&gt;gore&lt;/em&gt; terzomondiale) si spande tra le pagine del libro; alcune analisi arrivano di peso da quelle già formulate da Kerekes e da Hunter, ciò nonostante il tono generale non è mai derivativo, anzi riesce ad essere frizzante ed innovativo (per gli italici lidi), soprattutto quando si tenta una insana commistione tra horror estremo e pornografia di frontiera altrettanto estrema (bukkake, vomit, scat, i primi capitoli Meatholes).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Va dato atto al duo Curti-La Selva di aver realizzato un tomo semi-enciclopedico, completo nonostante la potenzialmente infinita materia, divertente, brioso nello stile e nelle chiose, ironico e mai banale, con alcune trovate e associazioni di idee degne davvero di menzione (la delirante filmografia di Lucifer Valentine, autore di epopee vomit porn condite con pretesti horror...i tentativi pseudosnuff e violentissimi di Fred Vogel...il tutto accanto a campioni del cinema come Cronenberg e il citato Craven).&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-318318998689535300?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/318318998689535300/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=318318998689535300' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/318318998689535300'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/318318998689535300'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2010/01/sex-violence.html' title='Sex &amp; Violence'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S0YICGQBX0I/AAAAAAAAAzE/qCXe-vnX-wo/s72-c/sex-and-violence_big(1)%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-6509820455057484682</id><published>2010-01-06T17:13:00.004Z</published><updated>2010-01-06T17:45:27.723Z</updated><title type='text'>I Piaceri dell'AIDS</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S0TFZWQHV3I/AAAAAAAAAy8/nhffFukBz3Q/s1600-h/SUL.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 302px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5423676890521491314" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S0TFZWQHV3I/AAAAAAAAAy8/nhffFukBz3Q/s400/SUL.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Senza l'AIDS, non avremmo le carnali discese nell'inferno di Notti Selvagge e di The Gift, il lamentoso politicamente corretto di Philadelphia, la distruzione psichica di Derek Jarman con annessi esperimenti cromatico-artaudiani, non avremmo i gloryholes e la disperata confusione sessuale del barebacking, la roulette russa della voglia, dell'urgenza che sovrasta la cura di sè, la mancanza di rispetto, la gioia della promiscuità, i versi di Dario Bellezza, le fotografie di Nan Goldin Andres Serrano Robert Mapplethorpe Sebastiao Salgado .&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Senza l'AIDS, non avremmo desperados e maudit della sessualità; non avremmo nebbia fitta e bassa su locali porno e peep show con puttane messicane mangiate vive dal virus, non avremmo autoinganno da tangenziale, pelliccia sintetica, diafana consistenza di lampioni sotto cui ghiacciarsi il culo in attesa di venderlo per una dose, marchettari destituiti di consistenza umana.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Senza l'AIDS, non avremmo il sadismo spinto fino alle sue inaccettabili, ma giuste, conseguenze, la risata in faccia a chi sta consumando una ordalia di Ziagen e Retrovir in asettiche corsie di ospedale specializzato in malattie infettive.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Senza l'AIDS, non avremmo che una gigantesca disneyland del sesso in cui tutto è buono, sicuro, onesto, una deprimente e desolante antropologia rousseaiana legata al cazzo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Senza l'AIDS, non avremmo The River di Edward Hooper.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Senza l'AIDS, troppe pacche sulle spalle e troppi baci. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Senza l'AIDS, troppa identità di genere e troppa teoria astrusa di sessualità liberatoria, felice, umana.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Senza l'AIDS, non avremmo le giustificazioni posticce ma divertenti di Taro Yamasaki, e le strazianti dolorose epifanie di carne e pustole del suo protetto; oggetto di un desiderio fotografico incestuoso, la saliva, lo sperma infetto, le ferite suppurate, la carne che si sfalda, le recriminazioni contro dio del povero Ryan White.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Senza l'AIDS, niente struggente favola di Freddie Mercury.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Senza l'AIDS, Mira Nair avrebbe un titolo di meno nella sua filmografia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Senza l'AIDS, le nostre città sarebbero porti sicuri, strade disossate e libere da ogni pericolo, illusioni più o meno consistenti di un mondo migliore.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Senza l'AIDS, chi reclama la sofferenza se la caverebbe con le sue ipocrisie di amore filiale, candore new age virato al nero, miseria morale e determinazione asessuata.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Senza l'AIDS, The Book of Beth di Kent Klich sarebbe illusorio e finto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Senza l'AIDS, Maira Kalman non avrebbe potuto echeggiare in sinistra potenza il lavoro di Caravaggio, e il trapasso abissale di David Kirby sarebbe rimasto un isolato gesto di disperazione familiare; ed invece ora ce lo troviamo davanti con impatto simbolico di rara efficacia, una trasfigurazione post-pornografica dell'abbraccio materno-paterno di Maria a Gesù Cristo, un Cristo deposto e malato infetto straziato che si consuma nell'istante finale, mentre attorno il dolore si rende vivo. E Benetton comincia a contare i soldi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Senza l'AIDS, l'Africa cesserebbe di interessare a Bono e Jovanotti.&lt;br /&gt;Senza l'AIDS, saremmo, purtroppo, tutti uomini migliori.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-6509820455057484682?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/6509820455057484682/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=6509820455057484682' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/6509820455057484682'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/6509820455057484682'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2010/01/i-piaceri-dellaids.html' title='I Piaceri dell&apos;AIDS'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S0TFZWQHV3I/AAAAAAAAAy8/nhffFukBz3Q/s72-c/SUL.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-237868709401093804</id><published>2010-01-06T16:27:00.002Z</published><updated>2010-01-06T17:03:24.354Z</updated><title type='text'>In questa tenebra</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S0S6f5DQP9I/AAAAAAAAAy0/-UOVIVbSYI8/s1600-h/LuiLiu-2008-2008-Beijing1%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 267px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5423664908314099666" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S0S6f5DQP9I/AAAAAAAAAy0/-UOVIVbSYI8/s400/LuiLiu-2008-2008-Beijing1%5B1%5D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nessuna certezza; un accumulo insensato, stereotipato, costipato di fugaci emozioni, lasciate a marcire contro gli stipiti delle porte, e dei negozi appena aperti. La mensa della Caritas e i suoi odori di merda, ideale cornice post-gotica di un ventre insondabile di anomia, fallimenti, desolazione e approdi; c'è un prezzo per tutto, in questa tenebra solitaria. Dove tutti vorremmo essere accolti, amorevolemente, dall'illusione di esserci.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La madre di Amanda Knox, la giustizia italiana e la sua nemesi americana, l'orgia di Halloween, Erasmus, l'integrazione razziale, volti negri giunti dal cuore di tenebra; avanza piano l'essere, come quel coltello che ha spacciato Meredith. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Annoiati, abbiamo costruito una formazione sadomaso laocoontica di cronaca nera, imbastita di promiscuità e testimoni  imbecilli; povera pornografia di provincia, passata da Jessica Rizzo ad Amanda Knox. Il fascino di Amanda, titolano i giornali, il fascino acqua e sapone di una mangiatrice di uomini; e passano il segno, e il senso del ridicolo, riciclano timide analisi lombrosiane, frenologiche quel tanto che basta per permettere a Picozzi di ingolfare ancora una volta il paradiso catodico.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il mestruo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il sangue.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'euresi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il tanfo insopportabile di un'orgia di morte, di sesso bollente condito da droga alcolici e scenari sadiani alla Francis Bacon; abbiamo chiuso Peter Sotos fuori dalla porta, e lasciato entrare un consapevole praticante di sadomaso desideroso di convincerci delle sue personali epifanie.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le foto impilate di Abu Ghraib, le feci sui corpi ammassati, i tendaggi, le celle cupe e sporche, i corridoi infiniti tenuemente illuminati da fari neon, i soldati, le uniformi, i cani tenuti al guinzaglio corto, il dolore, l'umiliazione, il cancro dell'anima, un sadomaso poco new age e senza amore. E proprio per questo meravigliosamente vero.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Amanda esecutrice di una volontà tardiva. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Prendere i giornali, mentre si sosta attendendo la metro e formulare un equo giudizio di colpevolezza, sentire percepire fiutare la composta sofferenza dei genitori di Meredith, la dolce creativa gentile Meredith che partecipava ad ammucchiate e sesso estremo e che è finita, come nella migliore tradizione tanatografica, ad abbellire le pagine interne della cronaca nera. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Siamo davvero tutti in fondo ad un inferno, in cui ogni istante è una eternità, come dice Cioran, e per i genitori di Meredith è un attimo ancora più lungo; il riflesso dell'abisso, abbacinante, abbagliante, un fuoco che balugina dal profondo, e che erode ogni certezza acquisita. Faticose illusioni di amore filiale, feste andate ed estinte, i sacrifici per farla studiare, il sogno-utopia di un futuro felice, sereno, i ricordi strazianti del passato, delle feste comandate, il freddo silenzioso di una camera rimasta (per sempre) vuota.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una madre non capisce, fin quando la verità non le viene messa, dolorosamente, ad un palmo di mano; una madre vuole illudersi che tutto vada bene, che certe cose non possano accaderle, e quando invece le capitano si strazia, indulge in autocommiserazione, non trova conforto in chiesa, in dio, nelle nuvole basse lungo l'orizzonte, quando ogni mattina deve prendere la metro per lavoro ed incontra lo sguardo severo degli altri passeggeri. I loro universi metropolitani di felicità posticcia sembrano, adesso, un abisso di piacere, una felicità senza eguali.&lt;br /&gt;Il porno di massa si è traslato sui loro volti - le farraginose ricostruzioni criminologiche passano per il cassetto da notte di stupratori seriali, analisi compiaciute e autoreferenziali, barocche nella loro terminologia; sappiamo tutto delle persone che ci spiegano il crimine, di chi ce lo indica, di chi ne scrive, di chi lo vende e rende merce, ma non sappiamo nulla del vero dolore patito dai familiari. Una estesa, catartica logica della sensazione; affreschi di sangue e merda, lasciati qui da chi ne sa di più.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Voglio più sperma sulle foto bianco/nero di vittime, di &lt;em&gt;queste&lt;/em&gt; vittime - voglio più decomposizione nella speranza della ricongiunzione tra cielo e inferno, vermi pasteggiano con la speranza di una figlia realizzata. Psicopatia sociale, tra pagine di libri accademici e scatti fotografici -  Witkin e Fabrizio Corona; epoca di trans elevati sull'altare della realizzazione, e di morte. Il bambino deceduto e la campagna acquisti, l'esecrabile non ha più una dimensione contingente. Ed ora, il pervertito è l'ultimo dei moralisti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La madre di Meredith ci chiede di ricordare il faccino della figlia, ma è speranza vana, è giusto lo sappia; quel volto sarà consumato da altri, da centinaia, migliaia di altri. Nel turbinare industriale della pornografia giornalistica, che erutta quotidianamente lascive ricostruzioni fattuali della cronaca nera. Ogni donna morta col volto coperto di sperma, transizione ideale per esprimere la sussistenza della miseria, in cui ci crogioliamo e a cui vogliamo ricongiungerci.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le strade di Perugia, i locali jazz, la finta epopea multiculturale, l'accoglienza, la tolleranza, le mura medievali ed il freddo di un lungo inverno, una casa per fuorisede, stella polare di perversioni e longitudini astrali che da Seattle conducono in Umbria, tanto dolore, tanta angoscia, tanta ansia, voli aerei per portare famiglie spezzate ad incontrarsi nell'aula di tribunale. L'omicidio come rito di passaggio. I primi piani sorridenti, e la determinazione di avvocati che citano filosofi mai davvero letti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questa è la pornografia che ci viene servita, senza tanti complimenti; la pornografia di cui ci nutriamo e che ci sta intossicando. Ne perdiamo la fisionomia, il gusto, il senso persino.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il dolore deve essere assaporato senza ipotesi di bulimia, con passione, con lenta studiata metodica freddezza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il dolore ci rende liberi. E vivi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-237868709401093804?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/237868709401093804/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=237868709401093804' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/237868709401093804'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/237868709401093804'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2010/01/in-questa-tenebra.html' title='In questa tenebra'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/S0S6f5DQP9I/AAAAAAAAAy0/-UOVIVbSYI8/s72-c/LuiLiu-2008-2008-Beijing1%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-2565775237402876502</id><published>2009-08-29T09:18:00.003Z</published><updated>2009-08-29T09:34:27.446Z</updated><title type='text'>Wolf Creek</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/Spjye-9Z77I/AAAAAAAAAyM/879dHMTQztc/s1600-h/wolfcreek[1].jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5375312769377234866" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 329px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/Spjye-9Z77I/AAAAAAAAAyM/879dHMTQztc/s400/wolfcreek%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Viene da chiedersi se nell'infanzia del regista Greg McLean vi sia stata una qualche straniante simbiosi tra letture a base di Chatwin e fantasticazioni kurteniane, quel genere di massa critica che ci porta, ballardianamente, a contemplare il vuoto desolato e desertico non con quiete zen ma con ferocia nichilistica.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'Australia d'altronde è terra di contraddizioni; una landa immensa, solitaria, dal cuore abbandonato, sordido ed abbrutito, con una genesi criminale che rovescia il paradigma di Caino facendone anima della sua poetica istituzionale. Terra dei canti, e del genocidio, di terre depredate, moralismo calvinista, violenza urbana e metaurbana, grandi spazi che rendono il coast-to-coast statunitense una versione scema del weekend a Riccione, ed una bellezza latente, cruda, intessuta di rocce e sterpaglie che prendono caldo sotto un sole di rame.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'Australia è una versione distopica della frontiera americana, una ebollizione macilenta di canguri e cacciatori spietati, un luogo dove ancora oggi i neonati possono essere sbranati da giganteschi coccodrilli o i surfisti dilaniati da squali, in cui il bifolco di provincia diventa un animale in libera uscita in grado di far impallidire i prima citati coccodrilli e squali - e qui, l'omicidio è on the road per sua fisiologia. Campestre e lacustre, cadaveri lasciati ad essiccare sul margine di strade abbandonate. Viene da chiedersi per quale motivo ci si sia dati tanta briga di asfaltare strade su cui passano, per eccesso, dieci macchine al giorno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il killer on the road non ha letto Kerouac, nè &lt;strong&gt;Partenze Notturne&lt;/strong&gt;; non è un fan di &lt;strong&gt;Non Aprite quella Porta&lt;/strong&gt; o di &lt;strong&gt;Wrong Turn&lt;/strong&gt;. Forse ha stima di &lt;strong&gt;Le Colline hanno gli Occhi&lt;/strong&gt;, di cui questo film sembra un figliolo mutante e bastardo, deforme quel tanto che basta ad incutere rispetto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Diretto magistralmente, ottima fotografia e buone trovate di ripresa, &lt;strong&gt;Wolf Creek&lt;/strong&gt; narra la storia (romanzata e ricontestualizzata) di uno dei più feroci serial killer del paese dei canguri; Ivan Robert Marko Milat, l'assassino dei saccopelisti. Un sadico depravato con la passione per le saccopeliste da sequestrare, violentare e torturare a morte.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In Wolf Creek seguiamo le traversie di viaggio di tre saccopelisti, due ragazze inglesi e un australiano - l'immensità delle pianure australiane ha la meglio della loro macchina, facendoli finire nelle mani di un meccanico che si rivelerà un assassino spietato e allucinante. Per molte parti del film si fa fatica a distinguere l'ambientazione da quella di uno slasher americano, il deserto, gli anfratti, la cavità ancestrale del Wolf Creek sembrano richiamare alla memoria l'ambientazione post-apocalittica di Le Colline hanno gli Occhi - anche la brutalità è notevole, dosata tra momenti di riflessione, angoscia, attesa ed altri di azione splatter che non risparmia alcuni effetti degni di nota. Anche quando l'assassino gioca al gatto col topo con le due ragazze si prova un ansioso sentimento di risentita eccitazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ci sono fughe nella notte, nascondigli, arti troncati e bucati, corpi violati, menti annientate, l'assassino è un cacciatore laido e cinico, un autentico maiale ricalcato sul modello redneck statunitense con cui è impossibile stabilire un qualunque contatto empatico.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma ciò che differenzia questo film da molti suoi colleghi splatter basati su idee similari è la parte finale, totalmente e radicalmente diversa da quella dello slasher medio; è una fine che lascia l'amaro in bocca allo spettatore che vuole scorgere epifanie di redenzione, e che proprio per questo è ottima.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-2565775237402876502?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/2565775237402876502/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=2565775237402876502' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/2565775237402876502'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/2565775237402876502'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2009/08/wolf-creek.html' title='Wolf Creek'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/Spjye-9Z77I/AAAAAAAAAyM/879dHMTQztc/s72-c/wolfcreek%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-360798702042616238</id><published>2009-08-28T11:34:00.002Z</published><updated>2009-08-28T11:39:05.279Z</updated><title type='text'>Roberto Ferri al Complesso del Vittoriano</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/SpfBDkQQZ_I/AAAAAAAAAyE/PVgBxdR7s68/s1600-h/6400_1179944663491_1374407539_487873_3741412_n[1].jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5374976947305605106" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 333px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/SpfBDkQQZ_I/AAAAAAAAAyE/PVgBxdR7s68/s400/6400_1179944663491_1374407539_487873_3741412_n%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/SpfA-Va24VI/AAAAAAAAAx8/zQjlQ_hVEHU/s1600-h/SKIRA2[1].jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5374976857424191826" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 366px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/SpfA-Va24VI/AAAAAAAAAx8/zQjlQ_hVEHU/s400/SKIRA2%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;Ultimi giorni per godere, letteralmente, della splendida "Oltre i sensi", personale del giovane pittore pugliese Roberto Ferri; specialista nella creazione di impianti carnografici e laocoontici di derivazione neoclassica, corpi anatomicamente simili all'opera michelangiolesca, un soffuso utilizzo di stilemi imponenti e angelici con un erotismo languido di contorno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Inaugurata quando a Roma non rimanevano che piccioni e turisti (sfortunatamente i turisti agostani sembrano interessati giusto a Vaticano e Colosseo, perdendosi more solito le delizie che di tanto in tanto la città sa offrire), la mostra è un viaggio intenso e complesso in una visione di insieme erotica e pura, di grande articolazione sensoriale ed emotiva. La Skira tra l'altro ne ha ricavato un gran bel catalogo.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-360798702042616238?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/360798702042616238/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=360798702042616238' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/360798702042616238'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/360798702042616238'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2009/08/roberto-ferri-al-complesso-del.html' title='Roberto Ferri al Complesso del Vittoriano'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/SpfBDkQQZ_I/AAAAAAAAAyE/PVgBxdR7s68/s72-c/6400_1179944663491_1374407539_487873_3741412_n%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-407256147710586735</id><published>2009-08-28T07:52:00.004Z</published><updated>2009-08-28T07:55:10.496Z</updated><title type='text'>URINAL</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/SpeNFjqzkFI/AAAAAAAAAx0/POLF7n6mS0s/s1600-h/amsterdam-red-light-district[1].jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5374919806903619666" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 283px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/SpeNFjqzkFI/AAAAAAAAAx0/POLF7n6mS0s/s400/amsterdam-red-light-district%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/SpeM3BwJyII/AAAAAAAAAxs/hUGLDW1NLyw/s1600-h/EiffelTowerNotreDame[1].gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5374919557281073282" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 1px; CURSOR: hand; HEIGHT: 1px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/SpeM3BwJyII/AAAAAAAAAxs/hUGLDW1NLyw/s400/EiffelTowerNotreDame%5B1%5D.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Sono partito perché mi sentivo un essere che nascondeva dentro di sé una perdita, una scomparsa nella quale si rispecchiava il proprio personale annientamento. Volevo vivere, essere in mezzo agli altri, ma come attraverso un letargo invisibile&lt;/em&gt;"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Pier Vittorio Tondelli "&lt;strong&gt;Un weekend postmoderno&lt;/strong&gt;"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Il tuo volto riflesso dai pannelli traslucidi di questo peepshow – un volto scrutato con calma fintamente zen.&lt;br /&gt;Tutto attorno - uomini vuoti che naufragano tra sale e scomparti asettici, dipinti di nero e adombrati di luminescenze verdastre, blu, bianche e da luci rosse intermittenti che sottolineano le performance delle puttane, pardon delle starlette che vari problemi personali e finanziari costringono ad esibirsi in questo fatiscente club.&lt;br /&gt;Non è mai piacevole essere messi davanti alle proprie responsabilità, ma non saresti potuto comunque fuggire. Niente bagagli e biglietto aereo per far perdere le tue tracce lontano da questa città.&lt;br /&gt;Anche se ci hai provato, a più riprese. Lo so.&lt;br /&gt;Ma è inutile.&lt;br /&gt;Perché la condanna te la porti dentro, nella carne nello spirito nel sangue - sballonzolata in una frenesia di globuli rossi, globuli bianchi, piastrine e l’inquietante spettro delle medicazioni e corsie asettiche della clinica che ti ha ospedalizzato per un breve periodo e da cui sei fuggito, per tentare di conservare un briciolo di dignità.&lt;br /&gt;Ziagen, Videx, Epivir, Retrovir, Rescriptor, Viramune, Invirase, Norvir , un mantra farmacologico che annebbia la voglia di continuare a lottare .Ti sdilinquisce in un nulla che si sostanzia, vive e cresce dentro di te .&lt;br /&gt;Sangue nelle feci.&lt;br /&gt;Perdita delle funzioni fisiologiche.&lt;br /&gt;Sarcoma di Kaposi.&lt;br /&gt;Urina infetta.&lt;br /&gt;Giramenti di testa e nausee perenni. E gli attacchi di panico.&lt;br /&gt;Tanti.&lt;br /&gt;Feroci e prolungati, come lastre di ghiaccio conficcate su per il tuo retto, che ti mozzano il fiato, che ti fanno sperare di non farcela, di non superare l’orrore e di rimanere steso sul pavimento, privo di sensi, lo sguardo annebbiato e le urla delle sirene lontane e poi vicine e poi ancora lontane - una fine che sia liberazione dall’inferno in terra che sei chiamato ad affrontare.&lt;br /&gt;Per uno di quei paradossi di cui hai letto durante gli anni d’università , la teoria consunta di corsi e ricorsi storici , tutto finisce esattamente nello stesso punto in cui è cominciato. Solo, con molta sofferenza in più.&lt;br /&gt;Illusioni , piani e progetti, i fantasmi di una rispettabilità sociale mai conseguita, le amicizie, i drammi e le tragedie mutate in farsa, i sogni.&lt;br /&gt;Tutto scomparso.&lt;br /&gt;Evaporato nella penombra claustrofobica di questa fogna.&lt;br /&gt;Che ti ha accolto come un premuroso e confortante utero, una casa di perdizione, la vera madre che ti ha allevato e cresciuto insegnandoti ad essere te stesso, a qualunque costo.&lt;br /&gt;E che adesso ti presenta il conto - decisamente salato.&lt;br /&gt;Un ultimo, disperato tentativo di credere alle parole che ancora ti echeggiano nel cervello, di negare la triste evidenza e poi però devi cedere e comprendere che tutto ciò che riesci a concludere prima che sia notte è star qui a farti succhiare il cazzo da una segretaria d’azienda conosciuta nel gruppo internet che hai fondato e attraverso cui celebri la gaudente bellezza della sieropositività e del rischio sessuale.&lt;br /&gt;Una roulette russa giocata con cazzi e fiche, a cui anche lei vuol partecipare.&lt;br /&gt;Le sue peculiari motivazioni ti sfuggono, si bruciano nell’incomprensione e nel fraintendimento, avresti voglia di fermarti, di non proseguire, di evitare che la sua lingua si fonda con il tuo cazzo e che i vostri umori colino in una densa brodaglia di sperma e saliva e dolore e naturalmente morte. Vorresti dirle di non farlo, vorresti sentire la tua voce modularsi, dopo tanti anni di inganno e autoillusione, nel discorso che qualcuno avrebbe dovuto avere il coraggio di fare a te.&lt;br /&gt;Prima che fosse troppo tardi.&lt;br /&gt;Prima di arrivare a questo punto.&lt;br /&gt;Ovviamente, non dici nulla.&lt;br /&gt;E mentre inculi la donna, stantuffando con rabbia nel suo culo disfatto, rivedi per un istante ciò che sei stato.&lt;br /&gt;Rivedi la tua ricerca, la tua caccia, i tuoi appostamenti nei cunicoli bui e lerci di saune in Tailandia, la spiaggia de L’Havana a Cuba, i bordelli di Amsterdam e di Saigon, la Gara du Nord a Bucarest, un lungo percorso di definizione di una tua propria identità, il salto estremo e finale per superare il grigiore della routine sessuale di gang bang pornografia ammucchiate casalinghe timidi esperimenti omosessuali sadomaso estremo, la noia quotidiana, annientare la solitudine, convivere con la confusione.&lt;br /&gt;La confusione di un senso di appartenenza tradito.&lt;br /&gt;Vieni nel retto della troia - getto copioso di malattia.&lt;br /&gt;Adesso, stai bene. Felice e rilassato.&lt;br /&gt;Anche se sei paonazzo, distrutto, coperto da una patina di sudore. Hai trasmesso una parte del tuo essere a questa maledetta, inutile donna. Era quello che voleva, che aveva accettato come le altre rispondendo al tuo annuncio in quel newsgroup web, ed era quello che volevi anche tu ovviamente. Condividere la solitudine assoluta, dirsi meno soli uccidendosi lentamente.&lt;br /&gt;Non stai neanche a prendere il fazzoletto che ti porge con movenza felina, per pulirti il cazzo incrostato di sperma e rimasugli organici . La vedi andare via, ma prima risistemarsi i collant, le mutandine nere, il reggiseno in un disperato tentativo di riacquistare un contegno civile.&lt;br /&gt;Te ne stai immobile sulla sedia, a contemplare le evoluzioni della spogliarellista dietro il vetro e ti sfugge persino il timido grazie della segretaria, pronunciato nell’atto di scomparire oltre il buio della porta per celebrare il dono di cui l’hai omaggiata.&lt;br /&gt;Ci sei solo tu adesso. Ed è proprio con questa consapevolezza che ti accasci a terra e percepisci, nitidamente, il tuo ultimo respiro e per quanto possa sembrare insensato o stupido il tuo unico rimpianto è l’aver lasciato un corpo così disfatto, uno spettacolo indegno per chi ti troverà dentro la stanzetta.&lt;br /&gt;Ma d’altronde si vive di rimpianti.&lt;br /&gt;E a volte di rimpianti si muore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-407256147710586735?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/407256147710586735/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=407256147710586735' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/407256147710586735'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/407256147710586735'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2009/08/urinal.html' title='URINAL'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/SpeNFjqzkFI/AAAAAAAAAx0/POLF7n6mS0s/s72-c/amsterdam-red-light-district%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-8703639207802037721</id><published>2009-08-27T09:24:00.002Z</published><updated>2009-08-27T09:28:23.600Z</updated><title type='text'>Cioran &amp; Puttane</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/SpZRJGSS1sI/AAAAAAAAAxk/_sOMHnSmB6g/s1600-h/totale[1].jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5374572422061283010" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 196px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/SpZRJGSS1sI/AAAAAAAAAxk/_sOMHnSmB6g/s400/totale%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Via della Villa di Plinio scompare allo sguardo incuneandosi tra la tenuta presidenziale ed una pineta sempre più erosa dagli incendi estivi, un abborracciato e malmesso percorso di asfalto tutto curve posizionato tra lo slargo del Dazio, gli ultimi stabilimenti e la via Litoranea che da Ostia conduce a Torvajanica fendendo i chilometri di macchia mediterranea e di spiaggia libera.&lt;br /&gt;Il cielo grigio d’inverno è muto spettatore della vita nelle baraccopoli di immigrati, frettolosamente erette nel ventre della pineta e silenziosamente tollerate dalla incuria delle istituzioni, condomini di latta e cartone, stufette a gas, volti neri di miseria che si aggirano spettrali e smunti tra i tronchi caduti dei pini, tra i cespugli, come cercatori dimenticati di una corsa all’oro fuori tempo massimo – sentieri sterrati e camminamenti concentrici che disegnano crop circles di isolazionismo monadico, il luogo ideale per raggiungere l’imperativo interiore dell’annichilimento. Nessun suono, se non quello del frinire dei grilli e qualche raro cinguettio di uccelli, il rumore dei propri passi che impattano sull’erba e sui sassi.&lt;br /&gt;Capita a volte di incontrare qualche raro praticante di jogging, episodici e sfuggenti occhi che si fondono e si scrutano per poi dimenticarsi e scomparire dopo la prima curva; un tempo, le rovine della villa che fu di Plinio erano ritrovo di satanisti ed incauti esoteristi che scambiavano Pan e capri dei boschi per un surrogato recettizio del Principe dei Demoni, sentivi le litanie di notte, il rullare di certi tamburi, flauti, piccole luminescenze ambrate che solleticavano il nero della notte.&lt;br /&gt;A ridosso della pineta, scorre una lingua d’acqua melmosa chiamata Canale dei Pescatori, principalmente perché è usato dai pescatori di Ostia per ormeggiare le loro barche; una notte, io ed altri tre amici che ci eravamo spinti al limitare della boscaglia, mentre gettavamo uno sguardo distratto alla consistenza insondabile dell’acqua vedemmo una processione di barchette in miniatura, su ognuna delle quali svettava una candela, erano decine, centinaia, una colata di fuoco che squarciava l’oscurità. Provenivano dal nulla, da un punto non identificabile, probabilmente erano state delicatamente posizionate sul pelo dell’acqua da una mano esperta, sufficientemente veloce e leggera.&lt;br /&gt;Ormai anche i satanisti però si sono dovuti arrendere; un cappuccio nero e la benedizione di Satana non sono protezione sufficiente quando può capitare di imbattersi in un clandestino albanese o in un Rumeno latitante abbrutiti da anni di permanenza selvatica. Ogni tanto la polizia, quando si degna di intervenire per abbellire la campagna elettorale di qualche politico, rinviene persino cimiteri nascosti nel folto del verde, a due passi dagli agglomerati da favelas; inutile dire le malattie, scabbia, tubercolosi, infezioni di ogni genere, il freddo ed il caldo, l’umidità che imputridisce le pareti di cartone. Non-esistenza all’ennesima potenza.&lt;br /&gt;Ma la Villa di Plinio è famosa soprattutto per le puttane; la sua estensione planimetrica, l’essere fuori mano e circondata dal nulla, l’ha resa per decenni una alcova post-pasoliniana di incontri furtivi tra i rami degli alberi. Non a caso praticanti di jogging e pensatori solitari a volte devono prodursi in uno slalom carnale tra preservativi, bottiglie di plastica e materassi gettati a terra, letteralmente decomposti ma utili per i clienti più avventurosi per consumare amplessi orizzontali.&lt;br /&gt;Ogni tipologia di servizio sessuale con annesso genere ha la sua precisa dislocazione, una topografia del desiderio che nessuna istituzione riesce a combattere o a smantellare; i trans costeggiano con le loro macchine ed i camper l’imbocco della strada, proprio a cento metri scarsi da uno degli ingressi secondari della tenuta del Presidente della Repubblica, zona di erba incolta, alberi caduti e qualche famiglia camperista che si confonde equivocamente ai trans. Carrellata di carne ibrida, tette siliconate, ormoni e testosterone in libera uscita, confusione mentale (di trans e clienti) e cazzi macilenti – anche qui, malattie a profusione.&lt;br /&gt;Di notte si segnalano con lucette tascabili, ed è tutto un vorticare di questi tubetti fluorescenti; non vedi nulla fino a quando non te li trovi davanti, statuari, mitologici quasi nel loro assemblaggio di tette e cazzi e volti semifemminili.&lt;br /&gt;Prima, sulla litoranea o davanti gli stabilimenti, ci sono le slave e le nigeriane, qualche rara cinese, una condivisione territoriale equamente studiata dai racket etnici; macchine di clienti a velocità ridotta avanzano nella notte, tra lo sfarfallare arancio dei lampioni. Immagini la loro solitudine, il loro frettoloso e patetico liberarsi della famiglia e &lt;em&gt;dalla&lt;/em&gt; famiglia con qualche scusa, escono di casa col cazzo pulsante dentro le mutande, tante idee necessariamente confuse nel cervello e il cuore in gola, il pensiero della caccia, della scelta, del passare in rassegna le fisionomie delle puttane valgono molto di più dello stereotipato rituale della contrattazione e della scopata in lattice. Uomini che abdicano all’umanitarismo spicciolo della Caritas e dei giornali progressisti, che voltano le spalle alle regole minime della socializzazione consapevole e che sembrano gettarsi nell’ammonimento cioraniano secondo cui "&lt;em&gt;il dovere di un uomo solo è di essere ancora più solo&lt;/em&gt;" (Lacrime e Santi, p.66) – le loro solitudini tracimano, collimano, si sfiorano languidamente, avvinte dalla preoccupazione di tastare carne ancora pura, la pia illusione di cavare dal mazzo la carta vincente, la puttana ingenua e silenziosa appena giunta dal suo Paese, appena risvegliata dall’illusione di una vita migliore non da baci di favola ma da stupri e pestaggi variamente assortiti. Protettori spietati, laidi, cinici e sadici; usano la carne femminile come in una via di mezzo (e via crucis) tra bordello e macelleria.&lt;br /&gt;Quarti di carne e buchi per rapidi scaricamenti di palle – alcuni però vogliono instaurare una conversazione, vogliono autoingannarsi, elidere il quoziente di mercificazione e fingere che quella scopata da sedile anteriore sia una estensione logica e necessitata della vita di ogni giorno, una forma avvilente di colloquio in cui due solitudini inespresse emergono e si incontrano per rendersi ancora più sole. Suppongo che molti di loro vorrebbero riscattare le puttane, nemmeno considerarle prostitute ma ragazze sfortunate, troppa televisione per famiglie nelle sinapsi e nei neuroni, troppe sfilate di c’è posta per te, tronisti e lacrime a buon fine – lontani dal "&lt;em&gt;in ogni modo la mia vita da studente è trascorsa sotto il fascino della Puttana, all’ombra della sua degradazione protettrice e calorosa, persino materna&lt;/em&gt;" (Cioran, "esercizi di ammirazione", p. 183). Lontani da quel romanticismo weiningeriano della prostituzione, e del bordello.&lt;br /&gt;Qui siamo in territori diversi, radicalmente diversi; ontologia del buco femminile per arrivare alla negazione di se stessi. Per negare i propri fallimenti, le proprie cadute, le discese verticali, togliere di colpo la sofferenza e il dolore che ci si porta dietro nel relazionarsi agli altri. Distruggere la coscienza, nella lordura della prostituzione, abbassare quanto di più sacro crediamo di avere, la calda confortante dignità della famiglia, allontanarsene con confusa convinzione – "&lt;em&gt;la coscienza interviene nei nostri atti solo per turbarne l’esecuzione, la coscienza è una perpetua messa in discussione della vita, è forse la rovina della vita" (Cioran, "esercizi di ammirazione&lt;/em&gt;", p. 101).&lt;br /&gt;Vogliono una malattia che sia testimonianza di questa lordura. Chiedono rapporti non protetti, forma evoluta di roulette russa venerea, per riportare a casa uno spicciolo simulacro di trasgressione serale. Idealizzare una donna, la propria madre, la propria fidanzata, la propria moglie, sposata al culmine di un rituale articolato ed emotivamente complesso, per poi insozzarla a posteriori, renderla umana. Troppo umana. Estirparla dalla cornice, sventrarne la tela.&lt;br /&gt;" &lt;em&gt;Quando perfino il vuoto ci appare troppo pesante o troppo impuro, ci precipitiamo verso una nudità di là da ogni forma concepibile di spazio, mentre l’ultimo istante del tempo raggiunge il primo e vi si dissolve&lt;/em&gt;" (Cioran, "il funesto demiurgo", p.103).&lt;br /&gt;Uomini che vogliono la carne. La consistenza di mani umidicce di sperma e sudore. Odori e afrori baccanaleschi, la sofferenza di lacrime che devono ancora essere piante, profumi dozzinali, abiti scosciati. Si ingannano. Perdono tutto. Soli con l’universo, e la sua pastosa consistenza, vivendo sotto la beatitudine di un masso.&lt;br /&gt;Un atto di voracità, di rapacità…la moglie che a casa si strugge nel dubbio, domande senza risposta, persino quando il marito torna a casa avendo su di sé l’odore chiaro e manifesto di un’altra donna, cercare di considerare quel tradimento un non-tradimento, una mera scappatella, un capriccio, un inconsistente incidente di percorso. Quando i loro umori si mescolano e si fondono nella malattia condivisa – sicuramente l’AIDS, l’herpes, la candida, siamo ridotti ad un virus, alla non-esistenza elevata a discorso di cazzo e fica.&lt;br /&gt;Voglio più figli innocenti da piangere. Più miserabili prostitute illuse, ingannate e rinvenute nel greto di un torrente, acqua verdastra e fangosa del canale; genitori tardivamente estasiati, in aula di processo, chiamati a rievocare le mirabolanti bellezze delle loro figlie rinvenute cadavere, quando fino al giorno prima non sapevano nemmeno che fine avessero fatto. E probabilmente erano stati proprio loro a causarne il definitivo allontanamento da casa, tra abusi, violenze domestiche e alcolismo molesto.&lt;br /&gt;Parlano di luce e blaterano di candidi sentimenti new age, vendibili facilmente a giornali scandalistici che indulgendo al più bieco sentimentalismo venderanno quelle lacrime, in un circuito di prostituzione totale e circolare.&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Non voglio più collaborare con la luce né adoperare il gergo della vita!&lt;/em&gt;" (Cioran, "Sommario di decomposizione", p. 122) – dovrebbero tenerlo a mente, quando seduti sullo scranno dei testimoni e sottoposti al fuoco di fila di domande di accusa, difesa e giudice si sciolgono in un pianto dirotto che non sai mai da cosa sia determinato. Da promesse non eque, dalla vergogna di una figlia puttana ed uccisa, sbandierata ai quattro venti come paradigma di una ricca vita, quindi compiangendo se stessi, oppure per un qualche esoterico retaggio di dolore parentale fuori tempo massimo.&lt;br /&gt;Dovrebbero tenerlo a mente ogni volta che si autoingannano parlando di bontà e di ricordi fiabeschi, memorie totalmente false e consolatorie.&lt;br /&gt;Dovrebbero, semplicemente, tenerlo a mente. Sempre.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-8703639207802037721?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/8703639207802037721/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=8703639207802037721' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/8703639207802037721'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/8703639207802037721'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2009/08/cioran-puttane.html' title='Cioran &amp; Puttane'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/SpZRJGSS1sI/AAAAAAAAAxk/_sOMHnSmB6g/s72-c/totale%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-815107793731391867</id><published>2009-08-26T19:13:00.002Z</published><updated>2009-08-26T19:15:22.527Z</updated><title type='text'>Saturno Buttò da Mondo Bizzarro</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/SpWJjTdKDyI/AAAAAAAAAxc/UZEzZQlrl5Q/s1600-h/Senza+nome.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5374352969947549474" style="DISPLAY: block; 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MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/SmStv_GwQxI/AAAAAAAAAxU/F76oBD2Cf8c/s400/Bizarre.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non lo capiscono fino a quando non si trovano davanti al coltello che scende sui seni, lentamente, in modo sinuoso e preciso - l'aria rarefatta dentro una cantina dalle pareti scrostate, il dolore agonizzante del petto che sballonzola una muta richiesta di pietà.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non sanno quello che le attende, un party privato di estetica crudeltà misogina e di ferite che difficilmente si rimarginano; purulente ebollizioni scariche disumane come escrementi di cane spiattellati sulle pareti della stanza, un corpo nudo ferito sanguinante aperte le cicatrici riaperte dopo la suppurazione, feedback, larsen, cortocircuitazioni delle corde vocali elettroniche l'urlo infinito della sofferenza nel cuore dell'abisso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tre cd, re-release di un fetido ammasso di power electronics junkie e deviante, 14 canzoni per il primo cd, 14 per il secondo, 16 per il terzo, tutte innominate come giustamente si conviene all'atrocità aurale proposta. Non cercate di capire, non cadete nel loro stesso errore - l'errore muta in terrore, in coltelli seghettati e dalle lame scrostate sporche di sangue raggrumato croste nerastre ampiamente putrefatte.&lt;br /&gt;Fetore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Carne marcia.&lt;br /&gt;Piscio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vomito.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I video privati della collezione di Jamie Gillis. Kelly Stafford che ingoia l'urina di Rocco in una camera di albergo a Parigi - rudi gang bang da sottoscala di motel. GGG allo stadio terminale, dove tutto è a pagamento a parte l'AIDS.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'universo di Bizarre Uproar.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-5743073630306504733?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/5743073630306504733/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=5743073630306504733' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/5743073630306504733'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/5743073630306504733'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2009/07/bizarre-uproar-liha-evankeliumi.html' title='Bizarre Uproar - Liha-Evankeliumi'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/SmStv_GwQxI/AAAAAAAAAxU/F76oBD2Cf8c/s72-c/Bizarre.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-2633123554772263997</id><published>2009-07-20T17:26:00.004Z</published><updated>2009-07-20T17:41:24.340Z</updated><title type='text'>Oltre lo specchio - analisi di un tabù</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/SmSrTphEOaI/AAAAAAAAAxM/MUgn5V_Qhb0/s1600-h/dead.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5360597810528139682" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 347px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/SmSrTphEOaI/AAAAAAAAAxM/MUgn5V_Qhb0/s400/dead.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Uno dei principali tabù culturali della società contemporanea è senza ombra di dubbio la pedofilia - sono estremamente rare le analisi lucide, non gridate nè sensazionalistiche che affrontino questo delicato e scottante argomento. Eppure la prima, grande sorpresa emerge dal termine stesso, dato che una definizione univoca della pedofilia non esiste. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Aldilà delle questioni meramente nominali, un autorevole studioso, Cosimo Schinaia, tra i primi in Italia ad aver approntato una task-force di studiosi, analisti, psicoterapeuti dedicatisi alla analisi e al trattamento di pedofili, ha messo brillantemente in luce come non sia corretto parlare di pedofilia al singolare, ma di come il termine debba essere declinato al plurale. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pedofilie.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per lungo tempo tanto la psichiatria quanto la criminologia indulgendo in una sorta di curiosa &lt;em&gt;pruderie&lt;/em&gt; (frutto di un equivoco freudiano; quello del bambino perverso polimorfo) hanno evitato qualunque studio serio ed organico, riprendendo il tema pedofilico come surrogato della sodomia. Non solo, ma sempre Freud in due suoi testi decisamente controversi (“&lt;strong&gt;Dostoevskji e il Parricidio&lt;/strong&gt;” e soprattutto “&lt;strong&gt;Introduzione al Narcisismo&lt;/strong&gt;”), e dopo aver fondamentalmente rinnegato la sua originaria impostazione, vede nella accusa di pedofilia un costrutto narcisistico del bambino stesso – questo ha portato gli psichiatri freudiani a sottovalutare in modo enorme la portata del tema o a relegarla al rango di pederastia come sinonimo strutturale del rapporto omosessuale. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In realtà la pederastia classico-ellenica era propriamente quel che noi intendiamo per pedofilia, relazione minore-adulto con tentativo di iniziazione sessuale e culturale (la paidika socratica…ma non solo, basta considerare che il diritto penale ateniese arrivava a considerare lo stesso fenomeno o estremamente formativo oppure estremamente dannoso, la discriminante risiedendo nella condizione di insegnante/pedagogo dell’adulto, cfr. Cantarella “&lt;strong&gt;Secondo Natura&lt;/strong&gt;”), e si trattava eminentemente di pedofilia omosessuale la qual cosa ha fatto scivolare il termine pederastia verso l’omosessualità tout court.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il “problema” freudiano si è riverberato nella trattatistica psichiatrica, basti pensare che su decine e decine di trattati, manuali, opere monografiche sulle parafilie il termine pedofilia compare solo in tre casi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma lo stesso Krafft-Ebing, a cui Freud si era ispirato per le parti di sessuologia, aveva derubricato la pedofilia, visto che riteneva esservi perversioni ben peggiori come la necrofilia. Questo ha comportato un ritardo mostruoso nell’approccio al tema/problema. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ad ogni modo per tornare all’assunto di Schinaia, condiviso da molti terapeuti (basta leggere i saggi che compongono il volume “&lt;strong&gt;Pedofilia – stato dell’arte sulle perversioni pedosessuali&lt;/strong&gt;” a cura di Marco Casonato), la declinazione del termine deve essere necessariamente al plurale; perché non esiste una sola pedofilia, ma una molteplicità. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La prima distinzione operata in criminologia è tra pedofilia &lt;em&gt;tout court&lt;/em&gt; e perversione pedofila (quella sconfinante nell’abuso) ; tecnicamente la pedofilia (la cui etimologia significa “amore per i bambini”) non implica l’atto sessuale, il quale può essere sublimato dalla mente del pedofilo senza alcuna traccia di contatto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La perversione pedofila invece, nelle sue varianti (semplice, sadica, omicida), sfocia necessariamente nell’abuso e nei comportamenti criminali di cui leggiamo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Da cosa nasce la mente pedofila? Fondamentalmente non necessariamente, come sentiamo dire, da abusi ricevuti nell’infanzia – a livello definitorio si tratta di una cristallizzazione narcisistica che fa regredire la mente allo stadio infantile, per cui ci si può relazionare soltanto asimmetricamente con chi è meno formato e strutturato. Più infantile-narcisistico sarà il pedofilo, più piccolo sarà l’oggetto del suo desiderio; tuttavia questo non implica che ci debba essere un relazionarsi sessualmente orientato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per lungo tempo la relazione non sessuale (ma che oggi comunque riterremmo morbosa) tra adulto e minore/bambino è stata tollerata e vista come elemento necessitato in alcuni circoli - il caso più eclatante è certamente quello di Lewis Carroll, il matematico autore di &lt;strong&gt;Alice nel Paese delle Meraviglie&lt;/strong&gt;, riconosciuto estimatore di nudi di bambine che in molti casi realizzava egli stesso. La sua modella preferita, Alice Liddell, contribuirà a dare il titolo all’opera letteraria per cui oggi Carroll è maggiormente conosciuto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma l’intera storia della fotografia è costellata di casi simili, anzi si potrebbe dire che la genesi della fotografia si accompagna alla pedofilia, penso ai casi di Oscar Gustave Rejlander, considerato il padre della moderna fotografia, e di Julia Margaret Cameron. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nessuno dei tre citati ha mai avuto rapporti di abuso/sessuali con i minori utilizzati come soggetti per le loro foto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma anche in letteratura le cose non stavano poi in modo tanto diverso se si considera che il protagonista di Morte a Venezia, Aschenbach, è un pedofilo raffinato ed estetizzante, Stavroghin il protagonista de &lt;strong&gt;I Demoni&lt;/strong&gt; di Dostoevskji è un assassino sadico che confessa con piacere l’omicidio di un ragazzino, ovviamente l’Humbert Humbert nabokovoviano, senza contare nelle arti figurative Hans Bellmer, Balthus (fratello di Pierre Klossowski) – ma da quando, quindi la pedofilia diventa un panico sociale ? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La criminalizzazione di massa della relazione adulto-minore prende avvio negli anni trenta, sulla scia di alcuni fraintendimenti psicanalitici (Kraepelin teorizza ad esempio che il pedofilo sia uno psicotico grave…la psicosi comporta e porta ad atti di violenza quasi meccanici, da qui ne consegue che la pedofilia è considerata sempre foriera di violenza) e soprattutto dalla emersione prepotente della riconsiderazione critica del passato, frutto in una certa misura del pensiero della crisi (lo stesso Freud ne “&lt;strong&gt;Il Disagio della Civiltà&lt;/strong&gt;” si lascia andare a considerazioni contraddittorie rispetto alla sua precedente produzione. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Del 1932 uno studio sulla “pedofilia vittoriana” in cui i fotografi che ho citato prima vengono dipinti per la prima volta come “mostri”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il “mostro pedofilo” inizia a diventare un paradigma di un più esteso panico sociale – i regimi totalitari, sul versante criminologico, ritenendo il delitto una estrinsecazione borghese ( e quelli a fine di piacere peggio ancora…) abdicheranno allo studio del fenomeno, tanto che il Terzo Reich metterà al bando alcuni testi (anche perché redatti da psichiatri ebrei, come &lt;strong&gt;Der Sadist&lt;/strong&gt; di Berg, sul Mostro di Dusseldorf e &lt;strong&gt;Storia di un Lupo Mannaro&lt;/strong&gt; di Lessing). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma a dire il vero le sedicenti democrazie non andranno tanto più in là se si considera che il rapporto Kinsey sulla sessualità negli USA si guardò bene dal prendere in considerazione la pederastia…&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ad un certo punto poi nasce una ulteriore distorsione; la pedofilia diventa funzionale al mantenimento dello &lt;em&gt;status quo&lt;/em&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Diventa “normalizzazione” in senso foucaultiano; si crea il mito negativo, questo mito genera panico e terrore, la proba cittadinanza ne sarà giustamente spaventata e chiederà aiuto allo Status Quo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lo stesso Foucault non a caso è ritenuto, a torto o a ragione, il primo organico teorico dell’orgoglio pedofilo (anche se la espressione è eccessiva e decisamente fuorviante), prevalentemente nei suoi saggi sulla storia della sessualità ma soprattutto in &lt;strong&gt;La Loi de la Pudeur&lt;/strong&gt;, pubblicato in Recherces nel 1979, laddove il filosofo francese ricostruisce un caso giudiziario in cui un contadino avrebbe “carezzato” una ragazzina e da cui nacque un infamante processo giudiziario.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Curioso notare come si dica spesso che la pedofilia è un fenomeno in allarmante crescita quando invece gli studiosi del settore devono ammettere candidamente che non c’è nessun aumento, ma al massimo è aumentata la percezione che abbiamo della incombenza pedofila (Miller “Il &lt;strong&gt;bambino inascoltato&lt;/strong&gt;”) nella società contemporanea.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il crimine pedofilo in realtà non è né in aumento né in diminuzione ma: innanzitutto è metodologicamente scorretto considerare la pedofilia solamente come un “crimine” nel senso giuridico del termine. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Perché questo postulerebbe un approccio soltanto tecnico-repressivo del tutto inutile – visto che il pedofilo non ha alcuna cognizione del commettere un crimine dal punto di vista sociale, può avere rimorsi dovuti alla criminalizzazione e alla percezione di fare qualcosa di “ingiusto” ma in una ottica di formazione relazionale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il pedofilo deve essere eventualmente seguito, trattato, non abbandonato e soprattutto non destinato alla morte sociale; la morte sociale implica che il pedofilo estremizzi il suo vissuto e si spinga alla commissione di atti delittuosi spesso omicidiari.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quello che è davvero in aumento è il numero delle campagne sensazionalistiche che “vendono” la pedofilia come enorme industria internazionale. in Italia il primo tentativo di seguire questa strada si ha nel 1998 con il libro&lt;strong&gt; I Santi Innocenti&lt;/strong&gt; di Claudio Camarca – scrittura emozionale, orrorifica e non tecnica che mira a presentare il “mostro” e a sbatterlo in prima pagina. Questi libri non vogliono informare ma solleticare gli istinti repressivi più bassi; non a caso la pedofilia in questi libri è sempre presentata a braccetto con altri due enormi tabù, il satanismo e il nazionalsocialismo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La legislazione italiana non aiuta, anzi; sembra redatta sull’onda del sensazionalismo emotivo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La legge 269/1998, che è la normativa quadro in tema di sfruttamento sessuale di minori e detenzione di materiale pedopornografico, commina sanzioni draconiane senza nemmeno peritarsi a definire i termini pornografia e pedofilia, tanto che come fu messo in luce in vari convegni la sua applicazione letterale potrebbe portare in galera persino un genitore che conservi sul pc le foto del bimbo a cui ha fatto il bagnetto…ma il legislatore si è spinto oltre; il 25 gennaio del 2006 ha fatto un &lt;em&gt;addendum&lt;/em&gt; normativo all’art. 600-quater del codice penale, stabilendo il terrificante reato di detenzione di immagini di pedopornografia “virtuale”; l’articolo è una gemma di ipocrisia giuridica, visto che non punisce la detenzione di foto o di materiali reali, ma soltanto di immagini disegnate, in &lt;em&gt;morphing&lt;/em&gt; e comunque finte...alla stregua di questa norma, chi ha un Balthus nella sua collezione pittorica o un libro di disegni di Bellmer sarebbe passibile di incriminazione.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-2633123554772263997?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/2633123554772263997/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=2633123554772263997' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/2633123554772263997'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/2633123554772263997'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2009/07/oltre-lo-specchio-analisi-di-un-tabu.html' title='Oltre lo specchio - analisi di un tabù'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/SmSrTphEOaI/AAAAAAAAAxM/MUgn5V_Qhb0/s72-c/dead.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-5597840860952930176</id><published>2009-07-20T13:08:00.004Z</published><updated>2009-07-20T13:21:03.131Z</updated><title type='text'>The hunt for Britain's paedophiles</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/SmRshUZ9xLI/AAAAAAAAAxE/bUxyi-0dRT4/s1600-h/the+hunt.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5360528776146830514" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 241px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/SmRshUZ9xLI/AAAAAAAAAxE/bUxyi-0dRT4/s400/the+hunt.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nel suo saggio “&lt;strong&gt;Metafora dell’Occhio&lt;/strong&gt;”, interamente dedicato a “&lt;strong&gt;Storia dell’Occhio&lt;/strong&gt;” di Georges Bataille, Roland Barthes si chiedeva “&lt;em&gt;Storia dell’occhio è veramente la storia di un oggetto. Come può un oggetto avere una storia&lt;/em&gt;?” – quarant’anni e molte paranoie dopo, i legislatori di mezzo mondo sembrano aver raggiunto una risposta soddisfacente al quesito pur focalizzando la loro attenzione sull’ambito criminologico della lotta alla pedopornografia e non su quello della semiotica e della critica letteraria.&lt;br /&gt;Per Barthes un oggetto poteva avere una sua specifica storia per via delle trasmigrazioni di senso e di esperienza, passando di mano in mano si autoreplicava immutato nella sostanza ma accumulando l’immagine di ciò che lo circonda; per i Governi che, spinti dal panico sociale, decidono di dedicare un po’ del loro prezioso tempo ad infliggere sanzioni draconiane a pedofili veri e/o presunti, la pedopornografia opera più o meno come l’occhio analizzato da Barthes.&lt;br /&gt;Un video, un singolo frame, una fotografia, nel momento in cui sono realizzati e immessi nella rete web diventano qualcosa di altro rispetto alla loro matrice pur rimanendo strutturalmente immutati; in questa prospettiva quindi la creazione, la detenzione, la compravendita devono essere puniti in maniera esemplare (alla Foucault) ma più di ogni altra cosa deve essere sanzionata la circolazione. Perché è proprio la circolazione che vampirizza l’energia esistenziale del minore ripreso e gli infligge nuove ferite, nuovo dolore, nuova sofferenza – un passo non troppo breve separa la semiotica barthesiana dalla ratio delle leggi antipedofilia, ma a questo siamo arrivati.&lt;br /&gt;E se i legislatori, avvinti come sono dal soggiacere supini e proni ai capricci della plebe scatenata, non vanno troppo per il sottile quando si tratta di analisi di fenomeni complessi, articolati e spinosi, figuriamoci i giornalisti; avvezzi da sempre a pasteggiare coi residui ancestrali delle paure popolari e a vendere fobie e mostri, alcune volte creati ad hoc, ci propongono e propinano una vasta sequenza di determinismo d’accatto, cospirazioni globali, orrori insondabili cinici e laidi mostrati in ogni (patologico e sordido) dettaglio, titillano le corde della rabbia e della esasperazione, reificano il dolore e lo strazio e li rendono lussuriosi momenti pornografici devoluti alla soddisfazione dei capricci plebei.&lt;br /&gt;Il pane governa la massa, il pane e i giochi circensi; ma al posto dell’anfiteatro Flavio, la scatola catodica ingolfata di vigilantes che, prendendo il posto dei gladiatori, cacciano senza sosta e senza tregua i pedofili e i mostri.&lt;br /&gt;E’ così che Bob Long, un produttore televisivo inglese, colto da improvvisa epifania all’inizio del nuovo millennio, ha deciso di realizzare un affresco sulla pedofilia britannica; uno spaccato infernale e laido di congreghe di pedofili decisi a rovinare più infanzie possibili per loro puro diletto, dal significativo e sensazionalistico titolo di &lt;strong&gt;THE HUNT FOR BRITAIN’S PAEDOPHILES&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Long ritiene che sia internet a creare pedofili; spiega la sua scarna ed essenziale filosofia al Times, dicendo che un ragazzo inizia generalmente guardando normale pornografia eterosessuale, poi annoiato ed assuefatto passa a scenari più truculenti, video con animali, con escrementi, stupri e sadomaso estremo. Per poi terminare la sua maratona afrodisiaca in un tripudio di pedofilia. Si tratta della estrema semplificazione di una teoria, quella dei “kicks”, che già presta il fianco a molte critiche di suo visto che postula l’incidenza del fattore stimolante sulla formazione dei gusti e della personalità.&lt;br /&gt;Uno dei più autorevoli sostenitori di questa tesi, Ray Wyre, è un criminologo estremamente controverso, accusato di aver creato egli stesso falsi pedofili per fini di promozione commerciale – di certo c’è che la sua metodologia operativa è discutibile.&lt;br /&gt;Long, come Wyre, mutua le sue massime dalle dichiarazioni rilasciate dagli stessi pedofili (a loro o alla polizia); uno dei pedofili intervistati nel documentario è un ventinovenne di belle speranze con una “normale” vita sociale e affettiva, che una volta arrestato “ammette” di essere diventato pedofilo a causa della prolungata esposizione alla pornografia su internet. Non è facile dire se Long creda davvero a queste idiozie o se al contrario ci creda per mere ragioni di cassetta; ma è facile controbattere a queste asserzioni che un arrestato, soprattutto quando parliamo di crimini infamanti come la pedofilia i quali crimini generalmente determinano demonizzazione e morte sociale del reo (o del semplice accusato…), cerca giustificazioni e vie di uscita. Ted Bundy, pur di sfuggire alla pena di morte, inventò varie versioni delle cause scatenanti dei suoi crimini, dall’infanzia malandata alle delusioni d’amore, dalla pornografia estrema all’alcolismo – ammettendo che una di quelle cause fosse vera (ma restano dubbi estremamente ampi), le altre erano delle mere balle addotte come scusa.&lt;br /&gt;Dire che la colpa della propria indole sessuale deviata è di internet rappresenta la via più facile per lavarsi la coscienza e scaricare le proprie responsabilità. Anche perché sia il pedofilo sia Long sono costretti ad una palese menzogna e cioè ad affermare che il fatto di reperire pedofilia su internet sia facile; chiunque abbia un minimo di familiarità col web sa perfettamente che reperire materiali pedopornografici non è facile per niente e che, soprattutto, solo in rarissimi casi, si finisce per visitare siti pedofili per puro caso. Molto spesso questi siti sono occultati tra le pieghe invisibili della rete, protetti da sistemi elaborati di crittografia e da password sofisticate – è evidente che l’esposizione di una persona alla pedofilia su internet è blanda, ai limiti dell’inesistente. Quindi su certi siti ci si va con piena pienissima cognizione di causa.&lt;br /&gt;Ma il piatto forte del documentario, la sua impalcatura potremmo dire, è il seguire passo passo le vicende di Operation Doorknock, una gigantesca operazione antipedofila che ha condotto all’arresto di centinaia di (presunti) pedofili e alla disarticolazione di un network che, parole della polizia, ha operato per “30 anni, abusando di migliaia di ragazzini e di ragazzine”. Un network simile somiglia più a qualche internazionale paramassonica o agli Illuminati di Baviera che non ad una realtà effettiva, ma si sa il senso del ridicolo e delle proporzioni quando si parla di pedofilia spesso va a farsi benedire.&lt;br /&gt;Un altro piatto forte dei sensazionalisti è ovviamente la duplicità della natura del pedofilo – in apparenza una persona ragionevole, intelligente, affabile, di buone maniere, ma in realtà un mostro privo di scrupoli e di rara crudeltà.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Più o meno è così che ci viene “venduto” Mark Hanson, un quarantunenne presentato letteralmente come “nice guy” – gli intervistatori fingono di non sapere, o vogliono farci credere di non sapere, di quali crimini si è reso responsabile. Solo così d’altronde possono venderci il “colpo di scena”, emozionalmente intrigante per le casalinghe meno evolute, di giustapporre il “nice guy” alle foto che vengono sequestrate a casa sua e che lo vedono intento a stuprare ragazzini di sei anni.&lt;br /&gt;Sarebbe stato più onesto e ligio ai fatti presentarlo per quello che era in effetti, senza prima doverlo santificare e poi insozzare; ma il contrasto, ovviamente, ha il suo perché in termini di audience.&lt;br /&gt;Per non farsi mancare nulla, i documentaristi ci informano che Hanson poco dopo l’intervista, dovendo fronteggiare la prospettiva dell’ennesima lunga detenzione, si è tolto la vita – altro giochetto iper-emozionale, visto che lo shock e il dispiacere iniziale è mitigato da un “pellegrinaggio” in compagnia di un poliziotto sui luoghi utilizzati da Hanson per violentare le sue giovanissime vittime. Davanti a tanto conradiano cuore di tenebra, ogni genere di empatia e di umana pietà vanno a farsi benedire e la troupe può tirare un sospiro di sollievo perché un ennesimo mostro ha smesso di rappresentare un pericolo per i ragazzini.&lt;br /&gt;Una curiosa contraddizione per chi dice a parole di essere così attento alla santità della vita umana.&lt;br /&gt;Naturalmente visto che non ci si potrebbe accontentare di mostrare singoli pedofili slegati gli uni dagli altri, è decisamente preferibile accodarsi alle storie di mostruose internazionali organizzate e dedite al turpe mercimonio delle carni infantili; addirittura viene mostrato il booklet autoprodotto di una sorta di Fight Club pedofilo, in cui l’abuso viene descritto eufemisticamente come “the hobby”, con tanto di decalogo e regole comportamentali.&lt;br /&gt;Dal punto di vista tecnico, si tratta di un solido docudrama; niente colonna sonora, né voce fuori campo, si segue l’operato di una task force anti-pedofila composta da quindici poliziotti e sei tra psichiatri e criminologi civili, la troupe si limita a porre le domande ai pedofili e ai loro “cacciatori” e a qualche episodio di turismo dei sentimenti come quello sopra descritto. Due anni di riprese, ventimila ore di girato, tanto dolore.&lt;br /&gt;E tantissimo sensazionalismo. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-5597840860952930176?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/5597840860952930176/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=5597840860952930176' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/5597840860952930176'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/5597840860952930176'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2009/07/hunt-for-britains-paedophiles.html' title='The hunt for Britain&apos;s paedophiles'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/SmRshUZ9xLI/AAAAAAAAAxE/bUxyi-0dRT4/s72-c/the+hunt.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-4641160625975060195</id><published>2009-07-06T18:22:00.003Z</published><updated>2009-07-06T18:35:59.394Z</updated><title type='text'>La bellezza mutilata</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/SlJDl0yF37I/AAAAAAAAAw8/6oGIheg07oA/s1600-h/enangola1[1].jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5355417223999905714" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 296px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/SlJDl0yF37I/AAAAAAAAAw8/6oGIheg07oA/s400/enangola1%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Viviamo nell'epoca delle pari opportunità - quindi potrebbe stupire l'indignazione che ha circondato la nascita e lo svolgimento del concorso di bellezza  per ragazze mutilate (specificamente a causa dello scoppio di mine antiuomo). Ma poi viene da pensare che si tratta pure dell'epoca del politicamente corretto, nel cui nome il menomato dovrebbe/potrebbe solo essere compianto tra strali di affettuosa carineria e smielata partecipazione emotiva catodicamente riaggiornata, sarebbe invece sconveniente supporre che possa decidere di partecipare (senza coartazione psicologica) ad un contest di bellezza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La donna mutilata è &lt;em&gt;bella&lt;/em&gt; ? Per molti la risposta non solo è rigorosamente affermativa, ma addiritura limitativa visto che la mutilazione e le amputazioni rappresenterebbero un bonus assoluto; negli anni settanta la rubrica della posta di Penthouse riceveva abbastanza regolarmente delle lettere con cui alcuni lettori chiedevano la pubblicazione di foto di ragazze mutilate nude. E sempre in quegli anni agiva ed operava la pornostarlette Long Jeanne Silver, la cui principale caratteristica come lascia intuire il nomignolo d'arte era una gamba in meno...il suo turgido moncherino dalla consistenza metasessuale finiva poi bizzarramente e inesorabilmente per incunearsi negli orifizi femminili a disposizione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Uno scrittore di fantascienza USA, ritenuto da molti il vero ed unico erede di P K Dick, l'ottimo K W Jeter, scrisse negli anni settanta un bizzarro e violento romanzo, Dr Adder, in cui un pornochirurgo pre-ballardiano riassembla la morfologia delle prostitute indulgendo in mutilazioni sessualmente orientate. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Potremmo dire che la bellezza per sottrazione risponde a stimoli ulteriori rispetto al mero freak show; in fondo un pò tutti amiamo le fotografie di Diane Arbus, ma pochi trovano poi eccitanti ed intriganti i soggetti di quelle foto desiderando addirittura del sesso...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ultimamente la pornografia sta virando ex novo su coordinate di mutilazione, amputazione e deformità varie - un tale di colore usa il suo moncherino esattamente come 30 anni prima faceva la moretta Long Jeanne, su Youtube sono visionabili video come &lt;strong&gt;Miss Amputee Beauty Contest &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;Weird Pin Ups, &lt;/strong&gt;quindi per quale motivo ci si dovrebbe indignare per la creazione (ad opera di un gruppo norvegese) del contest Miss Landmine che nel 2009 è di scena in Cambogia?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ovvio, l'accusa di strumentalizzazione per fini commerciali è palese e scoperta; ma tutto sommato, e aldilà del punto di vista dei pervertiti, c'è da dire che un futuro a base di becera compassione, carezzine da ritardati e coccole mielose non è poi tanto preferibile per queste ragazze...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-4641160625975060195?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/4641160625975060195/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=4641160625975060195' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/4641160625975060195'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/4641160625975060195'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2009/07/la-bellezza-mutilata.html' title='La bellezza mutilata'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/SlJDl0yF37I/AAAAAAAAAw8/6oGIheg07oA/s72-c/enangola1%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-7155404335521493499</id><published>2009-07-04T17:02:00.006Z</published><updated>2009-07-04T17:07:00.252Z</updated><title type='text'>La città degli Angeli Perduti</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/Sk-LoyziuxI/AAAAAAAAAw0/1krodTVjTyw/s1600-h/rev43770(1)-ori[1].jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5354652014915795730" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 257px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/Sk-LoyziuxI/AAAAAAAAAw0/1krodTVjTyw/s400/rev43770(1)-ori%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/Sk-LjkFHgaI/AAAAAAAAAws/yHIPN8agBik/s1600-h/lost-30[1].jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5354651925063631266" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 265px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/Sk-LjkFHgaI/AAAAAAAAAws/yHIPN8agBik/s400/lost-30%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/Sk-Leim3dsI/AAAAAAAAAwk/_LkBxLkCAWo/s1600-h/lost-09[1].jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5354651838768969410" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 265px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/Sk-Leim3dsI/AAAAAAAAAwk/_LkBxLkCAWo/s400/lost-09%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/Sk-LaCxZXeI/AAAAAAAAAwc/aNiHGUke3bM/s1600-h/lost-02[1].jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5354651761503722978" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 265px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/Sk-LaCxZXeI/AAAAAAAAAwc/aNiHGUke3bM/s400/lost-02%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/Sk-LWpyaxkI/AAAAAAAAAwU/Pis5NeTA_6Y/s1600-h/03[1].jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5354651703257515586" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 262px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/Sk-LWpyaxkI/AAAAAAAAAwU/Pis5NeTA_6Y/s400/03%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;(Scatti fotografici di Alfredo Falvo, da "Lost Angels")&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’uomo è in ginocchio sull’asfalto, mentre sotto di lui una macchia di liquido rosso va allargandosi come un piccolo torrente nella stagione delle inondazioni -  alle sue spalle un poliziotto che vediamo soltanto dalla cintola in giù, il manganello legato in vita, una radio nella mano guantata, probabilmente ha il busto voltato verso la strada nell’approssimativo tentativo di allontanare i (pochi) curiosi.&lt;br /&gt;Il soggetto dello scatto fotografico è un ispanico coi capelli arruffati, l’espressione stranita e un polmone perforato, uno squarcio longitudinale aperto sul petto da un colpo secco di coltello – la lama è penetrata in profondità ed ecco quel che ci rimane, un immigrato-cristo deposto in evidente stato di shock, il suo sguardo vacuo,  perso, sinuosamente languido supera perfino la sofferenza che un simile taglio provoca, supera di un balzo ,fino ad innalzarsi sopra le vette della vita, tutto il grigiore catramato dello Skid Row.&lt;br /&gt;Niente rock n roll nel nome – un quartiere dormitorio di planimetria scombussolata, nel ventre addormentato del serpente che va sotto il nome di Los Angeles, la città degli Angeli. Ma qui gli angeli hanno nella migliore delle ipotesi le braccia tatuate e bucate dagli aghi, costipazione tossica e tanfo di decomposizione, zombies pregni di una non-morte capitalisticamente accettata, invisibili persino alla dimensione della carità; ex veterani del Vietnam convenientemente abbandonati a loro stessi nel nome di Chuck Norris e Rambo, la revanche in celluloide dell’unica guerra persa – non sta bene  rammentare con la propria presenza fisica il senso della sconfitta, per questo i reduci fatti di crack e di eroina, con addosso tatuaggi dozzinali, pustole, pidocchi e le giacche con cui hanno combattuto decenni prima, sballonzolano vagolano e vagabondano tra sacchi della spazzatura, campi da basket, ruderi abitativi e falò.&lt;br /&gt;L’architettura è un residuo politicamente avariato di &lt;strong&gt;1997 Fuga da New York&lt;/strong&gt;, assembramenti cancerosi di edilizia popolare ed alberghi un tempo rinomati ed oggi ridotti ad ostelli per barboni e falliti – il Million Dollar Hotel, quello del film di Wenders/Bono, l’apoteosi della ipocrisia americana, pigione anticipata per l’intero mese, i nomadi non hanno soldi per 30 giorni così si riducono a pernottare per due settimane e poi le due settimane successive si riversano come scarafaggi per le strade o nelle aule fatiscenti dei centri per la carità, che di tanto in tanto si degnano di aprire i battenti.&lt;br /&gt;Lo Skid Row è un campo di concentramento in cui  tubercolosi e AIDS fanno il lavoro sporco, eliminando i più deboli, i più malnutriti, i più malati – scene di desolazione senza precedenti, un grattacielo crollato aperto in due come una grotta dentro cui vengono “ospitati” centinaia di barboni, stesi su brandine. Una sorta di ospedale da campo tra lucori arancioni di lampioni e neon morenti, carne umana che va frollandosi nel caldo losangelino mentre attorno lontani ma non troppo i ricchi si arroccano in assetto di autodifesa sulle colline dorate.&lt;br /&gt;Ma questo non è un incubo lynchano, non sono le carpenteriane brigate della morte, lo Skid Row è un ghetto purulento dentro cui fermentano odori, umori, sapori, e il lezzo acre della sconfitta esistenziale. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Puttane senza denti vendono la loro fica malata, mentre un prete regala due dollari ai barboni in fila, file vorticose e composte come quelle per andare a vedere le partite dei Lakers o i funerali di Michael Jackson ma senza paillettes e lustrini– questa gente è morta, innegabilmente. Non importa il fatto che si muovano, che brancolino nel buio, che si disperino, che piangano, che maledicano il cielo cremisi al tramonto agitando i pugni scarnificati da coltellate e dalla denutrizione, sono morti che camminano, mandati avanti dalla mera fisiologia del capitalismo multinazionale.&lt;br /&gt;Bush e Obama qui più che nomi sono semplicemente echi lontani, esotici, il clamore e le esultanze per il primo presidente di colore non hanno mai attecchito perché i fighetti che un tempo chiedevano la liberazione di Nelson Mandela ed oggi si compiacciono per l’elezione di Obama non osano mettere piede nello Skid Row – d’altronde la stessa polizia ha le sue difficoltà, e quando interviene lo fa in forze e col pugno di ferro. Il tasso di omicidi è altissimo, e si può essere ammazzati persino per i resti di un cheeseburger rinvenuti tra la spazzatura, ogni tanto il silenzio è interrotto dalle sirene delle ambulanze, qualche ferito, qualche collassato, qualche tossico in overdose, un matto corvo nero di eco artaudiana urlacchia le sue insopportabili verità gridandole in faccia al mondo – uno scatto impressionante di un tale che viene portato via schiumante in overdose dalla sua stanza dentro il Million Dollar Hotel, alla faccia di Bono e delle campagne stellari pro-Terzo Mondo.&lt;br /&gt;Rockstar troppo impegnate a salvare il terzo mondo, si sono dimenticate che una appendice della miseria universale se la ritrovano sotto casa – questi uomini annientati, cioraniani inni distrutti alla deriva nel nero della notte, maledicono la loro condizione di cittadini americani, d’altronde chi mai crederebbe alla esistenza di questo piccolo inferno che ricorda Calcutta, Rio o le città peggio messe dell’Africa proprio a pochi chilometri da Malibu e da Hollywood ?&lt;br /&gt;Si produce compassione su scala industriale per un etiope, per un senegalese, ma non certo per un americano – lo stesso Governo centrale americano preferirebbe farsi annientare piuttosto che ammettere il dramma senza fine e senza tempo che gli abitanti dello Skid Row sono chiamati a sperimentare sulla loro pelle scabbiosa.&lt;br /&gt;Qui non entrano i turisti, i curiosi, gli approfondimenti di MTV, i Beach Boys e le epopee hippies sono disperse lungo eoni mai materializzati; un ecosistema sotto-urbano di lumpenproletariat finito, i rammendi, la tristezza, le crisi depressive che portano al suicidio tragico e cantato, voli post-pindarici dall’ultimo piano verso la liberazione del contatto con l’asfalto, poltiglie macilente di intestini srotolati mentre attorno vorticano gli zombies alla ricerca di un graal tossico.&lt;br /&gt;Case del crack e scantinati per vene recise, probabilmente molti degli abitanti che la sera si riscaldano davanti abborracciate palizzate e falò cupibondi non sanno nemmeno come sia fatto il sole, escono solo di notte per bearsi dell’utero amorevole e nero della tenebra, per sfuggire ai lampeggianti blu e persino a coloro i quali dicono, a parole, di voler aiutare. Qui non esiste dignità che una certa quantità di denaro non possa infrangere, scalino più basso della gerarchia della prostituzione, volti rugosi, braccia incartapecorite, indumenti dozzinali e sporchi, nessuna sensualità, scopate vendute per barboni e clienti tagliati fuori dal circuito della prostituzione che conta.&lt;br /&gt;Disneyland-Dachau sola andata – i liberatori si sono persi per strada questa volta, il loro paradiso evidentemente può attendere.Gli abitanti dello Skid Row, loro no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-7155404335521493499?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/7155404335521493499/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=7155404335521493499' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/7155404335521493499'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/7155404335521493499'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2009/07/la-citta-degli-angeli-perduti.html' title='La città degli Angeli Perduti'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/Sk-LoyziuxI/AAAAAAAAAw0/1krodTVjTyw/s72-c/rev43770(1)-ori%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-2147255775422971311</id><published>2009-06-15T08:20:00.003Z</published><updated>2009-06-15T08:29:31.966Z</updated><title type='text'>Total BDSM</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/SjYEdD1gcMI/AAAAAAAAAwM/5rcK_Vwwqtc/s1600-h/total+bdsm.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5347466504841490626" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 283px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/SjYEdD1gcMI/AAAAAAAAAwM/5rcK_Vwwqtc/s400/total+bdsm.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’afa romana è stata testimone dell’ennesima bizzarria politico-sessuale, l’assalto al cielo portato dai praticanti di BDSM i quali evidentemente stufi delle discriminazioni subite nella società italiana si sono accodati alla comunità gay; senza forconi né baluginanti fiaccole, ma con più prosaici completi di cuoio addosso e frustini neri stretti in pugno i bdsmers hanno scalato la loro personale Bastiglia, in uno slancio assoluto di devozione ai principii egualitari del 1789 francese.&lt;br /&gt;E’ da tempo che segnali sempre più nefandi ci arrivano dalla sedicente comunità dei praticanti di BDSM – convegni, workshop sul modello di quelli americani, tendenza all’associazionismo culturale e appunto rivendicativo, libri, saggi, attenzione che vira dall’aspetto sessuale a quello controculturale, una preoccupante caduta nel baratro del presunto antagonismo urbano per cui il BDSM diventa una trasgressione al vivere civile, borghese e stereotipato. Continuo a ritenere, come già faceva il R. Vaneigem de &lt;strong&gt;Il Libro dei Piaceri&lt;/strong&gt;,  che la trasgressione dei tabù sia il modello principale di reiterazione dello status quo capitalistico, valvola di sfogo facile e plastica per chi annoiato dalla routine potrebbe cominciare a pensare seriamente che non viviamo nel migliore dei mondi possibili – ed ecco allora l’anestetico dei sensi, la morfina dei genitali e delle sinapsi, non la pratica BDSM in sé quanto l’orripilante sovrastruttura intellettualistica che va insinuandosi al suo interno.&lt;br /&gt;Hanno rivendicazioni da fare questi emuli nerovestiti del maggio francese - e se una volta al potere doveva salire l’immaginazione, adesso probabilmente ritengono più confacente allo spirito dei tempi il flogger; eccoci servite persino analisi psicosessualsociologiche di Abu Ghraib e delle torture CIA, il quoziente di liberazione sessuale della vittoria di Obama, e quindi la possibilità di evitare il ripetersi di quegli abusi polizieschi se la società accettasse ed abbracciasse le libere pratiche sessuali “alternative”. Ma se questa gente posasse per un attimo il libro, uno qualsiasi, di W. Reich e si concentrasse più acutamente sul senso interiore ed intrinseco delle pratiche BDSM capirebbe che spirito intellettuale ed idiozia quando parliamo di sesso vanno a braccetto; “&lt;em&gt;molto spesso maschere di cuoio, fruste e attrezzi vari fanno apparire i praticanti di sadomaso assolutamente ridicoli se pensiamo che essi sono consenzienti&lt;/em&gt;” ha scritto Peter Sotos.&lt;br /&gt;Non c’è dubbio che l’esibizione di una qualche consapevolezza politica sia un dolce nettare in grado di ripulire parecchie coscienze; non una liberazione verso e per l’esterno, ma una placida accettazione di se stessi perché si è intimamente troppo borghesi, troppo stupidi e troppo insicuri e si finisce per provare vergogna quando ci si confronta coi propri piaceri. Li si vive in modo colpevole, preferendo arricchirli ed abbellirli con formule politiche ed intellettuali che ci rendano meno “sporchi”.&lt;br /&gt;Ed allora ecco scattare la rivendicazione sociale per potersi dire pienamente integrati e socialmente consapevoli pur se i sabati sera invece che a giocare a calcetto si va in qualche dungeon abbigliati come il Macina di “&lt;em&gt;8mm-delitto a luci rosse&lt;/em&gt;”; e così nel paradiso carnale di muffe e lucori ambrati, tra gemiti, sussurri e grida, e nel fervore escatologico delle frustate e del dolore è tutto un susseguirsi (metaforico, ma nemmeno tanto...) di “salve ragioniere”, “buonasera avvocato”, spogliatoio, salette appartate e poi via, una volta fuori in giacca e cravatta, prole da educare, macchina e ferie agostane assieme al vicino di casa in qualche villaggio turistico Valtour.&lt;br /&gt;L’integrazione sessuale significa normalizzazione, non normalità; accodarsi alle rivendicazioni sociali avrebbe un senso se esistesse un pericolo di criminalizzazione ed allora si decidesse in maniera organica di autotutelarsi per evitare la galera o la morte sociale. D’altronde i Gay Pride (oggi solo Pride) nascono da un episodio ben preciso e che con l’integrazione degli stili di vita ha poco a che vedere, se non addirittura nulla. E nemmeno possiamo dire che il BDSM sia un orientamento sessuale come lo è l’omosessualità; perché se lo fosse molti dovrebbero ammettere, ma sono certo non farebbe loro piacere, che il vero bdsmer sarebbe Peter Kurten o Ted Bundy e non un panciuto Master di Frosinone desideroso di sperimentare epifanie in cuoio.&lt;br /&gt;Il BDSM è un gioco di matrice sessuale, può essere uno stile di vita ma non va oltre questo; altrimenti dovremmo rimetterci a considerare quelle quattro paroline che ne compongono l’acronimo ed interrogarci sul significato di masochismo e sadismo. Dovremmo prendere un Lawrence Bittaker, i suoi lussuriosi piaceri di dominio totale, tortura estrema e uccisione di teenager e confrontarlo con una qualche attempata casalinga che dopo aver martoriato la schiena del suo slave cambia tono e gli dice “caro non mi ero accorta che è così tardi, scendi a prendermi il pane”.&lt;br /&gt;Il confronto non regge. Se esistesse al mondo un barlume di dignità nemmeno dovrebbe essere tentato. Ma evidentemente il senso della misura, che non è limitazione ma comprensione della propria natura (e che come tale potrebbe aiutare a godere molto di più), non abita più qui.&lt;br /&gt;Ed ecco quindi le associazioni esponenziali di maritini a chiappe di fuori, e donnine in completi leather, le si vede accapigliarsi per la primogenitura dell’idea di creare una comunità, hanno uno statuto giuridicamente vincolante, degli organi di autocontrollo, forse pure di arbitrato…viene da chiedersi, ci sarà pure la necessità di registrazione del contratto master-slave? E in caso di inadempimento contrattuale quale sarà il foro competente? Qualche colpo di flogger in più rispetto a quanto pattuito determina l’insorgere di una responsabilità contrattuale o, nel caso si fosse solo alle prime timide scaramucce, di una responsabilità precontrattuale? Dai preliminari sessuali al preliminare del contratto…e la safe-word ha natura di negozio giuridico recettizio o meno ? Sono domande inquietanti che, ne sono certo, popoleranno le già molto popolose aule di giurisprudenza di una nuova stirpe di studenti. D’altronde non stupisce; chi studia legge già di suo non può che essere o un masochista o un sadico.&lt;br /&gt;Queste associazioni cosa chiedono? Rispetto, evidentemente. Ma rispetto di cosa ? Si intende per rispetto il fatto che mia madre potrebbe andare in salumeria e tra due etti di salame e uno di fesa di tacchino mettersi a colloquiare amorevolmente di scudisciate con la sua vicina di fila senza che nessuno abbia da ridire ? Questa sarebbe la normalità tanto agognata ?&lt;br /&gt;Anche perché oggettivamente non ricordo di retate contro sadomasochisti, omicidi di sadomasochisti e via dicendo (i problemi legati invece alla realizzazione di video e rivste si inseriscono nell’altro contesto della pornografia e della oscenità) – e il lamentarsi perché non si può parlare di nerbate e serate spese nei locali SM mentre si redige il bilancio consolidato in azienda  scusatemi ma non mi sembra una grande conquista sociale, anzi mi pare piuttosto un modo per rendere il tutto più grigio, insipido, borghese. Un modo per gettare le perle ai porci.&lt;br /&gt;La prima contestazione che viene mossa a questa mia impostazione è tipicamente egualitaria e progressista; tutti hanno diritto di sperimentare forme alternative di sessualità, quindi è giusto e lecito che se ne parli pubblicamente, che si sviluppi una comunità in grado di guidare passo passo chi si avvicina per la prima volta. Naturalmente questa impostazione potrebbe avere una sua qualche serietà se stessimo parlando di diritti fondamentali per la persona (ma nella mia prospettiva non esistono nemmeno quelli, come non esistono nemmeno i sedicenti diritti umani…rimando a tal proposito alla lettura di &lt;strong&gt;Indagine sui diritti dell'uomo&lt;/strong&gt; di Stefano Vaj, per una piena confutazione della ridicola categoria dei diritti umani), non di piaceri sessuali (piaceri, non diritti !) che sono rigorosamente individuali; non avrei mai potuto pensare che l’ultima frontiera del progressismo sarebbe stata la collettivizzazione dell’orgasmo, difficile da pensare soprattutto perché stiamo parlando di sedicenti libertari.&lt;br /&gt;Ma in fondo se il senso della comunità BDSM fosse solo quello di fornire consigli, confrontare esperienze, propiziare incontri sarebbe qualcosa di accettabile; il problema invece è proprio questa parvenza totalizzante di appartenenza ad un club giacobino. L’errore strutturale di questa impostazione sta nel fatto che il BDSM ha a che fare col potere; dato che questo termine evoca, soprattutto nel patetico mondo anglo-americano, ricordi legati ai regimi nazionalsocialisti e fascisti, si è preferito dar vita alla categorizzazione dello “scambio di potere”, qualcosa di più tollerabile e che soprattutto implica un orizzonte relazionale simmetrico. Non sia mai che un qualche afflato antropologico-negativo finisca per insinuare l’ombra delle relazioni asimmetriche in camera da letto; e poco importano paradossi hegeliani di servi che in realtà comandano e di squilibrio nelle relazioni perché qui in gioco è la rivendicazione della parità dei ruoli. Qualcosa di totalmente inaccettabile.&lt;br /&gt;E se così ormai siamo ridotti a brancolare tra mute richieste di amore in una straniante versione BDSM della new age e delle favolette col principe azzurro, non ci è nemmeno dato lo spazio per controbattere o proporre visioni più confacenti all’etica del sadismo; perché i nuovi giacobini della frusta, nel solito impeto di manicheismo ideologico che sempre contraddistingue il giacobino, riconoscono dignità dialettica soltanto a chi la pensa come loro. Gli altri semplicemente non esistono e non meritano alcuna chance.&lt;br /&gt;E così il moralismo si è impadronito del sotto-mondo BDSM, le casalinghe rinate come dominatrici criticano, condannano, mettono all’indice gli impuri, mentre i Master-Soloni sono lieti di ancorare le torture ai capezzoli  all’emancipazione femminile e alle canne che si fumavano tra le aule universitarie nel 1968 – un nesso di continuità, di pensiero “libertario”, di trasgressione larvatamente politica, di eversione della comune sessualità eterosessuale, che nella loro (ottusa) ottica accomuna le esperienze del passato e le serate trascorse nei club sadomaso. E vorranno convincerci che il riferirsi alla slave con epiteti tipo “puttana”, “miserabile troia”, “cagna” è soltanto un articolato e complesso esercizio catartico che non mette in dubbio l’intrinseco valore della donna, non sia mai pure qui che qualche femminista dovesse incazzarsi.&lt;br /&gt;La si chiama “cagna” ma in realtà si pensa che sia la migliore, la più brava, la più bella; questo comportamento ha un nome, autoinganno. Ai limiti dell’infantilismo compulsivo, non più gioco ma solo ipocrisia e illusione strettamente avvinghiate per definire un nuovo quadro di nullità. Il doppio volto kierkegaardiano raggiunge nuove vette.&lt;br /&gt;Slave e Mistress che cercano l’amore, la relazione in pianta stabile, l’uomo della loro vita che alterni sapientemente coccole e caning, giustamente anche il matrimonio sadomaso, e l’adozione sadomaso col ciucciotto in leather – disgustoso, e ridicolo. Gli annunci da leggere in codice, ultra contro aenigma, ogni parola ne sottende un’altra, dominazione come blando surrogato dell’affetto, dimostrazione di considerazione mediante il dolore e la sofferenza; ma che senso ha? Alcuni rispondono, il piacere.&lt;br /&gt;Già, ma quale piacere ? Seguendo la linea concettuale del sadomaso all’acqua di rose si arriva grosso modo al grado di piacere che si potrebbe avere dallo scambiarsi la moglie o la fidanzata, dalla normale relazione sessuale eterosessuale. Non pretendo di stabilire assoluti che siano validi per tutti, ma è evidente che non avendo deciso io che BDSM sia acronimo di Bondage Domination Sado-Masochism ed essendoci in questa sigla dei termini ben precisi che implicano alcune cose altrettanto precise direi con buona sicurezza che non sono io ad avere dei problemi. Si sarebbe potuto chiamare Amore Tenerezza Schiaffetti, forse sarebbe stato più confacente alle effettive richieste ed aspettative di molti “praticanti”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un cerchio di rigorosa idiozia – si rivendicano diritti, si ama il proprio dominante, si spera di mettere su famiglia con lui e di godere dei diritti rivendicati ed ottenuti. La famigliola sadomaso come specchio dei tempi. Aveva ragione Marx, "&lt;em&gt;la storia tende a ripetersi, la prima v0lta è tragedia, la seconda farsa&lt;/em&gt;".&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-2147255775422971311?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/2147255775422971311/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=2147255775422971311' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/2147255775422971311'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/2147255775422971311'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2009/06/total-bdsm.html' title='Total BDSM'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/SjYEdD1gcMI/AAAAAAAAAwM/5rcK_Vwwqtc/s72-c/total+bdsm.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-7037198807485517996</id><published>2009-06-13T17:45:00.002Z</published><updated>2009-06-13T17:51:38.183Z</updated><title type='text'>Chiamata d'odio per i figli dello shock</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/SjPmBW4wQ4I/AAAAAAAAAwE/qrBRTMMHns0/s1600-h/chiamata+per+i+figli+dello+shock.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5346870093616792450" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 256px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/SjPmBW4wQ4I/AAAAAAAAAwE/qrBRTMMHns0/s400/chiamata+per+i+figli+dello+shock.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nella stagnante palude della letteratura horror capita di tanto in tanto qualche stella cadente capace di increspare le acque melmose e di agitare emozionalmente il cuore dei lettori – intendiamoci, molto spesso la fiction orrorifica ha una disgustosa consistenza di “favola morale”, ellittica, presuntuosa e pretenziosa, sequela strutturale di rassicuranti trovate messe su carta per convincere il probo cittadino medio che tutto va bene e che la gioia del quotidiano può essere sconvolta solo da mefitiche creature dell’occulto (le quali saranno comunque sconfitte).&lt;br /&gt;Persino l’orrore del reale, le scatenate scorribande di sadismo e violenza dei serial killer, è stato ricondotto a miti consigli tra true crime e narrativa new horror; Robert Bloch, l’autore di Psycho, si domandava sconsolato “che cosa verrà fuori da questa gente convinta che &lt;em&gt;La Notte dei Morti&lt;/em&gt; Viventi non sia abbastanza?”, la mia personale e modesta risposta all’angosciato quesito è proprio “non abbastanza”.&lt;br /&gt;Infatti se ancora oggi stiamo a preoccuparci di libri-scandalo il cui quoziente di violenza è evidentemente plastico, artefatto, istupidito da convenzioni (sociali) e convenienze (commerciali), allora dovremmo concludere che la carnografia tremolante dello splatter prima e del mondo movie poi non sono serviti ad aprire gli occhi ed il senso estetico, ma se mai a chiuderli e sigillarli col cemento armato. Le eccezioni, per fortuna,  non mancano, e di certo il fatto che arrivino inaspettate a battere piste non troppo frequentate conferisce un valore aggiunto, il valore dell’essersi sottratte all’inflazione.&lt;br /&gt;Dio benedica l’avidità di qualche direttore editoriale italiano che ravanando gli scaffali metaforici delle proposte internazionali a metà degli anni novanta decise di importare in Italia quattro fenomenali e fondamentali antologie del nuovo horror contemporaneo – non mi starò a dilungare su nuovo horror, splatterpunk, dark fantasy e definizioni affini, come scrive Lansdale “io mi limito a scrivere e lascio che siano gli altri a definire ciò che scrivo”, ed in fondo la riconduzione di uno scritto ad un genere, ad una etichetta è operazione didascalica o di marketing commerciale, ben lontana dal presentare il minimo interesse.&lt;br /&gt;La prima di queste antologie è &lt;strong&gt;PROFONDO  HORROR&lt;/strong&gt;, edita da Bompiani nel 1993 (la versione originale americana è del 1986…); si tratta della trasposizione a pizzaland di &lt;em&gt;Cutting Edge,&lt;/em&gt; titolo decisamente più affine alle reali intenzioni del curatore, Dennis Etchison. Infatti, nel 1986, i limiti si stava cercando di abbatterli sul serio e molti scrittori non-mimetici avevano deciso, con esiti altalenanti, di frequentare abitualmente la lama del rasoio. Il tratto caratterizzante di &lt;em&gt;Cutting Edge&lt;/em&gt; è la volontà precisa e deliberata di proporre una visione non scontata né stereotipica dell’horror; presupposto non marginale, la celebrazione della brutalità omicidiaria e una conseguente attenzione morbosa alla violazione della anatomia umana. Un sociologo potrebbe leggerci dietro una qualche metafora di reazione contro il Reaganismo imperante e contro l’edonismo di quegli anni, ma dato che io non sono un sociologo queste conclusioni traetevele da soli se lo volete e se lo ritenete di qualche importanza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il libro è diviso in 4 sezioni, “&lt;em&gt;tutto ritorna&lt;/em&gt;”, “&lt;em&gt;stanno venendo per te&lt;/em&gt;”, “&lt;em&gt;alla luce dei fari&lt;/em&gt;”, “&lt;em&gt;continuando a morire&lt;/em&gt;”, per un totale di 20 racconti la cui qualità media si situa decisamente sopra la media, sfiorando in alcuni casi l’assoluta eccellenza; uno di questi casi è rappresentato dallo straordinario “&lt;em&gt;musica registrata per squartamenti artistici&lt;/em&gt;” di Mark Laidlaw, e trovo sia al tempo stesso paradossale e rivelatorio notare come Laidlaw NON sia uno scrittore horror ma bensì uno dei più promettenti esponenti del post-cyberpunk, autore del grottesco e magistrale affresco post-nucleare di &lt;strong&gt;UNA FAMIGLIA NUCLEARE&lt;/strong&gt;. Il racconto presente nell’antologia è irriverente, brutale, sanguinolento e cinicamente umoristico, una piccola depravata gemma letteraria  Altro racconto da segnalare è lo splendido “&lt;em&gt;Irrelatività&lt;/em&gt;”, di Nicholas Royle; se amate le atmosfere ballardiane di straniante critica sociale, procuratevi il suo &lt;strong&gt;SMEMBRAMENTI&lt;/strong&gt; pubblicato da Einaudi qualche anno fa. “&lt;em&gt;Irrelatività&lt;/em&gt;” invece è un breve racconto di atmosfere cupe e meditabonde, che parte come un divertissement ballardiano per finire in un (onirico) bagno di sangue alla Hostel. E menzione al merito per “&lt;em&gt;addio, oscuro amore&lt;/em&gt;”, di Roberta Lannes; il brevissimo scritto, quasi una sorta di allegorico schizzo, riesce a convogliare in poche pagine un crescendo delirante di abuso familiare, sadismo, incesto, omicidio e necrofilia.&lt;br /&gt;Antologia che fece epoca, e poco scandalo in Italia ma tanto negli USA, è &lt;strong&gt;EROTIC HORROR&lt;/strong&gt;, Bompiani 1994; altro titolo fuorviante, visto che l’originale è &lt;em&gt;Hot Blood&lt;/em&gt;. In realtà la Bompiani in questo caso decise di realizzare una sorta di collettanea segando i tre volumi originali (&lt;em&gt;Hot Blood&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Hotter Blood&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Hottest Blood&lt;/em&gt;) ed assemblando una sorta di “best of”.&lt;br /&gt;Qui il livello medio dei 18 racconti sfiora il sublime. Personalmente ritengo che chi segue Halogen, e quindi per mia pura presunzione di sapere qualcosa dei gusti di chi legge, troverà delizioso “&lt;em&gt;La Vasca&lt;/em&gt;” di Richard Laymon; Laymon è un autore horror prematuramente scomparso che si merita un autonomo articolo monografico, vista la eccellente qualità della sua produzione (racconti e romanzi). Ma intanto, posso dire che se avete presente “&lt;em&gt;Il Gioco di Gerald&lt;/em&gt;” di King, bè l’idea è quella ma Laymon la sintetizza, la rende mille volte più efficace e lasciva, e accorpa in 20 pagine tanto sangue quanto King non sarebbe in grado di mettere in 20 libri. Una scrittura scarna, essenziale, incisiva, che in alcuni punti fa davvero male.&lt;br /&gt;Altro autore a distinguersi è l’incostante Robert McCammon, col suo “&lt;em&gt;L’aggeggio&lt;/em&gt;”; incostante perché mentre nel racconto breve è un autentico genio, nei romanzi diventa pedante, noioso e derivativo ai limiti del plagio (prevalentemente nei confronti dei libri di King). Ad ogni modo “&lt;em&gt;l’aggeggio&lt;/em&gt;” ci presenta un vizioso e aristocratico degenerato alle prese con vizi privati che farebbero impallidire Albert Fish…&lt;br /&gt;Come si evince dal titolo dell’antologia, il filo conduttore è il sesso; a volte descritto nei canoni dell’erotismo, in altri casi andandoci giù in stile pornografico. Da un lato il sorprendente “Carnaio” del duo Skipp-Spector, i fondatori dello splatterpunk, una breve ed euforica discesa nel sesso promiscuo da bar visto da una angolazione quasi filosofica, dall’altro “è bello trovare un uomo duro” farsa necropornografica decisamente incisiva e divertente (divertente se avete un senso dell’umorismo virato al nero…).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Capolavoro nel suo insieme è &lt;strong&gt;IL LIBRO DEI MORTI VIVENTI&lt;/strong&gt;, curata da John Skipp e Craig Spector e ad oggi ritenuta l’antologia fondamentale, e fondante, dello splatterpunk; pubblicata in Italia sempre da Bompiani nel 1995 (l’originale &lt;em&gt;Book of the Dead&lt;/em&gt; è del 1989) consiste di 16 racconti (TUTTI davvero meritevoli), l’introduzione dei curatori e una prefazione di George Romero a cui il libro, per ovvi motivi, è dedicato. Il tema dell’antologia è quello dei morti viventi, anzi; i morti viventi per come ci sono stati mostrati da Romero nei suoi film, quindi istupiditi, brutali, cannibali e scatenati in contesti sociali impazziti e alla deriva. Volendo scegliere i “migliori”, a gusto ovviamente personale, da citare ancora una volta Richard Laymon col suo celebre e allucinante “La Mensa”, non proprio il genere di racconto che il fan medio dell’horror era abituato a leggere nel 1989 (o in Italia nel 1995…ma probabilmente con poche eccezioni, in Italia ancora non si è abituati); vivida e dettagliata storia di un serial killer, Il Mietitore, che rapisce le sue vittime, le porta in una radura e le tortura a morte lasciando poi i resti umani a disposizione di avvoltoi e animali selvatici…fino a quando non troverà la sua giusta “punizione”ad opera di alcuni zombie. Si segnalano anche “&lt;em&gt;Mangiami&lt;/em&gt;” di McCammon e “&lt;em&gt;Sassofono&lt;/em&gt;” di Royle, che costituisce il nucleo embrionale attorno cui poi avrebbe sviluppato &lt;em&gt;Smembramenti&lt;/em&gt;; ma le due perle dell’antologia sono senza tema di smentita il delirante “&lt;em&gt;Vermone e i figli di Jerry&lt;/em&gt;” di David J. Show (uno degli autori più interessanti del nuovo horror, oltre che uno dei meno pubblicati in Italia…di suo si trovano solo racconti nelle antologie Newton Compton…) e l’eccelso “nel deserto cadillac coi morti” di Joe Lansdale.&lt;br /&gt;Per finire, &lt;strong&gt;LO SCHERMO DELL’INCUBO&lt;/strong&gt; (titolo originale; &lt;em&gt;Silver Scream&lt;/em&gt;, edita nel 1988 negli USA), curata proprio da David J. Show e importata in Italia da Einaudi soltanto nel 1998, sull’onda dell’entusiasmo collettivo per i “cannibali” nostrani – ma ringraziando iddio la Einaudi ci ha risparmiato in questo caso una introduzione o una post-fazione di Ammaniti, cosa che purtroppo non ci ha risparmiato nel caso de &lt;strong&gt;LA NOTTE DEL DRIVE-IN&lt;/strong&gt; di Lansdale ahimè…&lt;br /&gt;Lo Schermo dell’Incubo, come lascia agevolmente intuire il titolo, è una antologia concernente il cinema; nel suo senso fisico di cinema come posto dove vedere film oppure nel senso di arte. Gli autori presenti, da Clive Barker a Karl Edward Wagner (assolutamente fenomenale il suo “&lt;em&gt;Abuso&lt;/em&gt;”, viaggio accurato nell’abisso della pornografia clandestina, roba da far relegare in un cantuccio per la vergogna “&lt;em&gt;8mm-delitto a luci rosse&lt;/em&gt;”) passando per Joe Lansdale (col celebrato e brutale “&lt;em&gt;La notte che persero il film horror&lt;/em&gt;”, apologo delirante e nichilistico con supreme vette di razzismo, misoginia e ironia ultravioletta) e Ray Garton col suo “&lt;em&gt;Voglia di cinema&lt;/em&gt;” satira feroce e dai toni swiftiani contro gli avventisti del settimo giorno, ce la mettono davvero tutta per rendere meno serena la serata dei lettori.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-7037198807485517996?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/7037198807485517996/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=7037198807485517996' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/7037198807485517996'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/7037198807485517996'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2009/06/chiamata-dodio-per-i-figli-dello-shock.html' title='Chiamata d&apos;odio per i figli dello shock'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/SjPmBW4wQ4I/AAAAAAAAAwE/qrBRTMMHns0/s72-c/chiamata+per+i+figli+dello+shock.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-168148496555276782</id><published>2009-06-07T11:01:00.004Z</published><updated>2009-06-07T11:20:04.233Z</updated><title type='text'>L'ultima casa a sinistra (2009)</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/SiueOnuqjEI/AAAAAAAAAv8/kvjGocXrbG4/s1600-h/lasthouseontheleft[1].jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5344539356825291842" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 270px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/SiueOnuqjEI/AAAAAAAAAv8/kvjGocXrbG4/s400/lasthouseontheleft%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' possibile rivedere radicalmente il proprio giudizio su di un film nell'arco di due giorni ? A me è successo, proprio con il remake di &lt;strong&gt;The Last House on the Left &lt;/strong&gt;- ringraziando il cielo il neonato film festival di Ostia mi ha permesso di vedermelo due volte, gratis, in anteprima (ho visto pure il secondo capitolo della saga di &lt;strong&gt;Ken il Guerriero&lt;/strong&gt; e su quello invece stendiamo un velo pietoso), lasciando spazio sia alle impressioni negative sia a quelle positive.&lt;br /&gt;Soltanto che poi sul lungo periodo a prevalere sono state queste ultime.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come noto si tratta del remake del capolavoro di Wes Craven, diretto nel 1972, sordida storia di abuso omicida, misoginia estrema e delinquenza allo stato brado, in cui una banda di spietati criminali dopo aver propiziato l'evasione di uno di loro si imbatte, non proprio per caso, in due liceali alla ricerca di qualche emozione forte in città - e che invece nella migliore tradizione dei film di umiliazione/riscatto/vendetta, a partire da &lt;strong&gt;La Fontana della Vergine&lt;/strong&gt; che è la "matrice" di questo sotto-genere, finiranno nelle grinfie dei perfidi delinquenti, i quali non troveranno di meglio che abusarle, rapirle, ed infine torturarle a morte, con tanto di scatenata e selvaggia fuga tra i boschi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il remake è prodotto dallo stesso Craven, il che implica un esplicito placet alla regia di Iliadis - quello che inizialmente, e forse devo dire pregiudizialmente, non mi era piaciuto era il tono più solare e meno morboso rispetto all'allucinato tono cupo dell'originale. Infatti nella versione del 1972, la discesa in città era stata più plumbea, la città stessa era decisamente più degradata, oscura, lercia, ed il contrasto con la festa di compleanno iniziale, il giochino psicologico con la polizia, era stato una manna dal cielo per malati mentali come il sottoscritto. Qui invece si ha il timore di una virata verso lo slasher movie...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma se un merito va ascritto ad Iliadis è proprio quello di aver evitato qualunque sterzata in tal senso - pur riaggiornato e ricontestualizzato, e leggermente ripulito (si veda la figura del ragazzino, che nell'originale non era il "redento" che qui invece appare e che addirittura si salva - o anche il destino di Mari...), il film mantiene un carico di eccellente crudeltà, a partire dalle sequenze iniziali e dalle foto delle bambine mostrate, in uno slancio di puro sadismo, al poliziotto morente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un appunto negativo è la mancanza della preordinazione omicidiaria del padre di Mari - nel film originale la sua vendetta è fredda, lucida e pianificata (vedasi ad esempio il congegno elettrico), mentre qui è più azione di impulso e strettamente legata alla sopravvivenza. Un margine di brutale violenza cinica e fredda resta soltanto nel modo in cui uccide Krug.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Va inoltre dato atto al regista di aver mantenuto un carico di violenza notevole, certamente eccedente i ridicoli parametri yankee - ma se possibile, dove si eccelle è la scena dello stupro, dove l'abuso è mostrato senza particolari sconti allo spettatore e il volto umiliato, angosciato, piangente, sporco di terriccio e muschio della ragazza è un colpo duro per chi è magari cresciuto soltanto con i pupazzetti degli slasher. La morte del primo bandito poi è un piccolo tripudio di carnografia omicidiaria, il momento della verità per i genitori disperati - in cui nasce un nuovo padre, non più timoroso o spaventato ma follemente determinato a spazzare via gli intrusi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E la settimana prossima è la volta di &lt;strong&gt;MARTYRS...&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5520444492922504278-168148496555276782?l=andreavenanzoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/feeds/168148496555276782/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5520444492922504278&amp;postID=168148496555276782' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/168148496555276782'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5520444492922504278/posts/default/168148496555276782'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://andreavenanzoni.blogspot.com/2009/06/lultima-casa-sinistra-2009.html' title='L&apos;ultima casa a sinistra (2009)'/><author><name>AV</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07010029633550066834</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/TDCvQ5eN0VI/AAAAAAAAA3I/8tXmC-DyYGQ/S220/insomnia_02%5B1%5D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/SiueOnuqjEI/AAAAAAAAAv8/kvjGocXrbG4/s72-c/lasthouseontheleft%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5520444492922504278.post-1445728860503934453</id><published>2009-05-30T12:06:00.006Z</published><updated>2009-05-30T12:20:12.680Z</updated><title type='text'>La solitudine dello spazio; le fotografie di James Casebere</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/SiEhzU1BihI/AAAAAAAAAv0/nGdT_KUTAvQ/s1600-h/casebere_03_body[1].jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5341587798686272018" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 283px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/SiEhzU1BihI/AAAAAAAAAv0/nGdT_KUTAvQ/s400/casebere_03_body%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/SiEhuMEGyqI/AAAAAAAAAvs/H_s5RTp3mbk/s1600-h/casebere_02[1].jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5341587710434265762" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 284px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/SiEhuMEGyqI/AAAAAAAAAvs/H_s5RTp3mbk/s400/casebere_02%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/SiEhqJBYEBI/AAAAAAAAAvk/aYnHQCcYn5A/s1600-h/casebere_01_body[1].jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5341587640898031634" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 307px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/SiEhqJBYEBI/AAAAAAAAAvk/aYnHQCcYn5A/s400/casebere_01_body%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/SiEhmBU3ttI/AAAAAAAAAvc/Ic-lrtEbPjo/s1600-h/artwork_images_140199_293675_james-casebere[1].jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5341587570112837330" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 322px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_py4qfWXWfO8/SiEhmBU3ttI/AAAAAAAAAvc/Ic-lrtEbPjo/s400/artwork_images_140199_293675_james-casebere%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di ritorno da una placida giornata in casa editrice, e dopo essermi fermato da Mondo Bizzarro a parlare e consigliare libri, proprio a pochi metri da lì in compagnia del Gabriels ecco la minuscola galleria Traghetto con in esposizione una collettiva sugli spazi desolati - e tra queste foto un magistrale scatto di Jamese Casebere, grandissimo fotografo statunitense (classe 1953) nato nel Michigan ed attualmente residente a New York dove vive con la moglie e con la figlia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il paradosso di quella epifania pre-estiva raggiunge vette inesplorate se si pensa che il Gabriels mi st
